{"id":24772,"date":"2019-02-08T16:00:35","date_gmt":"2019-02-08T15:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=24772"},"modified":"2019-02-19T21:55:23","modified_gmt":"2019-02-19T20:55:23","slug":"le-cure-palliative-per-la-promozione-di-una-cultura-di-responsabilita-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/le-cure-palliative-per-la-promozione-di-una-cultura-di-responsabilita-sociale.html","title":{"rendered":"Le cure palliative per la promozione di una cultura di responsabilit\u00e0 sociale"},"content":{"rendered":"\n<p>Sono lieto di porgere il mio saluto a voi tutti all\u2019apertura di questo\nWorkshop promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita in collaborazione con\nl\u2019Istituto Nazionale Tumori e la Fondazione Floriani. Il tema dell\u2019incontro\nrichiama l\u2019importanza delle cure palliative come modello clinico per gestire la\nmalattia avanzata sino al passaggio della morte, sottolinea la sua importanza\nper la promozione di una cultura della cura che appare quanto mai opportuna in\nuna societ\u00e0 come la nostra che facilmente si lascia sorprendere da quella che\nPapa Francesco stigmatizza come \u201ccultura dello scarto\u201d. Non \u00e8 affatto raro che\nnella societ\u00e0 contemporanea i malati e le loro famiglie siano doppiamente\nvittime: da una parte della malattia e dall\u2019altra dell\u2019abbandono. <\/p>\n\n\n\n<p>Le cure palliative non solo contrastano questa logica perversa, ma rispondono\na quel bisogno radicale di essere accompagnati sempre e soprattutto nei momenti\npi\u00f9 difficili, come pu\u00f2 essere quello della malattia nel passaggio della morte.\nPi\u00f9 volte il Magistero recente della Chiesa Cattolica \u00e8 intervenuto in tal\nsenso. Ultimamente, Papa Francesco, ha parlato delle cure palliative come una \u201cespressione\ndell\u2019attitudine propriamente umana a prendersi cura gli uni degli altri,\nspecialmente di chi soffre. Esse testimoniano che la persona umana rimane\nsempre preziosa, anche se segnata dall\u2019anzianit\u00e0 e dalla malattia. La persona\ninfatti, in qualsiasi circostanza, \u00e8 un bene per s\u00e9 stessa e per gli altri ed \u00e8\namata da Dio\u201d(Discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti alla Plenaria\ndella Pontificia Accademia per la Vita, 2015).<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo ritengo urgente che si promuovano le \u201ccure palliative\u201d.\nAnzitutto nel suo aspetto scientifico-culturale e didattico. Lo accenno appena.\nCredo sia importante che le cure palliative entrino a pieno titolo tra le\ndiscipline universitarie. Purtroppo sappiamo quanto sia scarso il numero di\nstudenti sia di medicina sia dei corsi infermieristici intenzionati a dedicarsi\nalla cura dei malati in prossimit\u00e0 della morte e soprattutto delle persone\nanziane. Dobbiamo far crescere anche la stima per le cure palliative, anche\nperch\u00e9 aiutano a\nriscoprire la vocazione pi\u00f9 profonda della medicina che consiste prima di tutto\nnel prendersi cura. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo richiamava\nPapa Francesco all\u2019Accademia per la Vita: \u201cIl compito (della medicina) \u00e8 di\ncurare sempre, anche se non sempre si pu\u00f2 guarire. Certamente l\u2019impresa medica\nsi basa sull\u2019impegno instancabile di acquisire nuove conoscenze e di\nsconfiggere un numero sempre maggiore di malattie. Ma le cure palliative\nintroducono all\u2019interno della pratica clinica la consapevolezza che il limite\nrichiede non solo di essere combattuto e spostato, ma anche riconosciuto e\naccettato. E questo significa non abbandonare le persone malate, ma anzi stare\nloro vicino e accompagnarle nella difficile prova che si fa presente alla\nconclusione della vita. Quando tutte le risorse del \u201cfare\u201d sembrano esaurite,\nproprio allora emerge l\u2019aspetto pi\u00f9 importante nelle relazioni umane che \u00e8\nquello dell\u2019\u201cessere\u201d: essere presenti, essere vicini, essere accoglienti.\nQuesto comporta anche di condividere l\u2019impotenza di chi giunge al punto estremo\ndella vita. Diventando solidali nel momento in cui l\u2019azione non riesce pi\u00f9 a\nincidere nel corso degli eventi, il limite pu\u00f2 cambiare di segno: non pi\u00f9 luogo\ndi separazione e di solitudine, ma occasione di incontro e di comunione\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi paiono riflessioni particolarmente significative. Ed \u00e8 in questo\norizzonte che si comprende ancor pi\u00f9 quanto la crescita delle cure palliative\nfavorisca nella societ\u00e0 la cultura della cura vicendevole. Le cure palliative\nsono parte indispensabile del circolo virtuoso che unisce i diritti e i doveri\nperch\u00e9 una societ\u00e0 sia armoniosa: tutti hanno diritto ad essere accompagnati e\ncurati, sempre. E tutti hanno altres\u00ec il dovere di accompagnare e di curare,\nsempre. A me piace ricordare che il termine palliativo viene da pallium\n(mantello): il pi\u00f9 debole ha bisogno di essere circondato dal mantello\ndell\u2019amore. Cito una <em>sura<\/em> del Corano scoperta di recente:\n\u2018Che la tenerezza ti ricopra, tu, l\u2019altro, come un manto\u2019. <\/p>\n\n\n\n<p>Papa Francesco, in questo orizzonte di senso, afferma: \u201cCogliere nella propria\nesperienza come la vita umana sia ricevuta dagli altri che ci hanno messo al\nmondo e si sia sviluppata grazie alla loro cura, conduce a comprendere pi\u00f9\nprofondamente il senso della dimensione passiva che la caratterizza. Appare\nallora ragionevole gettare un ponte tra quella cura che si \u00e8 ricevuta fin\ndall\u2019inizio della vita e che le ha consentito di dispiegarsi in tutto l\u2019arco\ndel suo svolgersi, e la cura da prestare responsabilmente agli altri, nel\nsusseguirsi delle generazioni fino ad abbracciare l\u2019intera famiglia umana. Per\nquesta via pu\u00f2 accendersi la scintilla che collega l\u2019esperienza dell\u2019amorevole\ncondivisione della vita umana, fino al suo misterioso congedo, con l\u2019annuncio\nevangelico che vede tutti come figli dello stesso Padre e riconosce in ciascuno\nla Sua immagine inviolabile. Il mistero santo di questo legame sta a presidio\ndi una dignit\u00e0 che non cessa di vivere: neppure con la perdita della salute,\ndel ruolo sociale e del controllo sul proprio corpo. Ecco allora che le cure\npalliative mostrano il loro valore non solo per la pratica medica \u2013 perch\u00e9\nanche quando agisce con efficacia realizzando guarigioni talvolta spettacolari,\nnon si dimentichi di questo atteggiamento di fondo che sta alla radice di ogni\nrelazione di cura \u2013, ma anche pi\u00f9 in generale per l\u2019intera convivenza umana\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>La Pontificia\nAccademia per la Vita ha preso l\u2019impegno perch\u00e9 tutto ci\u00f2 possa avvenire a\nlivello della Chiesa Cattolica ovunque nel mondo. Abbiamo gi\u00e0 realizzato vari Congressi\nsu questo tema sia in Italia che in Europa, negli Stati Uniti, nel mondo arabo,\nin Qatar, e ne sono altri in programma. E\u2019 ormai pronto un Libro Bianco che\nvorremmo inviare alle universit\u00e0 Cattoliche e agli Ospedali Cattolici nel mondo\nper poter far crescere non solo la conoscenza ma soprattutto la pratica delle\ncure palliative. Sono per questo particolarmente contento della giornata\nodierna durante la quale ci proponiamo di individuare i modi per\nintensificare il nostro rapporto e promuovere una sensibilizzazione pi\u00f9 larga\nverso di esse. Ci accomuna la volont\u00e0 di promuovere una \u201ccultura palliativa\u201d,\nsia per rispondere alla tentazione che viene dall\u2019eutanasia e dal suicidio\nassistito, sia soprattutto per fa maturare una \u201ccultura della cura\u201d che\npermetta di offrire una compagnia di amore sino al passaggio della morte. Certo\n\u2013 l\u2019ho gi\u00e0 accennato prima &#8211; sappiamo che la prospettiva della \u201cguarigione\u201d,\ngioca un ruolo preponderante nella medicina contemporanea. Ma va evitato il\nrischio che sia l\u2019unico obiettivo da ottenere a qualsiasi costo, dimenticando\ncio\u00e8 il limite radicale che fa parte della nostra esistenza. L\u2019illusione della\nimmortalit\u00e0, che fa da sfondo all\u2019unico obiettivo della guarigione, \u00e8\npericolosissima. La radicale finitudine umana porta ad escludere con decisione l\u2019ostinazione\nnell\u2019uso dei trattamenti, che infligge sofferenze inutili o addirittura dannose\nal paziente. Mai bisogna perci\u00f2 abbandonare il malato, anche quando viene meno\nla possibilit\u00e0 di guarigione. <\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo bene quanto le cure palliative siano state protagoniste del\nrecupero di un accompagnamento integrale del malato nell\u2019ambito della medicina\ncontemporanea. Prendersi cura del malato \u00e8 un passo indispensabile da compiere.\nA volte i sintomi di un disagio psicologico e della sofferenza esistenziale\nlegati alla malattia emergono in maniera improvvisa e devastante, anche per un diffuso\nindividualismo che lascia soli coloro che avrebbero pi\u00f9 bisogno di sostegno e di\naccompagnamento. La medicina, se pu\u00f2 \u201cfallire\u201d nell\u2019ottenere la guarigione, non\nfallisce mai nel prendersi cura del malato. Ecco perch\u00e9, nonostante i notevoli\ne continui progressi tecno-scientifici, l\u2019ambito, forse unico, in cui si ha la\ncertezza di conseguire sempre l\u2019obiettivo \u00e8 quello del prendersi cura della\npersona malata. <\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poca cultura dell\u2019accompagnamento anche perch\u00e9 c\u2019\u00e8 poco amore\ngratuito. In un mio recente volume, \u201cSorella morte\u201d, ho sottolineato l\u2019urgenza\ndi un modo nuovo di essere vicini a chi \u00e8 debole, particolarmente a chi deve\naffrontare l\u2019ultima tappa della vita nel passaggio della morte. E credo che\nanche la pastorale cristiana \u00e8 chiamata a interrogarsi seriamente sul perch\u00e9 si\n\u00e8 rarefatta la predicazione sulla morte e sulle realt\u00e0 ultime. A mio avviso vi\n\u00e8 un colpevole \u201cindebolimento della predicazione del Vangelo della morte,\nrisurrezione e vita eterna. \u00c8 divenuto sempre pi\u00f9 raro, purtroppo, ascoltare la\npredicazione sugli eventi ultimi della vita e sul mistero della vita oltre la\nmorte\u201d (p. 217). Le nostre societ\u00e0 sono pi\u00f9 povere di parole sul mistero del\npassaggio che la morte rappresenta nella esistenza umana. Per parte mia sono\nsempre pi\u00f9 dubbioso nel parlare della morte come fine della vita. Non \u00e8 questa\nla sede per dilungarmi su questo. Ma, preferisco sottolineare la morte come un\npassaggio, con tutto il bagaglio culturale e spirituale che questo comporta.\nNoi non siamo una parentesi tra due nulla. La morte non \u00e8 la fine. Che ne\nsarebbe di tutto il bene che abbiamo fatto, degli affetti, dei legami? Anche\nalla ragione questo non \u00e8 sopportabile. Riflettere sul tema delle cure\npalliative significa anche chiedersi quali sono le parole che dobbiamo\nriapprendere per accompagnare chi \u00e8 nei momenti finali della sua esistenza\nterrena?&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Sono certo che questa giornata di lavoro porter\u00e0 un contributo fattivo\nperch\u00e9 le cure palliative, chiamate ad affrontare le grandi sfide del passaggio\ndella morte, possano trovare sempre pi\u00f9 accoglienza nella societ\u00e0. Le cure\npalliative sono un\u2019azione positiva straordinaria che contrasta il lavoro sporco\ndella morte che di fatto pratica l\u2019eutanasia. Certo, noi non staremo a guardare la\nmorte che fa il suo lavoro, senza fare nulla. Ma neppure faremo il lavoro della\nmorte, che ci libera dal disagio come fosse un atto d\u2019amore. L\u2019amore per la\nvita, nella quale abbiamo amato e ci siamo amati, non \u00e8 pi\u00f9 solo nostro: \u00e8 di\ntutti coloro con i quali \u00e8 stato condiviso. E cos\u00ec deve essere, sino alla fine.\nNessuno deve sentirsi colpevole del peso che la sua condizione mortale impone\nalla comunit\u00e0 dei suoi simili. Siamo umani. E l\u2019idea umana della cura contrasta\nl\u2019idea della malattia come esclusione dalla comunit\u00e0 e colpa imperdonabile. Per\nnon dire del Vangelo, naturalmente, che ce ne libera anche teologicamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel chiudere questo mio saluto, vorrei rinnovare il mio ringraziamento\nalla Fondazione Floriani e all\u2019Istituto Nazionale Tumori per aver accolto la\nproposta di questa giornata. Vorrei porgere un ringraziamento speciale anche al\nComitato scientifico \u2013 Dr. Augusto Caraceni, Dr. Giovanni Zaninetta, Dr.ssa\nAdriana Turriziani, Don Tullio Proserpio: tutti hanno lavorato con competenza e\nvero zelo per organizzare la giornata odierna e so che ogni giorno lavorano per\npromuovere una cultura e attitudini di accoglienza e di cura delle persone che\nsi avvicinano al passaggio della morte. <\/p>\n\n\n\n<p>A tutti voi che condividete questa profonda passione per l\u2019uomo, il mio\naugurio di una giornata proficua.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Milano, 8 febbraio 2019<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono lieto di porgere il mio saluto a voi tutti all\u2019apertura di questo Workshop promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita in collaborazione con l\u2019Istituto Nazionale Tumori e la Fondazione Floriani. Il tema dell\u2019incontro richiama l\u2019importanza delle cure palliative come modello clinico per gestire la malattia avanzata sino al passaggio della morte, sottolinea la sua [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":24773,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,8],"tags":[],"class_list":["post-24772","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi","category-news"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/50a5c9f9-75b3-4bdd-bcac-e1573bae8e9f_medium-e1549585045179.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24772","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24772"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24772\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24811,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24772\/revisions\/24811"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24773"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24772"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24772"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24772"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}