{"id":24626,"date":"2018-12-12T21:47:49","date_gmt":"2018-12-12T20:47:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=24626"},"modified":"2018-12-12T21:49:38","modified_gmt":"2018-12-12T20:49:38","slug":"24626","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/24626.html","title":{"rendered":"L&#8217;inverno demografico in Italia (e non solo)"},"content":{"rendered":"\n<p>di <strong>Andrea Salvati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Periodicamente i demografi lanciano i loro allarmi sull\u2019inverno demografico, espressione che gradualmente sta divenendo patrimonio comune. Allarmi spesso inascoltati, visto l\u2019assordante silenzio (mai come questa volta questo ossimoro appare adeguato) attorno a quello che molti \u2013 compreso il Papa &#8211; non esitano a definire il suicidio demografico.Diversi rapporti pubblicati nel corso dell\u2019anno riportano dati assai preoccupanti, a partire dalle nascite: nel 2017 abbiamo avuto 464.000 neonati, -2% rispetto all&#8217;anno precedente. L\u2019Italia invece ha registrato una perdita di oltre 100mila abitanti. Il saldo naturale negativo (-191mila), infatti, non \u00e8 stato compensato dal saldo migratorio (tra arrivi e partenze), che si \u00e8 attestato su livelli piuttosto modesti (+85mila). Si stima che la popolazione continuer\u00e0 a diminuire da qui al 2050 (saremo il 17% in meno). I cittadini con oltre 65 anni diventerebbero circa il 34%: il 12% in pi\u00f9 di oggi. Secondo il Rapporto 2018 sull\u2019economia dell\u2019immigrazione della Fondazione Leone Moressa, i pi\u00f9 giovani diventeranno sempre meno: oltre un italiano su tre sar\u00e0 in et\u00e0 da pensione (il 12% in pi\u00f9 di oggi). E, soprattutto, i migranti non riempiranno pi\u00f9 le culle. Se consideriamo l\u2019attuale rallentamento dei flussi, infatti, l\u2019immigrazione non riuscir\u00e0 pi\u00f9 a compensare il calo demografico.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Non ci consola sapere che il fenomeno riguarda anche altri paesi europei. Anche in Germania, nell\u2019ultimo anno, il saldo tra nati e morti \u00e8 stato negativo. Tuttavia, questo \u00e8 stato compensato da un saldo migratorio fortemente positivo (+476mila), che ha garantito una crescita della popolazione, in linea con Francia e Regno Unito. Osservando la differenza tra nati e morti nel 2017 (saldo naturale), appare una netta frattura tra i Paesi europei. Infatti, la crescita demografica pi\u00f9 forte si registra in Francia (+164.600) e Regno Unito (+147.900). Positivi anche altri Paesi del Nord come Irlanda, Svezia, Danimarca, Belgio e Paesi Bassi. Situazione opposta invece tra i Paesi dell\u2019Europa meridionale (Portogallo, Spagna, Grecia), i Paesi baltici e quelli dell\u2019Est (Ungheria, Romania, Bulgaria, Polonia).Senza figli l\u2019Europa \u00e8 pi\u00f9 povera, titolava giustamente alcuni giorni fa il quotidiano l\u2019Avvenire, facendo riferimento ad un documento di quest\u2019anno della Fondazione Schuman. L\u2019inverno demografico ha importanti effetti, com\u2019\u00e8 noto, sull\u2019economie dei paesi, in particolar modo sui consumi e quindi sul PIL. Non a caso in questi mesi, nel corso delle rievocazioni del \u201968, \u00e8 stato pi\u00f9 volte ricordato \u2013 soprattutto dagli storici&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.andreariccardi.it\/\">Andrea Riccardi<\/a>, fondatore della<a href=\"https:\/\/www.santegidio.org\/\">Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio<\/a>, e&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/555452\/presentazione-del-libro-di-agostino-giovagnoli-sessantotto-la-festa-della\">Agostino Giovagnoli<\/a>&nbsp;\u2013 l\u2019aspetto demografico della contestazione giovanile: i giovani nati dopo la seconda guerra mondiale costituirono una generazione molto numerosa con un peso sociale ed economico decisamente superiore ad altre generazioni. Il<em>baby boom<\/em>&nbsp;\u201c<em>produsse uno spettacolare ringiovanimento della popolazione<\/em>\u201d e \u201c<em>diede ai giovani un potere sconosciuto ad altre generazioni. Ad accorgersi del loro e delle loro capacit\u00e0 di spesa fu innanzitutto il mercato\u201d.&nbsp;<\/em>Negli anni cinquanta e, soprattutto, negli anni sessanta si svilupp\u00f2 un\u2019attenzione specifica per i consumi dei teenager per i loro gusti in tema di abbigliamento, divertimenti, cultura. I giovani trovarono \u2013 sostiene Giovagnoli \u2013<em>\u201cosservatori interessati a coglierne tendenze, atteggiamenti, scelte. Avvertirono che, come consumatori, veniva loro riconosciuto un qualche potere contrattuale. Cominciarono perci\u00f2 a concepirsi come parte di una collettivit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-2umSlSE9NrI\/XAwCheQPcDI\/AAAAAAAAVGM\/zi6oWVvs6N4OBf4BmwlaUS-lOh0EHu_UwCLcBGAs\/s1600\/culle-vuote.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-2umSlSE9NrI\/XAwCheQPcDI\/AAAAAAAAVGM\/zi6oWVvs6N4OBf4BmwlaUS-lOh0EHu_UwCLcBGAs\/s1600\/culle-vuote.jpg\" alt=\"\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Tornando ai dati dell\u2019inverno demografico in Europa, alcuni sono degni di nota: 5,1 milioni di nascite in Europa nel 2017 a fronte di 5,3 milioni di morti; 1,6 \u00e8 il numero medio di figli per donna in Europa (solo la Francia \u00e8 a 1,9); 49 milioni sono le persone in et\u00e0 lavorativa che si stima che l\u2019Europa perder\u00e0 entro il 2050; si prevedono 2 europei in et\u00e0 da lavoro per ogni over 65 nel 2070, oggi sono 3,3. In Italia, invece, per il 2070 si prevedono meno di 55 milioni persone, nel 2016 la popolazione italiana era a 60,8 milioni; 120.000 nascite in meno ci sono state nel nostro paese nel 2017 rispetto al 2008.Gli esperti concordano nel ritenere che non c\u2019\u00e8 una sola causa che spiega il calo delle nascite, come del resto non esiste un\u2019unica soluzione. N\u00e9 \u00e8 possibile credere di ribaltare la tendenza demografica in breve tempo, come talvolta siamo abituati a credere di fronte alle principali emergenze (troppo spesso su alcune emergenze come sanit\u00e0, scuola, migranti, ascoltiamo soluzioni roboanti e rapide). A mio parere, si tende a non dar il giusto rilievo all\u2019elemento culturale, oltre alle ragioni economiche e materiali. Basti pensare al calo dei matrimoni che rivela quanto sia poco condivisa la stabilit\u00e0 dei legami affettivi. Si allunga, inoltre, sempre di pi\u00f9 la lista delle condizioni che si ritiene vadano soddisfatte prima della nascita di un figlio (prospettiva decisamente assente per coloro che sono stai genitori negli cinquanta e sessanta). Troppo spesso il figlio sembra essere un \u201coptional\u201d da aggiungere ad altre cose intese come irrinunciabili. In altri termini, occorre porre le basi per cambiare la prospettiva culturale. Prospettiva difficile da pensare in un paese come il nostro in preda &#8211; come ci ha sapientemente e puntualmente descritto il CENSIS &#8211; \u00a0ad una continua \u201c<em>caccia al capro espiatorio, quando la cattiveria \u2012 dopo e oltre il rancore \u2012 diventa la leva cinica di un presunto riscatto e si dispiega in una conflittualit\u00e0 latente, individualizzata, pulviscolare. Il processo strutturale chiave dell&#8217;attuale situazione \u00e8 l&#8217;assenza di prospettive di crescita, individuali e collettive. L&#8217;Italia \u00e8 ormai il Paese dell&#8217;Unione europea con la pi\u00f9 bassa quota di cittadini che affermano di aver raggiunto una condizione socio-economica migliore di quella dei genitori\u201d.<\/em>Certo siamo pieni di paradossi, come direbbe\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/\">Vincenzo Paglia<\/a>, autore di uno splendido libro \u2013 \u00e8 proprio il caso dirlo \u2013 dal titolo\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/24597.html\">Vivere per sempre<\/a><\/em>\u00a0che ben potrebbe attagliarsi al nostro tema. Ma \u00e8 cos\u00ec \u2013 aggiunge Paglia \u2013 che siamo irriducibilmente \u201cumani\u201d.Non siamo nati semplicemente per assecondare la vita, siamo nati per fronteggiarla, per aiutarla, per trasformarla, per renderla migliore per tutti e particolarmente per chi fa pi\u00f9 fatica a viverla, sostiene il vescovo Paglia: \u201c<em>Vale la pena spendere cos\u00ec la propria vita, anche se richiede una responsabilit\u00e0 davvero impegnativa. Il senso della vita che noi cerchiamo incessantemente \u00e8 anche quello che orienta il nostro desiderio pi\u00f9 profondo. Una volta che siamo entrati nella dimensione del linguaggio \u2013 ossia degli affetti e dei pensieri umani \u2013 non possiamo fare nessuna esperienza della vita senza riconoscere in essa una vicinanza, o una lontananza, dal giusto senso che la vita dovrebbe avere, per essere come deve essere. Siamo l\u2019unica creatura in grado di pensare e di dire: \u00abNon dovrebbe accadere\u00bb, \u00abNon \u00e8 giusto che accada\u00bb, anche di fronte all\u2019inevitabile o all\u2019irreparabile\u201d<\/em>.<br><br><a href=\"http:\/\/www.notizieitalianews.com\/2018\/12\/linverno-demografico-in-italia-e-non.html\">(Notizie Italia News)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Salvati Periodicamente i demografi lanciano i loro allarmi sull\u2019inverno demografico, espressione che gradualmente sta divenendo patrimonio comune. Allarmi spesso inascoltati, visto l\u2019assordante silenzio (mai come questa volta questo ossimoro appare adeguato) attorno a quello che molti \u2013 compreso il Papa &#8211; non esitano a definire il suicidio demografico.Diversi rapporti pubblicati nel corso dell\u2019anno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":24627,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-24626","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rassegna"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/shutterstock_1193082580.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24626","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24626"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24626\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24630,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24626\/revisions\/24630"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24627"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24626"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24626"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24626"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}