{"id":22332,"date":"2025-11-01T21:50:50","date_gmt":"2025-11-01T20:50:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=22332"},"modified":"2025-07-21T13:05:27","modified_gmt":"2025-07-21T11:05:27","slug":"xxxii-domenica-del-tempo-ordinario-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxxii-domenica-del-tempo-ordinario-3.html","title":{"rendered":"XXXII Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Luca<\/strong> (20,27-38)<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Gli si avvicinarono alcuni sadducei &#8211; i quali dicono che non c&#8217;\u00e8 risurrezione &#8211; e gli posero questa domanda: &#8220;Maestro, Mos\u00e8 ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma \u00e8 senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C&#8217;erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, mor\u00ec senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e cos\u00ec tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo mor\u00ec anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sar\u00e0 moglie? Poich\u00e9 tutti e sette l&#8217;hanno avuta in moglie&#8221;. <\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Ges\u00f9 rispose loro: &#8220;I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono n\u00e9 moglie n\u00e9 marito: infatti non possono pi\u00f9 morire, perch\u00e9 sono uguali agli angeli e, poich\u00e9 sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mos\u00e8 a proposito del roveto, quando dice: Il Signore \u00e8 il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non \u00e8 dei morti, ma dei viventi; perch\u00e9 tutti vivono per lui&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">Dopo la festa dei santi e il ricordo di tutti coloro che sono morti (si tratta di due aspetti della stessa memoria), la Liturgia di questa domenica insiste ancora sul mistero della vita oltre la morte. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che la domanda sull&#8217;aldil\u00e0 \u00e8 una di quelle questioni che traversa nel profondo tutta la vicenda umana. I sadducei, un movimento religioso di intellettuali, avevano risolto il problema negando la realt\u00e0 della risurrezione dai morti. Del resto, su questo tema, l&#8217;Antico Testamento aveva raggiunto solo molto tardi una certezza (apparir\u00e0 chiara nel libro dei Maccabei, come leggiamo nella prima lettura). L&#8217;episodio evangelico (Lc 20,27-38) riferisce la discussione nella quale i sadducei tentano di dimostrare a Ges\u00f9 che la fede nella risurrezione dei morti, condivisa anche dai farisei, \u00e8 inaccettabile perch\u00e9 porta a conseguenze ridicole. E riportano l&#8217;ipotetico caso di una donna, la quale, in base alla legge del levirato stabilita da Mos\u00e8, ha dovuto sposare successivamente sette fratelli, morti l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, senza che nessuno le abbia dato un figlio. Alla fine muore anche la donna. &#8220;Dopo la morte, &#8211; chiedono i sadducei a Ges\u00f9 &#8211; nella risurrezione questa donna di chi sar\u00e0 moglie?&#8221; (cfr. v. 33). \u00c8 ovvio il senso del ridicolo dell&#8217;eventuale risposta di Ges\u00f9.<br \/>\nOggi noi non facciamo questo tipo di domande; siamo un po&#8217; pi\u00f9 scaltri. Nel migliore dei casi suggeriamo di tacere su ci\u00f2 che non vediamo e non conosciamo. Il filosofo Wittgenstein quasi a raccogliere tutte queste perplessit\u00e0 suggerisce un saggio principio: &#8220;Di ci\u00f2 di cui non si pu\u00f2 parlare e si deve tacere&#8221;; in altri termini: della vita oltre la morte -ci sia o non ci sia, come sia e come non sia &#8211; sar\u00e0 bene che gli uomini ne parlino il meno possibile. Nessuno infatti ne ha esperienza diretta. Credo che noi cristiani, pur non essendo d&#8217;accordo con questo filosofo, siamo per\u00f2 diffidenti verso quelle facili visioni che qui o l\u00e0 vengono rivendicate. Se parliamo della vita oltre la morte, non lo facciamo attingendo dalla nostra esperienza, pi\u00f9 o meno fantasiosa, ma solamente dalla Parola di Dio. Questa parola, &#8220;che era in principio presso Dio&#8221; (Gv 1,1) e che \u00e8 venuta a porre la sua tenda in mezzo a noi, apre agli occhi della nostra mente e del nostro cuore il velo che ci separa dall&#8217;eternit\u00e0. \u00c8 ovvio che nella misura in cui la &#8220;parola&#8221; si avvicina agli uomini assume una veste comprensibile, perch\u00e9 possiamo almeno un poco intravedere il mistero che essa nasconde.<br \/>\nL&#8217;apostolo Paolo scrive: &#8220;Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia&#8221; (1 Cor 13,12). Se dovessi trovare un esempio per cercare di esprimere il rapporto tra il nostro mondo e quello eterno, prenderei la vita del bambino dentro il seno della madre e la sua vita quando esce dal seno materno. Cosa pu\u00f2 comprendere il bambino, mentre \u00e8 nel seno materno della vita fuori? Quasi nulla. Analogamente, cosa possiamo dire noi della vita oltre la morte? Nulla, se la Parola di Dio non ci venisse incontro. Ebbene, nella risposta ai sadducei Ges\u00f9 viene a scostare un poco il velo: &#8220;I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell&#8217;altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono n\u00e9 moglie n\u00e9 marito; e nemmeno possono pi\u00f9 morire, perch\u00e9 sono uguali agli angeli ed, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio&#8221; (vv. 34-36).<br \/>\nLe caratteristiche del mondo dei risorti sono opposte a quelle del mondo attuale, perch\u00e9 con la risurrezione la vita \u00e8 continua, non ha n\u00e9 inizio n\u00e9 fine, non ha pi\u00f9 bisogno del matrimonio in vista della generazione, come non \u00e8 pi\u00f9 possibile la morte. \u00c8 una vita piena di comunione affettuosa con Dio e tra noi, senza lacrime, amarezze e affanni. Ma l&#8217;opposizione tra &#8220;i figli di questo mondo&#8221; e &#8220;i figli della risurrezione&#8221; non \u00e8 relegata solo al momento dopo la morte; se noi siamo figli della risurrezione fin da ora, l&#8217;opposizione si realizza gi\u00e0 nel nostro tempo; essa non \u00e8 altro che la diversit\u00e0 tra il mondo e il Vangelo, tra la vita secondo la Parola di Dio e la vita secondo le nostre grette tradizioni. In termini semplici potremmo dire che il paradiso inizia gi\u00e0 su questa terra, quando cerchiamo di vivere secondo il Vangelo. La &#8220;Parola di Dio&#8221; \u00e8 il lievito buono che fermenta la pasta della nostra vita, \u00e8 il seme di immortalit\u00e0 e di incorruttibilit\u00e0 deposto nella piccola terra del nostro cuore. Spetta a noi, gi\u00e0 da ora, accogliere il lievito e lasciarlo fermentare, accogliere il seme e lasciarlo crescere. Cos\u00ec inizia il paradiso gi\u00e0 da ora. Al contrario, nell&#8217;assenza o peggio nel rifiuto del Vangelo, costruiremo con le nostre mani l&#8217;inferno per noi e per gli altri. L\u00e0 dove attecchisce il Vangelo e spunta un segno di amore, anche piccolo, sboccia la vita che non finisce. Per questo, nella professione di fede, noi diciamo &#8220;credo la vita eterna&#8221;, ossia la vita che non finisce, e non &#8220;credo nell&#8217;aldil\u00e0&#8221;. Il paradiso possiamo viverlo sin da oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Luca (20,27-38) Gli si avvicinarono alcuni sadducei &#8211; i quali dicono che non c&#8217;\u00e8 risurrezione &#8211; e gli posero questa domanda: &#8220;Maestro, Mos\u00e8 ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma \u00e8 senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 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