{"id":25137,"date":"2019-05-27T15:34:47","date_gmt":"2019-05-27T13:34:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=25137"},"modified":"2019-05-27T15:37:02","modified_gmt":"2019-05-27T13:37:02","slug":"intervento-al-congresso-sulle-cure-palliative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/intervento-al-congresso-sulle-cure-palliative.html","title":{"rendered":"Intervento al congresso sulle cure palliative"},"content":{"rendered":"<div>Oggi la comunit\u00e0 scientifica delle cure palliative riconosce alle religioni un ruolo importante nel dare impulso concreto a questa forma di accompagnamento della persona malata o morente, data la capacit\u00e0 delle religioni stesse di raggiungere le periferie dell\u2019umanit\u00e0, coloro che all\u2019interno di una comunit\u00e0 sono sotto qualche profilo maggiormente bisognosi. Questo certamente \u00e8 vero. Ma le religioni sono e fanno molto di pi\u00f9. Le religioni non sono solo funzionali a raggiungere una maggiore presenza delle cure palliative laddove ve ne sia il bisogno, ma sono esse, le religioni, tra le forze vere delle cure palliative. L\u2019attenzione integrale alla persona viene mortificata dalla logica economicista che tende a colonizzare le culture e le societ\u00e0 contemporanee. Il frutto di tale logica non pu\u00f2 che essere la cultura, o meglio l\u2019anti-cultura, dello scarto. Una lettura dell\u2019esistenza umana e della realt\u00e0 che valorizzi l\u2019esperienza religiosa consente di vedere e affermare un bene che va al di l\u00e0 e non corrisponde alla misura del calcolo. Il riconoscimento della costitutiva apertura alla trascendenza della persona consente di affermare che nella vita umana, anche quando \u00e8 fragile e apparentemente sconfitta dalla malattia, vi \u00e8 una preziosit\u00e0 intangibile. Le cure palliative incarnano una visione dell\u2019uomo di cui le grandi tradizioni religiose sono custodi e promotrici: \u00e8 questo il contributo pi\u00f9 profondo e incisivo che ne possono ricevere, in termini di motivazione e di ispirazione. Le cure palliative rappresentano oggi per tutti noi una proposta concreta che si inserisce in un contesto di povert\u00e0 di amore per l\u2019essere umano e di crisi dei legami sociali che da un generico disimpegno sta giungendo a una vera e propria disintegrazione sociale che coinvolge tutte le forme comunitarie a partire dalla famiglia. La societas, come comunione di uomini al di l\u00e0 delle forme istituzionali che si scelgono, \u00e8 necessaria all\u2019uomo-individuo per la sua stessa realizzazione. Se l\u2019individuo non \u00e8 asservito alla societ\u00e0, questa neppure \u00e8 puramente strumentale alla realizzazione dell\u2019individuo; essa \u00e8 piuttosto condizione per la realizzazione di ogni uomo. \u00c8 difficile fare crescere l\u2019umano in una societ\u00e0 dai rapporti desertificati. L\u2019io, come sempre pi\u00f9 viene concepito dalla postmodernit\u00e0, diviene attore di dissoluzione, non di legami; di esclusione, non di inclusione; di liquefazione, non di solidificazione. \u00c8 dunque irrinunciabile mettere in gioco non solo logiche di problem-solving (espressione di un pragmatismo che rimane in superficie), ma il sogno epocale di un nuovo umanesimo per tutti e di una fraternit\u00e0 universale da ricostruire. Reinventare una nuova fraternit\u00e0 \u00e8 la sfida antropologica e sociale dei nostri giorni e mandato specifico che Papa Francesco ha consegnato alla Pontificia Accademia per la Vita in occasione del venticinquesimo anniversario della sua istituzione. Anche su questo le religioni hanno una parola specialissima da dire. La dipendenza \u2013 luogo dell\u2019humanum caro alle religioni e alle cure palliative &#8211; \u00e8 un aspetto della condizione umana, ma pi\u00f9 propriamente dovrebbe essere apprezzata come un valore umano irrinunciabile, quando scelta liberamente: l\u2019io trova il suo compimento nella relazione, quindi nel noi. Il noi \u00e8 non meno innato dell\u2019io. E che l\u2019esistenza di ciascuno si svolga in un movimento permanente in cui passiamo dall\u2019io al noi \u00e8 un\u2019evidenza. L\u2019umanesimo deve necessariamente essere solidale. Il compito di \u201ccustodire\u201d l\u2019altro e il creato \u00e8 ben diverso dall\u2019atteggiamento prevaricatore, predatorio, distruttivo cos\u00ec spesso attuati dall\u2019uomo (non solo verso la natura e la terra, ma anche verso il fratello, specie quando \u00e8 percepito come un intralcio o non pi\u00f9 utile per i propri scopi). La comunit\u00e0 delle cure palliative testimonia un nuovo modo di convivere che mette al centro la persona e il suo bene a cui non solo l\u2019individuo, ma l\u2019intera comunit\u00e0, nella reciprocit\u00e0, tende. In questa comunit\u00e0 il bene di ciascuno \u00e8 perseguito come bene per tutti. Le cure palliative rappresentano un diritto umano e vari programmi internazionali si stanno adoperando per attuare ci\u00f2; ma il vero diritto umano \u00e8 continuare ad essere riconosciuto e accolto come membro della societ\u00e0, come parte di una comunit\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong><br \/>\nBerlino, 23 maggio<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi la comunit\u00e0 scientifica delle cure palliative riconosce alle religioni un ruolo importante nel dare impulso concreto a questa forma di accompagnamento della persona malata o morente, data la capacit\u00e0 delle religioni stesse di raggiungere le periferie dell\u2019umanit\u00e0, coloro che all\u2019interno di una comunit\u00e0 sono sotto qualche profilo maggiormente bisognosi. Questo certamente \u00e8 vero. 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