{"id":23896,"date":"2018-03-10T04:42:18","date_gmt":"2018-03-10T03:42:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=23896"},"modified":"2018-03-10T07:15:42","modified_gmt":"2018-03-10T06:15:42","slug":"alfie-parlare-di-soppressione-non-e-ne-corretto-ne-rispettoso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/alfie-parlare-di-soppressione-non-e-ne-corretto-ne-rispettoso.html","title":{"rendered":"Alfie, parlare di \u201csoppressione\u201d non \u00e8 n\u00e9 corretto n\u00e9 rispettoso"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Valerio Pece<\/strong><\/p>\n<p>Lui si chiama Alfie Evans e ha 21 mesi. Una\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/mondo\/pagine\/alfie-il-giudice-ordina-di-staccare-la-spina\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sentenza dell\u2019Alta Corte londinese<\/a><\/strong>, del 20 febbraio scorso, consente ai medici dell\u2019Alder Hay Children Hospital di Liverpool di far morire il piccolo sospendendo ventilazione e nutrizione. Con tutta la forza di cui sono capaci, Tom Evans e Kate James, i genitori, chiedono che la sentenza venga ribaltata. Come per\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/?s=charlie+gard\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Charlie Gard<\/a><\/strong>, anche questa volta ad alzarsi in piedi \u00e8 il popolo, \u201cl\u2019esercito di Alfie\u201d, e appelli e veglie di preghiera dalla Liguria si stanno gi\u00e0 diffondendo in giro per l\u2019Italia. Questa volta a rendere ancor pi\u00f9 doloroso il caso c\u2019\u00e8 un particolare raggelante: per giustificare la sua decisione, il giudice Anthony Hayden ha ripreso un passo sul fine vita tratto dal\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2017\/11\/16\/0794\/01721.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">messaggio<\/a><\/strong>\u00a0che papa Francesco ha inviato il 7 novembre 2017 a monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita. Tempi.it ha incontrato l\u2019arcivescovo.<\/p>\n<p><strong>Eccellenza, come sa un giudice inglese, Anthony Hayden, accogliendo la richiesta dell\u2019ospedale di staccare il respiratore ad Alfie Evans contro il parere dei genitori, ha ripreso un passo della lettera che Papa Francesco le invi\u00f2 il 7 novembre 2017 sulla questioni del \u201cfine-vita\u201d, e lo ha fatto per giustificare la sua decisione. Una strumentalizzazione inedita e particolarmente odiosa. Che idea si \u00e8 fatto della vicenda?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Desidero anzitutto premettere quanto mi stiano a cuore questi temi della tutela e della promozione della vita delle persone. Soprattutto quando sono in gioco soggetti particolarmente fragili, sento la responsabilit\u00e0 di annunciare e praticare il Vangelo della vita. Quanto alla sua domanda, sarebbe bene leggere il testo del giudice per intero per comprendere la complessit\u00e0 e la delicatezza della situazione clinica di Alfie. Come pure si deve tener presente \u2013 e con seriet\u00e0 &#8211; la drammaticit\u00e0 di quello che i genitori stanno vivendo. Alla fine di un\u2019ampia e articolata analisi medica, il giudice, considerando che i genitori sono cattolici, decide di prendere in esame anche la posizione della Chiesa. E si riferisce allora a tre testi, riscontrando tra di essi una completa coerenza: il Catechismo, il documento sull\u2019eutanasia della Congregazione per la Dottrina della Fede del 1980, il discorso del Papa del 2017&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Che parole di incoraggiamento vorrebbe far arrivare a quei due giovani sposi cattolici a cui in sostanza il giudice \u2013 ci scuser\u00e0 per la crudezza &#8211; dice: \u00abNon insistete a voler tenere in vita il vostro Alfie, anche il vostro Papa sarebbe per la sua soppressione\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Anzitutto, il dramma dei genitori va tenuto in grande considerazione e desidero manifestare loro tutta la mia vicinanza, anche nella preghiera, per loro e per Alfie. Proprio per questo dobbiamo fare molta attenzione ai termini che utilizziamo. Occorre che siano corretti e rispettosi: parlare di \u201csoppressione\u201d non \u00e8 n\u00e9 corretto n\u00e9 rispettoso. Infatti, se veramente le ripetute consultazioni mediche hanno mostrato l\u2019inesistenza di un trattamento valido nella situazione in cui il piccolo paziente si trova, la decisione presa non intendeva accorciare la vita, ma sospendere una situazione di accanimento terapeutico. Come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica si tratta cio\u00e8 di una opzione con cui non si intende \u201cprocurare la morte: si accetta di non poterla impedire\u201d (CCC 2278). Il Catechismo rimanda con questa frase a due limiti con cui dobbiamo fare i conti: quello proprio della condizione umana e quello della medicina.<\/p>\n<p>Naturalmente questo non significa abbandonare o \u201cstaccare la spina\u201d, che \u00e8 un altro modo di dire del tutto scorretto. Molto importanti sono le cure palliative, che possono recare sollievo al paziente e trattare eventuali disagi e dolore. Questo sarebbe anche un modo per sostenere e accompagnare i genitori, dando loro un messaggio di solidariet\u00e0 e di effettiva vicinanza. \u00c8 molto comprensibile che essi si trovino in una situazione di intenso coinvolgimento emotivo. E certo il clima conflittuale che si produce in una controversia legale non aiuta per nulla ad affrontare una situazione drammatica come questa. Il ripetersi di casi di questo genere segnala poi l\u2019importanza di lavorare sulla relazione tra medico e persona malata e con la famiglia, soprattutto nella rianimazione neonatale. Favorire la fiducia e la comunicazione nel reciproco rispetto \u00e8 un compito su cui la medicina contemporanea deve ancora lavorare molto&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Ovviamente Papa Francesco non deve \u201csmentire se stesso\u201d, come scioccamente scrive qualcuno. Non crede per\u00f2 che quella lettera fosse foriera di qualche fraintendimento?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Mi sembra che se abbiamo la pazienza e la disponibilit\u00e0 di collocare la lettera di Papa Francesco nel discorso che il Magistero ha sviluppato su questi temi, diventa molto difficile fraintenderla, salvo la presenza di pregiudizi. Gi\u00e0 Pio XII nel 1957 sosteneva che ci sono casi in cui \u00e8 legittimo sospendere la ventilazione assistita; una riflessione che si \u00e8 poi ulteriormente approfondita precisando il criterio di proporzionalit\u00e0 dei trattamenti. L\u2019impiego di mezzi sproporzionati definisce la situazione di \u201caccanimento terapeutico\u201d, termine che oggi si preferisce sostituire con ostinazione o eccesso terapeutico. Questo \u00e8 quanto viene ribadito e approfondito dalla Dichiarazione della Congregazione della Dottrina della Fede sull\u2019eutanasia del 1980 e dal Catechismo della Chiesa&#8221;.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 la domanda che tutti si stanno facendo e che non poteva non aspettarsi: il Vaticano interverr\u00e0 per scongiurare il distacco del respiratore del bambino, almeno per puntualizzare \u201cnon in mio nome\u201d, magari consentendo che Alfie sia accompagnato a casa\u00a0come chiedono i genitori?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La Chiesa non sta abbandonando questa famiglia, Alfie e i suoi genitori Tom e Kate. In Inghilterra esiste una Conferenza episcopale che pu\u00f2 intervenire sulle tematiche sensibili, come queste. E sappiamo che sta seguendo attentamente la vicenda. L\u2019Anscombe Centre, il pi\u00f9 qualificato centro cattolico di bioetica del Regno Unito, ha emesso un comunicato in cui richiama i valori e i criteri a cui riferirsi per le scelte in questione. C\u2019\u00e8 una comunit\u00e0 locale che accompagna queste persone. Loro possono conoscere la situazione pi\u00f9 da vicino e con maggiore esattezza. Non vorrei mai che un dramma cos\u00ec intenso si riduca solo a una battaglia su princ\u00ecpi astratti&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Sulla legge sul fine-vita la Chiesa \u00e8 sembrata spaccata. \u00abUna legge preoccupante che presenta un percorso eutanasico e in cui non ci riconosciamo\u00bb, ha affermato don Massimo Angelelli, direttore dell\u2019Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della Cei. Mentre per\u00f2 il Presidente della CEI Bassetti appoggiava con sollecitudine e veemenza il giudizio di don Angelelli, il Gruppo di studio sulla bioetica dei Gesuiti (7 persone capeggiate da don Maurizio Chiodi) sosteneva su <em>Aggiornamenti Sociali<\/em> che il testo approvato\u00a0 contiene \u00abnumerosi elementi positivi e rappresenta un punto di mediazione sufficientemente equilibrato da poter essere condiviso\u00bb.\u00a0Le chiedo: come possiamo lamentarci se un laico giudice inglese strumentalizza una lettera su temi sensibili se all\u2019interno della Chiesa, su una specifica legge, esistono queste distanze? E ancora: cosa pensa delle conclusioni del Gruppo di studio dei Gesuiti?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Su temi che richiedono conoscenze specifiche e riguardano la vita sia della persona, sia della societ\u00e0, le idee maturano nel dialogo e nel confronto, anche all\u2019interno della comunit\u00e0 ecclesiale. La diversit\u00e0 di opinioni nella Chiesa costituisce una ricchezza, a patto che non si riduca a una sterile polemica tra fazioni. La rivista <em>Aggiornamenti Sociali<\/em> ha da anni avviato una riflessione su temi delicati e complessi, argomentando le proprie posizioni in modo ampio e circostanziato. Anche il Consiglio direttivo dell\u2019Unione Giuristi Cattolici Italiani ha redatto un comunicato il 14 febbraio scorso in cui afferma che \u201cla pretesa di dare alla legge una lettura eutanasica \u00e8 arbitraria e contraria allo spirito della stessa\u201d. Quindi \u00e8 bene procedere sia evitando di disorientare inutilmente le persone, insistendo su ci\u00f2 che divide e semina zizzania, sia mostrando pacatamente le ragioni con cui si argomenta. Le leggi di uno Stato rappresentano una mediazione tra posizioni differenti. E possono venire modificate e migliorate. Non \u00e8 forse questo il compito dei cattolici, in quanto partecipano con responsabilit\u00e0 alla vita democratica?&#8221;<\/p>\n<p><strong>Alcuni Giuristi per la Vita, legali italiani della famiglia di Alfie, affermano carte alla mano, che non vi \u00e8 alcuna diagnosi: Alfie potrebbe vivere mesi o anni, come dimostrano i video presenti anche su Youtube in cui il bimbo interagisce con il padre aprendo gli occhi e sorridendo. La retorica odierna fa diventare prioritario lo \u201cstare insieme\u201d a prescindere; \u00absi parla spesso di \u201cbene comune\u201d ma non lo si definisce quasi mai\u00bb scrive Mons. Crepaldi. Quest\u2019ipocrisia porta a volere la morte sicura di un bambino in Inghilterra ma a negare un viaggio altrove perch\u00e9 \u00abnon privo di rischi\u00bb (parole dell\u2019Ospedale di Liverpool). Eccellenza, com\u2019\u00e8 possibile arrivare a dire che il \u201cmiglior interesse\u201d per Alfie (come per Charlie Gard) \u00e8 la morte?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Come gi\u00e0 dicevo, dobbiamo leggere in maniera integrale il dispositivo del giudice: \u00e8 un testo difficile, articolato, complesso. Ne risulta che i video sono stati seriamente esaminati non solo dal giudice, ma anche e ripetutamente da medici esperti e qualificati. \u00c8 comunque molto imprudente basare la diagnosi e la prognosi di una situazione clinica cos\u00ec intricata, chiaramente di tipo degenerativo, su immagini registrate, trasmesse via internet. Il miglior interesse per Alfie \u00e8 poter vivere in modo corrispondente alla sua dignit\u00e0 anche negli ultimi giorni della sua vita, accompagnato da chi si prende cura di lui&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec scrive Costanza Miriano a Papa Francesco: \u00abLa preghiamo Santo Padre, noi sappiamo che lei cerca di parlare nel modo meno divisivo possibile, andando incontro al mondo, nelle periferie culturali, negli angoli pi\u00f9 lontani dalla sensibilit\u00e0 cattolica (..) dal farisaismo di chi si sente popolo eletto. (..) Ma adesso c\u2019\u00e8 la vita di un bambino che sta per essere ucciso. Non permetta che venga fatto a nome suo. Non permetta che si usino le sue parole con tanta malizia. La supplichiamo\u00bb. Pensa che queste parole siano una \u201cposa\u201d di chi ha chiss\u00e0 quali reconditi fini, oppure riconosce il dolore e lo struggimento di una donna che in un momento particolare della Chiesa scrive a nome di tanti cattolici senza etichette?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Se ci fosse in gioco un\u2019uccisione non potremmo che essere contrari. E in maniera decisa e netta. Qui invece la questione riguarda una possibile sospensione di trattamenti. E non \u00e8 un gioco di parole, ma il tentativo di assumere una situazione tragica nella sua complessit\u00e0, come esortano gli stessi testi del magistero. Si tratta piuttosto di camminare insieme per cercare quali scelte realizzino maggiormente il bene del malato sulla base di quanto comprendiamo e degli strumenti, purtroppo limitati, che abbiamo per compierlo&#8221;.<\/p>\n<p><em>(<a href=\"https:\/\/www.tempi.it\/alfie-evans-per-monsignor-paglia-si-tratta-di-sospendere-una-situazione-di-accanimento-terapeutico#.WqNZJx3OXbg\"><strong>TEMPI<\/strong><\/a>)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Valerio Pece Lui si chiama Alfie Evans e ha 21 mesi. Una\u00a0sentenza dell\u2019Alta Corte londinese, del 20 febbraio scorso, consente ai medici dell\u2019Alder Hay Children Hospital di Liverpool di far morire il piccolo sospendendo ventilazione e nutrizione. 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