{"id":24768,"date":"2019-02-05T23:05:27","date_gmt":"2019-02-05T22:05:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=24768"},"modified":"2019-02-05T23:05:27","modified_gmt":"2019-02-05T22:05:27","slug":"lo-spirito-di-assisi-nella-terra-dellislam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/lo-spirito-di-assisi-nella-terra-dellislam.html","title":{"rendered":"Lo Spirito di Assisi nella terra dell\u2019Islam"},"content":{"rendered":"\n<p>Francesco,\nVescovo di Roma, e Ahmad Al-Tayyeb, Grande Imam di Al Azhar (nel Cairo), in\noccasione della visita del Papa negli Emirati Arabi, hanno firmato assieme una\nDichiarazione dal titolo efficacissimo: \u201cFratellanza umana per la pace mondiale\ne la convivenza comune\u201d. La visita del Papa ha senza dubbio un sapore storico\ngi\u00e0 da s\u00e9. In un momento nel quale ovunque nel mondo sembra prevalere la paura\ne, con facilit\u00e0, si alzano muri e si rafforzano frontiere con l\u2019illusione di\ndifendersi e di stare tranquilli nei propri recinti, papa Francesco non ha\npaura, continua ad \u201cuscire\u201d e ad incontrare tutti, nessuno escluso. E pensare\nche all\u2019inizio del pontificato aveva detto che avrebbe viaggiato poco, anche a\nmotivo dell\u2019et\u00e0. Eccolo, invece, intraprendere viaggi, magari anche poco protocollari\nal punto da disturbare alcuni, sempre per\u00f2 gravidi di simbolicit\u00e0. E questo a\npartire dal suo primo viaggio a Lampedusa. Non volle nessuno accanto a fargli\nla corte. Questa volta, papa Francesco ha fatto ancora di pi\u00f9. Non solo \u00e8\nuscito verso una terra mai visitata, non solo ha incontrato le autorit\u00e0\nislamiche, ma ha voluto anche inviare assieme al Grande Imam di Al-Azahr un\nmessaggio con una inusitata solennit\u00e0. Certo, questo \u00e8 stato possibile anche\nperch\u00e9 i due si sono incontrati gi\u00e0 altre volte, trovando una singolare intesa\nfraterna. Ora hanno potuto firmare, per la prima volta in maniera cos\u00ec\nautorevole, una Dichiarazione comune. Sono poco pi\u00f9 di quindici cartelle, piene\ndi parole autorevoli rivolte ai cristiani, ai musulmani e a tutti gli uomini e\nle donne del pianeta. In esse viene manifestata una comune visione, quella\ndella fraternit\u00e0 universale tra tutti gli uomini e le donne di tutti i popoli. E\u2019\nuna visione che aiuta a superare quel\u2019amara e pericolosa contraddizione di\nquesto inizio di millennio che sta lacerando la vita dei popoli e dell\u2019intero\npianeta: mentre infatti da una parte il mondo si globalizza e si connette, dall\u2019altra\ninvece si sgretola, si tribalizza e si avvita nei conflitti. E\u2019 il tempo di\nrilanciare&nbsp; una nuova visione per un\numanesimo fraterno e solidale dei singoli e dei popoli. Non dimentichiamo che\nla fraternit\u00e0, purtroppo, \u00e8 la grande promessa mancata della modernit\u00e0. Non che\nla libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza stiano in salute! Ma il sogno della fraternit\u00e0 va\nripreso. E\u2019 urgente. E sta nel cuore stesso della tradizione cristiana. Mentre il\nPapa e il Gran Muft\u00ec firmavano la Dichiarazione mi \u00e8 tornato in mente un altro\nincontro avvenuto esattamente 800 anni fa, nel settembre del 1219, a Damietta,\nin Egitto. Allora si trovarono di fronte, un altro Francesco, quello di Assisi,\ne un altro egiziano, il sultano Malek al-Kamel. Anche allora, come oggi, i tempi\nerano difficili. Si stava preparando una crociata. Ed eccolo, Francesco,\ndisarmato, recarsi all\u2019incontro con il sultano per parlargli. Sapeva bene\nquanto fosse ardua la sua missione e quanto poco sarebbe stata compresa dai\nsuoi contemporanei. E, tuttavia, Francesco obbed\u00ec al vangelo, senza aggiunte. E\nindic\u00f2 una strada esemplare e piena di forza. Vestito poveramente e privo di\nqualsiasi segno di guerra, mostrava \u2013 ai musulmani e ai cristiani &#8211; che solo la\nvia dell\u2019incontro e del dialogo pu\u00f2 evitare la guerra e costruire una pace durevole.\nDa allora sono passati molti secoli sino a giungere al Concilio Vaticano II che\nha raccolto quell\u2019antica profezia di Francesco e l\u2019ha rilanciata. Giovanni Paolo\nII, di fronte alle risorgenti paure di una guerra nucleare, ha raccolto le parole\nconciliari e le ha come concretizzate in quella storica convocazione ad Assisi\n\u2013 era l\u2019ottobre del 1986 &#8211; dei responsabili delle grandi religioni mondiali per\ninvocare tutti assieme quella pace che gli uomini non sapevano darsi. Era l\u2019alba\ndello \u201cspirito di Assisi\u201d. Da quell\u2019anno \u00e8 iniziato un cammino che ha\ncontinuato e continua ancora a sostenere la via dell\u2019incontro e del dialogo\ncome quella della pace. Penso in particolare agli incontri realizzati dalla\nComunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio che, di anno in anno, porta questo \u201cspirito\u201d ad abitare\nin diverse citt\u00e0 del mondo perch\u00e9 questo soffio di pace continui a smuovere i\ncuori. Oggi, lo \u201cspirito di Assisi\u201d, trova in questa tappa papale un picco\nparticolarmente alto. L\u2019evento di questi giorni \u2013 che si iscrive in un lungo itinerario\ndi incontri e di dialoghi, come anche di non pochi martiri che hanno dato la\nloro vita per testimoniare la forza della fraternit\u00e0 (una forza debole),\nproprio oggi ricordiamo l\u2019uccisione di don Andrea Santoro avvenuta a Trabzon in\nTurchia nel 2005 &#8211; conferma il valore unico della via della fraternit\u00e0. Il\ntesto firmato dal Papa e dal Grande Imam non \u00e8 ingenuo: propone anzitutto la\nfraternit\u00e0 universale come l\u2019orizzonte da riscoprire per non distruggerci a\nmotivo di una globalizzazione sbagliata. Una cosa infatti \u00e8 rassegnarsi a\nconcepire la vita come una lotta contro gli altri, altra cosa \u00e8 riconoscere la\nfamiglia umana come una fraternit\u00e0 larga e universale che si basa in Dio \u201cche\nha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella\ndignit\u00e0, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di loro, per popolare\nla terra e diffondere in essa i valori del bene, della carit\u00e0 e della\npace\u201d(cos\u00ec inizia il documento). E pi\u00f9 avanti il teso non manca di richiamare\nla responsabilit\u00e0 delle religioni: \u201cdichiariamo \u2013 fermamente \u2013 che le religioni\nnon incitano mai alla guerra, n\u00e9 sollecitano sentimenti di odio, ostilit\u00e0,\nestremismo, n\u00e9 invitano alla violenza o allo spargimento di sangue. Queste\nsciagure sono frutto della deviazione degli insegnamenti religiosi\u201d. Con dodici\nimpegni finali si chiude il documento comune. Credo sia un testo particolarmente\nimportante per i contenuti. Quante volte abbiamo detto che le autorit\u00e0\nislamiche dovevano parlare con chiarezza! Questo testo \u00e8 chiaro. Ma vorrei\nsottolineare un altro aspetto rilevante: vi \u00e8 un comune magistero. Il Papa E il\nGrande Imam rivolgono la Dichiarazione \u201calla fratellanza di tutti i credenti,\nanzi tra i credenti e i non credenti, e tra tutte le persone di buona volont\u00e0\u201d.\nE allora, come non sognare che i responsabili delle grandi religioni mondiali \u2013\nciascuno conservando la propria identit\u00e0 di fede &#8211; possano un giorno unirsi in\nun magistero comune per esortare e favorire l\u2019unit\u00e0 della famiglia dei popoli? <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco, Vescovo di Roma, e Ahmad Al-Tayyeb, Grande Imam di Al Azhar (nel Cairo), in occasione della visita del Papa negli Emirati Arabi, hanno firmato assieme una Dichiarazione dal titolo efficacissimo: \u201cFratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune\u201d. La visita del Papa ha senza dubbio un sapore storico gi\u00e0 da s\u00e9. 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