{"id":23790,"date":"2018-01-29T13:18:34","date_gmt":"2018-01-29T12:18:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=23790"},"modified":"2018-01-29T13:19:30","modified_gmt":"2018-01-29T12:19:30","slug":"ogni-respiro-vita-da-proteggere-sempre-accanto-ai-piu-deboli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ogni-respiro-vita-da-proteggere-sempre-accanto-ai-piu-deboli.html","title":{"rendered":"\u00abOgni respiro, vita da proteggere, sempre accanto ai pi\u00f9 deboli\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Luciano Moia<\/strong><\/p>\n<p>Tre s\u00ec per la vita. S\u00ec a un\u2019attenzione costante per collegare in ogni situazione il concetto ideale di vita alla realt\u00e0 vissuta dagli esseri umani, anche nelle situazioni pi\u00f9 drammatiche, anche nella malattia terminale. S\u00ec a \u00abulteriori approfondimenti \u00bb sul fronte della responsabilit\u00e0 della generazione. S\u00ec allo sforzo di inquadrare le norme dottrinali nell\u2019\u00abinsieme concreto delle circostanze e delle relazioni in cui si trova la persona\u00bb. Sono i tre s\u00ec proposti, nella settimana che porter\u00e0 alla Giornata per la vita, dall\u2019arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita e gran cancelliere dell\u2019Istituto \u201cGiovanni Paolo II\u201d.<\/p>\n<p><b>\u00abLa vita umana, dal concepimento fino alla sua fine naturale, possiede una dignit\u00e0 che la rende intangibile \u00bb, ha detto ieri il Papa, ribadendo un no fermo a tutte le forme di eutanasia. \u00abIl Vangelo della vita gioia per il mondo\u00bb, sottolinea il Messaggio per la Giornata 2018 mettendo in luce i tanti collegamenti virtuosi (povert\u00e0, immigrazione, fragilit\u00e0)<\/b><b> realizzabili con uno sguardo aperto alla gioia del Vangelo. Giusto affermare che promuovere la vita con prospettive pi\u00f9 ampie e comprensive significa anche opporsi alle derive eutanasiche?<\/b><br \/>\nAssolutamente s\u00ec. La deriva eutanasica \u00e8 certamente una delle forme pi\u00f9 drammatiche per disprezzare la vita. Il Papa afferma questa drammaticit\u00e0 dal concepimento alla fine naturale. Vuol dire che tra questi due estremi si deve comprendere evidentemente l\u2019intero arco dell\u2019esistenza, in tutte le circostanze. La vita \u00e8 stata troppo frequentemente sottoposta a una lettura riduttiva ad opera dell\u2019imperante paradigma tecnico-scientifico. Gi\u00e0 Benedetto XVI insisteva su questo restringimento del modo di comprendere la vita umana, che avviene per una assolutizzazione di quella che egli chiamava la \u201cragione stru- mentale\u201d: se la vita diviene anzitutto un asettico oggetto di studio per le scienze empiriche o per la teoria sociale, rischiamo di identificarla con un processo biochimico o con un\u2019astrazione concettuale. Il risultato paradossale di questa riduzione sar\u00e0 di perdere il collegamento tra la vita e il suo significato per gli esseri umani che la vivono. Occorre invece partire dalla vita umana come esperienza d\u2019amore che genera persone. La vita nasce grazie agli altri ed \u00e8 fin dall\u2019inizio relazione con gli altri. Dobbiamo recuperare il senso dei legami affettivi e spirituali grazie a cui la vita ha origine e si sviluppa, in tutto l\u2019arco del suo svolgersi, nelle relazioni tra le generazioni fino ad abbracciare l\u2019intera famiglia umana.<\/p>\n<p><b>Come sta cambiando l\u2019impegno per la vita dopo Amoris laetitia?<\/b><br \/>\nDobbiamo stare attenti a non cadere nell\u2019equivoco di ritenere che <i>Amoris laetitia<\/i> metta da parte la norma morale che scaturisce dall\u2019amore di Dio, o che la contrapponga alla libert\u00e0 personale che qualifica l\u2019amore umano. Al contrario l\u2019esortazione assegna alle norme un ruolo molto importante all\u2019interno del percorso della ricerca del bene. Sono richiami ai valori e criteri per l\u2019azione, la cui realizzazione \u00e8 appunto affidata alla responsabilit\u00e0 della coscienza morale. Le norme vanno sempre interpretate alla luce della tradizione che ne illumina l\u2019esperienza, non come formule astratte da applicare astrattamente. In questo senso, le norme richiedono un processo di valutazione che deve prendere in conto l\u2019insieme concreto delle circostanze e delle relazioni in cui si trova la persona. \u00c8 sempre stato cos\u00ec: perch\u00e9 le norme di cui parliamo sono per far vivere gli esseri umani, non quelle per far funzionare i robot.<\/p>\n<p><b>Anche sul fronte della vita e della famiglia siamo impegnati a cercare ci\u00f2 che ci unisce pi\u00f9 di quello che ci divide. La Pontificia Accademia sta cercando di farlo anche con chi e-<\/b> <b>sprime realt\u00e0 culturali e convinzioni religiose distanti dalla nostra sensibilit\u00e0. Qual \u00e8 l\u2019obiettivo?<br \/>\n<\/b>C\u2019\u00e8 bisogno di luoghi per un dialogo che vada oltre le passioni che si scatenano su temi molto sensibili e suscitano intense controversie, non solo per il pluralismo che caratterizza il mondo di oggi, ma anche per la risonanza dovuta ai mezzi di comunicazione. Occorre non fermarsi alle prime reazioni e agli aspetti emotivi, ma ricercare le ragioni profonde delle scelte da compiere per il bene universale. \u00c8 senz\u2019altro uno dei compiti che l\u2019Accademia si prefigge: favorire un ascolto effettivo e un confronto libero, che possa offrire conoscenze aggiornate e sostenere il servizio del magistero. Vogliamo procedere non secondo la logica dell\u2019esclusione che fa prevalere un\u2019opinione sulle altre, ma della ricerca condivisa di un terreno comune.<\/p>\n<p><b>La ricerca teologica sta esplorando fronti, soprattutto nella sfera complessa e delicata della generazione umana, che soltanto fino a pochi anni fa sembravano impercorribili. Ritiene che si possa arriva a una lettura pi\u00f9 inclusiva, capace di mettere al primo posto l\u2019umanit\u00e0 della persona?<br \/>\n<\/b>Penso che il tema della generazione della vita umana affrontato da Paolo VI nel 1968 conHumanae <i>vitae<\/i> sia di importanza capitale. Il suo intento di sottolineare la responsabilit\u00e0 che abbiamo nei confronti della generazione chiede di essere ulteriormente approfondito. La dimensione generativa riguarda certamente e in modo del tutto particolare il rapporto tra uomo e donna; ma \u00e8 anche al cuore di tutte le relazioni interpersonali in quanto fanno veramente crescere l\u2019altro, promuovendone la capacit\u00e0 di vivere in modo pi\u00f9 libero e responsabile nel riconoscere e nel compiere il bene, cio\u00e8 in comportamenti pi\u00f9 propriamente umani.<\/p>\n<p><b>Anche la bioetica sembra avviarsi a una revisione del suo modello tradizionale, sollecitando attenzioni che obbligano a un faticoso esercizio del discernimento. Nuovi percorsi vuol dire nuovi rischi?<\/b><br \/>\nLa crescita vertiginosa delle possibilit\u00e0 fornite dalle tecnologie richiede un \u00absupplemento di saggezza\u00bb, come ci ha detto papa Francesco. Dobbiamo imparare non solo a conoscere in modo pi\u00f9 avvertito le realt\u00e0 del nostro mondo complesso, ma anche a prenderci cura della nostra interiorit\u00e0 e capacit\u00e0 di discernimento. Cio\u00e8 a leggere la realt\u00e0, a precisare una scala di valori, a considerare come le scelte e le conseguenze del nostro agire si collegano con l\u2019orientamento complessivo della nostra vita. E questo piano propriamente etico si gioca per il credente nella relazione con il Signore. Vivere in modo maturo la fede significa approfondire sempre di pi\u00f9 la conoscenza del Signore Ges\u00f9. Cio\u00e8 familiarizzarsi nell\u2019ascolto della Parola e nella preghiera con i criteri delle sue scelte per assumere la fondamentale intenzionalit\u00e0 di bene e di comunione che ha caratterizzato il suo operare cos\u00ec come i Vangeli ce lo presentano. Sta a noi interpretarli e attuarli nel mondo di oggi, con la luce e la forza della sua grazia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luciano Moia Tre s\u00ec per la vita. 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