{"id":22816,"date":"2017-04-03T00:43:10","date_gmt":"2017-04-02T22:43:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=22816"},"modified":"2017-04-03T00:45:26","modified_gmt":"2017-04-02T22:45:26","slug":"wojtyla-e-bergoglio-figli-del-concilio-pastori-del-popolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wojtyla-e-bergoglio-figli-del-concilio-pastori-del-popolo.html","title":{"rendered":"Wojtyla e Bergoglio figli del Concilio, pastori del popolo"},"content":{"rendered":"<p>Il 2 aprile di 12 anni fa, tornava alla Casa del Padre San Giovanni Paolo II. Si concludeva cos\u00ec uno dei Pontificati pi\u00f9 lunghi e straordinari nella storia della Chiesa. La memoria di Karol Wojtyla \u00e8 oggi quanto mai viva tra i fedeli che, in tanti aspetti, trovano una consonanza tra il Papa \u201cvenuto da un Paese lontano\u201d e quello \u201cvenuto quasi dalla fine del mondo\u201d.<strong> Alessandro Gisotti<\/strong> ha chiesto una riflessione a <strong>mons. Vincenzo Paglia<\/strong>, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, che proprio da Papa Wojtyla fu nominato vescovo nel 2000:<\/p>\n<!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');<\/script><![endif]-->\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-22816-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/00575783.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/00575783.mp3\">http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/00575783.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&#8220;Siamo di fronte ad un testimone della fede cristiana che ha saputo darle quella dimensione di universalit\u00e0 che oggi vediamo riflessa anche nel Pontificato di Papa Francesco. E se potessi trovare una fonte comune, a parte il Vangelo, ovviamente, direi che il Concilio Vaticano II resta per ambedue una sorta di stella polare. Mi ha fatto impressione il fatto che Papa Giovanni Paolo II fece il suo primo Sinodo sulla famiglia; la stessa cosa \u00e8 accaduta con Papa Francesco: anche per lui il primo Sinodo fu sulla famiglia. E allora \u00e8 importante vedere un filo rosso che lega, anche questo tema, come in uno sviluppo non in una ripetizione pedissequa, ma in una crescita. E c\u2019\u00e8 allora un passo di crescita partendo dalla Familiaris consortio e giungendo sino all\u2019Amoris Laetitia; c\u2019\u00e8 una continuit\u00e0 che io credo vada riscoperta per cogliere la ricchezza del magistero papale in questi ultimi decenni&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Di tanto in tanto alcuni esperti di vario genere si concentrano sulle presunte discontinuit\u00e0 tra Wojtyla e Bergoglio. Poi vediamo per esempio, invece, che nella gente, nel popolo di Dio, queste due figure si sono sentite molto vicine \u2026<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Io inviterei tutti noi a guardare questo sensus fidei fidelium: il popolo di Dio ha colto il rapporto tra questi due Papi, ovviamente diversi tra loro. Dico questo anche perch\u00e9 ci troviamo nell\u2019anniversario dell\u2019Amoris Laetitia. Il senso dei fedeli &#8211; e l\u2019ho potuto constatare girando in tante parti del modo &#8211; ha accolto questo documento con entusiasmo, cos\u00ec come aveva accolto con entusiasmo l\u2019insegnamento sulla famiglia di San Giovanni Paolo II e di Papa Benedetto. Ma c\u2019\u00e8 una crescita che il popolo ha capito, cos\u00ec come c\u2019\u00e8, anche qui, una crescita dei due grandi territorio del dialogo ecumenico e del dialogo interreligioso: c\u2019\u00e8 l\u2019attenzione verso i pi\u00f9 poveri. Ricordo personalmente, dopo il primo viaggio in Brasile di San Giovanni Paolo II, l\u2019impressione che lui confid\u00f2 alla Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio, l\u2019impressione nel vedere le grandi periferie delle citt\u00e0 brasiliane piene di poveri. E lui in quell\u2019occasione disse: \u201c\u00c9 questo quello che il Concilio chiedeva: la Chiesa che sceglie tutti, ma particolarmente i pi\u00f9 poveri\u201d.<\/p>\n<p><strong>Tra i tanti ricordi personali, ce n\u2019\u00e8 qualcuno su cui \u00e8 tornato con la memoria che magari vuole condividere con noi?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Ricordo, proprio perch\u00e9 ultimamente sono stato nei Balcani, la passione con cui Giovanni Paolo II voleva bloccare quella guerra drammatica che ha insanguinato tutti i Balcani. Con decisione voleva recarsi a vistare contemporaneamente le tre capitali: Zagabria, Sarajevo e Belgrado. Non fu possibile, ma la determinazione che lui aveva per portare la sua testimonianza di pace, la ricordo davvero straordinaria; mi impression\u00f2 la sua decisione, fino a battere i pugni sul tavolo, quando il segretario voleva impedirglielo. La sua decisione era quella di andare a Sarajevo anche a costo di andarci con un carrarmato, a costo di parlare da solo ad una citt\u00e0 provata dalla tragedia della guerra. Questa determinazione per la pace credo sia stata uno dei doni pi\u00f9 grandi che San Giovanni Paolo II ha mostrato. E Papa Francesco lo ha ripreso con passione&#8221;.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/it.radiovaticana.va\/news\/2017\/04\/01\/paglia_wojtyla_e_bergoglio_figli_del_concilio\/1302667\">(Radio Vaticana)<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2 aprile di 12 anni fa, tornava alla Casa del Padre San Giovanni Paolo II. Si concludeva cos\u00ec uno dei Pontificati pi\u00f9 lunghi e straordinari nella storia della Chiesa. 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