{"id":22310,"date":"2016-10-19T00:35:56","date_gmt":"2016-10-18T22:35:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=22310"},"modified":"2016-10-19T00:54:22","modified_gmt":"2016-10-18T22:54:22","slug":"trentesima-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/trentesima-domenica-del-tempo-ordinario.html","title":{"rendered":"Trentesima Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Luca<\/strong> (18,9-14)<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l&#8217;intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: &#8220;Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l&#8217;altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava cos\u00ec tra s\u00e9: &#8220;O Dio, ti ringrazio perch\u00e9 non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, ad\u00f9lteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo&#8221;. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: &#8220;O Dio, abbi piet\u00e0 di me peccatore&#8221;. Io vi dico: questi, a differenza dell&#8217;altro, torn\u00f2 a casa sua giustificato, perch\u00e9 chiunque si esalta sar\u00e0 umiliato, chi invece si umilia sar\u00e0 esaltato&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\">&#8220;La preghiera dell&#8217;umile penetra le nubi, finch\u00e9 non sia arrivata, non si contenta&#8221;. Queste parole del libro del Siracide (35,17) ci pongono in continuit\u00e0 con quanto abbiamo ascoltato domenica scorsa. La preghiera resta l&#8217;orizzonte nel quale la Parola di Dio ci immette. Ma non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;insistenza nel rivolgersi a Dio, come nell&#8217;episodio della povera vedova, bens\u00ec l&#8217;atteggiamento che l&#8217;uomo deve avere nella preghiera. L&#8217;evangelista Luca (18,9-14) inizia la narrazione della notissima parabola del fariseo e del pubblicano che si recano al Tempio, con una premessa che ne mostra la ragione: &#8220;Ges\u00f9 disse questa parabola per alcuni che presumevano di essere giusti e disprezzavano gli altri&#8221;. Si tratta in verit\u00e0 di una situazione nella quale tutti possiamo ritrovarci. Ognuno di noi, in fondo, ha una buona considerazione di s\u00e9, accompagnata, invece, da un senso piuttosto critico verso gli altri. E credo sia opportuno sottolinearlo nei nostri tempi, perch\u00e9 \u00e8 diventato fin troppo facile puntare il dito contro gli altri, senza guardare se stessi. Storture e deviazioni avvengono anche perch\u00e9 l&#8217;ambiente spesso le permette o le tollera. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che la caduta della tensione morale ci vede tutti corresponsabili, seppure in diverso grado, per cui \u00e8 difficile tirarsene totalmente fuori.<br \/>\nLa parabola di questa domenica \u00e8, perci\u00f2, davvero attuale: sono davvero molti coloro che si sentono pi\u00f9 giusti degli altri; potremmo dire che il &#8220;Tempio&#8221; di questo mondo \u00e8 stracolmo di gente che &#8220;presume di essere giusta e disprezza gli altri&#8221;. Il fariseo, che sta ritto in piedi davanti all&#8217;altare e ringrazia Dio per la vita buona che conduce, non \u00e8 solo, \u00e8 circondato dalla maggioranza. Il fariseo ha da vantare cose che la maggioranza difficilmente pu\u00f2 presentare. In effetti ha qualcosa di esemplare: che vada al Tempio \u00e8 cosa buona; \u00e8 anche bello che non si nasconda da una parte e non si metta in fondo vicino alla porta, come accadeva e accade ancora in molte nostre chiese. Inoltre, quel che il fariseo dice \u00e8 vero: non \u00e8 un ladro, non \u00e8 un imbroglione, non tradisce la moglie ed \u00e8 diverso da quel pubblicano che si \u00e8 fermato in fondo. Poi digiuna veramente due volte la settimana e paga le offerte. Non sono cose da poco; non tutti le fanno. \u00c8 quindi anche giusto che ringrazi Dio. Insomma sembra davvero a posto in tutto. Quanto al pubblicano, c&#8217;\u00e8 da dire la stessa cosa, sebbene in tutt&#8217;altro senso. Che si fermi in fondo al Tempio non \u00e8 poi cos\u00ec esemplare; e se non ha il coraggio di alzare gli occhi al cielo \u00e8 certo per buoni motivi. Se si batte il petto, lo fa a ragione. Si chiama peccatore e lo \u00e8 veramente. Insomma, non \u00e8 una persona che possiamo definire &#8220;per bene&#8221;. Ma lo sa ed \u00e8 pentito. Ed \u00e8 proprio qui il motivo che fa rovesciare il giudizio della parabola. Ges\u00f9 dice chiaramente che davanti a Dio non contano le opere che uno pu\u00f2 accampare, bens\u00ec l&#8217;atteggiamento del cuore.<br \/>\nQuesta parabola \u00e8 certo una lezione sulla preghiera, ma ancor pi\u00f9 lo \u00e8 circa l&#8217;atteggiamento da avere davanti a Dio. Il peccato del fariseo non \u00e8 sul piano delle pratiche religiose (le osserva tutte e con scrupolo), ma su quello della presunzione, dell&#8217;autosufficienza, della grettezza e della cattiveria, che lo spinge a giudicare con disprezzo il pubblicano peccatore. Lo si vede che \u00e8 un peccatore da come giudica il pubblicano: senza piet\u00e0. Il fariseo sale al Tempio non per chiedere aiuto o per invocare il perdono; anzi si sente in grado di fare lui le sue offerte a Dio. Ha un cuore pieno di s\u00e9.<br \/>\nIl pubblicano, pur avendo raggiunto un notevole benessere nella vita &#8211; magari \u00e8 anche temuto &#8211; al contrario, si sente bisognoso. Egli sale al Tempio non a mani colme ma vuote, non per offrire ma per chiedere. Il suo atteggiamento davanti a Dio \u00e8 quello di un mendicante che tende la mano (profittiamo per ricordare che i mendicanti davanti alle chiese sono il segno della nostra condizione davanti a Dio, come scrive sant&#8217;Agostino). Per l&#8217;evangelista, il pubblicano \u00e8 il prototipo del vero credente: questi non confida in s\u00e9 e nelle proprie opere, anche buone, ma solo in Dio. \u00c8 ancora una volta il paradosso evangelico: &#8220;Chi si esalta sar\u00e0 umiliato e chi si umilia sar\u00e0 esaltato&#8221; (v. 14). Sta anche scritto: &#8220;Chi \u00e8 povero cerca il Signore&#8221;, non chi si sente giusto. \u00c8 una grande verit\u00e0 e una grande saggezza che il Vangelo oggi propone alla nostra riflessione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Luca (18,9-14) Disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l&#8217;intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: &#8220;Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l&#8217;altro pubblicano. 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