{"id":23556,"date":"2017-11-01T03:52:14","date_gmt":"2017-11-01T02:52:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=23556"},"modified":"2017-11-01T04:34:55","modified_gmt":"2017-11-01T03:34:55","slug":"la-vera-emergenza-di-oggi-lindividualismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-vera-emergenza-di-oggi-lindividualismo.html","title":{"rendered":"La vera emergenza di oggi? L\u2019individualismo"},"content":{"rendered":"<p>BY <span class=\"reviewer\"><a title=\"Articoli scritti da: Alessandra Stoppini\" href=\"http:\/\/www.santalessandro.org\/author\/alessandra-stoppini\/\" rel=\"author\">ALESSANDRA STOPPINI<\/a><\/span><\/p>\n<p>\u201cIl crollo del noi\u201d (Editori Laterza 2017, Collana Tempi Nuovi, pp. 208, 15 euro) \u00e8 il nuovo saggio dell\u2019arcivescovo Vincenzo Paglia, nato a Boville Ernica (Frosinone) il 21 aprile 1945, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per le scienze del Matrimonio e della Famiglia.<\/p>\n<p>\u201cSe per un verso \u00e8 vero che l\u2019uomo del XXI secolo pu\u00f2 sentirsi pi\u00f9 libero, certamente si trova oggi pi\u00f9 solo, incurvato sotto il peso di un carico invisibile, e tuttavia pesantissimo. C\u2019\u00e8 l\u2019Io \u2013 la straordinaria conquista della modernit\u00e0 \u2013 pieno della sua presunta onnipotenza. Si sente l\u2019Unico\u201d.<br \/>\nSette i capitoli (pi\u00f9 il Prologo) che compongono\u00a0il testo: \u201cIl monoteismo dell\u2019Io\u201d, \u201cNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo\u201d, \u201cLa fragilit\u00e0 della famiglia\u201d, \u201cLa sfida delle citt\u00e0\u201d, \u201cIl disordine del mondo\u201d, \u201cUn nuovo umanesimo\u201d e \u201cL\u2019invenzione di una nuova prossimit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>In queste pagine monsignor Paglia, laureato in teologia, filosofia e pedagogia, giornalista e scrittore, gi\u00e0 consigliere spirituale della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio, compie un\u2019analisi lucida ma non rassegnata sulla pi\u00f9 grave emergenza del Terzo Millennio: il crollo dei legami umani. \u201cL\u2019individualismo sgretola le anime. Ma la societ\u00e0 riparte solo dal Noi\u201d scrive uno dei pi\u00f9 autorevoli esponenti della Chiesa di Papa Francesco, il quale esorta il lettore a ribellarsi alla dittatura di Narciso, a quel vuoto insostenibile che ci circonda, figlio della solitudine, per arrivare a una nuova cultura, a un nuovo sogno, a una nuova visione fondata sul riconoscimento dell\u2019importanza del bene comune. Significativamente l\u2019autore riporta nel prologo una frase di Albert Camus (1913-1960), scrittore, filosofo, saggista, drammaturgo e attivista francese, Premio Nobel per la Letteratura 1957: \u201cNel mondo in cui viviamo ci\u00f2 che pi\u00f9 colpisce \u00e8 anzitutto che la maggior parte degli esseri umani (esclusi i credenti di ogni sorta) sono privi di futuro. Senza una proiezione sul futuro, senza una promessa di maturazione e progresso, non esiste una vita che abbia valore. Vivere contro un muro, \u00e8 una vita da cani. Eppure gli uomini della mia generazione e quelli che entrano nelle fabbriche e nelle universit\u00e0 sono vissuti e vivono sempre pi\u00f9 da cani\u201d.<br \/>\nAbbiamo intervistato Mons. Paglia (www.vincenzopaglia.it) che partecipa attivamente all\u2019associazione \u201cUomini e Religioni\u201d e che per il suo impegno per la pace ha ricevuto il premio Gandhi dall\u2019Unesco, il premio Madre Teresa dal governo albanese e il premio Ibrahim Rugova dal governo del Kosovo.<\/p>\n<p><strong>Monsignor Paglia, il punto di partenza delle sue riflessioni contenute nel saggio \u00e8 un passo della Bibbia, tratto dal libro della Genesi: \u201cNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo\u201d. Ce ne vuole parlare? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuel passaggio della Bibbia che non a caso \u00e8 scritto all\u2019inizio della storia umana e ha guidato secoli e secoli di storia, \u00e8 messo in crisi in maniera paradossale dall\u2019affermarsi di un altro principio, quello che \u00e8 bene che ognuno sia per conto proprio. C\u2019\u00e8 come una lotta senza frontiere tra questi due principi, lotta che mette a rischio la convivenza stessa dell\u2019uomo nel Pianeta. L\u2019illusione di credere che la felicit\u00e0 sia un patrimonio dell\u2019individuo legato dal resto degli uomini e delle donne \u00e8 drammaticamente presente. \u00c8 facile vedere tanti uomini e tante donne con la tristezza negli occhi e nel cuore. Viene in mente l\u2019urgenza di ritornare a quella prima pagina della Bibbia, potremmo immaginare questo ritorno legandoci al pensiero di Dio stesso dopo aver creato Adamo. Pensiamo quindi alla straordinaria scena dipinta da Michelangelo nella Cappella Sistina. Dio vide questa sua creatura, era perfetta tanto che Dio con quell\u2019indice puntato tocc\u00f2 la mano senza vita di Adamo, il quale, come dire, si anim\u00f2 di pienezza. Ma Dio guardandolo negli occhi vide un filo di tristezza e ci ripens\u00f2. E Dio cre\u00f2 l\u2019altra, Eva, e Adamo risvegliandosi, vedendo l\u2019altra fu pieno di felicit\u00e0. Questa scena va ripresa e rivissuta in questo nostro mondo\u00bb.<br \/>\n<strong><br \/>\nNel testo scrive che \u201cla fraternit\u00e0 \u00e8 la promessa mancata della modernit\u00e0\u201d. Si riferisce anche all\u2019esclusione dell\u2019altro che si manifesta con il rifiuto dei migranti, con la polemica contro lo Ius soli? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abPensiamo alla scena biblica appena descritta che significa l\u2019accoglienza dell\u2019altro, all\u2019attuale tentazione di escludere l\u2019altro dalla propria vita, il collegamento parla da s\u00e9\u2026 In un certo modo il rifiuto dell\u2019altro \u00e8 la sindrome di chi si sente solo, anzi unico. \u00c8 la tentazione del \u201cfiglio unico\u201d, quella di non accettare altri in casa propria. Mi viene da pensare a quella casa dove c\u2019\u00e8 un padre, una madre e un figlio. Questo figlio pi\u00f9 che sentirsi solo, si sente \u201cunico\u201d e l\u2019avvento di un altro figlio se non \u00e8 preparato rischia di considerarlo come un intruso, uno straniero che ruba la stanzetta da letto con un altro lettuccio. Un intruso che ruba lo spazio che bisogna dividere dentro casa, che ruba l\u2019affetto dei genitori. In questo modo quella famiglia si chiude e s\u2019intristisce. \u00c8 quello che accade se vince la cultura della chiusura e della non accoglienza\u00bb.<br \/>\n<strong><br \/>\nIl libro appare come un grido di allarme per il crollo della dimensione della socialit\u00e0 del Noi, a partire dalla famiglia, dalla citt\u00e0, dalle periferie, dal Paese, dalla societ\u00e0 delle nazioni. Si va sempre pi\u00f9 affermando una sorta di \u201cegocrazia\u201d peccato principe del nostro tempo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, \u00e8 un grido di allarme, perch\u00e9 la societ\u00e0 sta crollando come le pareti delle case e restano solo delle colonnine. Ognuno per conto proprio, tutti liberi ma tutti pi\u00f9 soli. Una societ\u00e0 frantumata, disintegrata, senza un orizzonte comune verso cui andare. \u00c8 impressionante la perdita di legami nella casa, nella citt\u00e0, nei Paesi, tra i popoli. La fraternit\u00e0 che sta all\u2019origine del mondo moderno con la Rivoluzione Francese \u00e8 appunto la grande dimenticata. Cosa fare? Di fronte all\u2019egocrazia, cio\u00e8 potere dell\u2019Io, dobbiamo ritrovare la passione per la prossimit\u00e0, diventare prossimi per gli altri\u00bb.<br \/>\n<strong><br \/>\n\u201cDi fronte alle grandi sfide del mondo contemporaneo, mi pare evidente che credenti e umanisti debbano sentire la responsabilit\u00e0 di tessere una nuova e pi\u00f9 profonda alleanza\u201d. Come tornare dall\u2019Io al Noi, a un nuovo umanesimo globale? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abPurtroppo quello che sta accadendo \u00e8 una sorta di contraddizione, mentre si rafforza la globalizzazione sembra rafforzarsi il suo contrario: l\u2019individualizzazione. \u00c8 una contraddizione che non pu\u00f2 esistere, perch\u00e9 viviamo in un unico Pianeta, in un\u2019unica casa comune, in un\u2019unica umanit\u00e0. Dobbiamo riscoprire il grande sogno di rendere il Pianeta una casa comune e i popoli una famiglia comune. In questo senso la regola semplice per poter intraprendere la reinvenzione della prossimit\u00e0 o la riscoperta della fraternit\u00e0, \u00e8 la seguente: smettiamola finalmente di chiederci solamente \u201cChi sono io?\u201d, per porci la domanda pi\u00f9 radicale, pi\u00f9 urgente, \u201cPer chi sono io?\u201d\u00bb.<br \/>\n<strong><br \/>\n\u201cSi pu\u00f2 dire che oggi non viviamo un\u2019epoca di cambiamento, quanto un cambiamento d\u2019epoca\u201d. Queste le parole rivolte da Papa Francesco ai partecipanti al Convegno ecclesiale di Firenze del 10 novembre 2015. Nel libro cita spesso Bergoglio, il quale ha fatto come \u201cimpegno principale del suo pontificato l\u2019incontro della Chiesa con la modernit\u00e0\u201d come ha scritto Eugenio Scalfari su Repubblica durante la recensione del Suo saggio. Concorda con la riflessione del fondatore di Repubblica? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abA me pare che la comprensione di Scalfari sul pontificato di Papa Francesco visto come una Chiesa che esce per incontrare il mondo sia fondamentalmente corretta. Non c\u2019\u00e8 dubbio che Bergoglio sia il primo tra tutti noi anche nell\u2019esempio. Papa Francesco \u00e8 un cristiano semplice, vive fuori dal Palazzo, o meglio, fuori dalle certezze e dalle sicurezze per andare incontro a chiunque abbia bisogno. Questa \u00e8 la certezza che deve affermarsi nel mondo contemporaneo. Una certezza sentita non tanto da noi che stiamo bene, ma che deve essere sentita da chi sta male. Questi ultimi devono essere certi che i cristiani, gli uomini di buona volont\u00e0, in un\u2019alleanza da ritrovare, siano davvero pi\u00f9 vicini a loro, agli esclusi, alle periferie degradate ed esistenziali\u00bb.<br \/>\n<strong><br \/>\n\u201cDedico queste pagine alla Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio. Esse non ne raccontano la straordinaria esperienza religiosa ed umana, ma da essa traggono ispirazione e linfa\u201d. Tra pochi mesi, nel gennaio 2018, la Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio, fondata da Andrea Riccardi, festegger\u00e0 50 anni di vita, ed \u00e8 oggi diffusa in pi\u00f9 di 70 Paesi in diversi continenti. Che ricordi conserva dei primi anni di Sant\u2019Egidio? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl ricordo indelebile di allora, che accompagna ancora oggi tutti coloro che vivono questa straordinaria esperienza religiosa e umana, \u00e8 quello di avere in una mano il Vangelo e nell\u2019altra l\u2019aiuto per i pi\u00f9 poveri. L\u2019esperienza di Sant\u2019Egidio conserva la forza di resistere alla dittatura dell\u2019Io per percorrere la strada dell\u2019edificazione del Noi. Questo \u00e8 il senso di questa esperienza iniziata cinquant\u2019anni fa nelle borgate di Roma e che oggi vive nelle borgate di settanta Paesi\u00bb<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.santalessandro.org\/2017\/10\/la-vera-emergenza-di-oggi-lindividualismo-monsignor-vincenzo-paglia-tutti-piu-liberi-ma-piu-soli-dobbiamo-ritrovare-un-orizzonte-comune\/\"><em>(da <strong>Santalessandro.org<\/strong>)<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BY ALESSANDRA STOPPINI \u201cIl crollo del noi\u201d (Editori Laterza 2017, Collana Tempi Nuovi, pp. 208, 15 euro) \u00e8 il nuovo saggio dell\u2019arcivescovo Vincenzo Paglia, nato a Boville Ernica (Frosinone) il 21 aprile 1945, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per le scienze del Matrimonio e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":23557,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[11,8,7],"tags":[],"class_list":["post-23556","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","category-news","category-rassegna"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/maniunite-702x336-e1509504703740.jpg?fit=500%2C239&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5mkxU-67W","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23556","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23556"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23556\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23558,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23556\/revisions\/23558"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23557"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23556"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23556"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23556"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}