{"id":24090,"date":"2018-05-09T20:18:06","date_gmt":"2018-05-09T18:18:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=24090"},"modified":"2018-05-16T03:04:55","modified_gmt":"2018-05-16T01:04:55","slug":"dallhumanae-vitae-ad-amoris-laetitia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/dallhumanae-vitae-ad-amoris-laetitia.html","title":{"rendered":"Dall\u2019Humanae vitae ad Amoris Laetitia"},"content":{"rendered":"<p>Volendo individuare un \u201cfilo rosso\u201d che lega l\u2019<em>Humanae vitae<\/em> e l\u2019<em>Amoris laetitia<\/em>, due documenti emanati in tempi tanto differenti sotto il profilo storico, culturale ed ecclesiale, vorrei proporre qualche riflessione sul tema della generazione, per mostrarne la centralit\u00e0, tanto nell\u2019enciclica di Paolo VI, che di fatto venne annunciata nel Concilio con la famosa nota 14 del n. 51 della <em>Gaudium et spes<\/em>, quanto nell\u2019esortazione apostolica di Francesco, che pure si colloca a coronamento dei due Sinodi dedicati alla famiglia nel mondo contemporaneo. Tre saranno in passaggi della mia proposta di riflessione: 1) la \u201cconnessione inscindibile\u201d tra sessualit\u00e0 sponsale e generazione responsabile; 2) dal matrimonio alla famiglia come \u201cmotore della storia\u201d; 3) la cura delle relazioni familiari ferite.<\/p>\n<p><em>La connessione inscindibile tra sponsalit\u00e0 e generazione<\/em><\/p>\n<p>L\u2019<em>Humanae vitae<\/em> ha suscitato un\u2019enorme catena di commenti e reazioni che, a giudizio di molti, non ha avuto l\u2019eguale nella Chiesa, per almeno quanto riguarda un\u2019enciclica. Analogamente, anche <em>Amoris laetitia<\/em> \u00e8 stato detto recentemente (card. W. Kasper) che nessuna esortazione apostolica ha mai suscitato nella Chiesa un dibattito tanto acceso e intenso.<\/p>\n<p>All\u2019interno delle numerose questioni teologiche, e soprattutto teologico-morali, che nel corso di questi cinquant\u2019anni hanno visto concentrarsi sulla <em>Humanae vitae<\/em> una grande discussione, vorrei qui soffermarmi sull\u2019affermazione che mi pare centrale in questa enciclica, perch\u00e9 costituisce la sua pi\u00f9 sapiente e preziosa eredit\u00e0 teologica e antropologica: la \u00abconnessione inscindibile\u00bb (HV 12) tra sponsalit\u00e0 e generazione, nel matrimonio. La formula \u00e8 da inscrivere all\u2019interno del precedente n. 9, dove Paolo VI ricorda le quattro \u201ccaratteristiche\u201d fondamentali dell\u2019amore coniugale: un \u00abamore pienamente <em>umano<\/em>, vale a dire nello stesso tempo sensibile e spirituale\u00bb, un \u00abamore <em>totale<\/em>, vale a dire una forma tutta speciale di amicizia personale\u00bb, un \u00abamore <em>fedele<\/em> ed esclusivo fino alla morte\u00bb, un \u00abamore <em>fecondo<\/em>\u00bb. Cos\u00ec Paolo VI affermava che l\u2019amore coniugale, come tale, \u00e8 fecondo, superando in un colpo solo la annosa questione del rapporto tra i fini del matrimonio, il fine primario (la <em>prolis generatio et educatio<\/em>) e il fine secondario (<em>mutuum adiutorium<\/em> e <em>remedium concupiscentiae<\/em>). In questo modo la fecondit\u00e0 della generazione veniva pensata come una caratteristica intrinseca all\u2019amore coniugale e non una sua aggiunta successiva. Questa mi pare il primo, essenziale, \u201cguadagno\u201d dell\u2019enciclica di Paolo VI. Una lezione profetica di sapienza umana, che non possiamo e non dobbiamo perdere.<\/p>\n<p>E\u2019 necessario ricordare che gi\u00e0 in quel periodo storico \u2013 siamo alla fine degli anni \u201960 &#8211; il papa aveva intuito una difficolt\u00e0 e una obiezione che allora erano soltanto agli inizi e che oggi, indubbiamente, hanno trovato una radicalizzazione oserei dire estrema: la separazione tra amore coniugale e generazione. Nella cultura attuale \u2013 sia nella vita quotidiana sia, soprattutto, nelle sue forme mediatiche \u2013 il sesso \u00e8 totalmente separato dalla generazione: esso \u00e8 ricondotto unicamente al piacere personale. In questo modo non appare pi\u00f9 evidente come un figlio meriti di essere generato all\u2019interno di una relazione di amore tra un uomo e una donna, e nemmeno all\u2019interno di una relazione stabile, socialmente istituita e riconosciuta: una famiglia. Quasi cinquant\u2019anni dopo, in modo molto esplicito l\u2019<em>Amoris laetitia<\/em> dice a questo proposito che \u00abogni bambino ha il diritto di ricevere l\u2019amore di un padre e di una madre \u2026 Non si tratta solo dell\u2019amore del padre e della madre presi separatamente, ma anche dell\u2019amore tra di loro, percepito come fonte della propria esistenza, come nido che accoglie e come fondamento della famiglia\u00bb (AL 172).<\/p>\n<p>La \u201cconnessione inscindibile\u201d tra amore sponsale e generazione significa che ogni figlio \u00e8 il \u201ccapolavoro\u201d compiuto di questa relazione: come dice l\u2019<em>Amoris laetitia<\/em>, al n. 13, egli \u00e8 il frutto del dono reciproco e come dice la <em>Gaudium et spes<\/em>, al n. 48 b, egli \u00e8 il \u00abcoronamento\u00bb dell\u2019amore. Potremmo dire che l\u2019attesa di un figlio \u00e8 il compimento di un desiderio che non pu\u00f2 mancare in un rapporto sponsale. Quando un uomo e una donna si innamorano e poi decidono di sposarsi, nella loro attrazione reciproca \u00e8 presente da subito un \u201cterzo\u201d: sposarsi vuol dire riconoscere nel futuro coniuge <em>anche<\/em> il padre e la madre dei propri figli.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo, per\u00f2, il figlio va al di l\u00e0 di ogni attesa dei genitori: egli rimane sempre un altro, imprevedibile e non riducibile al pur legittimo e necessario desiderio del padre e della madre. Ogni figlio introduce una novit\u00e0 sorprendente nella relazione coniugale: la sua presenza allieta la coppia e la trasforma in una famiglia. Su questo ci sono parole molto belle in <em>Amoris laetitia<\/em>, soprattutto nel capitolo V, per esempio laddove si descrive l\u2019attesa della gravidanza (AL 170).<\/p>\n<p>Il riconoscimento della connessione inscindibile tra amore coniugale e generazione, nell\u2019 <em>Humanae vitae<\/em>, tuttavia, non significa che ogni rapporto coniugale <em>debba<\/em> essere necessariamente fecondo. Con questa affermazione, l\u2019enciclica raccoglie l\u2019apertura di Pio XII, nella famosa <em>Allocuzione alle ostetriche<\/em> del 1951. \u00c8 per tale ragione che, riprendendo peraltro una felicissima intuizione del Concilio (GS n. 50 e 51), Paolo VI riconosce che la procreazione dev\u2019essere \u00abresponsabile\u00bb e \u2013 come \u00e8 noto \u2013 indica nei metodi naturali il modo per realizzare tale responsabilit\u00e0. Successivamente, nell\u2019esortazione post-sinodale <em>Familiaris consortio<\/em>, Giovanni Paolo II sottolineer\u00e0 la necessit\u00e0 che la riflessione teologica approfondisca \u2013 oltre il semplice profilo biologico \u2013 la valenza antropologica e morale della \u00ab<em>scelta dei ritmi naturali<\/em>\u00bb: questa infatti \u00ab<em>comporta l&#8217;accettazione del tempo della persona, cio\u00e8 della donna, e con ci\u00f2 l&#8217;accettazione anche del dialogo, del rispetto reciproco, della comune responsabilit\u00e0, del dominio di s\u00e9<\/em>\u00bb (32 d).<\/p>\n<p>L\u2019idea della responsabilit\u00e0 della generazione, nel Concilio e nell\u2019<em>Humanae vitae<\/em>, sembra anche alludere che, in essa, i genitori <em>rispondono<\/em> attivamente ad un dono di Dio. Questo \u00e8 quanto dice espressamente l\u2019<em>Amoris laetitia<\/em> al n. 166: \u00abla famiglia \u00e8 l\u2019ambito non solo della generazione, ma anche dell\u2019accoglienza della vita che arriva come dono di Dio\u00bb (AL 166), \u00abun progetto eterno di Dio e del suo amore eterno\u00bb (AL 168). I genitori non sono i creatori dei propri figli, ma sono custodi di un dono che li coinvolge in prima persona, chiedendo loro di essere testimoni per essi dell\u2019amore di Dio, che \u00e8 insieme \u201cpaterno\u201d e \u201cmaterno\u201d (Osea 11; Lc 15,11-32).<\/p>\n<p><em>Dal matrimonio alla famiglia: di generazione in generazione<\/em><\/p>\n<p>L\u2019<em>Amoris laetitia<\/em> sembra proprio raccogliere il testimone della <em>Humanae vitae<\/em> quando, nell\u2019affascinante capitolo IV, proponendo una meditazione biblica sulla dinamica \u00absensibile e spirituale\u00bb (HV 9) della relazione coniugale, descrive questa commentando il famoso inno all\u2019<em>agape<\/em> del capitolo 13 della prima lettera ai Corinti. L\u2019<em>Amoris laetitia<\/em> raccoglie il testimone dell\u2019<em>Humanae vitae<\/em> anche quando, nel capitolo V, parlando dell\u2019\u00abamore che diventa fecondo\u00bb allarga il discorso sulle relazioni familiari, comprendendo in esse le varie figure che compongono la famiglia umana: i genitori anziani e i nonni (AL 191-193), i fratelli (AL 194-195), \u00abgli zii, i cugini ed anche i vicini\u00bb (AL 187), fino al \u00absuocero, la suocera e tutti i parenti del coniuge\u00bb (AL 198).<\/p>\n<p>Tutti questi rapporti costituiscono la \u00abfamiglia allargata\u00bb (AL 178-186): andando \u00aboltre il piccolo cerchio formato dai coniugi e dai loro figli\u00bb (AL 196), questa diventa una scuola di ospitalit\u00e0, che allarga le pareti domestiche e pu\u00f2 giungere fino ad \u00abaccogliere con tanto amore le ragazze madri, i bambini senza genitori, le donne sole che devono portare avanti l\u2019educazione dei loro figli, le persone con disabilit\u00e0 che richiedono molto affetto e vicinanza, i giovani che lottano contro una dipendenza, le persone non sposate, quelle separate o vedove che soffrono la solitudine, gli anziani e i malati che non ricevono l\u2019appoggio dei loro figli, fino ad includere nel loro seno persino i pi\u00f9 disastrati nelle condotte della loro vita\u00bb (AL 197.<\/p>\n<p>\u00c8 da notare che, soprattutto nei due capitoli V e VI, papa Francesco riprende la ricca meditazione sui rapporti familiari contenuta nelle sue catechesi tra i due Sinodi. In questa ottica, un particolare rilievo viene dato all\u2019adozione e all\u2019affido che, al di l\u00e0 di un senso puramente biologico, sono da intendere come una vera e propria forma di \u201cgenerazione\u201d: \u00abl\u2019adozione \u00e8 una via per realizzare la maternit\u00e0 e la paternit\u00e0 in un modo molto generoso \u2026 adottare \u00e8 l\u2019atto d\u2019amore di donare una famiglia a chi non l\u2019ha\u00bb (AL 179).<\/p>\n<p>Ponendosi come il paradigma generativo dei rapporti antropologici fondamentali, la famiglia si rivela essere il \u201cmotore della storia\u201d, un\u2019autentica scuola di vita, aperta alla societ\u00e0 e al mondo, un \u201claboratorio\u201d di relazioni umane e di responsabilit\u00e0 civile. Significativamente, parlando della fraternit\u00e0 e citando una sua catechesi del 2015, papa Francesco ha parole che descrivono in modo molto bello la ricchezza umana della famiglia: \u00abil legame di fraternit\u00e0 che si forma in famiglia tra i figli, se avviene in un clima di educazione all\u2019apertura agli altri, \u00e8 la grande scuola di libert\u00e0 e di pace. In famiglia, tra fratelli si impara la convivenza umana \u2026 Forse non ne siamo consapevoli, ma \u00e8 proprio la famiglia che introduce la fraternit\u00e0 nel mondo! A partire da questa prima esperienza di fraternit\u00e0, nutrita dagli affetti e dall\u2019educazione familiare, lo stile della fraternit\u00e0 si irradia come una promessa sull\u2019intera societ\u00e0\u00bb (AL 194).<\/p>\n<p>Cos\u00ec, di generazione in generazione, la famiglia apre sul mondo e trasmette un modo di abitarlo, segnato non dal possesso e dal dominio dispotico, ma dal dono e dalla responsabilit\u00e0, secondo lo stile di quella ecologia integrale che papa Francesco ha disegnato nell\u2019enciclica <em>Laudato sii<\/em>. In questo orizzonte, possiamo ben comprendere anche il profondo legame tra famiglia e Chiesa. Papa Francesco lo enuncia gi\u00e0 nel III capitolo dell\u2019<em>Amoris laetitia<\/em>, quando afferma che \u00abla Chiesa \u00e8 famiglia di famiglie\u00bb (AL 87) e aggiunge: \u00abla Chiesa \u00e8 un bene per la famiglia, la famiglia \u00e8 un bene per la Chiesa\u00bb (87).<\/p>\n<p><em>La cura delle relazioni familiari fragili e ferite<\/em><\/p>\n<p>Solo all\u2019interno di questo sfondo ecclesiologico, antropologico e pastorale, possiamo comprendere il capitolo VIII dell\u2019<em>Amoris laetitia<\/em>, dedicato ad \u00abaccompagnare, discernere e integrare la fragilit\u00e0\u00bb. L\u2019intento di papa Francesco \u00e8 bene espresso all\u2019inizio di questo capitolo, dove, riferendosi alle situazioni familiari fragili o imperfette, egli afferma che \u00abla Chiesa deve accompagnare con attenzione e premura i suoi figli pi\u00f9 fragili, segnati dall\u2019amore ferito e smarrito, ridonando fiducia e speranza, come la luce del faro di un porto o di una fiaccola portata in mezzo alla gente per illuminare coloro che hanno smarrito la rotta o si trovano in mezzo alla tempesta\u00bb (AL 291).<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la Chiesa possa rimanere fedele alla sua missione, in questo capitolo, papa Francesco invita ad un cambiamento di sguardo pastorale. Due sono le situazioni sulle quali egli si sofferma con particolare attenzione: la prima \u00e8 quella sempre pi\u00f9 diffusa della \u00absemplice convivenza\u00bb (AL 293) o analogamente di un \u00abmatrimonio solo civile\u00bb (AL 293). In questi casi, egli invita ad evitare la condanna aprioristica, per porsi invece nell\u2019ottica di un discernimento pastorale, volto a valorizzare \u00abquei segni di amore che in qualche modo riflettono l\u2019amore di Dio\u00bb (AL 294). In altre parole, secondo il papa, \u00abqueste situazioni vanno affrontate in maniera costruttiva, cercando di trasformale in opportunit\u00e0 di cammino verso la pienezza del matrimonio e della famiglia alla luce del Vangelo\u00bb (AL 294). Si aprono qui interessanti e decisive prospettive di nuove prassi pastorali.<\/p>\n<p>La seconda attenzione sulla quale molto si diffonde il capitolo VIII, riguarda le \u00absituazioni dette \u201cirregolari\u201d\u00bb (AL 296-300) o meglio le \u00absituazioni di fragilit\u00e0 e di imperfezione\u00bb (AL 296). \u00c8 il caso dei divorziati risposati. In queste situazioni, dobbiamo anzitutto sottolineare un elemento di forte continuit\u00e0 tra papa Francesco e Giovanni Paolo II, dal momento che egli prosegue in modo deciso la linea che gi\u00e0 la <em>Familiaris consortio<\/em> aveva indicato nel 1981. Superando l\u2019antica scomunica, Giovanni Paolo II in FC 84 \u2013 poi recepito dal nuovo Codice di diritto canonico del 1983 \u2013 aveva invitato \u00abi pastori e l\u2019intera comunit\u00e0 dei fedeli\u00bb (FC 84 b) a non considerare i divorziati risposati \u00abseparati dalla vita della Chiesa\u00bb (FC 84 b) e anzi li aveva esortati \u00abin quanto battezzati\u00bb a \u00abpartecipare alla sua vita\u00bb (FC 84 b).<\/p>\n<p>\u00c8 proprio su questa linea che, in un tempo diverso e in presenza di un notevole incremento di tali situazioni, papa Francesco ha ulteriormente indirizzato la Chiesa a percorrere la via dell\u2019accompagnamento e dell\u2019integrazione. Papa Giovanni Paolo II aveva tolto la scomunica per i divorziati risposati, ma aveva lasciato per essi la proibizione dell\u2019accesso ai sacramenti, pur ammettendo un\u2019eccezione: egli prevedeva infatti che, per motivi legati ad esempio all\u2019educazione dei figli, i due divorziati risposati, senza abbandonare la convivenza sotto lo stesso tetto, potessero accedere ai sacramenti, laddove si fossero impegnati a \u00abvivere in piena continenza\u00bb e cio\u00e8 ad \u00abastenersi dagli atti propri dei coniugi\u00bb (AL 84 c).<\/p>\n<p>Ponendosi su questa strada, ma senza volere fornire una <em>nuova<\/em> norma generale, papa Francesco ha invitato la Chiesa tutta a operare un ulteriore discernimento personale e pastorale, che preveda, all\u2019interno di un cammino di accompagnamento pastorale e in casi specifici, la possibilit\u00e0 che i due accedano ai sacramenti, pur mantenendo a tutti gli effetti una vita coniugale. Anche qui, \u00e8 la sollecitudine pastorale che muove papa Francesco: egli riconosce <em>certo<\/em> che la situazione dei divorziati risposati costituisca \u00abuna situazione oggettiva di peccato\u00bb (AL 305) \u2013 e dunque non sminuisce affatto e tantomeno nega il comandamento della fedelt\u00e0 coniugale, il \u201cnon commettere adulterio\u201d \u2013 ma afferma <em>anche<\/em> che in determinate situazioni concrete, \u00aba causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti\u00bb (AL 305) l\u2019opera del discernimento, personale e pastorale, possa giungere a riconoscere che una certa situazione \u00abnon sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno\u00bb (AL 305).<\/p>\n<p>In questo modo il papa invita tutta la Chiesa al coraggio di una fede appassionata \u2013 non reticente e non pigra, veramente missionaria e non dimissionaria \u2013 per la causa del riscatto e della redenzione dell\u2019umana creatura, ferita dal peccato. Questa fede chiede incessantemente a Dio il dono della sapienza e dell\u2019intelligenza evangelica dello Spirito del Signore, per riconoscere le condizioni di riscatto delle concrete vicende personali: evitando, proprio in virt\u00f9 di questa obbedienza della fede, di trasformare l\u2019intimo discernimento evangelico di una particolare storia di vita nell\u2019estrinseca legittimazione generale di una condotta difforme dal bene. Cos\u00ec, richiamandosi a un famoso passo della <em>Summa theologiae<\/em> di san Tommaso, da una parte egli afferma con decisione: \u00ab\u00e8 vero che le norme generali presentano un bene che non si deve mai disattendere n\u00e9 trascurare\u00bb (AL 304), ma d\u2019altra parte, ricordando che le norme, \u00abnella loro formulazione non possono abbracciare assolutamente tutte le situazioni particolari\u00bb (AL 304), afferma che, \u00abproprio per questa ragione, ci\u00f2 che fa parte di un discernimento pratico davanti ad una situazione particolare non pu\u00f2 essere elevato al livello di una norma\u00bb (AL 304). Papa Francesco ci invita cos\u00ec a superare facili schematismi, affermando che quando pretendiamo di dire facilmente \u00abche tutto sia bianco o nero, a volte chiudiamo la via della grazia e della crescita e scoraggiamo percorsi di santificazione che danno gloria a Dio\u00bb (305). \u00c8 necessario sempre cercare il \u00abbene possibile\u00bb (AL 308), che \u00e8 nemico tanto dell\u2019ottimo \u2013 idealisticamente rappresentato \u2013 quanto del cattivo \u2013 come se l\u2019uomo in certe situazioni della vita fosse condannato a fare il male \u2013.<\/p>\n<p><em>Conclusione<\/em><\/p>\n<p>A conclusione di questa breve riflessione, vorrei ricordare quanto scrive papa Francesco all\u2019inizio dell\u2019<em>Amoris laetitia<\/em>, al n. 2, dove, richiamando la centralit\u00e0 del matrimonio e della famiglia, come luogo originario delle relazioni umane, invitava i pastori e i teologi ad una riflessione teologica e pastorale ulteriore, che fosse nello stesso tempo \u00abfedele alla Chiesa, onesta, realistica e creativa\u00bb, e che sapesse resistere ad un duplice estremo: da una parte quello di volere \u00abcambiare tutto\u00bb e dall\u2019altro quello di volere \u00abrisolvere tutto\u00bb limitandosi ad \u201capplicare\u201d una normativa generale e riducendo tutto ad \u00abuna morale fredda da scrivania\u00bb (AL 312).<\/p>\n<p>Cos\u00ec scrive papa Francesco: \u00abil cammino sinodale ha permesso di porre sul tappeto la situazione delle famiglie nel mondo attuale, di allargare il nostro sguardo e di ravvivare la nostra consapevolezza sull\u2019importanza del matrimonio e della famiglia. Al tempo stesso, la complessit\u00e0 delle tematiche proposte ci ha mostrato la necessit\u00e0 di continuare ad approfondire con libert\u00e0 alcune questioni dottrinali, morali, spirituali e pastorali. La riflessione dei pastori e dei teologi, se \u00e8 fedele alla Chiesa, onesta, realistica e creativa, ci aiuter\u00e0 a raggiungere una maggiore chiarezza. I dibattiti che si trovano nei mezzi di comunicazione o nelle pubblicazioni e perfino tra i ministri della Chiesa vanno da un desiderio sfrenato di cambiare tutto senza sufficiente riflessione o fondamento, all\u2019atteggiamento che pretende di risolvere tutto applicando normative generali o traendo conclusioni eccessive da alcune riflessioni teologiche\u00bb (AL 2).<\/p>\n<p>Possiamo riconoscere \u2013 serenamente, ma anche responsabilmente \u2013 di essere in debito anche nei confronti dell\u2019<em>Humanae vitae<\/em>, per quanto riguarda gli elementi di fondo della sua antropologia e della sua ecclesiologia dell\u2019amore coniugale-familiare, dei quali il magistero successivo ha messo ulteriormente in luce la fecondit\u00e0. La sua rilettura, nel contesto delle odierne dinamiche pastorali, conferma una verit\u00e0 che non deve essere in alcun modo diminuita: vivere la tradizione del magistero della fede, nel solco della concreta vita ecclesiale, \u00e8 la condizione necessaria affinch\u00e9 essa rimanga uno spirito vivo e non una lettera morta. In altri termini, come s\u2019\u00e8 accennato, l\u2019autentica <em>fedelt\u00e0<\/em> alla Chiesa esige una <em>onest\u00e0<\/em> intellettuale profonda, una convinta <em>assimilazione<\/em> dell\u2019unit\u00e0 di pastorale e dottrina, una aderenza <em>realistica<\/em> alle situazioni complesse della vita e infine la <em>creativit\u00e0<\/em> evangelica del \u201cdiscepolo del Regno\u201d, che si lascia guidare dallo Spirito del Signore nel discernimento delle cose antiche e delle cose nuove che formano la perenne ricchezza del tesoro ricevuto in dono, con tutti i suoi talenti da far lavorare e fruttificare. Sono quattro criteri indispensabili per la lieta coscienza della fede, la sola capace di testimoniare, nella Chiesa, la cura di Dio per questa nostra fragile umanit\u00e0: spesso profondamente ferita, ma sempre anche profondamente desiderosa di un\u2019autentica rivelazione del bene dischiuso dall\u2019amore di Dio.<\/p>\n<p><em>(Conferenza tenuta all&#8217;Assemblea Ecclesiale di Oppido Palmi il 15 maggio 2018)<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/from-humanae-vitae-to-amoris-laetitia.html\"><em>(<strong>ENGLISH VERSION<\/strong>)<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Volendo individuare un \u201cfilo rosso\u201d che lega l\u2019Humanae vitae e l\u2019Amoris laetitia, due documenti emanati in tempi tanto differenti sotto il profilo storico, culturale ed ecclesiale, vorrei proporre qualche riflessione sul tema della generazione, per mostrarne la centralit\u00e0, tanto nell\u2019enciclica di Paolo VI, che di fatto venne annunciata nel Concilio con la famosa nota 14 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":23983,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,8],"tags":[],"class_list":["post-24090","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi","category-news"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/image.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24090","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24090"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24090\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24114,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24090\/revisions\/24114"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23983"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24090"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24090"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24090"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}