{"id":24488,"date":"2018-10-18T00:06:13","date_gmt":"2018-10-17T22:06:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=24488"},"modified":"2018-10-18T00:06:13","modified_gmt":"2018-10-17T22:06:13","slug":"synod18-11a-congregazione-generale-relazioni-dei-circoli-minori-sulla-seconda-parte-dellinstrumentum-laboris","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/synod18-11a-congregazione-generale-relazioni-dei-circoli-minori-sulla-seconda-parte-dellinstrumentum-laboris.html","title":{"rendered":"Synod18 \u2013 11\u00aa Congregazione generale: Relazioni dei Circoli minori sulla seconda parte dell\u2019\u201cInstrumentum laboris\u201d"},"content":{"rendered":"<p><b><a href=\"http:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2018\/10\/16\/0757\/01611.html#IitaA\">Relatio \u2013 Circulus Italicus A<\/a><\/p>\n<p>Moderator: Em.mo Card. DE DONATIS Angelo<br \/>\nRelator: S.E. Mons. PAGLIA Vincenzo<\/b><\/p>\n<p>Nello scambio di riflessioni del Circolo italiano A abbiamo ripercorso i quattro capitoli che scandiscono la Parte II dell\u2019Instrumentum laboris. Come gi\u00e0 fatto per l\u2019esame della prima parte, il circolo ha preferito delineare alcuni punti focali del testo perch\u00e9 sia pi\u00f9 lineare e organico, rispetto all\u2019attuale stesura. Abbiamo pensato opportuno che anche questa volta venga premessa un\u2019icona biblica che ispiri il binomio vocazione e discernimento. Il brano che ci \u00e8 sembrato pi\u00f9 adatto ad aprire questa seconda parte \u00e8 la chiamata del giovane Samuele e l\u2019accompagnamento dell\u2019anziano sacerdote Eli, peraltro gi\u00e0 presente nel testo (n. 81).<\/p>\n<p>1. La vocazione di Samuele<br \/>\nVivendo nel Tempio fin dall\u2019infanzia (1,28), il giovane Samuele era stato introdotto alle tradizioni religiose del suo popolo: pur vivendo nel contesto religioso del tempio, non aveva ancora fatto esperienza personale del Signore. Questo accadr\u00e0 quando il Signore stesso prender\u00e0 l\u2019iniziativa, chiamandolo per nome, nel cuore della notte. Samuele non comprende immediatamente la Parola del Signore che prima di allora non gli era ancora stata svelata (v. 8). Nemmeno Eli, il sacerdote del Tempio e suo tutore, comprende quanto accade. Egli lo accompagna, ma \u00e8 chiamato lui stesso a lasciarsi accompagnare nella comprensione di quell\u2019avvenimento. Entrambi hanno bisogno di discernere. Eli, pur non essendo un sacerdote esemplare (2,29), ha un ruolo importante nella comprensione della vocazione di Samuele: la potenza della Parola di Dio non dipende dalla perfezione degli uomini. Eli si lascia importunare pi\u00f9 volte, usa pazienza con Samuele e, quando comprende che il Signore chiama il ragazzo (v. 8), non si appropria dell\u2019accaduto, non gli spiega cosa sta avvenendo, non gli scioglie il mistero: lo rimanda al suo giaciglio, al suo contesto di vita, perch\u00e9 l\u00ec possa ascoltare direttamente il Signore. La scelta di Dio, inoltre, non ha nulla di predeterminato e non toglie nulla alla libert\u00e0 di Samuele. Questi, dopo essersi fidato di Eli, si affida a Dio. \u201cIl Signore venne, si stabil\u00ec e lo chiam\u00f2 come le altre volte\u201d (v. 10). Solo ora Samuele \u00e8 pronto ad accogliere la Parola del Signore.<\/p>\n<p>2. La vocazione universale alla vita con Dio<br \/>\nLa scelta che il testo fa di partire dalla vocazione comune a tutti gli uomini e le donne alla comunione con Dio e fra di loro, \u00e8 particolarmente opportuna e andrebbe pi\u00f9 chiaramente descritta. Permette infatti di delineare l\u2019orizzonte fondamentale nel quale si inscrive e si comprende ogni altra vocazione. Essere creati \u00e8 gi\u00e0 essere chiamati. La chiamata alla vita \u00e8 un dono che ci precede e che chiede di essere vissuto con altrettanta generosit\u00e0. L\u2019uomo e la donna non vivono per loro stessi. Sono stati creati perch\u00e9, in comunione con il Creatore, si prendano cura del mondo e della famiglia umana perch\u00e9 l\u2019intera creazione si realizzi fino alla sua pienezza nell\u2019amore nella giustizia e nella pace (cfr\u00a0<i>Nostra Aetate<\/i>, n. 1). La consapevolezza di questa vocazione universale ci fa sentire solidali con tutti coloro che nella diversit\u00e0 delle fedi e delle visioni del mondo partecipano della comune umanit\u00e0. Ci ha commosso e fatto riflettere la testimonianza di un confratello della Cina continentale sulla missione della Chiesa nel vasto mondo. Il dono ricevuto diventa un compito. \u00c8 questo il senso di una chiamata che libera l\u2019uomo e la donna dalla solitudine e dalla concentrazione su di s\u00e9, per aprirli alla fraternit\u00e0 universale dei figli di Dio. La generazione postmoderna, sollecitata da innumerevoli possibilit\u00e0 e da infiniti esperimenti, pu\u00f2 essere cos\u00ec aiutata a riscoprire la bellezza di una vocazione che dona alla vita una prospettiva universale. I giovani credenti hanno la responsabilit\u00e0 di farsi testimoni credibili di questa prospettiva di vita presso i loro coetanei.<\/p>\n<p>3. La vocazione della Chiesa in Ges\u00f9<br \/>\nNella cornice di questa chiamata universale, che indica al tempo stesso l\u2019origine e la destinazione del genere umano, si apre la strada della vocazione dei discepoli di Ges\u00f9. Con la venuta di Ges\u00f9 il Regno di Dio inizia a compiersi nella storia. La Chiesa \u2013 assieme al popolo dell\u2019antica alleanza \u2013 \u00e8 scelta e chiamata ad essere lievito di fraternit\u00e0 per tutti i popoli. Ges\u00f9 chiama i suoi discepoli perch\u00e9 con Lui continuino la sua stessa missione. Per questo la scelta per il Regno \u00e8 chiaramente la vocazione fondamentale per tutti i discepoli del Signore. Con le parabole del Regno e tutti i suoi miracoli, Ges\u00f9 segna per i discepoli la strada da percorrere. L\u2019ingresso nella comunit\u00e0 cristiana \u00e8 segnato dal battesimo, sacramento della chiamata universale alla santit\u00e0, che si realizza nella totale dedizione a questa missione (cfr Mc 10, 17-30). Nel quadro di questa unica chiamata, lo Spirito suscita molti carismi e la Chiesa istituisce diversi ministeri. Ogni discepolo \u00e8 invitato a riconoscere il dono ricevuto e a dare la sua vita per il bene di tutti.<\/p>\n<p>4. Discernimento e accompagnamento della vocazione<br \/>\nApprezzando quanto l\u2019<i>Instrumentum laboris<\/i>\u00a0afferma su questi temi, si \u00e8 sottolineato l\u2019aspetto dell\u2019esperienza della propria fragilit\u00e0. Essa \u00e8 luogo di incontro con la grazia e la misericordia del Signore che chiama. L\u2019esempio di Pietro ci illumina: \u00e8 in quanto pecora smarrita e ritrovata che pu\u00f2 diventare pastore del gregge, confermandolo nella fede. L\u2019incontro con lo sguardo accogliente e perdonante di Ges\u00f9 \u00e8 la svolta nel cammino di maturazione interiore, ineludibile nell\u2019assumere la chiamata. La responsabilit\u00e0 dell\u2019ascolto e del discernimento dell\u2019appello di Dio \u00e8 comunque di coloro ai quali Dio si rivolge. I giovani debbono ascoltare anzitutto Dio. Certo la responsabilit\u00e0 degli accompagnatori \u00e8 importante. I giovani hanno bisogno \u2013 \u00e8 giusto cos\u00ec \u2013 di essere sostenuti, incoraggiati, indirizzati in questo ascolto e interpretazione: e nella decisione corrispondente. La risposta alla vocazione \u00e8, inseparabilmente, felicit\u00e0 e rischio. Vanno spiegate bene entrambe le cose. E quindi accompagnare \u00e8 anche chiarire e incoraggiare, nella fiducia all\u2019azione dello Spirito e della libert\u00e0 di coloro che sono accompagnati. Gli accompagnatori devono testimoniare e far capire ai giovani che sono certi della benedizione di Dio che li riguarda, che non ne sono gelosi, anzi che ne saranno i custodi commossi e grati. Con questo spirito, l\u2019autorevolezza con la quale gli accompagnatori confermano i giovani nella strada che Dio indica loro sar\u00e0 gradita, apprezzata, degna di riconoscenza. Nell\u2019accompagnare questo discernimento il gruppo ha evidenziato l\u2019importanza del rispetto della libert\u00e0, che nelle nostre pratiche vocazionali non viene sufficientemente considerato con il rischio di colludere con le fragilit\u00e0 dei candidati a scapito dell\u2019autenticit\u00e0 delle scelte. Il contesto comunitario si rivela indispensabile nella maturazione del cammino e come sua istanza di concretezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Relatio \u2013 Circulus Italicus A Moderator: Em.mo Card. DE DONATIS Angelo Relator: S.E. Mons. PAGLIA Vincenzo Nello scambio di riflessioni del Circolo italiano A abbiamo ripercorso i quattro capitoli che scandiscono la Parte II dell\u2019Instrumentum laboris. 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