{"id":23748,"date":"2018-01-23T01:18:23","date_gmt":"2018-01-23T00:18:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=23748"},"modified":"2018-01-23T01:20:07","modified_gmt":"2018-01-23T00:20:07","slug":"cure-palliative-al-centro-di-un-convegno-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/cure-palliative-al-centro-di-un-convegno-a-roma.html","title":{"rendered":"Cure palliative al centro di un convegno a Roma"},"content":{"rendered":"<p><b>La necessit\u00e0 di una maggiore conoscenza delle cure palliative<\/b>. Non solo in Italia, ma anche in prospettiva di un dialogo con i paesi del Mediterraneo in modo tale da implementare una rete di scambi culturali per le cure oncologiche. E&#8217; quanto \u00e8 emerso nel corso del congresso internazionale &#8216;<b>Corpo e spiritualit\u00e0 nel dialogo transculturale in Oncologia<\/b>&#8216; che si \u00e8 svolto presso il Nobile Collegio Chimico Farmaceutico, a Roma, organizzato in collaborazione con l&#8217;Istituto di Studi Europei &#8216;Alcide de Gasperi&#8217; e con il patrocinio dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore.<\/p>\n<p>&#8220;C&#8217;\u00e8 una bella legge sulle cure palliative, totalmente ignota, basta qualche caso particolare per far esplodere il clamore, siamo un Paese in questo caso ignorante&#8221;, sottolinea\u00a0<b>monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita<\/b>, nel suo intervento. &#8220;Le cure palliative non sono solo un antidolorifico &#8211; continua monsignor Paglia -. C&#8217;\u00e8 bisogno di approfondire il tema &#8211; e questo convegno va in tal senso &#8211; come indispensabilit\u00e0 dell&#8217;accompagnamento all&#8217;ultima parte della vita&#8221;. In questo senso cure palliative significano &#8220;non lasciare mai solo il malato, farlo sentire membro di una comunit\u00e0, fargli sentire il calore degli affetti, aiutarlo a cercare di individuare tutto ci\u00f2 che lo faccia sentire parte della vita&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;La bellezza della legge sulle cure palliative sta nella sua multidimensionalit\u00e0: non si limita solo alle cure di tipo farmacologico ma alla ricchezza di tutta una serie di terapie di ordine pi\u00f9 spirituale e psicologico che d\u00e0 senso alla prospettiva di vita del paziente&#8221;, dice\u00a0<b>la deputata Paola Binetti (Misto-Udc-Idea)<\/b>. E&#8217; necessario dedicare &#8220;attenzione al malato&#8221;, non alla malattia, afferma la parlamentare, &#8220;tutto quello di cui il malato ha bisogno viene declinato sempre con lo sguardo chino sul suo corpo, molto poco con lo sguardo attento a quella dimensione di spiritualit\u00e0&#8221;. &#8220;Ci addolora molto che nelle ultime vicende qualcuno abbia inteso trasformare la ricchezza di questa legge, che permette di dire &#8216;no&#8217; al dolore con tutti i mezzi possibili, nella via italiana per l&#8217;eutanasia. Le cure palliative &#8211; sostiene &#8211; non hanno nulla a che vedere con l&#8217;eutanasia&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Negli aiuti ai pazienti non c&#8217;\u00e8 bisogno di fare formazione per imparare a dire meglio le cose,\u00a0<b>il primo passo \u00e8 l&#8217;accoglienza<\/b>&#8220;, sottolinea\u00a0<b>Roberto Iannone, responsabile della comunicazione dell&#8217;Istituto di Studi Europei &#8216;Alcide de Gasperi&#8217;<\/b>\u00a0che apre il discorso alla transculturalit\u00e0. &#8220;La Conferenza di Barcellona del 1995 apre il partenariato euro- mediterraneo &#8211; ha ricordato -. In quella storica occasione furono elaborati due documenti: il programma di lavoro e una Dichiarazione. Tra i punti oggetto della Dichiarazione evidenziamo\u00a0<b>il partenariato nel campo sociale, culturale ed umano<\/b>, inteso a rafforzare gli scambi tra le societ\u00e0 civili. Il Marocco ha siglato tale accordo il 15 novembre 1995&#8243;. Il congresso ha visto la partecipazione anche dell&#8217;ambasciatore del Marocco Hassan Abouyoub.<\/p>\n<p>&#8220;<b>Questo \u00e8 il contesto euromediterraneo da cui Aiom Lazio parte per implementare una rete di scambi in ambito oncologico\u00a0<\/b>e, a partire dall&#8217;importante legge italiana 38\/10, nell&#8217;ambito delle cure palliative. Il dialogo \u00e8 difficile. Il dialogo in genere ed il dialogo transculturale in ambito sanitario \u00e8 ricco di insidie, di stereotipi che possono dar luogo ad eventi indesiderati nonostante scienza e coscienza &#8211; ha continuato Iannone -. E&#8217; necessario uno sforzo di comprensione in primo luogo da parte delle organizzazioni in ambito sanitario prima che da parte degli operatori tutti. La storia umana di ogni singolo individuo nella malattia passa per una rete di relazioni che qualificano o squalificano l&#8217;atto medico e la vera autonomia del paziente&#8221;. Insomma\u00a0<b>bisogna cambiare strategie di comunicazione<\/b>.<\/p>\n<p><b>Gaetano Lanzetta, oncologo di fama internazionale<\/b>, e coordinatore Aiom, Sezione Regione Lazio, ha detto che &#8220;tra le maggiori difficolt\u00e0 riscontrate dai medici c&#8217;\u00e8 quella di dare &#8216;cattive notizie&#8217; al malato. Questo impone una<b>\u00a0rigorosa metodologia di come affrontare il malato per evitare proprio difficolt\u00e0 di comunicazione<\/b>. Specie oggi che c&#8217;\u00e8 uno scambio con culture diverse in cui bisogna approcciare religioni, spiritualit\u00e0 e stili di vita diversi&#8221;. Dedicare &#8220;tempo alla comunicazione e alle cure \u00e8 pi\u00f9 che mai necessario, ci vuole un ambiente riservato, preparare il colloquio&#8221;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>&#8220;Dal punto di vista medico e culturale dobbiamo auspicare che vengano sviluppati i rapporti con i Paesi dell&#8217;Euromediterraneo, la cultura mediterranea \u00e8 una cultura che unisce&#8221;, ha detto\u00a0<b>Antonio Sabbatella, presidente dell&#8217;Istituto di Studi Europei &#8216;Alcide De Gasperi&#8217;<\/b>.<\/p>\n<p>Durante il congresso Gianfranco Costanzo, dell&#8217;Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povert\u00e0, ha parlato dell&#8217;accesso alla cure degli stranieri in Italia. &#8220;Certa narrativa del migrante &#8211; ha detto &#8211; racconta che \u00e8 sporco, porta malattie, \u00e8 un pericolo per la nostra societ\u00e0. E invece \u00e8 il contrario: i<b>l migrante che arriva da noi \u00e8 quasi sempre in buono stato di salute tuttavia peggiora nel corso della permanenza nel nostro territorio<\/b>, riscontrando difficolt\u00e0 in 5-10 anni, in quanto va man mano a somigliare ai nostri poveri&#8221;.<\/p>\n<p>Al congresso, suddiviso in<b>\u00a0tre sessioni\u00a0<\/b>(&#8216;Il Corpo&#8217;; &#8216;Il Dialogo&#8217; e &#8216;I Diritti&#8217;) sono inoltre intervenuti Francesca Bordin (Cure Palliative Ini Grottaferrata); Domenico Corsi (primario oncologia Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina); Valentina Gazzaniga (ordinaria Storia della Medicina Universit\u00e0 &#8216;La Sapienza&#8217;); Maria Teresa Iannone (responsabile Servizio Bioetica e Privacy Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina); Rodolfo Lena (presidente Commissione Politiche Sociali e Salute Regione Lazio); Mariagrazia Mazzaraco (presidente Albero Verde della Vita); Italo Penco (presidente S.I.C.P.); Dario Sacchini (Istituto Bioetica Universit\u00e0 Cattolica); Antonio Spagnolo (direttore Istituto Bioetica Universit\u00e0 Cattolica); Alessandro Stievano (Ordine Infermieri di Roma).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La necessit\u00e0 di una maggiore conoscenza delle cure palliative. 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