{"id":24894,"date":"2019-03-04T15:12:17","date_gmt":"2019-03-04T14:12:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=24894"},"modified":"2019-03-04T15:12:17","modified_gmt":"2019-03-04T14:12:17","slug":"la-chiesa-cattolica-e-davvero-contraria-al-biotestamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-chiesa-cattolica-e-davvero-contraria-al-biotestamento.html","title":{"rendered":"La Chiesa Cattolica \u00e8 davvero contraria al Biotestamento?"},"content":{"rendered":"\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/19_marzo_03\/chiesa-cattolica-biotestamento-9439bc7e-3c4d-11e9-8da9-1361971309b1.shtml#\">di&nbsp;Gian Guido Vecchi<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo un\u2019indagine condotta in Lombardia, molti ritengono che la Chiesa cattolica sia contraria in assoluto alle Dat. \u00c8 vero? Lo abbiamo chiesto all\u2019arcivescovo Vincenzo Paglia, scelto da papa Francesco come presidente della pontificia Accademia per la Vita, la massima autorit\u00e0 vaticana in materia. Cosa pensa la Chiesa delle \u00abDichiarazioni anticipate di trattamento\u00bb?<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Oltre il paternalismo del medico<\/h5>\n\n\n\n<p>\u00abVede, nella relazione tra medico e paziente si va realizzando un nuovo equilibrio, che supera il paternalismo medico. Le decisioni terapeutiche diventano frutto di una maggiore condivisione rispetto al passato. Si richiede quindi una comunicazione profonda e aperta, pur nel rispetto di ruoli e competenze. Le Dat tentano di prolungare questa comunicazione quando la persona malata non \u00e8 pi\u00f9 in grado di parteciparvi direttamente o non pi\u00f9 in grado di comprendere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Le diversit\u00e0 rispetto al consenso informato<\/p>\n\n\n\n<p>A quali condizioni sono accettabili? \u00abLe Dat non equivalgono in tutto al consenso informato: c\u2019\u00e8 uno scarto di tempo e di condizioni tra la loro formulazione e il momento in cui entrano in vigore. E l\u2019esperienza dice che, quando si \u00e8 direttamente coinvolti in una patologia, la valutazione che se ne d\u00e0 \u00e8 diversa rispetto a quando la si immaginava. Da qui una prima condizione: la \u201crevocabilit\u00e0\u201d delle Dat, che hanno un\u2019affidabilit\u00e0 tanto minore quanto pi\u00f9 sono distanti dalla situazione cui si riferiscono. Ma non basta\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">L\u2019importanza \u00abdel fiduciario\u00bb<\/h5>\n\n\n\n<p>Che altro? \u00abPu\u00f2 aiutare la figura del fiduciario: conoscendo il paziente, egli contribuisce a superare lo scarto tra l\u2019astrattezza delle disposizioni e la situazione concreta. Ma per questo si richiede anche una certa interpretazione del medico. La legge 219\/2017 mostra un qualche imbarazzo in proposito. Quando afferma che le Dat \u201cpossono essere disattese [\u2026] in accordo con il fiduciario, qualora esse appaiano palesemente incongrue o non corrispondenti alla situazione clinica attuale\u201d. In realt\u00e0, il medico non disattende le Dat. Piuttosto ne cerca l\u2019interpretazione pi\u00f9 corretta nelle circostanze effettive: attuarle sarebbe impossibile se incoerenti, ed errato se clinicamente inappropriate. \u00c8 importante una redazione attenta delle Dat, non sulla base di informazioni generiche ma con la consulenza di un medico di fiducia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Nutrizione e idratazione artificiale<\/h5>\n\n\n\n<p>Nutrizione e idratazione sono sostegni necessari oppure si danno casi nei quali per la Chiesa \u00e8 possibile rinunciarvi? \u00abIl documento del magistero di riferimento \u00e8 quello della Congregazione della Dottrina per la Fede, scritto nel 2007. Vi si afferma che \u00e8 obbligatorio l\u2019uso di nutrizione e idratazione artificiali \u201cnella misura in cui e fino a quando\u201d raggiungono la loro finalit\u00e0 propria. In tre casi non se ne esclude la sospensione, o la non attivazione: quando per isolamento o povert\u00e0 della regione sia impossibile procurarle; quando sopraggiungano complicazioni cliniche che ne rendano inutile la somministrazione; quando \u201cpossano comportare per il paziente un\u2019eccessiva gravosit\u00e0 o un rilevante disagio fisico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Le cure palliative<\/h5>\n\n\n\n<p>Comunque non si deve mai abbandonare il paziente e bisogna continuare sempre le cure palliative\u00bb. Il progresso tecnico rende a volte difficile distinguere tra accanimento ed eutanasia. Come ci si orienta? \u00abLe decisioni sono molto delicate, sia per la complessit\u00e0 della medicina di oggi sia perch\u00e9 c\u2019\u00e8 in gioco il valore fondamentale della vita. Come ci ha detto papa Francesco, nel 2017, \u201cnon \u00e8 sufficiente applicare in modo meccanico una regola generale\u201d. Occorre tenere conto di una molteplicit\u00e0 di fattori, come abbiamo appena visto parlando della nutrizione e idratazione artificiali\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/19_marzo_03\/chiesa-cattolica-biotestamento-9439bc7e-3c4d-11e9-8da9-1361971309b1.shtml\"><strong>(CORRIERE DELLA SERA)<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di&nbsp;Gian Guido Vecchi Secondo un\u2019indagine condotta in Lombardia, molti ritengono che la Chiesa cattolica sia contraria in assoluto alle Dat. \u00c8 vero? Lo abbiamo chiesto all\u2019arcivescovo Vincenzo Paglia, scelto da papa Francesco come presidente della pontificia Accademia per la Vita, la massima autorit\u00e0 vaticana in materia. Cosa pensa la Chiesa delle \u00abDichiarazioni anticipate di trattamento\u00bb? 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