{"id":24528,"date":"2018-11-22T18:04:25","date_gmt":"2018-11-22T17:04:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=24528"},"modified":"2018-11-22T19:37:12","modified_gmt":"2018-11-22T18:37:12","slug":"la-domanda-di-eutanasia-o-suicidio-assistito-e-figlia-dellabbandono-terapeutico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-domanda-di-eutanasia-o-suicidio-assistito-e-figlia-dellabbandono-terapeutico.html","title":{"rendered":"La domanda di eutanasia o suicidio assistito \u00e8 figlia dell\u2019abbandono terapeutico"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 21 novembre 2018 \u2013 Dobbiamo prenderci cura l\u2019uno dell\u2019altro, non essere complici della morte. Lo ha ribadito mons. Vincenzo Paglia affrontando il tema \u201cLa dignit\u00e0 del vivere e del morire: dove comincia e dove finisce?\u201d nella Lectio tenuta marted\u00ec pomeriggio per la Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs (Aula Brasca), in occasione del Graduation day dei Master universitari di I e II livello in Cure palliative e Terapia del dolore dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica.<\/p>\n<p>Mons. Vincenzo Paglia \u00e8 Presidente della Pontificia Accademia per la vita e Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia.<\/p>\n<p>Mons. Paglia ha delineato in apertura l\u2019ambito sociale e culturale in cui collocare il suo intervento: il progresso della medicina e delle cure mediche che allungano la vita, da un lato; dall\u2019altro: la crescente richiesta di eutanasia come giustificazione per una \u201cmorte degna\u201d e la solitudine del morente spesso abbandonato a se stesso. La vera questione \u2013 ha sottolineato mons. Paglia \u2013 \u00e8 \u201cdi morire con dignit\u00e0, non di anticipare la morte\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.insalutenews.it\/in-salute\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/graduation-day-master-cure-palliative-universita-cattolica-2018.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-35554 alignright\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.insalutenews.it\/in-salute\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/graduation-day-master-cure-palliative-universita-cattolica-2018-300x225.jpg?resize=300%2C225&#038;ssl=1\" alt=\"graduation-day-master-cure-palliative-universita-cattolica-2018\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201cIl cristianesimo non predica l\u2019amore della morte, n\u00e9 l\u2019indifferenza al morire. Incoraggia per\u00f2 a circondarla da ogni lato con l\u2019amore, per impedirle di trionfare sulla speranza della vita, per impedirle di nuocere. Il lato nichilistico della morte trionfa, invece, quando induce disperazione nei confronti dell\u2019amore cos\u00ec da farlo apparire uno sforzo vano e senza senso\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon si deve inoltre dimenticare che la domanda di eutanasia o suicidio assistito \u00e8 nella quasi totalit\u00e0 dei casi figlia dell\u2019abbandono terapeutico (e sociale) del malato. Una volta che si sia messa in atto una valida presa in carico multidisciplinare del paziente e coinvolta positivamente la famiglia nel processo di cura, \u00e8 rarissimo trovarsi di fronte a una richiesta di morte\u201d.<\/p>\n<p>La \u2018sfida\u2019 \u00e8 racchiusa nel \u201cprendersi cura\u201d delle persone con un atteggiamento di \u201cprossimit\u00e0 responsabile\u201d. \u201cStringere la mano di chi sta morendo \u00e8 tra le pi\u00f9 urgenti e profonde pratiche umane da riprendere. In genere di fronte alla morte si fugge, c\u2019\u00e8 una sorta di fuga generale, \u201cciascuno-per-s\u00e9\u201d, per non sentire e soprattutto per non vivere nell\u2019imbarazzo. Si preferisce la concentrazione su di s\u00e9 alla vicinanza a chi ha bisogno. Ma non ne guadagniamo in libert\u00e0; al contrario, ci impoveriamo ancor pi\u00f9. Nessuno vorrebbe morire da solo. Tutti desideriamo di essere accompagnati nei momenti difficili, soprattutto in quello della morte\u201d.<\/p>\n<p>\u201cGli stessi medici e gli infermieri debbono essere educati all\u2019ascolto e alla relazione con chi sta per morire. Certo, \u00e8 alta la responsabilit\u00e0 dei parenti e degli amici di stare vicino a chi muore, a partire dalla pi\u00f9 semplice delle relazioni, come appunto tenere strette le mani dell\u2019altro. Dinanzi alla vertigine della morte, quelle mani strette hanno un valore inimmaginabile: significano legame, amore, sicurezza. L\u2019amore che trasmettono quelle mani strette sino alla fine, o quelle mani che carezzano, che detergono, che aiutano, che lottano anch\u2019esse contro il dolore e l\u2019agonia, quelle mani stanno sconfiggendo la morte. La morte, in effetti, pu\u00f2 mettere fine alla vita, non alla relazione. L\u2019amore \u00e8 sempre pi\u00f9 forte della morte\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.insalutenews.it\/in-salute\/la-domanda-di-eutanasia-o-suicidio-assistito-e-figlia-dellabbandono-terapeutico-lectio-di-mons-paglia\/\">(<strong>IN SALUTE NEWS<\/strong>)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 21 novembre 2018 \u2013 Dobbiamo prenderci cura l\u2019uno dell\u2019altro, non essere complici della morte. Lo ha ribadito mons. 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