{"id":23604,"date":"2023-11-26T20:06:45","date_gmt":"2023-11-26T19:06:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=23604"},"modified":"2023-11-28T15:22:42","modified_gmt":"2023-11-28T14:22:42","slug":"festa-di-cristo-re-delluniverso-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/festa-di-cristo-re-delluniverso-2.html","title":{"rendered":"Festa di Cristo Re dell&#8217;Universo"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Matteo<\/strong> (25,31-46)<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Quando il Figlio dell&#8217;uomo verr\u00e0 nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, sieder\u00e0 sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separer\u00e0 gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porr\u00e0 le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Allora il re dir\u00e0 a quelli che saranno alla sua destra: &#8220;Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredit\u00e0 il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perch\u00e9 ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi&#8221;. Allora i giusti gli risponderanno: &#8220;Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?&#8221;. E il re risponder\u00e0 loro: &#8220;In verit\u00e0 io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l&#8217;avete fatto a me&#8221;. Poi dir\u00e0 anche a quelli che saranno alla sinistra: &#8220;Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perch\u00e9 ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato&#8221;. Anch&#8217;essi allora risponderanno: &#8220;Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?&#8221;. Allora egli risponder\u00e0 loro: &#8220;In verit\u00e0 io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi pi\u00f9 piccoli, non l&#8217;avete fatto a me&#8221;. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Il Vangelo di questa domenica ci presenta Ges\u00f9 alla fine della storia, nel momento del giudizio universale. La scena \u00e8 grandiosa. Ges\u00f9, sul trono regale, \u00e8 accompagnato da tutti i suoi angeli. Davanti a lui sono convocati \u00abtutti i popoli\u00bb: cristiani e non cristiani, credenti e non credenti, appartenenti a questa e quella nazione, vissuti prima e dopo Cristo. Tutti i popoli sono l\u00ec. E non c&#8217;\u00e8 nessuna distinzione tra loro, salvo una, che viene per\u00f2 riconosciuta dal Figlio dell&#8217;uomo nella sua veste di giudice universale. Una divisione di cui magari neppure ci si \u00e8 accorti sulla terra, a tal punto \u00e8 poco considerata. Il giudice per\u00f2 non se la inventa; la vede e la manifesta a tutti, ma soprattutto alle singole persone.<br \/>\nScrive il Vangelo che il giudizio inizia con la divisione degli uni dagli altri, proprio come un pastore divide le pecore dai capri. E mette gli uni a destra e gli altri a sinistra. Come si pu\u00f2 arguire la divisione non passa tra un popolo e l&#8217;altro, ma all&#8217;interno degli stessi popoli, come pure non separa i credenti dai non credenti. La divisione passa all&#8217;interno dei due gruppi, e anche all&#8217;interno delle stesse persone; per cui accade che una parte di noi stessi sta a sinistra e un&#8217;altra parte a destra di Ges\u00f9. Il criterio della divisione non si basa sulle diversit\u00e0 ideologiche, culturali, e neppure religiose, ma sul rapporto che ognuno ha avuto con i poveri. E di ognuno di noi si salva quella parte e quel tempo di vita che ci hanno visti dare da mangiare agli affamati, dare da bere a chi aveva sete, vestire chi era nudo, visitare i carcerati. Il resto, quello che sta dalla parte sinistra, viene bruciato, distrutto.<br \/>\nIl giudice stesso, Ges\u00f9, si presenta e dice: \u00abHo avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere&#8230;\u00bb Il dialogo tra il giudice e gli interlocutori dei due gruppi mette a fuoco quest&#8217;aspetto sconcertante: il giudice universale della fine dei tempi, che tutti, buoni e cattivi, credenti e non credenti, riconoscono come Re e Signore, ha il volto di quel barbone fastidioso, di quell&#8217;anziano sclerotico, di quel bambino sfigurato, di quei tanti extracomunitari rispediti indietro (magari a morire) perch\u00e9 qui non possiamo dare loro un sostentamento sufficiente. L&#8217;elenco, ognuno pu\u00f2 continuarlo; basta girare un po&#8217; per le strade delle nostre citt\u00e0. La monotona ripetizione, in pochi versetti, delle sei situazioni di povert\u00e0, indica forse il loro frequente ripetersi. Questo sta a dire che il confronto decisivo tra noi e Dio non avviene in una cornice di gesti eroici e straordinari, ma nella quotidianit\u00e0 e nella banalit\u00e0 degli incontri con chi \u00e8 debole e povero. Il criterio della salvezza, secondo il Vangelo che ci viene annunciato, \u00e8 la prassi di amore e di attenzione verso i poveri, non importa se sai o non sai che in loro \u00e8 presente Ges\u00f9 stesso.<br \/>\nDue ultime brevi riflessioni. Anzitutto c&#8217;\u00e8 da rilevare che l&#8217;identit\u00e0 tra Ges\u00f9 e i poveri \u00e8 un fatto oggettivo. Essi sono sacramento di Cristo, non perch\u00e9 sono buoni e onesti, ma unicamente perch\u00e9 poveri. \u00c8 lontana dalla sensibilit\u00e0 evangelica la ricorrente pretesa che i poveri siano onesti, che non &#8220;ci marcino&#8221;, per poter dare loro l&#8217;aiuto. \u00c8 solo un&#8217;ottima scusa alla nostra avarizia. La seconda riflessione riguarda l&#8217;aspetto &#8220;laico&#8221; di questa pagina evangelica o, se si vuole, l&#8217;esplicita affermazione di non credenza di coloro che vengono ammessi alla \u00abdestra\u00bb del Re. Essi dicono esplicitamente che non hanno riconosciuto il Cristo in quei poveri che hanno aiutato. Ma questo non conta; vale la compassione e l&#8217;aiuto e, se si vuole, un cuore mosso dai sentimenti del Signore, lo si sappia o non lo si sappia. Certo \u00e8 che l&#8217;aiuto ai poveri decide della nostra salvezza. La salvezza dei singoli, ma anche della societ\u00e0, sin da oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Matteo (25,31-46) Quando il Figlio dell&#8217;uomo verr\u00e0 nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, sieder\u00e0 sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. 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