{"id":25012,"date":"2019-03-28T16:28:02","date_gmt":"2019-03-28T15:28:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=25012"},"modified":"2019-03-28T16:28:02","modified_gmt":"2019-03-28T15:28:02","slug":"la-coscienza-e-la-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-coscienza-e-la-legge.html","title":{"rendered":"La coscienza e la legge"},"content":{"rendered":"\n<p>di <strong>Antonio Salvati <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda di Rami Shehata, il quattordicenne di origini egiziane che con il suo sangue freddo ha salvato cinquanta \u00abostaggi\u00bb a bordo del bus dirottato alle porte di Milano, ha risollevato di nuovo la necessit\u00e0 di una legge sullo\u00a0<em>ius soli<\/em>. Della cittadinanza da dare ai bambini nati da genitori stranieri in Italia o giunti da piccoli nel nostro paese, ne parlano anche Raffaele Cantone e Vincenzo Paglia, nel loro volume\u00a0<em>La coscienza e la legge<\/em>, che tratta diffusamente il tema dell\u2019&#8217;immigrazione, nonch\u00e9 di altri temi nevralgici del nostro tempo come la sicurezza, la corruzione, il perdono, pena di morte, questione carceraria, l\u2019ingiustizia. Raffaele Cantone e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/\">Vincenzo Paglia<\/a>\u00a0si confrontano a partire dalle loro differenti esperienze e visioni del mondo, cercando di comprendere e definire insieme cosa \u00e8 giusto. <\/p>\n\n\n\n<p> Serve una maggiore intelligenza politica per affrontare la condizione degli immigrati presenti gi\u00e0 nel nostro paese. Invece di una saggia lungimiranza, si sta scegliendo una prospettiva miope e dannosa per tutti, come nel caso dellacittadinanza da dare ai bambini nati da genitori stranieri.\u00a0\u00c8 una situazione chiarissima, avverte Paglia. Eppure non si riesce a sbloccarla per paura, anche da parte dei politici di perdere consensi. \u00ab<em>\u00c8 irresponsabile<\/em>\u00a0\u2013 spiega Paglia &#8211;\u00a0<em>e nocivo per il paese e per gli stessi ragazzi. Oltre il 22% degli immigrati in Italia \u00e8 costituito da minori (pi\u00f9 di 932.675). Di questi ormai pi\u00f9 di 573.000 sono nati in Italia, sono bambini e bambine che si sentono italiani, che lo sono di fatto, ma che non sono cittadini e con molte difficolt\u00e0 lo diventeranno a 18 anni. La normativa attuale \u00e8 del tutto irragionevole. Per un ragazzo nato 18 anni fa da genitori stranieri e che ha sempre vissuto in Italia ma non ha avuto la residenza anagrafica, non \u00e8 automatico divenire cittadino italiano. Lui, che cittadino lo \u00e8 di fatto, dovr\u00e0 chiedere il permesso di soggiorno che cos\u00ec cambier\u00e0 da motivi familiari a motivi di lavoro, se ha un lavoro, o un permesso di studio. Due tipi di permesso pi\u00f9 \u201cdeboli\u201d rispetto al precedente. Se non ha lavoro e se non fa un percorso di studio, diventa irregolare, clandestino, e quindi rischia di essere espulso nel proprio paese di origine che non conosce e dove non \u00e8 conosciuto. \u00c8 solo un esempio. Ma come ci si pu\u00f2 integrare in questa situazione e con questa legge?\u00bb.\u00a0<\/em>Da uomo di chiesa, Paglia sostiene che l\u2019accoglienza allo straniero \u2013 \u201cl\u2019estraneo\u201d al quale ci si fa \u201cprossimo\u201d \u2013 \u00e8 scritta nel cuore stesso della fede cristiana. \u00ab<em>Ges\u00f9 ne fa addirittura una condizione della salvezza, come appare dal noto brano di Matteo sul giudizio finale: \u201cVenite benedetti del Padre mio, ricevete in eredit\u00e0 il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo, perch\u00e9 (&#8230;) ero straniero, e mi avete ospitato\u201d (25,34-35). \u00c8 una parola universale che non riguarda solo i credenti, anzi si riferisce direttamente a chi non crede (o crede diversamente). Papa Francesco, affermando che non difendere i migranti non \u00e8 cristiano, si iscrive nella immutata tradizione evangelica che traversa la storia da duemila anni\u00bb.\u00a0<\/em>Il papa chiede saldezza sul comandamento dell\u2019ospitalit\u00e0 e assieme creativit\u00e0 umanistica nel governare l\u2019accoglienza. Coscienza morale e legge civile non debbono confliggere, semmai dialettizzarsi per trovare una soluzione.E\u2019 diventata una tristissima moda di alcuni politici scaricare sui migranti il sentimento di paura e di insicurezza degli italiani. Sar\u00e0 pure pagante in termini di consenso. Tuttavia, immette nella societ\u00e0 sentimenti distruttivi che sfuggono al controllo. Non mancano episodi di violenza razzista che dovrebbero far riflettere seriamente su tale deriva. La predicazione dell\u2019odio sociale \u00e8 divenuta il veicolo su cui transitano aggressivit\u00e0 e violenza, ricorda Paglia. L\u2019odio sociale va ben al di l\u00e0 dell\u2019obbiettivo disagio dal quale \u00e8 sorto, seguendo percorsi imprevedibili. L\u2019insicurezza c\u2019\u00e8, eccome, ricordano i due autori ed \u00e8 un problema reale con cui fare i conti. Ma le cause sono ben oltre il fenomeno delle migrazioni. Bauman avvertiva: \u00ab<em>Siamo \u2018oggettivamente\u2019 le persone pi\u00f9 al sicuro nella storia dell\u2019umanit\u00e0. Come le statistiche dimostrano, i pericoli che minacciano di abbreviare la nostra vita sono pi\u00f9 scarsi e lontani di quanto generalmente non fossero nel passato o non siano in altre parti del pianeta&#8230; Tutti gli indicatori oggettivi che si possono immaginare mostrano un aumento apparentemente inarrestabile della protezione di cui uomini e donne della parte \u2018sviluppata\u2019 del pianeta godono su tutti e tre i fronti lungo i quali si combattono le battaglie in difesa della vita umana: rispettivamente contro le forze sprezzanti della natura, contro la debolezza congenita del nostro corpo e contro i pericoli che vengono da aggressioni di altre persone<\/em>\u00bb (Z. Bauman,\u00a0<em>Paura liquida<\/em>, Laterza, Bari-Roma 2018, p. 161). Eppure, con tutto ci\u00f2 la paura aumenta.Le riflessioni contenute nel volume prendono spunto dall\u2019analisi dei dati del fenomeno. In Italia, l\u2019immigrazione da circa quattro anni \u00e8 sostanzialmente stabile. Nel nostro paese ci sono poco pi\u00f9 di 5 milioni di immigrati. Le difficolt\u00e0 economiche sopravvenute hanno ridotto i nuovi ingressi in maniera drastica. Malgrado la visibilit\u00e0 degli sbarchi e dell\u2019arrivo di richiedenti asilo, l\u2019ingresso dei migranti incide poco su questo quadro generale. Si tratta infatti, tra rifugiati riconosciuti e richiedenti in accoglienza, di circa 350.000 persone, meno del 7% del totale. Ricorda Paglia &#8211; facendo tesoro dell&#8217;esperienza della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.santegidio.org\/\">Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio<\/a>\u00a0&#8211; che fino al 2014-2015 chi sbarcava in Italia proseguiva il viaggio verso il Nord Europa, e anche oggi la mobilit\u00e0 in una certa (faticosa) misura prosegue. In tal senso, fornire \u00ab<em>i numeri degli sbarchi risalendo indietro nel tempo e facendo credere che si tratti di persone rimaste in Italia e nascoste da qualche parte \u00e8 una grossolana falsificazione. Qualche piccolo spunto di chiarimento sul fenomeno migratorio in Italia mostra quanto sia ancora tendenziosa la comunicazione al riguardo. Molti, ad esempio, pensano che gli immigrati in Italia siano maschi, africani o al pi\u00f9 arabi, e certamente musulmani. I dati ci dicono invece che si tratta in maggioranza di europei, di donne, di persone provenienti da paesi di tradizione cristiana. La seconda religione d\u2019Italia per numero di aderenti, per quanto \u00e8 possibile stimarli, \u00e8 quella cristiana ortodossa, con circa 1,6 milioni di fedeli. I musulmani sono intorno a 1,5 milioni. La maggior parte degli immigrati in Italia non \u00e8 quindi costituita da uomini soli, bens\u00ec da famiglie spesso accompagnate da minori: abbiamo 826.000 minori nelle scuole, bench\u00e9 la crescita anche in questo caso si sia pressoch\u00e9 arrestata, e la maggioranza di essi (oltre 500.000) \u00e8 nata in Italia. Da ultimo, i dati contraddicono l\u2019idea che l\u2019immigrazione non sia nient\u2019altro che una conseguenza della povert\u00e0 dell\u2019Africa che si riversa sulle nostre coste. La graduatoria dei paesi di origine, invece, classifica nell\u2019ordine Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina, Filippine, Moldavia. Nessuno di questi paesi \u00e8 poverissimo, dove si muoia di fame per la strada. Ed \u00e8 cos\u00ec anche nel resto d\u2019Europa e del mondo. I migranti provengono prevalentemente da paesi intermedi per livello di sviluppo. E non sono neppure di regola i pi\u00f9 poveri dei rispettivi paesi. Per migrare occorrono risorse, che i pi\u00f9 poveri raramente riescono a mettere insieme<\/em>\u00bb.Cantone si sofferma in particolare sul decreto sicurezza, responsabile di aver ridotto gli spazi per la protezione umanitaria tramite condizioni pi\u00f9 stringenti, e soprattutto\u00a0<em>senza compensare questo restringimento con accordi bilaterali per rimpatriare chi non ha diritto di restare in Italia, avr\u00e0 infatti come unico effetto l\u2019aumento degli irregolari: coloro ai quali non verr\u00e0 concesso l\u2019asilo, esaurita la procedura e ottenuto il diniego, diventeranno clandestini che nessuno Stato sar\u00e0 disponibile a riaccogliere perch\u00e9 mancano intese apposite, oppure, se esistono, l\u2019Italia non sar\u00e0 in grado di allontanarli\u00bb<\/em>. La norma rischia dunque di produrre l\u2019effetto opposto a quello annunciato.<em>\u00ab\u00c8 stato calcolato che coi ritmi attuali, sostanzialmente in linea con quelli degli anni precedenti, anche se gli arrivi si interrompessero ci vorrebbe un secolo solo per riportare nei paesi d\u2019origine tutti gli irregolari allo stato presenti sul territorio nazionale. Senza contare che ogni singola espulsione che si riesce a mettere in atto costa migliaia di euro soltanto di biglietti aerei, almeno cinque per ogni rimpatrio: tre all\u2019andata e due al ritorno per i soli agenti di pubblica sicurezza\u00bb<\/em>. Come talvolta accade in Italia si sposta altrove il problema senza preoccuparsi di risolverlo davvero, come accaduto con la Bossi-Fini. In caso di tumulti o di morti nelle baraccopoli, le responsabilit\u00e0 ricadranno sempre contro i migranti anzich\u00e9 contro le condizioni in cui sono costretti a vivere. Fra l\u2019altro, osserva giustamente Cantone,\u00a0<em>\u00abnelle pieghe della nuova normativa, si cela un dettaglio non secondario: l\u2019impossibilit\u00e0 per i richiedenti asilo di iscriversi all\u2019anagrafe per ottenere la residenza, con l\u2019effetto di essere tagliati fuori da tutta una serie di servizi sociali. Un principio gravissimo, che ufficializza la divisione fra cittadini di serie A e di serie B: a parit\u00e0 di diritto a vivere in Italia, ci sar\u00e0 chi avr\u00e0 determinati diritti e chi no. Si tratta di un tema rilevante, di cui sembrano consapevoli quei sindaci che hanno annunciato l\u2019intenzione di disapplicare la nuova legge. Credo che la disobbedienza civile preannunciata sia una risposta non accettabile, ma il problema posto \u00e8 reale: l\u2019iscrizione anagrafica \u00e8 di competenza comunale e il decreto Sicurezza non ha abrogato la parte del Testo unico sull\u2019immigrazione che prevede che il possesso del permesso di soggiorno sia sufficiente per ottenerla. L\u2019intenzione di sottoporre a un giudizio di legittimit\u00e0 costituzionale la nuova previsione di legge potrebbe pertanto essere il modo per dirimere una questione tanto delicata\u00bb.<\/em>Scriveva un grande credente italiano, David Maria Turoldo: \u00ab<em>La terra \u00e8 una nave sulla quale siamo imbarcati tutti, magari c\u2019\u00e8 chi viaggia in prima classe, chi in seconda e chi nella stiva, e sar\u00e0 opportuno fare in modo che tutti viaggino bene, ma non possiamo permettere che affondi, perch\u00e9 non ci sar\u00e0 un\u2019altra Arca di No\u00e8 che ci salver\u00e0<\/em>\u00bb (<em>Profezia della povert\u00e0<\/em>, Servitium, Sotto il Monte 1998, p. 30).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.notizieitalianews.com\/2019\/03\/la-coscienza-e-la-legge.html\"><strong>NOTIZIE \/ ITALIA \/ NEWS<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Salvati La vicenda di Rami Shehata, il quattordicenne di origini egiziane che con il suo sangue freddo ha salvato cinquanta \u00abostaggi\u00bb a bordo del bus dirottato alle porte di Milano, ha risollevato di nuovo la necessit\u00e0 di una legge sullo\u00a0ius soli. 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