{"id":24532,"date":"2018-12-05T02:33:52","date_gmt":"2018-12-05T01:33:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=24532"},"modified":"2018-11-29T02:37:07","modified_gmt":"2018-11-29T01:37:07","slug":"il-consultorio-del-centro-della-famiglia-di-treviso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/il-consultorio-del-centro-della-famiglia-di-treviso.html","title":{"rendered":"Il Consultorio del Centro della famiglia di Treviso"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Alessandra Cecchin<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 la \u201cfraternit\u00e0\u201d che come cristiani siamo invitati a riscoprire e a vivere e, soprattutto, a proporre alla societ\u00e0, anche grazie alle famiglie. Una fraternit\u00e0 che nasce da una nuova prossimit\u00e0 che porta alla convivenza pacifica tra diversi, ossia a prendersi cura gli uni degli altri, contrastando cos\u00ec quell\u2019individualismo esasperato causa del \u201ccrollo del noi\u201d, titolo dell\u2019ultimo volume di mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita, ospite a Treviso all\u2019inaugurazione del Consultorio del Centro della famiglia domenica 25 novembre.<\/p>\n<p><strong>Mons. Paglia, che cosa rappresenta questo nuovo servizio offerto alle famiglie del territorio?<\/strong><\/p>\n<p>Il vescovo Gardin nel suo saluto ricordava la \u201csimpatia immensa\u201d con cui Paolo VI definiva l\u2019impegno del Concilio \u2013 e la Chiesa &#8211; paragonandolo alla parabola del Buon samaritano. Potremmo immaginare anche questo Consultorio a quell\u2019albergo della parabola, ossia a fare di questo centro un luogo dove si \u00e8 accolti e aiutati, accompagnati e curati e soprattutto a restare all\u2019interno di un tessuto comunitario che \u00e8 animato da uno \u201cspirito di famigliarit\u00e0\u201d. E\u2019 certo un Centro di ispirazione cristiana, ma proprio per questo \u201ccattolico\u201d, ossia aperto a tutti, nessuno escluso.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la novit\u00e0 introdotta da \u201cAmoris Laetitia\u201d nella riflessione sulla famiglia?<\/strong><\/p>\n<p>Una delle grandi novit\u00e0 di questo documento \u00e8 non essersi fermato a riproporre la definizione della famiglia, ma di spingere ad aprire gli occhi sulla realt\u00e0 delle numerosissime famiglie, quelle che sono in salute ma anche quelle che sono ferite, o stanche, o magari vivono solo una scintilla di famigliarit\u00e0. E, con l\u2019audacia e l\u2019amore del pastore,\u00a0 papa Francesco chiede a tutte le chiese del mondo di uscire, e di uscire insieme alle famiglie che stanno in salute, che vivono una vita buona e serena, per andare incontro a quelle ferite. Tutte le famiglie ci sono care! Papa Francesco vuole che riscopriamo la famiglia come un cardine ineliminabile della societ\u00e0, di tutte le societ\u00e0, come il luogo originario dove gli uomini e le donne apprendono a convivere in pace tra diversi: questa prospettiva \u00e8 \u201cil\u201d problema delle famiglie, delle citt\u00e0, delle nazioni, del mondo intero. Di sempre, ma soprattutto di oggi. Se la famiglia sta male, a catena tutto ne risente. La capacit\u00e0 di convivere pacificamente tra diversi \u00e8 una lingua che va appresa fin da bambini, appunto, in famiglia. Dobbiamo ridare vigore a questo \u201cnoi\u201d che \u00e8 la famiglia, oggi purtroppo avvelenato dal virus di quell\u2019 individualismo che spinge tutti ad uno sterile narcisismo. C\u2019\u00e8 chi parla di un nuovo culto, il \u201cculto dell\u2019io\u201d (egolatria), sul cui altare si sacrificano anche i figli, i coniugi, gli affetti.<\/p>\n<p><strong>Un individualismo che \u00e8 sempre pi\u00f9 radicato anche a livello pubblico&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Certo, tanto da diventare anche \u201cegocrazia\u201d, ossia una prospettiva politica per cui la societ\u00e0 viene come atomizzata, polverizzata, quasi \u201cdefamigliarizzata\u201d. Serve un nuovo salto culturale che porti ad aprire le societ\u00e0, non a chiuderle, magari alzando muri e costruendo barriere. E\u2019 vero, la globalizzazione rischia di renderci tutti spaesati, ma non possiamo far vincere la paura dell\u2019altro chiudendo porte e finestre. In tal modo smantelliamo ogni socialit\u00e0. Tutti per\u00f2 sappiamo bene che la solitudine non \u00e8 mai bella. Anzio, \u00e8 sempre brutta. Per chiunque. Mi verrebbe da dire anche per Dio. Infatti, nel credo cristiano \u00e8 \u201ctrinit\u00e0\u201d. Solo nell\u2019amore, solo nella comunione con l\u2019atro \u00e8 possibile la felicit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Quali le sfide pi\u00f9 importanti che attendono le famiglie e la Chiesa insieme alle famiglie?<\/strong><\/p>\n<p>Direi che c\u2019\u00e8 bisogno, oltre che di questa rivoluzione culturale, anche di una rivoluzione evangelica. Papa Benedetto nell\u2019enciclica <em>Spe Salvi <\/em>evidenzia che uno dei peccati pi\u00f9 gravi del cristianesimo contemporaneo: aver promosso una spiritualit\u00e0 individualista che \u00e8 diventata complice proprio di quella cultura narcisista che ci sta distruggendo. Per troppo tempo abbiamo predicato la salvezza della propria anima dimenticando che per i cristiani la salvezza o \u00e8 di tutti o non c\u2019\u00e8. Ecco perch\u00e9 \u00e8 indispensabile il recupero di quella fraternit\u00e0, di quell\u2019amore che non \u00e8 anzitutto amore per s\u00e9, come le famiglie sono chiamate a vivere e a testimoniare. Come cristiani, come uomini e donne dobbiamo imparare a passare dalla domanda sulla mia identit\u00e0 (Chi sono io?) a un\u2019altra domanda, quella sull\u2019alterit\u00e0 (Per chi sono io?). Purtroppo, guardando le nostre realt\u00e0 ecclesiali ci rendiamo conto che da una parte abbiamo famiglie isolate con poco senso ecclesiale e, dall\u2019altra abbiamo parrocchie spesso molto funzionali ma poco famigliari. E\u2019 una grande sfida che la chiesa deve affrontare. E non solo per s\u00e9. La Chiesa, oggi, ha anche la missione di fermentare in maniera famigliare le nostre citt\u00e0 e il mondo. Le nostre parrocchie, le nostre celebrazioni domenicali devono essere luce e sale di famigliarit\u00e0 per le citt\u00e0, per i nostri paesi. Io credo che sia necessaria anche una nuova riflessione teologica sul grande tema della famiglia. Dobbiamo tornare a quel famoso \u201call\u2019inizio non era cos\u00ec\u201d, la risposta di Ges\u00f9 ai farisei. \u201cAll\u2019inizio\u201d, com\u2019era? Ecco, nella Genesi il Signore affida la \u201ccasa comune\u201d (l\u2019intera creazione) all\u2019alleanza dell\u2019uomo e della donna (Adamo ed Eva non erano semplicemente marito e moglie,\u00a0 essi rappresentavano l\u2019intera umanit\u00e0). Dobbiamo trovare una nuova prospettiva nella quale l\u2019uomo e la donna riprendano il timone della storia, della societ\u00e0 e della famiglia e siano responsabili sia della cura del creato come delle generazioni. Deve tornare a pulsare culturalmente questa prospettiva di vocazione del matrimonio e della famiglia che non si esaurisce nell\u2019autoreferenzialit\u00e0 ma deve compiere una grande missione. Non ci si sposa per s\u00e9, ci si sposa perch\u00e9 il Signore affida all\u2019alleanza dell\u2019uomo e della donna un compito enorme, insostituibile. E se va in crisi questa alleanza, ne va del creato e dell\u2019intera famiglia dei popoli.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.lavitadelpopolo.it\/\"><i>La Vita del popolo &#8211; settimanale della Diocesi di Treviso<\/i><\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandra Cecchin E\u2019 la \u201cfraternit\u00e0\u201d che come cristiani siamo invitati a riscoprire e a vivere e, soprattutto, a proporre alla societ\u00e0, anche grazie alle famiglie. 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