{"id":23095,"date":"2020-06-24T15:16:19","date_gmt":"2020-06-24T13:16:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=23095"},"modified":"2020-05-25T18:46:11","modified_gmt":"2020-05-25T16:46:11","slug":"xiii-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xiii-domenica-del-tempo-ordinario.html","title":{"rendered":"XIII Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Matteo<\/strong> (10,37-42)<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Chi ama padre o madre pi\u00f9 di me, non \u00e8 degno di me; chi ama figlio o figlia pi\u00f9 di me, non \u00e8 degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non \u00e8 degno di me. Chi avr\u00e0 tenuto per s\u00e9 la propria vita, la perder\u00e0, e chi avr\u00e0 perduto la propria vita per causa mia, la trover\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. <\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Chi accoglie un profeta perch\u00e9 \u00e8 un profeta, avr\u00e0 la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perch\u00e9 \u00e8 un giusto, avr\u00e0 la ricompensa del giusto. Chi avr\u00e0 dato da bere anche un solo bicchiere d&#8217;acqua fresca a uno di questi piccoli perch\u00e9 \u00e8 un discepolo, in verit\u00e0 io vi dico: non perder\u00e0 la sua ricompensa&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">\u00abChi ama il padre o la madre pi\u00f9 di me non \u00e8 degno di me; chi ama il figlio o la figlia pi\u00f9 di me non \u00e8 degno di me\u00bb (Mt 10,37). Ges\u00f9 chiede ai discepoli un amore cos\u00ec radicale da superare anche quello per i familiari. Solo chi ha questo amore \u00e8 \u00abdegno\u00bb del Signore. Per tre volte in poche righe si ripete: &#8220;Essere degni di me&#8221;; un&#8217;insistenza che contrasta con le parole del centurione che ripetiamo in ogni celebrazione eucaristica: \u00abO Signore, non sono degno che tu entri sotto il mio tetto\u00bb. In effetti, chi pu\u00f2 dirsi degno di accogliere il Signore? Basta uno sguardo realistico alla vita di ciascuno di noi per renderci conto della nostra pochezza e del nostro peccato.<br \/>\nEssere discepoli di Ges\u00f9 non \u00e8 n\u00e9 facile n\u00e9 scontato, e non \u00e8 frutto di nascita o di tradizione. Si \u00e8 cristiani solo per scelta, non per nascita. E il Vangelo ci dice di quale altezza \u00e8 tale scelta. I discepoli di Ges\u00f9 sono coloro che condividono senza riserve la sua persona e il suo destino, sino a identificarsi con lui. In tal senso il discepolo trova se stesso trovando Ges\u00f9. \u00c8 questo il senso delle parole che seguono: \u00abChi avr\u00e0 trovato la sua vita la perder\u00e0: e chi avr\u00e0 perduto la sua vita per causa mia la trover\u00e0\u00bb. \u00c8 una delle frasi di Ges\u00f9 pi\u00f9 tramandate (ben sei volte \u00e8 presente nei Vangeli). Ovviamente la prima comunit\u00e0 cristiana ne aveva compreso l&#8217;importanza e la vedeva realizzata anzitutto in Ges\u00f9 stesso. Egli ha &#8220;ritrovato&#8221; la sua vita (nella risurrezione) &#8220;perdendola&#8221; (ossia, spendendola sino alla morte) per l&#8217;annuncio del Vangelo. \u00c8 esattamente l&#8217;opposto della concezione normale della gente che crede di essere felice quando trattiene per s\u00e9 la propria vita, il proprio tempo, le proprie ricchezze, i propri interessi; ma sappiamo i guasti che produce il sentimento di conservazione di se stessi e dei propri interessi a qualsiasi costo. Il discepolo, al contrario, trova la sua felicit\u00e0 nello spendere la propria vita per il Signore e per i poveri, nella rinuncia a conservare se stesso per darsi tutto al Signore. \u00abSi \u00e8 pi\u00f9 beati nel dare che nel ricevere!\u00bb&#8221;, diceva Paolo ai capi della Chiesa di Efeso, citando un detto di Ges\u00f9 ignoto ai Vangeli (At 20,35).<br \/>\nIl &#8220;manuale&#8221; dei discepoli in missione \u0096 cos\u00ec possiamo definire il capitolo decimo di Matteo \u0096 viene chiuso dall&#8217;evangelista con alcune note sull&#8217;accoglienza loro riservata. \u00c8 naturale che l&#8217;inviato si aspetti di essere accolto da coloro ai quali \u00e8 mandato. Ges\u00f9 stesso se lo augura e ne sottolinea la ragione di fondo: \u00abChi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato\u00bb. In questo versetto si condensa il perch\u00e9 della dignit\u00e0 del discepolo: la totale dipendenza dal Signore, al punto che la sua presenza significa quella di Ges\u00f9 stesso. \u00c8 ovvio che si tratta di accogliere il discepolo come \u00abprofeta\u00bb, ossia come colui che porta il Vangelo, che non annuncia la propria parola ma la Parola di Dio. E la ricezione della Parola \u00e8 la ricompensa che il Signore promette a coloro che accolgono i suoi discepoli. Ges\u00f9 li chiama anche \u00abpiccoli\u00bb: il discepolo, infatti, non possiede n\u00e9 oro n\u00e9 argento, non ha bisaccia e neppure due tuniche, e deve camminare senza portarsi n\u00e9 sandali n\u00e9 bastone (Mt 10,9-10). L&#8217;unica sua ricchezza \u00e8 il Vangelo, di fronte al quale anche lui \u00e8 piccolo e totalmente dipendente. Questa ricchezza dobbiamo accogliere; questa ricchezza dobbiamo trasmettere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Matteo (10,37-42) Chi ama padre o madre pi\u00f9 di me, non \u00e8 degno di me; chi ama figlio o figlia pi\u00f9 di me, non \u00e8 degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non \u00e8 degno di me. 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