{"id":22521,"date":"2022-01-05T13:44:17","date_gmt":"2022-01-05T12:44:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=22521"},"modified":"2021-11-23T13:23:23","modified_gmt":"2021-11-23T12:23:23","slug":"epifania-del-signore-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/epifania-del-signore-3.html","title":{"rendered":"Epifania del Signore"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Matteo<\/strong> (2,1-12)<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Nato Ges\u00f9 a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: &#8220;Dov&#8217;\u00e8 colui che \u00e8 nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo&#8221;. All&#8217;udire questo, il re Erode rest\u00f2 turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: &#8220;A Betlemme di Giudea, perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 scritto per mezzo del profeta:<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p><em> E tu, Betlemme,terra di Giuda, <\/em><br \/>\n<em> non sei davverol&#8217;ultima delle citt\u00e0 principali di Giuda:<br \/>\nda te infatti uscir\u00e0 un capo<br \/>\nche sar\u00e0 il pastore del mio popolo, Israele&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em> Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li invi\u00f2 a Betlemme dicendo: &#8220;Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l&#8217;avrete trovato, fatemelo sapere, perch\u00e9 anch&#8217;io venga ad adorarlo&#8221;.<\/em><br \/>\n<em> Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finch\u00e9 giunse e si ferm\u00f2 sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un&#8217;altra strada fecero ritorno al loro paese.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">\u00abAlza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio\u00bb. Queste parole del profeta aprono la festa dell&#8217;Epifania. La liturgia vuole mostrare il cammino degli uomini verso il Signore. C&#8217;\u00e8 come un&#8217;ansia di universalit\u00e0 e assieme di urgenza che percorre questo giorno: \u00e8 il desiderio profondo della Chiesa che i popoli e le nazioni della terra si affrettino a incontrare Ges\u00f9. Egli \u00e8 appena nato, non sa ancora parlare, e tutti i popoli possono gi\u00e0 incontrarlo, vederlo, accoglierlo e adorarlo. Non \u00e8 un&#8217;ansia di proselitismo, quanto il bisogno di mostrare a tutti la bont\u00e0 e l&#8217;amore di Dio che giunge sino a inviare tra noi il suo stesso Figlio. E, nel fondo del cuore di ogni uomo, c&#8217;\u00e8 una nostalgia di Dio. \u00c8 infatti questa nostalgia che spinge i Magi a dire a Erode: \u00abAbbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti ad adorarlo\u00bb. Erano uomini di regioni lontane, ricchi e intellettuali, che si erano incamminati dall&#8217;Oriente verso la terra d&#8217;Israele per adorare il \u00abre\u00bb che era nato. Ogni credente \u00e8 chiamato a uscire da s\u00e9 e a compiere un viaggio verso l&#8217;Oltre. La Chiesa, che cerca di scendere nelle profondit\u00e0 del cuore dell&#8217;uomo, da sempre ha visto nei Magi l&#8217;intera umanit\u00e0. E, con la celebrazione dell&#8217;Epifania, vuole aiutare ogni uomo e ogni donna a incontrare quel Bambino. La salvezza si gioca tutta nell&#8217;incontro con quel Bambino.<br \/>\nNella notte di Natale, Ges\u00f9 si \u00e8 manifestato ai pastori, uomini d&#8217;Israele tra i pi\u00f9 disprezzati; furono loro i primi a portare un po&#8217; di calore in quella fredda stalla di Betlemme. Ora giungono i Magi dal lontano Oriente e anch&#8217;essi possono vedere quel Bambino. I pastori e i Magi, molto diversi tra loro, hanno una cosa in comune: il cielo. I pastori si mossero non perch\u00e9 erano buoni, ma perch\u00e9 alzando gli occhi da se stessi e rivolgendoli verso il cielo videro gli angeli, ascoltarono la loro voce e fecero quel che avevano udito. Cos\u00ec pure i Magi. Essi attendevano un mondo diverso, pi\u00f9 giusto, e alzarono lo sguardo dal proprio mondo, guardarono in alto, verso il cielo, e videro una \u00abstella\u00bb. E come i pastori seguirono le parole degli angeli, essi seguirono il cammino che la stella indicava. Gli uni e gli altri suggeriscono a noi tutti che per incontrare Ges\u00f9 \u00e8 necessario alzare lo sguardo da se stessi, scrutare le parole e i segni che il Signore pone lungo il nostro cammino. Per i Magi, come del resto per i pastori, non fu tutto chiaro immediatamente. L&#8217;evangelista nota che la stella a un certo punto scomparve. E tuttavia quei pellegrini non si persero d&#8217;animo; il loro desiderio di salvezza non era superficiale e la stella aveva davvero toccato il loro cuore. Giunti a Gerusalemme andarono da Erode per chiedere spiegazioni; le ascoltarono con attenzione e subito continuarono il loro cammino. Ma il Signore non \u00e8 avaro di segni: all&#8217;uscire da Gerusalemme la stella ricomparve, \u00abed essi provarono una grandissima gioia\u00bb, nota l&#8217;evangelista. Quando ci facciamo guide di noi stessi, ci priviamo della gioia di avere la &#8220;stella&#8221;. S\u00ec, c&#8217;\u00e8 un sollievo nel vedere la stella, ossia nel sentirsi guidati e non abbandonati a se stessi e al proprio destino.<br \/>\nI Magi ci esortano a riscoprire la gioia di dipendere dalla stella. E la stella \u00e8 il Vangelo, la Parola del Signore, come dice il Salmo: \u00abLa tua parola \u00e8 luce sul mio cammino\u00bb (119,105). Questa luce ci guida verso il Bambino. Senza l&#8217;ascolto del Vangelo, senza leggerlo, senza meditarlo, senza cercare di metterlo in pratica, non \u00e8 possibile incontrare Ges\u00f9. I Magi, infatti, seguendo la stella giunsero sino al luogo ove si trovava Ges\u00f9. E qui \u00abvidero il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono\u00bb. Probabilmente era la prima volta che si prostravano davanti a qualcuno. Ma, sapendo ormai guardare oltre se stessi, avevano riconosciuto, in quel bambino, il Salvatore. Quel gesto era la cosa pi\u00f9 vera. Assieme a Maria, a Giuseppe e ai pastori, anche i Magi capirono che la salvezza consisteva, e consiste ancora oggi, nell&#8217;accogliere nel proprio cuore quel bambino, debole e indifeso. E, con lui, tutti i deboli e indifesi anche di oggi.<br \/>\nBen diversa fu la reazione di Erode e degli abitanti di Gerusalemme. Appena seppero del bambino non sentirono gioia come i Magi o i pastori; al contrario, tutti si turbarono ed Erode lo fu a tal punto da deciderne addirittura la morte. Sono i Magi ora a salvare il Bambino e a sottrarlo alla ferocia di Erode. Quei sapienti, \u00abper un&#8217;altra strada fecero ritorno al loro paese\u00bb, nota l&#8217;evangelista. Del resto, quando si incontra il Signore e lo si accoglie nel cuore, non si resta come prima e non si pu\u00f2 pi\u00f9 percorrere la strada di sempre. Si cambia la vita e con essa anche i comportamenti. I Magi sono oggi accanto a noi, anzi un poco pi\u00f9 avanti di noi, per aiutarci ad alzare lo sguardo da noi stessi e a dirigerlo verso la stella. Sono avanti a noi per guidarci verso le tante mangiatoie di questo mondo ove giacciono i piccoli e i deboli. Beati noi, se con i pastori e con i Magi ci facciamo pellegrini verso quel Bambino e con affetto ci prendiamo cura di lui. In verit\u00e0, sar\u00e0 lui a prendersi cura di noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Matteo (2,1-12) Nato Ges\u00f9 a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: &#8220;Dov&#8217;\u00e8 colui che \u00e8 nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo&#8221;. 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