{"id":22119,"date":"2016-09-04T03:00:00","date_gmt":"2016-09-04T01:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=22119"},"modified":"2016-09-04T03:14:48","modified_gmt":"2016-09-04T01:14:48","slug":"serve-una-nuova-cultura-della-vita-che-sia-condivisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/serve-una-nuova-cultura-della-vita-che-sia-condivisa.html","title":{"rendered":"\u201cServe una nuova cultura della vita che sia condivisa\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Cita il presidente francese Francois Mitterand, che malato di tumore disse di volersi opporre all\u2019eutanasia: \u00abNon ho abolito la pena di morte per poi reintrodurla in un\u2019altra forma!\u00bb. Cita Luciana Castellina, come pure romanzi e pubblicazioni scientifiche, filosofi e sociologi. Tenendo sempre presenti le pagine del Vangelo. \u00abSorella morte. La dignit\u00e0 del vivere e del morire\u00bb (Piemme) \u00e8 il nuovo libro che il vescovo Vincenzo Paglia, neo-presidente della pontificia Accademia della vita, manda in libreria in questi giorni. 275 pagine dedicate alle \u00abcose ultime\u00bb, a quel tab\u00f9 che ormai rappresenta nella nostra cultura, la morte, diventata, spiega l\u2019autore dialogando con Vatican Insider, \u00abqualcosa di pornografico, da tenere debitamente nascosto\u00bb. L\u2019uscita del libro coincide con il nuovo incarico assunto da monsignor Paglia.<\/p>\n<p><strong><span class=\"nero\">Una coincidenza di tempi. Ha saputo con largo anticipo della nomina?<\/span> \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo, si tratta di una coincidenza fortuita. Il libro era strato scritto prima. \u00c8 il frutto di un confronto con alcuni amici della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio che si occupano di assistere anziani e i malati ormai al termine della loro vita\u00bb.<\/p>\n<p><strong><span class=\"nero\">Siamo purtroppo abituati, su questi temi, a dibattiti al calor bianco, con prese di posizioni polemiche. Spera di dare un contributo a un confronto diverso?<\/span> \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, mi piacerebbe. Cerco di parlare di questi argomenti, delle \u201ccose ultime\u201d, con lo sguardo libero da pregiudizi e schemi ideologici. E anche con lo sguardo libero dalla pressione dei cosiddetti \u201ccasi limite\u201d, che cos\u00ec tanto incidono nel dibattito pubblico. Mi piacerebbe che si creassero le condizioni per un dialogo a tutto campo. Stiamo parlando del senso del vivere e del morire. \u00c8 un dibattito che esige il coinvolgimento da parte di tutti: di laici e credenti delle diverse religioni\u00bb<\/p>\n<p><strong><span class=\"nero\">Il libro si apre con la citazione di un romanzo dello scrittore svedese Carl-Henning Wijkmark, che nel 1978 descriveva un immaginario convegno segreto organizzato dal ministero degli Affari sociali di Svezia nel quale si diceva: \u00abOrmai il crescente numero di anziani rende insostenibile l\u2019economia del Paese\u00bb. Ecco perch\u00e9 bisognava rendere \u00abdesiderabile\u00bb l\u2019eutanasia. Quasi un \u00abobbligo volontario\u00bb da parte degli anziani a chiedere di andarsene. Sempre in nome dei buoni sentimenti, per non essere di peso&#8230;<\/span> \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuel romanzo \u00e8 impressionante, ed \u00e8 stato scritto ormai quasi quarant\u2019anni fa. Bloccarsi a discutere sul \u201ccaso limite\u201d che la cronaca ci sottopone, ci impedisce di guardare l\u2019orizzonte pi\u00f9 ampio, quello nel quale la tecnica e il mercato condannano alla disperazione e alla solitudine. \u00c8 un esempio della cultura dello scarto di cui parla spesso Papa Francesco. Una delle conseguenze di questa cultura del mercato, dell\u2019io ab-solutus &#8211; cio\u00e8 sciolto da tutto e da tutti, assolutizzato &#8211; fa s\u00ec che si metta da parte tutto ci\u00f2 che non serve, ci\u00f2 che disturba. C\u2019\u00e8 il rischio di passare da una cultura del \u201cdiritto alla morte\u201d, a una cultura del \u201cdovere della morte\u201d. Una cultura che conduce ad auto-scartarsi sotto le spoglie di uno pseudo-amore, con la scusa di non voler essere di peso agli altri\u00bb.<\/p>\n<p><strong><span class=\"nero\">Non \u00e8 difficile ribatterle che le battaglie pro-eutanasia fanno leva sulla libert\u00e0 personale, sull\u2019autodeterminazione&#8230;<\/span> <\/strong><\/p>\n<p>\u00abMa l\u2019autodeterminazione e la libert\u00e0 personale non possono mai essere slegate dalla dimensione relazionale dell\u2019uomo. Mai in nessun modo possiamo ritenerci slegati dagli altri. Dall\u2019esperienza che ho vissuto accompagnando le persone verso l\u2019ultimo passo mi sembra di poter dire che il problema vero \u00e8 la solitudine, la mancanza di accompagnamento. Una pericolosa deresponsabilizzazione che caratterizza una cultura segnata dall\u2019individualismo esasperato e porta alla paura di affrontare momenti drammatici senza qualcuno accanto, soprattutto se si aggiunge la sofferenza fisica. Nel libro ho citato le parole di Luciana Castellina, la quale, dopo il suicidio assistito di Lucio Magri, pur essendo anche lei favorevole alla legalizzazione dell\u2019eutanasia, ha detto di non poter perdonare l\u2019amico che non aveva tenuto conto dei suoi sentimenti: \u201cVuol dire che i legami di amicizia non servono a fermarti e che il tuo dolore conta pi\u00f9 del dolore che procuri\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><strong><span class=\"nero\">Dunque il vero problema \u00e8 la solitudine?<\/span> \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDomani in Piazza San Pietro viene canonizzata Madre Teresa di Calcutta. Lei diceva sempre che la solitudine \u00e8 la malattia dell\u2019Occidente. E aggiungeva che la medicina contro questa malattia \u00e8 l\u2019amore. Tenersi per mano in vita e in morte \u00e8 sintesi e paradigma della vita umana. Siamo nati per tenerci per mano, siamo nati per essere in relazione con gli altri. Ecco perch\u00e9 la scelta del suicidio non \u00e8 mai un valore ma piuttosto un dolore che ha sopraffatto l\u2019amore\u00bb.<\/p>\n<p><strong><span class=\"nero\">Di che cosa c\u2019\u00e8 bisogno, secondo lei, in questo momento?<\/span> \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo spero in un dialogo franco, sincero e vero, al di l\u00e0 degli steccati, per suscitare una nuova, condivisa, cultura della vita e un maggiore impegno per favorire le terapie contro il dolore. Non dobbiamo aver fretta di fare nuove leggi su questi temi sulla spinta dei \u201ccasi limite\u201d, senza aver trovato un comune denominatore. Bisogna confrontarsi a tutto campo sulla sofferenza, sul dolore, sul giudizio universale. Anche inferno e paradiso vanno a mio avviso ripensati in un orizzonte umanistico senza proiettare tutto soltanto nell\u2019aldil\u00e0. Per cominciare a capire l\u2019aldil\u00e0 da questa terra. Un anziano che trova un giovane che va a trovarlo, \u00e8 paradiso. Ci\u00f2 che accade ai nostri fratelli siriani o ai bambini che muoiono di fame in Africa, \u00e8 inferno\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2016\/09\/03\/vaticaninsider\/ita\/recensioni\/paglia-serve-una-nuova-cultura-della-vita-che-sia-condivisa-sOyW3vWQfVzed2TVvU22ON\/pagina.html\">(da <strong>La Stampa<\/strong>)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cita il presidente francese Francois Mitterand, che malato di tumore disse di volersi opporre all\u2019eutanasia: \u00abNon ho abolito la pena di morte per poi reintrodurla in un\u2019altra forma!\u00bb. Cita Luciana Castellina, come pure romanzi e pubblicazioni scientifiche, filosofi e sociologi. Tenendo sempre presenti le pagine del Vangelo. \u00abSorella morte. 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