{"id":24888,"date":"2019-03-01T01:24:23","date_gmt":"2019-03-01T00:24:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=24888"},"modified":"2019-03-01T01:24:54","modified_gmt":"2019-03-01T00:24:54","slug":"la-tutela-del-diritto-alla-salute-impegno-della-chiesa-tra-tradizione-e-innovazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-tutela-del-diritto-alla-salute-impegno-della-chiesa-tra-tradizione-e-innovazione.html","title":{"rendered":"La tutela del diritto alla salute: impegno della Chiesa tra tradizione e innovazione"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Chiesa e diritti umani<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto della Chiesa con il vocabolario e la pratica dei diritti umani \u00e8 stato, dal punto di vista storico non sempre lineare. Nella grande \u2018bipartizione\u2019 dei Patti delle Nazioni Unite del 1966 si sono unite da una parte le famiglie dei diritti civili e politici e dall\u2019altra quelle dei diritti economici, sociali e culturali. La differenza \u00e8 sottolineata nell\u2019articolo 2 dei due testi: per i diritti civili e politici, gli Stati si impegnano a garantire effettivi mezzi di ricorso in sede giudiziaria ed esecuzione di qualsiasi pronuncia di accoglimento di tali ricorsi; per i diritti economici, sociali e culturali, invece, l\u2019impegno \u00e8 semplicemente a operare con il massimo delle risorse disponibili per assicurare <em>progressivamente<\/em> la loro piena realizzazione. E\u2019 una differenza imposta dal vincolo delle risorse, la cui importanza, per restare all\u2019Italia, \u00e8 stata riconosciuta da rilevanti sentenze della Corte Costituzionale. \u00c8 anche con specifico riferimento all\u2019assistenza sanitaria che si \u00e8 fatto ricorso a formule come \u201cdiritti condizionati\u201d o \u201cgradualit\u00e0 delle riforme\u201d, in particolare in un contesto caratterizzato da crescenti vincoli di bilancio. Torner\u00f2 pi\u00f9 avanti su questo punto. Prima, per\u00f2, vorrei leggere due articoli, uno per ciascuno dei due Patti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo comma dell\u2019articolo 18 del Patto sui diritti civili e politici stabilisce che \u201cogni individuo ha diritto alla libert\u00e0 di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libert\u00e0 di avere o di adottare una religione o un credo di sua scelta, nonch\u00e9 la libert\u00e0 di manifestare, individualmente o in comune con altri, e sia in pubblico sia in privato, la propria religione o il proprio credo nel culto e nell\u2019osservanza dei riti, nelle pratiche e nell\u2019insegnamento\u201d. L\u2019articolo 12&nbsp; sui diritti economici, sociali e culturali, dedicato alla salute (precede l\u2019articolo sull\u2019istruzione), recita: \u201c1) Gli Stati Parti del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo a godere delle migliori condizioni di salute fisica e mentale che sia in grado di conseguire. 2) Le misure che gli Stati Parti del presente Patto dovranno prendere per assicurare la piena attuazione di tale diritto comprenderanno quelle necessarie ai seguenti fini: a) la diminuzione del numero dei nati-morti e della mortalit\u00e0 infantile, nonch\u00e9 il sano sviluppo dei fanciulli; b) il miglioramento di tutti gli aspetti dell&#8217;igiene ambientale e industriale; c) la profilassi, la cura e il controllo delle malattie epidemiche, endemiche, professionali e d&#8217;altro genere; d) la creazione di condizioni che assicurino a tutti servizi medici e assistenza medica in caso di malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 stato molto facile, per la Chiesa, schierarsi senza esitazioni per la promozione dei diritti sociali, mentre per il riconoscimento della piena libert\u00e0 di pensiero, di coscienza e di religione il percorso \u00e8 stato decisamente pi\u00f9 lungo e anche accidentato. Senza andare al Sillabo, ricordiamo l\u2019enciclica <em>Libertas<\/em> di Leone XIII, al quale si deve il merito di aver dato un impulso decisivo alla dottrina sociale della Chiesa. Leone XIII, nel 1888, affermava che \u201cnon \u00e8 assolutamente lecito invocare, difendere, concedere una ibrida libert\u00e0 di pensiero, di stampa, di parola, d\u2019insegnamento o di culto, come fossero altrettanti diritti che la natura ha attribuito all\u2019uomo\u201d. Vi erano anche ragioni per tale affermazione, intendiamoci; ma \u00e8 solo con il Decreto <em>Dignitatis humanae<\/em>, del 7 dicembre 1965 del Concilio Vaticano II, che si afferma con chiarezza il diritto alla libert\u00e0 religiosa: \u201cIl contenuto di una tale libert\u00e0 \u00e8 che gli esseri umani devono essere immuni dalla coercizione da parte dei singoli individui, di gruppi sociali e di qualsivoglia potere umano, cos\u00ec che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la sua coscienza n\u00e9 sia impedito, entro debiti limiti, di agire in conformit\u00e0 ad essa: privatamente o pubblicamente, in forma individuale o associata\u201d. Questo diritto \u201csi fonda realmente sulla stessa dignit\u00e0 della persona umana quale l\u2019hanno fatta conoscere la parola di Dio rivelata e la stessa ragione\u201d e \u201cdeve essere riconosciuto e sancito come diritto civile nell&#8217;ordinamento giuridico della societ\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Benedetto XVI, dialogando con Habermas, riconoscer\u00e0 che, cos\u00ec come \u201cla ragione dev\u2019essere ammonita sui suoi limiti ed esortata a imparare una disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto verso le grandi tradizioni religiose dell\u2019umanit\u00e0,\u201d allo stesso modo la ragione pu\u00f2 funzionare, \u201cper cos\u00ec dire, come organo di controllo, movendo dal quale la religione deve necessariamente farsi purificare e ordinare continuamente, il che era del resto anche il pensiero dei Padri della Chiesa\u201d. Possiamo probabilmente dire che questo \u00e8 uno di quei casi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bibbia e cura dei malati<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Appare invece quasi superfluo ricordare che l\u2019attenzione della Chiesa nei confronti di chi \u00e8 colpito dalla malattia si radica in uno dei tratti essenziali della tradizione cristiana. Sino a poter dire che la cura e la guarigione dei malati \u00e8 centrale nelle Sante Scritture e particolarmente nei vangeli. Nel Siracide, per fare un solo esempio nell\u2019Antico Testamento, si scrive: \u201cAl povero stendi la tua mano, perch\u00e9 sia perfetta la tua benedizione. La tua generosit\u00e0 si estenda a ogni vivente e al morto non negare la tua grazia. Non evitare coloro che piangono e con gli afflitti mostrati afflitto. Non indugiare a visitare un malato, perch\u00e9 per questo sarai amato. In tutte le tue opere ricordati della tua fine e non cadrai mai nel peccato\u201d (Siracide 7, 36-40). Ho citato per intero questo passo per sottolineare il collegamento con la questione della povert\u00e0 e l\u2019invito a una generosit\u00e0 che si estende a ogni vivente.<\/p>\n\n\n\n<p>Un cenno pi\u00f9 lungo lo faccio alla tradizione evangelica che lascia un notevole spazio all\u2019azione taumaturgica di Ges\u00f9. Gli evangelisti fanno aprire il ministero pubblico di Ges\u00f9 con azioni di guarigione di malati. E non \u00e8 solo di un <em>primum<\/em> nell\u2019ordine temporale. La cura dei malati \u00e8 una dimensione centrale nella sua missione, parte integrante della sua opera. Ges\u00f9 cura i malati nel senso pi\u00f9 profondo: non solo li cerca e li ascolta, li guarisce. Sappiamo che i due termini, \u201ccurare\u201d e \u201cguarire\u201d, pur essendo molto simili, hanno per\u00f2 una sfumatura diversa. Ma su quato non mi dilungo. Ma una cosa \u00e8 evidente: la guarigione dalla malattia \u00e8 una costante insopprimibile nella vita di Ges\u00f9. Anzi \u00e8 parte di uno dei due poli nei quali viene sintetizzata la sua missione: \u201cGes\u00f9 andava attorno per tutta la Galilea, in\u00adsegnando nelle loro sinagoghe predicando la buona novella del Regno e curando ogni sorta di malattie e di infermit\u00e0.&#8221;(Mt 4,23). Ed \u00e8 bella la scena descritta da Luca: \u201cAl calar del sole, quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva\u201d (Lc 4,40). Anche Marco la riporta: \u201cVenuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la citt\u00e0 era radunata davanti alla porta. Guar\u00ec molti che erano afflitti da varie malattie e scacci\u00f2 molti demoni\u201d(Mc 1, 32-34). Luca, che Paolo chiama \u201cmedico caro\u201d(Col 4,14), \u00e8 l\u2019evangelista che d\u00e0 spazio all\u2019azione di guarigione di Ges\u00f9: pi\u00f9 di un quarto dei primi dieci capitoli (120 versetti su 425); e, nei quattro Vangeli, su 53 miracoli riportati, ben 30 sono miracoli di guarigione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 confida il suo potere di guarigione anche ai discepoli: \u201cEgli diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e di infermit\u00e0\u201d. E poco pi\u00f9 avanti li esorta: \u201cpre\u00addicate che il Regno di Dio \u00e8 vicino, guarite gli infermi, resuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni\u201d. Mi parrebbe evidente affermare che la missione dei discepoli debba modellarsi su quella di Ges\u00f9. Quindi: annunciare il Vangelo e guarire le malattie. In tale orizzonte, la guarigione non appare come un\u2019azione laterale all\u2019annuncio, \u00e8 piuttosto il segno visibile che il Regno di Dio \u00e8 iniziato. Per Ges\u00f9 \u00e8 chiaro che i discepoli debbono continuare la sua stessa opera; anzi, lui chiede che sia ancor pi\u00f9 ampia, come dice lui stesso ai suoi: \u201cIn verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico, anche chi crede in me, compir\u00e0 le opere che io compio e ne far\u00e0 di pi\u00f9 grandi\u201d. E poi vi \u00e8 il noto passaggio di Matteo sul giudizio finale: \u201cero malato e mi avete visitato\u201d (Mt, 25, 36).<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultima \u00e8 diventata una delle opere di misericordia corporale. E ha ragione l\u00f2a tradizione cristiana ha esteso il dovere di \u201cvisita\u201d a quello dell\u2019assistenza senza limiti di coraggio, di sacrificio, di disponibilit\u00e0 sino a dare la propria stessa vita. La storia della Chiesa \u00e8 seganta da questa \u201ccompassione senza limiti\u201d per i malati e i deboli. Un solo esempio: nella \u201cformula di vita\u201d dei Camilliani, ministri degli infermi, si legge che tutti coloro che ad essa vorranno conformarsi \u201cdevono promettere, se venisse la peste (che Dio non lo voglia!), di servire gli appestati\u201d. \u201cTutta la Compagnia, sia i sacerdoti sia i laici, sar\u00e0 tenuta ad assistere gli appestati\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto tra Chiesa e malati \u00e8 strettissimo, sino a spingere la tensione alla \u201csalute\u201d &nbsp;intesa come salvezza piena. Si potrebbe anche dire che Chiesa e Medicina hanno uno scopo che in parte si sovrappone, appunto, liberare dalla malattia. Se la medicina interviene in un aspetto della vita umana, la Chiesa lo fa per la sua integralit\u00e0. In ogni caso dovrebbero sovrapporsi nel non abbandonare mai il malato. Non a caso le comunit\u00e0 cristiane, fin dall\u2019antichit\u00e0, non hanno esitato a chiamare Ges\u00f9 \u201cmedico dei cristiani\u201d e la Chiesa \u201cvera e propria clinica\u201d. E\u2019 nota l\u2019espressione di Ireneo: \u201cIl Signore \u00e8 venuto come medico di coloro che sono malati\u201d, peraltro ispirata dalla stessa frase di Ges\u00f9: \u201cnon sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati\u201d (Mc 2,17). E Origene insegnava: \u201cSappi vedere (nei Vangeli) che Ges\u00f9 guarisce ogni debolezza e malattia non solo in quel tempo in cui queste guarigioni avvenivano secondo la carne, ma ancora oggi guarisce; sappi vedere che non \u00e8 disceso solo tra gli uomini di allora, ma che ancora oggi discende ed \u00e8 presente. Ecco, infatti, io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo\u201d. Potremmo continuare a lungo in citazioni di questo genere, da quella della Liturgia di San Marco: \u201cSignore\u2026Medico delle anime e dei corpi, visitaci e guariscici\u201d, a un\u2019antica iscrizione cristiana: \u201cTi prego, Signore, vieni in mio aiuto, tu solo medico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente questa serie di invocazioni non significano una squalifica dell\u2019arte medica. E\u2019 vero esattamente il contrario: non si comprende la storia della medicina occidentale senza la storia della Chiesa. Si tratta di venti secoli di amore per i malati da parte dei cristiani. Un amore mai interrotto, anche se non sempre \u00e8 stato come il Vangelo lo avrebbe richiesto. E\u2019 per\u00f2 indubitabile che la medicina occidentale nasce e si afferma sulla scia di quell\u2019attenzione ai malati che, senza l\u2019azione dei cristiani, non sappiamo quanto e come si sarebbe affermata. La storia occidentale rileva che la medicina \u00e8 iniziata come tale in ambito monastico quando si \u00e8 chiarita la distinzione tra i poveri e i malati, superando quell\u2019indistinto iniziale relativo agli \u201cospizi\u201d, costruiti accanto alle cattedrali, che accoglievano i poveri e tra essi anche i malati. Non posso dilungarmi su questo aspetto della storia che richiederebbe una trattazione a parte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Chiesa e salute <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Faccio ora solo un velocissimo cenno al Magistero della Chiesa circa il tema della salute, solo per non lasciar vuota la casella. Mi pare opportuno per\u00f2 sottolineare che \u00e8 nel XIX secolo che viene riconosciuta l\u2019importanza della tutela della salute come sfida legata allo sviluppo industriale e del mercato del lavoro nelle societ\u00e0 moderne. La questione della salute perci\u00f2 viene iscritta sin dall\u2019inizio all\u2019interno della dottrina sociale della Chiesa. Accenno solo alla <em>Rerum novarum<\/em>, il cui obiettivo era di alzare opportunamente un argine all\u2019avanzata dell\u2019onda socialista e fortemente opposta alla Chiesa.&nbsp; E\u2019 vero perci\u00f2 che la prospettiva di Leone XIII \u00e8 ancora fortemente ancorata al ruolo delle associazioni di solidariet\u00e0 e di mutuo soccorso, tuttavia non \u00e8 assente quella del <em>welfare State<\/em>. Sono significativi alcuni passaggi: \u201cLa Chiesa concorre direttamente al bene dei proletari col creare e promuovere quanto pu\u00f2 conferire a loro sollievo, e in questo tanto si \u00e8 segnalata, da riscuoter l&#8217;ammirazione e gli encomi degli stessi nemici\u201d (24).Il lavoro eccessivo o comunque \u201cnon conveniente al sesso e all\u2019et\u00e0\u201d che \u201creca danno alla sanit\u00e0 dei lavoratori\u201d \u00e8 una delle ragioni che giustificano l\u2019intervento, \u201centro i debiti confini\u201d, della forza e dell\u2019autorit\u00e0 delle leggi (29). Il carattere potenzialmente nocivo per la salute deve essere uno dei fattori presi in considerazione per stabilire i tempi di lavoro (33). L\u2019opera delle associazioni come le \u201csociet\u00e0 di mutuo soccorso\u201d, \u00e8 ordinata, fra l\u2019altro, \u201ca porgere opportuni soccorsi ai bisognosi\u201d \u201cnei casi d\u2019improvvisi infortuni, d\u2019infermit\u00e0 o di altro umano accidente\u201d (36) e si dovr\u00e0 provvedere affinch\u00e9 all\u2019operaio non solo non manchi mai il lavoro, ma vi siano fondi disponibili per aiutarlo \u201cnei casi di infermit\u00e0, di vecchiaia, di infortunio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste indicazioni sono state poi sviluppate, arricchite, aggiornate. \u00c8 straordinario il ruolo della Chiesa e dei cristiani, in particolare nelle zone pi\u00f9 povere del mondo, a sostegno <em>concreto<\/em> dei diritti degli ultimi, di quelli che papa Francesco ci sollecita continuamente a non considerare \u201cscarti\u201d, ma sempre essere umani come noi. Si tratta di una dimensione ineludibile della continuit\u00e0 fra la fede e le opere. Gi\u00e0 il Cardinale Dionigi Tettamanzi, nel suo <em>Dizionario di bioetica<\/em>, alla voce \u201cospedale cattolico\u201d, richiamava in questa prospettiva un documento della Conferenza nazionale dei Vescovi cattolici degli USA, dal titolo <em>Direttive etiche e religiose per i sevizi sanitari cattolici<\/em>: \u201cIl mistero di Cristo getta una luce su ogni sfaccettatura della sanit\u00e0 cattolica: intendere l\u2019amore cristiano come principio ispiratore dell\u2019assistenza sanitaria; considerare la guarigione e la compassione come una continuazione dell\u2019azione di Cristo [\u2026]\u201d La Chiesa \u2013 prosegue Tettamanzi \u2013 \u201clungo la storia ha sempre reso un servizio al sofferente e al morente: ricoveri per i viandanti, infermerie per i malati, case per bambini, anziani, ospizi, ecc.. Alcune comunit\u00e0 religiose sono sorte con l\u2019impegno specifico di servire gli infermi, sul modello della parabola evangelica del buon samaritano\u201d. \u00c8 una sintesi di quanto detto finora.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella Chiesa si \u00e8 sviluppata una vera e propria \u201ccultura del diritto alla salute\u201d. La Nuova Carta degli operatori sanitari del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari dedica uno specifico capitolo a \u201cDiritto alla tutela della salute e politiche sanitarie\u201d. Ed \u00e8 importante sottolineare la prospettiva esplicitamente \u2018globale\u2019 di uno sforzo orientato ai principi della solidariet\u00e0 e della sussidiariet\u00e0, per garantire una giusta ed equa distribuzione delle risorse. Si tratta dell\u2019ultimo capitolo del testo: \u201cIl diritto fondamentale alla tutela della salute attiene al <em>valore della giustizia<\/em>\u201d e la sfida della sua tutela anche per le popolazioni pi\u00f9 vulnerabili \u00e8 \u201cimprorogabile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Contesto attuale e nuove prospettive: approccio globale<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In questo ultimo punto della mia relazione vorrei sottolineare la necessit\u00e0 di un approccio globale relativo al nostro tema, in un duplice significato. In entrambi i casi siamo aiutati in questa riflessione da Papa Francesco. Parlo della bioetica globale a cui la PAV ha dedicato la sua Assemblea Generale lo scorso anno, febbraio 2018, di cui sono usciti gli Atti proprio in questi giorni. La sfida del diritto alla salute \u00e8 la sfida della disuguaglianza ai suoi diversi livelli. Papa Francesco nel suo messaggio ai partecipanti sottolineava che \u201ctrattamenti progressivamente pi\u00f9 sofisticati e costosi sono accessibili a fasce sempre pi\u00f9 ristrette e privilegiate di persone e di popolazioni, ponendo serie domande sulla sostenibilit\u00e0 dei servizi sanitari. Una tendenza per cos\u00ec dire sistemica all\u2019incremento dell\u2019ineguaglianza terapeutica. Essa \u00e8 ben visibile a livello globale, soprattutto comparando i diversi continenti. Ma \u00e8 presente anche all\u2019interno dei Paesi pi\u00f9 ricchi, dove l\u2019accesso alle cure rischia di dipendere pi\u00f9 dalla disponibilit\u00e0 economica delle persone che dalle effettive esigenze di cura\u201d (Francesco, Messaggio al Presidente della PAV del 16 novembre 2017).<\/p>\n\n\n\n<p>A livello globale, in particolare, \u00e8 sufficiente misurarsi con i dati relativi ai primi traguardi del terzo obiettivo (assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le et\u00e0) dell\u2019Agenda 2030 per intuire la portata della sfida. Dovremmo ridurre, appunto entro il 2030, il tasso di mortalit\u00e0 materna globale a meno di 70 per ogni 100.000 bambini nati vivi; ridurre in tutti i paesi la mortalit\u00e0 neonatale a non pi\u00f9 di 12 per ogni 1.000 bambini nati vivi e la mortalit\u00e0 dei bambini sotto i 5 anni di et\u00e0 a non pi\u00f9 di 25 per 1.000 bambini nati vivi. Le World Health Statistics del 2018 dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 ci dicono che per il primo dato la forbice fra i paesi del mondo va da 3 a 1.360 (aggiungendo che ci sono paesi nei quali solo un parto su cinque \u00e8 assistito da personale sanitario competente), mentre per la mortalit\u00e0 neonatale e per quella dei bambini sotto i 5 anni i numeri della disuguaglianza si distribuiscono fra un minimo e un massimo rispettivamente di 1 e 45 e di 2 e 132.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste sono evidentemente disuguaglianze che generano una insopportabile iniquit\u00e0. E non bisogna guardare ad esse con rassegnazione. Ci sono esperienze che hanno dimostrato e dimostrano, <em>sul campo<\/em>, che le distanze possono ridursi, che un\u2019assistenza sanitaria di qualit\u00e0 \u00e8 possibile anche nei paesi e per i popoli meno fortunati. Vorrei citare qui l\u2019esempio di DREAM, il programma della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio nato nel 2002 con l\u2019obiettivo di contrastare la diffusione dell\u2019AIDS in Africa. Alla terapia antiretrovirale, che doveva essere fin dall\u2019inizio un \u201cdiritto\u201d per tutti, si \u00e8 aggiunto un complesso di interventi nell\u2019ambito dell\u2019educazione alla salute, della formazione del personale, dell\u2019alimentazione e delle condizioni di vita. I risultati sono stati straordinari, anche se sarebbe stato necessario poter fare molto di pi\u00f9 e raggiungere un numero molto pi\u00f9 elevato di persone. La \u201csalute globale\u201d \u00e8 una sfida difficile, che pu\u00f2 (e deve) essere vinta.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 anche, come sottolinea il Papa, un problema di disuguaglianze crescenti a livello nazionale. L\u2019ISTAT ha pubblicato nel 2018 un aggiornamento del Focus del 2014 su <em>La mortalit\u00e0 dei bambini ieri e oggi in Italia<\/em>. Persiste \u2013 sottolinea l\u2019ISTAT \u2013 una differenza tra il &nbsp;&nbsp;Sud e Centro-Nord, con l\u2019area meridionale che continua ad essere pi\u00f9 svantaggiata in termini di mortalit\u00e0 nei primissimi anni di vita e la mortalit\u00e0 infantile dei residenti di cittadinanza straniera risulta pi\u00f9 elevata rispetto a quella dei cittadini italiani, con una distanza che va aumentando negli anni pi\u00f9 recenti.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi da sottolineare che la sfida della salute si vince nella prospettiva di un\u2019etica del rispetto e della responsabilit\u00e0 nella quale \u201ctutto si tiene\u201d. Scrive Papa Francesco: \u201cLa natura non \u00e8 \u201cqualcosa di separato da noi o come una mera cornice della nostra vita. Siamo inclusi in essa, siamo parte di essa e ne siamo compenetrati [\u2026] Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un\u2019altra sociale, bens\u00ec una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povert\u00e0, per restituire la dignit\u00e0 agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura\u201d (<em>Laudato si\u2019<\/em>, 139)\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il diritto alla salute offre un punto di vista privilegiato sulla tesi, ripetuta pi\u00f9 volte nella Agenda 2030, della interconnessione e indivisibilit\u00e0 dei 17 Obiettivi intorno alle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: economica, sociale, ambientale. Tutelare la salute delle persone significa lavorare per una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta e, appunto, sostenibile: la povert\u00e0, l\u2019analfabetismo, citt\u00e0 e ambiente inquinati, sfruttamento sui luoghi di lavoro, conflitti internazionali indeboliscono il diritto ad una assistenza appropriata, calibrata sui bisogni e non sulla capacit\u00e0 di pagare, riducono la speranza di vita, ne umiliano la qualit\u00e0. C\u2019\u00e8 molto lavoro da fare. E incontri come questo sono quanto mai opportuni per proseguire il lavoro con maggiore consapevolezza e audacia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Intervento al convegno &#8220;Il diritto alla salute: un impegno civile ed ecclesiale per evitare il declassamento&#8221;.\u00a0\u00a0Universit\u00e0\u00a0Angelicum,\u00a028\u00a0febbraio\u00a02019<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiesa e diritti umani Il rapporto della Chiesa con il vocabolario e la pratica dei diritti umani \u00e8 stato, dal punto di vista storico non sempre lineare. 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