{"id":22226,"date":"2016-09-21T23:47:18","date_gmt":"2016-09-21T21:47:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=22226"},"modified":"2016-09-21T23:47:37","modified_gmt":"2016-09-21T21:47:37","slug":"funerale-di-carlo-azeglio-ciampi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/funerale-di-carlo-azeglio-ciampi-2.html","title":{"rendered":"Funerale di Carlo Azeglio Ciampi"},"content":{"rendered":"<p>Carissima Signora Franca, Signor Presidente della Repubblica, Eminenza, care sorelle e fratelli tutti,<\/p>\n<p>siamo accorsi numerosi per questa santa celebrazione che apre a Carlo la porta del cielo. L\u2019intera Italia oggi \u00e8 in lutto per la perdita dell\u2019amato presidente Ciampi, il \u201cPresidente di tutti\u201d, come in tanti hanno detto. E piangi anzitutto tu, carissima Franca, che per settanta anni gli sei stata accanto. Proprio il 19 settembre di settanta anni fa \u2013 era il 1946 \u2013 tu e Carlo celebravate il vostro matrimonio a S. Maria Della Vite a Bologna. E\u2019 il settantesimo anniversario, e cade come una goccia di tenerezza che almeno un poco smorza la crudezza della morte e del distacco. Anche oggi, come allora, tu e Carlo vi trovate davanti all\u2019altare del Signore, questa volta, a Roma nella vostra chiesa parrocchiale, circondati dai due figli, Claudio e Gabriella, e dai nipoti Margherita, Maria e Virginia, con Ginevra e Manfredo (il nonno mi mostrava orgoglioso i vostri disegni che teneva appesi nella parete della sua stanza; era fiero di voi). Assieme a voi, cari famigliari, ci siamo anche noi, amici di Carlo, in una celebrazione che raccoglie una bella Italia, quella pi\u00f9 profonda che va oltre le divisioni, quella della patria intesa come famiglia di tutti, quell\u2019Italia di cui Carlo \u00e8 stato figlio, servitore fedele e in certo modo anche padre.<\/p>\n<p>Circondato da questo unanime affetto Carlo inizia, da questo altare, il suo viaggio verso il cielo. Le parole evangeliche della chiamata di Natanaele, sembrano descrivere questa santa liturgia. Ci offrono uno spiraglio sul mistero dell\u2019amore di Dio che ci salva dall\u2019abisso della morte. Un abisso che ci atterra e di fronte al quale non abbiamo parole, se non quelle della nostra estrema debolezza. Non possiamo nulla. Ma Ges\u00f9 stupisce i discepoli ed anche noi: \u201cvedrete cose pi\u00f9 grandi\u2026vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul figlio dell\u2019uomo\u201d. S\u00ec, questa santa liturgia \u00e8 il cielo che si apre per Carlo e gli angeli di Dio salgono e scendono per prenderlo e accompagnarlo all\u2019altare del cielo. E Ges\u00f9, vedendolo arrivare, pu\u00f2 dire: \u201cEcco davvero un uomo in cui non c\u2019\u00e8 falsit\u00e0\u201d. E Carlo, per parte sua, pu\u00f2 finalmente recitare con pienezza \u2013 e per l\u2019ultima volta &#8211; la \u201csua\u201d preghiera, quella che l\u2019ha accompagnato per tutti i giorni della sua vita, fino alla fine. L\u2019abbiamo recitata assieme tante volte. Le prime parole dicono: \u201cEccomi, o mio amato e buon Ges\u00f9\u2026\u201d. Carlo pronuncia oggi il suo \u201ceccomi\u201d di fronte al Signore che gli apre le sue braccia.<\/p>\n<p>Cari amici, Carlo si \u00e8 preparato a questo incontro che per i credenti \u00e8 quello decisivo. Diverse volte ne abbiamo parlato. La prima volta lo fece con Giovanni Paolo II a cui lo univa una intensa e tenera amicizia. Aveva con s\u00e9 la foto che lo ritraeva, guancia a guancia con il Papa, al termine della celebrazione della giornata mondiale della giovent\u00f9 a Roma con pi\u00f9 di duemilioni di giovani. Erano stanchi, ma la visione di quei giovani era di speranza per loro due ormai avanti negli anni. In uno dei successivi incontri Carlo disse a papa Wojtila: \u201cSanto Padre abbiamo la stessa et\u00e0\u2026 Se lei dovesse morire prima di me, mi promette che mi verr\u00e0 incontro, che verr\u00e0 a prendermi, che non mi lascer\u00e0 solo quando giunger\u00e0 la mia ora?\u201d. Oggi, quella promessa si compie: Giovanni Paolo II sta qui con gli angeli che scendono dal cielo per prendere e abbracciare l\u2019amico caro e accompagnarlo nel cielo di Dio.<\/p>\n<p>La malattia, negli ultimi anni, aveva duramente provato Carlo. E tuttavia mai \u00e8 uscito dalla sua bocca un lamento. Ha vissuto questi ultimi anni di indebolimento progressivo senza mai perdere quel rigore e quella dignit\u00e0 che hanno caratterizzato l\u2019intera sua vita. La fede di Carlo &#8211; una fede semplice, non gridata, e tuttavia salda e praticata con discrezione e rispetto -, \u00e8 stata come un filo rosso che ha legato e ispirato tutti i suoi giorni perch\u00e9 li spendesse non per se stesso, per i suoi avanzamenti o suoi personali interessi, ma per servire il bene comune del paese. E mentre il suo corpo si indeboliva \u00e8 cresciuto in lui il senso della preghiera e del bisogno di tenerezza e compagnia. Per me personalmente \u00e8 stato un dono la sua amicizia, soprattutto in questi ultimi anni e non dimentico i suoi occhi e il suo grazie quando gli ho dato la benedizione di Papa Francesco.<\/p>\n<p>Oggi, Carlo ci lascia ripetendoci le parole che l\u2019anziano Paolo scrisse al giovane Timoteo: \u201cHo combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede\u201d. Davvero Carlo ha combattuto la sua buona battaglia, con umilt\u00e0, con determinazione e con limpida coscienza. Lo ha fatto fin da ragazzo, quando si \u00e8 lasciato temprare dalla severa disciplina dei gesuiti, ricordava spesso padre Fusi e padre De Giudici che lo avevano introdotto negli studi classici, la sua vera passione. Di qui la sua preoccupazione per l\u2019educazione dei giovani. A 16 anni vince il concorso per entrare alla Normale di Pisa. E appena superata la tempesta della guerra con la triste parentesi dell\u2019invasione in Albania \u2013 un angelo lo salv\u00f2 dalla morte \u2013 Carlo scelse di avviarsi al lavoro e di sposare Franca. E tu, cara Franca, lo spingesti a fare il concorso per la Banca d\u2019Italia per avere uno stipendio piccolo ma sufficiente per sposarvi. Lo vinse con la qualifica di \u201cavventizio provvisorio\u201d. E rest\u00f2 nella Banca d\u2019Italia per 47 anni, salendo fino al vertice.<\/p>\n<p>Da allora il servizio al Paese \u00e8 stata la costante della vita di Carlo. Era severo ed esigente anzitutto con se stesso. Ma la sua signorile severit\u00e0 faceva trapelare una calda passione civile che contagiava chi gli stava accanto. Per un destino della storia Carlo si \u00e8 trovato ad assumere gravose responsabilit\u00e0 nei momenti pi\u00f9 difficili per le Istituzioni, anche le pi\u00f9 alte, che ha dovuto presiedere. Eppure \u2013 cos\u00ec lo ricordano i collaboratori &#8211; appariva calmo, sereno, anche durante le tempeste pi\u00f9 gravi, e non per arroganza ma per una straordinaria sintesi di competenza, rigore, onest\u00e0 e saggezza, tenendo in conto i pareri altrui ma avendo fisso come una stella polare l\u2019interesse del Paese. Dell\u2019Italia Carlo conosceva i limiti ma anche le potenzialit\u00e0. convinto che i limiti potevano superarsi con un legame forte e duraturo con gli altri paesi europei. Un doppio patriottismo lo animava: quello che lo spinse a irrobustire una difficile unit\u00e0 degli italiani intorno al tricolore e quello di mettere al sicuro quest&#8217;unit\u00e0 in un&#8217;attiva cooperazione con gli altri paesi europei. Cos\u00ec, da Presidente, port\u00f2 l\u2019Italia nel nuovo millennio.<\/p>\n<p>Era consapevole della necessit\u00e0 di un nuovo slancio spirituale e politico e negli ultimi anni non nascondeva le sue preoccupazioni. Volentieri ricordava l\u2019incontro di Assisi del 2002 voluto da Giovanni Paolo II per scongiurare il terrorismo e invocare la pace. Al termine il Papa gli fece chiedere se voleva portare anche lui la lampada della pace. Con emozione il Presidente Ciampi si alz\u00f2 e port\u00f2 sul candelabro quella lampada accesa. Vengo da Assisi, dove ieri \u00e8 venuto il Presidente Mattarella e dove domani verr\u00e0 Papa Francesco, e vorrei consegnare a Carlo questa lampada di Assisi perch\u00e9 illumini i suoi passi verso il cielo e si possa dire anche di lui: \u201cBeati i piedi di colui che porta la pace\u201d. Amen!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissima Signora Franca, Signor Presidente della Repubblica, Eminenza, care sorelle e fratelli tutti, siamo accorsi numerosi per questa santa celebrazione che apre a Carlo la porta del cielo. 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