{"id":24830,"date":"2019-02-25T16:50:47","date_gmt":"2019-02-25T15:50:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=24830"},"modified":"2019-02-26T17:34:55","modified_gmt":"2019-02-26T16:34:55","slug":"roboetica-un-tema-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/roboetica-un-tema-globale.html","title":{"rendered":"Roboetica? Un tema globale"},"content":{"rendered":"\n<p>Care amiche e cari amici,<\/p>\n\n\n\n<p>vi rivolgo il mio pi\u00f9 cordiale benvenuto per questo tempo di approfondimento e di scambio su un argomento di grande attualit\u00e0, che mette in questione in modo nuovo quanto \u00e8 stato sempre al centro della missione della PAV nei suoi 25 anni di attivit\u00e0, cio\u00e8 la difesa e la promozione della vita della persona umana. Per svolgere con sempre maggiore efficacia e profondit\u00e0 questo compito si tratta di inscriverlo nel contesto storico in cui ci troviamo. Il papa ce lo ha detto chiaramente nella lettera che ci ha inviato per il nostro anniversario: non basta considerare le situazioni che minacciano la vita umana in modo isolato e avulso dall\u2019insieme dei fattori che la determinano. Proprio perch\u00e9 \u00e8 la vita umana a interessarci, \u00e8 necessario tenere conto della fitta trama di relazioni in cui si sviluppa, che nel nostro mondo globalizzato \u00e8 profondamente influenzata dalle nuove acquisizioni della tecno-scienza. <\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Un orizzonte che cambia<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Tali novit\u00e0 non solo ci aiutano svolgere compiti specifici delle nostre attivit\u00e0, ma cambiano il nostro modo di relazionarci tra noi e con il mondo. Con l\u2019avvento dell\u2019ambiente digitale si tende a trasformare ogni fenomeno in dati numerici e a elaborarlo sulla base di rapporti calcolabili. Questa riduzione informatica del mondo reale, non introduce soltanto un nuovo approccio conoscitivo alla realt\u00e0, ma anche un nuovo schema che d\u00e0 forma alle relazioni e un nuovo processo per le decisioni. <\/p>\n\n\n\n<p>Interagire mediante dispositivi artificiali che influenzano l\u2019organizzazione e le relazioni sociali, come anche prendere decisioni in base alla elaborazione automatica di correlazioni e di previsioni sui fatti, \u00e8 gi\u00e0 parte del nostro stile di vita presente. La nuova frontiera della svolta digitale (<em>digital turn<\/em>), per\u00f2, non \u00e8 semplicemente data dall\u2019incremento pervasivo di queste <em>mediazioni <\/em>strumentali del sapere e dell\u2019agire umano. Piuttosto la novit\u00e0 sta nella precisione e affidabilit\u00e0 di strumenti che superano i limiti della percezione, della sensibilit\u00e0, della coscienza e del ragionamento propriamente umani. Per cui diventa possibile <em>sostituire<\/em> funzioni valutative e decisionali della soggettivit\u00e0 umana, con effetti che incidono profondamente nella sfera di questa stessa soggettivit\u00e0. La tecnica, dunque, compresa e raccomandata come alleggerimento e potenziamento delle risorse strumentali del soggetto umano, potrebbe condurre piuttosto a esonerarlo dal ruolo di attore razionale delle applicazioni operative e sospingerlo verso un volontario adeguamento alle procedure automatiche selezionate dal dispositivo. <\/p>\n\n\n\n<p>Se da una parte si lavora al progetto di potenziare il soggetto umano (<em>enhancement<\/em>) grazie alle tecnologie che intervengono fin nella profondit\u00e0 del suo corpo, dai geni ai neuroni, dall\u2019altra si concretizza il rischio di esonerare l\u2019umano dalla cabina di regia della potenza della tecnica. L\u2019ambizione della \u201crobotica antropomorfa\u201d, per cui i rapidi progressi della logica digitale hanno reso disponibile la cosiddetta \u201cintelligenza artificiale\u201d, evoca questa ambivalenza della frontiera in cui ci troviamo: la straordinaria potenza del sistema tecnico, pur sempre frutto dell\u2019opera del desiderio e dell\u2019intelligenza umane, ci trova sostanzialmente impreparati. La condizione dell\u2019uomo \u00e8 di essere allo stesso tempo storicamente condizionato ed affidato in modo consapevole e responsabile a s\u00e9 stesso: senza poter disporre completamente della propria realt\u00e0 \u00e8 tuttavia chiamato a prendersene cura, per s\u00e9 e per gli altri, con gli strumenti che lui stesso \u00e8 capace di inventare e di realizzare. Questa osservazione ci pone di fronte al nostro compito. Perch\u00e9 la tecnica sia umana, noi dobbiamo rimanere umani. E per rimanere umani dobbiamo mantenere la signoria dell\u2019intelligenza umana \u2013 e della coscienza, della sensibilit\u00e0, della valutazione e della decisione umane \u2013 sull\u2019umano. Per scongiurare \u201cl\u2019esito faustiano\u201d del nostro artigianato tecnico, dobbiamo essere risoluti a non \u201cvendere l\u2019anima\u201d: neppure per acquistare l\u2019immortalit\u00e0 del corpo. Perch\u00e9 quel corpo, senza la nostra anima, per quanto bello ed efficiente ci riuscisse, sarebbe un mostro orribile. <\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito, apprezziamo molto il fatto che su questa nuova frontiera proprio dalla comunit\u00e0 dei super-tecnici ci vengono segnali forti e competenti a riguardo della necessit\u00e0 di una riflessione antropologica e di un ragionamento etico all\u2019altezza della sfida. L\u2019algoritmo non \u00e8 cos\u00ec governabile come si era immaginato: perch\u00e9 non \u00e8 affatto cos\u00ec ragionevole come si pensava n\u00e9 \u00e8 ancorato a un corpo umano, che \u00e8 indispensabile per le funzioni mentali umane, come ci dicono le scienze cognitive interpretate in modo non riduzionista. La gestione dei <em>big data<\/em> non \u00e8 soltanto prezioso accumulo di informazioni che, opportunamente elaborato, rifluisce a vantaggio di tutti: \u00e8 anche selezione inquinabile di correlazioni che ci ignorano e ci escludono. Del rimodellamento psichico indotto dalle nuove tecniche che intervengono a livello genetico, riproduttivo, neuronale e organico, sappiamo tuttora pochissimo. (Abbiamo appena incominciato ad analizzare le conseguenze dell\u2019uso pervasivo dello smartphone sul linguaggio, la relazionalit\u00e0, l\u2019affettivit\u00e0, l\u2019angoscia: e ci rendiamo conto che possono scaturirne esiti analoghi alle alterazioni delle sostanze psicotrope). Per non parlare degli effetti di selezione e di esclusione sociale, di organizzazione del lavoro e dell\u2019economia, di trasformazione delle strutture di educazione e socializzazione, di formazione del consenso etico e politico, di umanizzazione del lavoro di cura e di mediazione personale dei processi di apprendimento. <\/p>\n\n\n\n<p>Siamo dunque riconoscenti per la lealt\u00e0 intellettuale dei molti esperti che ci segnalano con seriet\u00e0 e con giusta preoccupazione la necessit\u00e0 di un soprassalto di coscienza e di responsabilit\u00e0 che affina le risorse dell\u2019anima richieste dalla potenza di questa sfida: indirizzare le straordinarie risorse dell\u2019intelligenza umana, creata da Dio proprio per questo, al governo della tecnica per il bene dell\u2019intera <em>polis<\/em> (Platone, giustamente, dice che l\u2019arte del governo umano delle risorse umane \u00e8 la <em>basilik\u00e9 techn\u00e9<\/em>, la tecnica sovrana che attinge alla sapienza dell\u2019anima, non delle ricchezze o della guerra: e ci rende \u201csignori\u201d e non \u201cschiavi\u201d di tutte le altre). Questo \u00e8 proprio il compito insostituibilmente umano della ragione e della sensibilit\u00e0: nessuna macchina, per quanto sofisticata nella simulazione e nel potenziamento delle capacit\u00e0 di calcolo e di percezione della realt\u00e0, potr\u00e0 assumersi questo compito. E nessuno erediter\u00e0 questa potenza umana, se non i nostri figli. <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Una\nnuova alleanza tra umanesimo e tecnica<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Mentre esprimiamo dunque la nostra ammirazione per la sensibilit\u00e0 che gli stessi tecnici manifestano nei confronti del problema che dobbiamo affrontare, raccogliamo anche l\u2019implicito \u2013 ma spesso anche esplicito \u2013 appello ad una nuova alleanza dell\u2019umanesimo e della tecnica. Nuova anch\u2019essa, certo. Non ci sono pi\u00f9 sufficienti le categorie e le nozioni, pur venerabili, che abbiamo acquisito e affinato nella fase precedente. Nello stesso tempo, siamo indotti a interrogare con passione l\u2019eredit\u00e0 della storia e della sapienza umana. Perch\u00e9 la competenza dell\u2019umano si forma umanamente. Dietro i linguaggi e le teorie, la competenza umana dell\u2019umano si trasmette di generazione in generazione: perch\u00e9 gli strumenti della cultura sono diversi, ma l\u2019umano della storia \u00e8 comune. I ruoli sono differenti, ma gli affetti sono condivisi. L\u2019onore della parola data e la giustizia della cura dei figli sono, da sempre e per sempre, semplicemente umani. La loro violazione \u00e8 una vergogna che solo gli umani possono capire e patire. Nessuna cognizione, nessuna valutazione, nessuna decisione, su questo, pu\u00f2 essere ereditata dalla macchina, calcolata dall\u2019algoritmo, prodotta dalla genetica. La sostituzione dei nostri sensi \u00e8 priva di senso, se immagina di poter affidare alla macchina la dimensione umana della sensibilit\u00e0 e della coerenza con la logica dei nostri affetti pi\u00f9 profondi e pi\u00f9 cari. Non ci sono, e non ci devono essere, macchine della preghiera e dell\u2019invocazione, del dono e del perdono, della felicit\u00e0 e della compassione propriamente umane. Le molte, indicibili, irrinunciabili, parti dell\u2019umano che la tecnica non deve ereditare, devono imparare a comprendersi e a viversi \u2013 individualmente e socialmente \u2013 <em>in stato di signoria<\/em> nei confronti della mediazione strumentale dell\u2019algoritmo e del dispositivo. Senza soggezione, senza disprezzo. Non saremo n\u00e9 apocalittici, n\u00e9 integrati. Potremo diventarlo, naturalmente, se ci immagineremo di dover competere con gli strumenti della nostra intelligenza e della nostra creativit\u00e0, o di dover soccombere ad essi, invece di pensare seriamente ad assegnare loro il posto che devono occupare. Sono umani, gli attori e gli inventori delle macchine: anche quando se lo dimenticano. Sono umani gli utenti e i signori dei loro servizi, anche quando si lasciano fuorviare dalla rinuncia alla dignit\u00e0 della loro natura. Non ci confronteremo su questo <em>con le<\/em> macchine, per quanto ce le arredino simili a noi, per incuterci timore o indurci soggezione. Ragioneremo tra umani, sempre, <em>sulle macchine<\/em>, con cui certo si tratter\u00e0 di trovare modi convenienti e saggi di cooperazione. Senza dimenticare, infine, la sapiente e umanissima parola del credente, che tutto vuole eccetto che creare guerre di religione fra gli umani, a riguardo delle insidiose potenze \u2013 di ogni genere \u2013 che si disputano la loro anima: \u201cLa nostra battaglia [\u2026] non \u00e8 contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano le regioni celesti\u201d (Efesini, 6, 12). <\/p>\n\n\n\n<p>Per essere all\u2019altezza di questa sfida, e ricomporre l\u2019ambiente mentale e sociale di un umanesimo \u201csignorile\u201d e \u201ccondiviso\u201d, la testimonianza della nostra fede, secondo la quale il mondo, con tutte le sue risorse e le sue potenzialit\u00e0, \u00e8 affidato alla sensibilit\u00e0 e all\u2019intelletto d\u2019amore dell\u2019uomo e della donna, perch\u00e9 ne accrescano le risorse e ne trasmettano le ricchezze di generazione in generazione, si fa forte della parola definitiva a riguardo della nostra destinazione. Noi crediamo fermamente che la grazia della signoria di Ges\u00f9 Cristo, morto e risorto, nella quale sono state create tutte le cose, apre la strada di una creazione risorta, nella quale la nostra lotta contro le potenze dell\u2019assoggettamento dell\u2019umano e della corruzione della terra, sar\u00e0 riscattata, onorata, e gioiosamente pacificata. <\/p>\n\n\n\n<p>Proprio qui si radica l\u2019impegno responsabile della nostra intelligenza e della nostra sensibilit\u00e0 umana per assicurare sin d\u2019ora alla comunit\u00e0 dei popoli la tutela di una vita umana degna della sua qualit\u00e0 umana. La vita umana \u00e8 degna per sua natura di questa passione e di questa compassione: dal suo inizio al suo congedo, per quanto vulnerabile e fallibile, ferita e mortificata. La tecnica che si mette al servizio della cura della vita, rifiutandosi di scartarla quando non risponde agli standard di efficienza e di benessere decisi dal dispositivo, diventa parte della benedizione. Quando si fa padrona, con la complicit\u00e0 di un nostro atteggiamento dimissionario, noi stessi diventiamo responsabili della perdita di quella benedizione. Essere signori della tecnica, al servizio della vita; e non padroni della vita, assoggettati alla tecnica. Questo \u00e8 il patto da rinsaldare. La complessit\u00e0 di questo discernimento \u00e8 reale, certo: occorre una fase attenta e disponibile di ascolto e di comprensione critica dei fenomeni in cui siamo gi\u00e0 da ora immersi. Gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione, tutto sommato, ancora poco affinati e solidi. La ricerca scientifica, qui, \u00e8 parte insostituibile di questo patto. L\u2019insidia latente nelle nuove risorse tecnologiche, infatti, dipende dalla enorme estensione della loro invisibilit\u00e0. Non sono sensorialmente e mentalmente avvertibili dal soggetto umano e neppure dal corpo sociale. Non sono macchine enormi e appariscenti. Sono relazioni virtuali ed effetti di calcolo: prima ancora che mediare la connessione tra noi, i dispositivi si connettono tra loro. <\/p>\n\n\n\n<p>Le&nbsp;intelligenze artificiali, gli algoritmi capaci di apprendere \u2014 il cosiddetto&nbsp;<em>machine learning<\/em>&nbsp;\u2014 e gli altri&nbsp;sistemi cognitivi informatici&nbsp;sono i veicoli di questa&nbsp;rivoluzione. Questi sistemi si stanno diffondendo sempre pi\u00f9 in ogni ambito del nostro vivere come in passato il&nbsp;vapore&nbsp;e l\u2019energia elettrica hanno cambiato il modo con cui eravamo soliti svolgere tutte le nostre attivit\u00e0. Per questo, in stretta correlazione con l\u2019approccio di quest\u2019anno, l\u2019intelligenza artificiale sar\u00e0 il tema del Workshop del prossimo anno. Siamo intenzionati a frequentare la nuova frontiera, con rigore e passione, nello spazio della pi\u00f9 ampia collaborazione possibile. Per onorare, con scienza e coscienza, il compito che ci \u00e8 autorevolmente affidato. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Intervento di apertura del workshop <strong>Robo\u00a0Ethics,\u00a0humans,\u00a0machines\u00a0and\u00a0health<\/strong>,\u00a0<\/em>Vaticano, 25 febbraio 2019<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care amiche e cari amici, vi rivolgo il mio pi\u00f9 cordiale benvenuto per questo tempo di approfondimento e di scambio su un argomento di grande attualit\u00e0, che mette in questione in modo nuovo quanto \u00e8 stato sempre al centro della missione della PAV nei suoi 25 anni di attivit\u00e0, cio\u00e8 la difesa e la promozione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":24833,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[3,8],"tags":[],"class_list":["post-24830","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi","category-news"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/cq5dam.web_.1280.1280-1-e1551197228144.jpeg?fit=600%2C399&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5mkxU-6su","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24830","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24830"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24830\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24840,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24830\/revisions\/24840"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24833"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24830"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24830"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24830"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}