{"id":22402,"date":"2016-11-30T18:39:48","date_gmt":"2016-11-30T17:39:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=22402"},"modified":"2016-11-30T19:39:30","modified_gmt":"2016-11-30T18:39:30","slug":"sorella-morte-lintervento-di-pietro-grasso-alla-presentazione-in-senato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/sorella-morte-lintervento-di-pietro-grasso-alla-presentazione-in-senato.html","title":{"rendered":"&#8220;Sorella morte&#8221;, l&#8217;intervento di Pietro Grasso alla presentazione in Senato"},"content":{"rendered":"<p>Autorit\u00e0, gentili ospiti,<br \/>\nsono davvero felice che il Senato ospiti la presentazione del libro di Mons. Vincenzo Paglia, dedicato a un tema insieme intimo e universale come la morte e il cammino che ciascuno di noi \u00e8 chiamato a fare nell&#8217;avvicinarsi, il pi\u00f9 tardi possibile, ad essa.<br \/>\nIl tavolo dei relatori \u00e8 di altissimo livello, e mette insieme diverse sensibilit\u00e0 religiose e politiche, come \u00e8 giusto fare di fronte al pi\u00f9 insondabile dei misteri.<\/p>\n<p>Ringrazio di cuore il presidente della Commissione per la Biblioteca, Sergio Zavoli, che ha fortemente voluto questo incontro, l&#8217;Autore, che ha accettato il nostro invito, il senatore Lucio Romano, il Rabbino capo della comunit\u00e0 ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, l&#8217;onorevole Mario Marazziti, portavoce della Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio, il dottor William Raffaeli, medico e Presidente della Fondazione ISAL-Ricerca sul dolore e il moderatore Aldo Cazzullo per la loro presenza.<br \/>\nQuesto libro \u00e8 molte cose diverse: un&#8217;analisi dello stato dell&#8217;arte delle convinzioni in merito alla morte e all&#8217;eutanasia che prende in esame tutte le posizioni in merito, sia laiche che religiose; una profonda riflessione sui valori etici della societ\u00e0 attuale, con numerosi contributi filosofici di grande spessore; la presa in carico del compito di svelare alcuni grandi paradossi della modernit\u00e0; un inno alla dignit\u00e0 della vita di tutti, di tutte le persone, in ogni parte del mondo e in ogni momento della propria esistenza. E&#8217;, infine, un punto d&#8217;arrivo ma soprattutto un punto di partenza imprescindibile per il dibattito futuro, sia politico che culturale, su questioni in merito alle quali, avverte Gustavo Zagrebelsky, citato dall&#8217;autore nelle prime pagine, occorre guardarsi dalla sicumera: &#8220;nelle questioni di questo genere la problematicit\u00e0 \u00e8 un dovere&#8221;.<\/p>\n<p>Dei paradossi incontrati in queste pagine ne voglio citare alcuni che mi hanno particolarmente colpito. Il primo: l&#8217;aver allontanato, nel corso dell&#8217;ultimo secolo, la morte dalle nostre case per medicalizzarla e tecnicizzarla ci ha indotto, come conseguenza, un allontanamento dall&#8217;idea della morte e, purtroppo, dalle persone che stanno morendo. Con una bella immagine monsignor Paglia, riprendendo Elias, riassume questa condizione in poche parole: dalle mani dei familiari si \u00e8 passati a quelle degli ospedali e infine a quelle degli &#8220;incaricati&#8221;, facendo diventare del tutto fuori moda quel momento di dolore e unione rappresentato dalla &#8220;Piet\u00e0&#8221; di Michelangelo: la piet\u00e0 \u00e8 stata estromessa, conclude l&#8217;autore.<br \/>\nIl secondo paradosso \u00e8 dato dal progresso della tecnica e dall&#8217;emergere di nuove fragilit\u00e0: se da un lato, grazie alla medicina, si \u00e8 &#8220;allungata&#8221; la vita media di molti anni, dall&#8217;altro si fa fatica a riempirla di senso. Non solo, la vecchiaia, ci dice l&#8217;autore, col suo carico di fragilit\u00e0, di dipendenza dagli altri e di solitudine, \u00e8 diventata una nuova forma di povert\u00e0 che colpisce ogni classe sociale.<br \/>\nL&#8217;ultimo paradosso, se vogliamo, \u00e8 il libro stesso. Questo libro che \u00e8 una lunga riflessione sulla malattia, la vecchiaia, la solitudine e la morte, si trasforma sotto l&#8217;occhio del lettore, pagina dopo pagina, in uno sfrenato inno alla vita, ad una vita piena e ricca grazie al potere di alcuni grandi spinte, oltre alla fede, naturalmente.<\/p>\n<p>Si intuisce, infatti, proseguendo nella lettura, l&#8217;enorme differenza tra il curare, che attiene alla sapienza di medici e specialisti, e il prendersi cura, che coinvolge, oltre loro, anche le persone vicine al malato, a partire dai familiari.<br \/>\nSuperare quella che Papa Francesco definisce &#8220;la cultura dello scarto&#8221;, che toglie dalla vista i poveri e i malati, ci porterebbe a rivedere non solo i nostri valori ma anche le nostre abitudini. Ricostruire le relazioni familiari e amicali su basi meno mediate e pi\u00f9 dirette, tornare a prediligere il contatto fisico e umano a quello tecnologico, superare la paura della noia e dell&#8217;imbarazzo nei rapporti deve diventare un imperativo per noi e soprattutto per i pi\u00f9 giovani. Ritrovare il &#8220;calore&#8221; delle relazioni significa superare il muro dell&#8217;autosufficienza, del bastare a se stessi, che toglie pi\u00f9 di quanto si riesca a percepire nel breve periodo.<br \/>\nE&#8217; la solitudine, forse, il pi\u00f9 diffuso dei mali del nostro tempo: non avere accanto qualcuno disposto a una carezza, a un dialogo, a un gesto di attenzione. Il poeta Dario Bellezza prima di morire solo, abbandonato, parlando della sua condizione, la riassunse in una frase piccola ma spaventosa: &#8220;nessuno che mi faccia una spremuta d&#8217;arancia&#8221;. Nessun servizio di consegna a domicilio, nessuna App potr\u00e0 mai soddisfare il bisogno di non sentirsi soli perch\u00e9, come ci ricorda la poesia di John Donne, &#8220;nessun uomo \u00e8 un&#8217;isola. [\u2026] Ogni morte d&#8217;uomo mi diminuisce, perch\u00e9 io partecipo all&#8217;Umanit\u00e0. E cos\u00ec non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te&#8221;.<br \/>\nVado a concludere. Mi ha fatto molto piacere vedere citate dall&#8217;autore come particolarmente significative, &#8220;una via saggia da cogliere e da proseguire&#8221;, le conclusioni elaborate dal Comitato scientifico della fondazione Cortile dei Gentili intitolate &#8220;Linee propositive sulla relazione di cura&#8221;, alla cui redazione hanno partecipato credenti e laici e che sono state presentate proprio qui in Senato poco pi\u00f9 di un anno fa. In quel documento infatti si sono esplorati i confini delle cure e soprattutto si \u00e8 definita la necessit\u00e0 di un&#8217;alleanza fiduciaria tra medico e paziente per costruire il migliore trattamento sanitario per ciascun individuo, tenendo nella dovuta considerazione anche i suoi convincimenti etici e morali e i principi di dignit\u00e0, di libert\u00e0 e di salute della persona, nella ricerca di una autodeterminazione consapevole che possa arrivare fino al rifiuto delle cure.<\/p>\n<p>Nelle ultime pagine mons. Paglia scrive che una legge su questi aspetti \u00e8 forse necessaria, ma avverte al contempo che nessuna legge potr\u00e0 da sola dare un senso al passaggio finale dell&#8217;esistenza umana.<br \/>\nDa parte mia sono convinto, e l&#8217;ho ripetuto spesso in questi anni da Presidente del Senato, che non esista tema che il Parlamento non possa trattare, nemmeno il pi\u00f9 controverso. La politica deve essere in grado di poter discutere ogni aspetto rilevante che riguardi i cittadini e la comunit\u00e0, a patto che il dibattito non si irrigidisca in posizioni preconcette e ideologiche ma al contrario favorisca l&#8217;ascolto e l&#8217;incontro tra idee e valori diversi. Dobbiamo essere consapevoli che quando si cerca di dare una fredda veste normativa a tematiche cos\u00ec dense di significati, di dolore e di speranza, a guidarci deve essere la responsabilit\u00e0, la reciprocit\u00e0, l&#8217;ascolto. In questo cammino il libro &#8220;Sorella Morte&#8221; potr\u00e0 essere di grande aiuto.<\/p>\n<p>Grazie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autorit\u00e0, gentili ospiti, sono davvero felice che il Senato ospiti la presentazione del libro di Mons. Vincenzo Paglia, dedicato a un tema insieme intimo e universale come la morte e il cammino che ciascuno di noi \u00e8 chiamato a fare nell&#8217;avvicinarsi, il pi\u00f9 tardi possibile, ad essa. 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