{"id":25068,"date":"2019-05-03T19:04:25","date_gmt":"2019-05-03T17:04:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=25068"},"modified":"2019-05-03T19:04:34","modified_gmt":"2019-05-03T17:04:34","slug":"essere-poveri-e-ancora-una-colpa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/essere-poveri-e-ancora-una-colpa.html","title":{"rendered":"Essere poveri \u00e8 ancora una colpa?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Antonio Salvati<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ha fatto bene giorni fa l\u2019economista Zamagni a ridestare l\u2019attenzione sugli attacchi feroci e gratuiti verso le reti della solidariet\u00e0 e tutto a quel mondo, denominato spesso Terzo settore, che si prende cura dei pi\u00f9 poveri. Zamagni ha usato il termine aporofobia, una parola greca che vuol dire disprezzo del povero, sottolineando che non siamo di fronte allo scontro classico tra chi sta molto bene e chi sta male. Tutt\u2019altro, \u00ab<em>la guerra sociale oggi \u00e8 stata scatenata dai penultimi nei confronti degli ultimi, perch\u00e9 le \u00e9lite e i ricchi non hanno nulla da temere dalle politiche redistributive di cui parlano i governi<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Giustamente sulle pagine di\u00a0<em>Avvenire<\/em>\u00a0Luigino Bruni, anch\u2019esso economista, ricordava che \u00ab<em>una delle pi\u00f9 grandi novit\u00e0 morali dell\u2019umanesimo cristiano ed europeo \u00e8 l\u2019aver liberato i poveri dalla colpa per la loro povert\u00e0. Il mondo antico ci aveva lasciato come eredit\u00e0 l\u2019idea, molto radicata e diffusa, che la povert\u00e0 non era altro che la maledizione divina meritata per qualche colpa commessa dalla persona o dai suoi avi. I poveri si ritrovavano cos\u00ec condannati due volte: dalla vita e dalla religione [&#8230;l, e i ricchi si sentivano tranquilli, giustificati e doppiamente benedetti\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E\u2019 una storia che ha magistralmente ricostruito\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/\">Vincenzo Paglia<\/a>\u00a0nel volume\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/storia-della-poverta.html\"><em>Storia della povert\u00e0. La rivoluzione dellacarit\u00e0 dalle radici del cristianesimo alla chiesa di Papa Francesco<\/em> (Rizzoli)<\/a><em>.<\/em>\u00a0Un libro uscito nel 2014, poco dopo l\u2019elezione di Papa Bergoglio tanto che Paglia osserv\u00f2:\u00a0\u00ab<em>Questa tensione nuova &#8211; una sorta di scossa che sta attraversando le comunit\u00e0 cristiane e una moltitudine di uomini di buona volont\u00e0 &#8211; mi ha spinto a riprendere in mano [&#8230;] la\u00a0Storia dei poveri\u00a0[&#8230;] e a rileggerlo facendo emergere con maggiore evidenza la forza rivoluzionaria che la carit\u00e0 ha avuto e continua ad avere nella societ\u00e0 degli uomini [&#8230;] Ma quel che mi preme sottolineare \u00e8 lo sguardo interpretativo [&#8230;]: i venti secoli di cristianesimo mostrano chiaramente che i grandi momenti di riforma della Chiesa (quando cio\u00e8 la comunit\u00e0 cristiana ha sentito l&#8217;urgenza di riprendere la &#8220;forma evangelica&#8221; di vita) sono sempre stati segnati da un rinnovato impegno in favore dei poveri. Oggi stiamo vivendo uno di quei versanti della storia che chiedono profondi cambiamenti\u00bb.<\/em>\u00a0Nel volume Paglia traccia il legame tra\u00a0Carit\u00e0 e povert\u00e0:\u00a0<em>simul stabunt, simul cadent<\/em>, insieme staranno o insieme cadranno. La storia della Chiesa \u00e8 da sempre legata a doppio filo all\u2019incontro con i poveri. Sul \u201cfare la carit\u00e0\u201d \u2013 spiega Paglia &#8211; si sono giocati per venti secoli l\u2019organizzazione concreta della Chiesa e della societ\u00e0, l\u2019evangelizzazione, la riforma religiosa, le utopie secolarizzate di un mondo senza sfruttati e senza sfruttatori. Viene ripercorso la storia del rapporto dinamico tra Chiesa e societ\u00e0 attraverso la peculiare prospettiva della lotta alla povert\u00e0 nelle sue diverse forme. Partendo dal cristianesimo delle origini, dal monachesimo e dai pi\u00f9 influenti ordini religiosi, l\u2019autore dipinge un magnifico affresco i cui protagonisti sono le figure emblematiche della cristianit\u00e0 e le loro opere, da Ges\u00f9 ai padri della Chiesa fino a papa Giovanni XXIII con il Concilio vaticano II e la stagione di papa Francesco. In queste pagine emerge una Chiesa che rivendica con forza il valore della charitas cristiana come cura imprescindibile ai dilemmi sociali del mondo globalizzato. Perch\u00e9:\u00a0\u00ab<em>\u00e8 una grande funzione profetica della Chiesa quella di inquietare il banchetto del ricco epulone con la memoria e i dolori del povero Lazzaro. Nell\u2019immaginare un mondo nuovo, o almeno diverso, la povert\u00e0 \u00e8 una delle soglie da attraversare con audacia, intelligenza e generosit\u00e0 da parte di tutti, credenti e non credenti<\/em>\u00bb. C\u2019\u00e8 questa cancellazione dello stigma di maledizione \u2013 ha giustamente ricordato Bruni &#8211; alla radice dei molti ospedali, scuole, orfanotrofi che hanno fondato il welfare europeo.\u00a0\u00ab<em>E mentre i politici di ieri di oggi discutevano e discutono sulle varie categorie di poveri (volontari e involontari, meritevoli e immeritevoli&#8230;), quei carismi sociali ci dicevano e ci dicono che il povero \u00e8 povero \u00e8 basta, ed \u00e8 la sua condizione oggettiva di bisogno che ce lo rende prossimo e in quanto tale meritevole di aiuto. Il samaritano non aiuta l\u2019uomo vittima dei briganti perch\u00e9 era portatore di qualche merito, ma perch\u00e9 era una vittima ed era un uomo (&#8220;Un uomo scendeva&#8230;&#8221;). La colpa non \u00e8 mai stata una buona chiave di lettura per capire e curare le povert\u00e0, perch\u00e9 ogni volta che iniziano le analisi delle colpe se ne trova sempre una per condannare un debole\u00bb.\u00a0<\/em>Senza lo sguardo diverso sulla povert\u00e0 e sui poveri di centinaia e migliaia di sacerdoti, laici, suore e frati, l\u2019Europa sarebbe stata diversa e certamente peggiore per i poveri. Questa diversa cultura europea della povert\u00e0 \u00e8 entrata profondamente in crisi. Sono sprofondate le ideologie che proponevano un cambiamento, direbbe\u00a0<a href=\"https:\/\/andreariccardi.it\/\">Andrea Riccardi<\/a>. Si sono anche spente le passioni per cambiare. Diventa abituale difendersi da un mondo troppo grande e miserabile, con troppi poveri e troppi problemi: bisogna rientrare in se stessi, nel proprio mondo, nella propria nazione, sulla difensiva. S\u00ec, difendersi anche preventivamente! Cos\u00ec circola violenza: nel linguaggio delle societ\u00e0, nella politica e nel quotidiano con disprezzo per i poveri. Come ha detto papa Francesco negli Emirati:\u00a0<em>\u00abin questo delicato frangente storico, [c\u2019\u00e8] un compito non pi\u00f9 rimandabile: contribuire attivamente a smilitarizzare il cuore dell\u2019uomo\u00bb.<\/em>\u00a0Gli ebrei parlano di Tikkun Olam, che vuol dire riparare il mondo, preso dal caos. Non \u00e8 sufficiente scongiurare e fronteggiare il balletto di inizio anno sull\u2019Ires per il non profit. Occorre mettere in moto una rivoluzione culturale. Laddove gli ambienti si lacerano, i cristiani e gli uomini di buona volont\u00e0, come si sarebbe detto una volta, riparano le solitudini e rammendano la vita con la loro presenza. E\u2019 un lavoro paziente e quotidiano, che risana le fratture e costruisce ponti nelle solitudini, sostiene Riccardi. Per fare Tikkun Olam, gli ebrei compiono<em> ghemilut chassadim,<\/em> che significa spargere gentilezza amorevole, senza sperare di ricevere indietro. Amicizia e simpatia devono diffondersi per rifare il mondo, opera dei credenti in uscita, come dice Papa Francesco, per trovare soluzioni a misura d\u2019uomo alla povert\u00e0, alle migrazioni, alla domanda di futuro dei pi\u00f9 fragili.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.notizieitalianews.com\/2019\/05\/essere-poveri-e-ancora-una-colpa.html\">(NOTIZIE\/ITALIA\/NEWS)<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Salvati Ha fatto bene giorni fa l\u2019economista Zamagni a ridestare l\u2019attenzione sugli attacchi feroci e gratuiti verso le reti della solidariet\u00e0 e tutto a quel mondo, denominato spesso Terzo settore, che si prende cura dei pi\u00f9 poveri. 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