{"id":22107,"date":"2016-09-03T20:21:06","date_gmt":"2016-09-03T18:21:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=22107"},"modified":"2016-09-03T20:22:00","modified_gmt":"2016-09-03T18:22:00","slug":"il-nuovo-umanesimo-di-fronte-alla-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/il-nuovo-umanesimo-di-fronte-alla-fine.html","title":{"rendered":"Il nuovo umanesimo di fronte alla fine"},"content":{"rendered":"<div class=\"toolbar\">\n<div id=\"utility-email_gig_containerParent\" class=\"utility\">\n<div id=\"utility-email\">\n<div class=\"gig-bar-container gig-share-bar-container layout-default\">di <strong>Eugenio Scalfari<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"utility-print\"><\/div>\n<div class=\"utility-bookmark\">IL LIBRO che sto per recensire, edito da Piemme, \u00e8 di 275 pagine intitolate &#8220;Sorella Morte&#8221; con il sottotitolo &#8220;La dignit\u00e0 del vivere e del morire&#8221;. L&#8217;autore \u00e8 l&#8217;arcivescovo Vincenzo Paglia che \u00e8 stato per molti anni il consulente ecclesiastico della Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio, ben nota per le sue opere di assistenza in Italia e all&#8217;estero. Una comunit\u00e0 molto diversa da tutte le altre che articolano la Chiesa nei suoi vari modi di rapportarsi alla societ\u00e0 civile; forse quella che meglio risponde allo spirito cattolico, inteso nella sua essenzialit\u00e0.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"body-text\">\n<p>Paglia aveva gi\u00e0 scritto vari libri ma, a mio avviso, nessuno di questo livello e su un tema cos\u00ec attraente per credenti e non credenti, scienziati, filosofi, medici, politici e anche quella che si chiama pubblica opinione: la dignit\u00e0 del vivere e del morire \u00e8 un argomento fondamentale per tutti e &#8220;Sorella morte&#8221; non a caso \u00e8 il verso pi\u00f9 bello della Laude di Francesco d&#8217;Assisi: &#8220;Laudato si&#8217;, mi&#8217; Signore, per sora nostra morte corporale \/ da la quale nullu homo vivente po&#8217; skappare&#8221;.Questo \u00e8 l&#8217;inizio del libro. La parte finale merita anch&#8217;essa d&#8217;esser citata: conclude in modo alto una lunga e approfondita dissertazione che ha al centro alcune parole molto significative: eutanasia, suicidio, testamento biologico, omicidio legalizzato. Una delle frasi finali \u00e8 questa: &#8220;Non si deve dimenticare lo scarto e lo scandalo che compongono la vita e la morte nel pensare e nel convivere umano. Potremmo dire che tutti, nessuno escluso, ci troviamo comunque davanti al mistero ed \u00e8 proprio lo spazio del mistero che dobbiamo salvaguardare &#8220;. Per un arcivescovo cattolico sarebbe stato facile risolvere il tema appellandosi alla volont\u00e0 del Signore e al sollievo che la fede d\u00e0 ai morituri sull&#8217;aldil\u00e0 che l&#8217;attende e gli assicura la vita eterna; ma Paglia conosce bene che il dubbio inquina continuamente anche i credenti pi\u00f9 fedeli all&#8217;insegnamento religioso e poi la nostra specie non \u00e8 formata unicamente da religiosi, quale che sia la loro religione e l&#8217;aldil\u00e0 che essa descrive.<\/p>\n<p>Il libro prende in esame tutti i problemi che il vivere e il morire comportano, cita una quantit\u00e0 di scrittori che hanno approfondito l&#8217;argomento, di leggi che nel tempo l&#8217;hanno disciplinato e perfino di stragi e di guerre che l&#8217;hanno consapevolmente utilizzato. L&#8217;atteggiamento dell&#8217;autore penetra cos\u00ec profondamente nelle varie tesi da identificarsi con alcune di esse e da condannarne senza appello altre. La parte finale del libro, che ho gi\u00e0 citato, espone proprio l&#8217;essenza che anima l&#8217;autore: &#8220;\u00c8 lo spazio del mistero che dobbiamo salvaguardare &#8220;. Il mistero, la cui soluzione \u00e8 l&#8217;amore. &#8220;In questo passaggio della storia \u00e8 indispensabile un&#8217;alleanza tra tutti, per individuare un orizzonte comune ove iscrivere il senso del vivere e del morire&#8221;.<\/p>\n<p>Queste parole richiamano l&#8217;insegnamento di papa Francesco, che Paglia evidentemente condivide: la sua modernit\u00e0, la visione di Cristo come amore, fratellanza, scambio reciproco e concetto della misericordia come dono e non come perdono. Questo \u00e8 l&#8217;insegnamento di Francesco e questo \u00e8 lo spirito che il libro di Paglia esprime.<\/p>\n<p>***<br \/>\nLa questione dell&#8217;eutanasia \u00e8 uno dei temi centrali di questo libro poich\u00e9 con quella parola si analizzano vari problemi. L&#8217;esame comincia fin dall&#8217;introduzione che prende le mosse da un&#8217;opera poco nota che Paglia utilizza con dovizia. L&#8217;autore \u00e8 uno scrittore svedese, si chiama Carl-Henning Wijkmark e il nucleo del suo pensiero \u00e8 contenuto in un romanzo dal titolo La morte moderna del 1978. Un gruppo di uomini di legge discute sul crescente tasso di morte delle persone anziane e sulle ripercussioni di questo fenomeno sull&#8217;economia capitalistica. &#8220;Abbiamo un&#8217;esplosione di anziani&#8221;, constata il moderatore del dibattito e prosegue: &#8220;Avremo presto bisogno di pi\u00f9 morti, ma come fare? La radice del male non \u00e8 che l&#8217;eutanasia sia illegale ma che lo sia perch\u00e9 pochi la chiedono&#8221;. Dunque per superare questa difficolt\u00e0 bisognerebbe convincere i politici, le famiglie, i medici e possibilmente gli anziani stessi ad affrettare il pi\u00f9 possibile la &#8220;buona morte&#8221;, ed ecco perch\u00e9 l&#8217;eutanasia \u00e8 al centro del dibattito.<\/p>\n<p>Forse la fede religiosa, di tutte le religioni ma soprattutto di quella cristiana, dovrebbe incoraggiare le persone anziane ad affrettare la loro scomparsa in vista di un aldil\u00e0 eterno e beatificato dalla presenza di Dio, ma in realt\u00e0 questo fenomeno non avviene: accettano pi\u00f9 serenamente di altri la morte quando viene, ma non fanno nulla per affrettarla, a meno che la sofferenza fisica e psicologica non diventi insopportabile. In ogni caso tuttavia si scontrano con la resistenza dei medici la cui deontologia professionale consente di alleviare il dolore con apposite medicine ma non di procurare la morte.<\/p>\n<p>Su questo tema si svolge una parte notevole del libro di Paglia. Ho notato che l&#8217;autore talvolta parteggia per l&#8217;una o l&#8217;altra tesi che si fronteggiano e che condanna ovviamente quelli che affrontano le stragi razziste del nazismo con un uso deturpante il concetto di eutanasia. Pensate fino a che punto pu\u00f2 arrivare una mentalit\u00e0 sconvolta dal potere, dal razzismo, dal piacere della crudelt\u00e0. Paglia &#8211; razzismo a parte &#8211; analizza una serie di opinioni concernenti la sua ricerca del rapporto tra vita e morte. C&#8217;\u00e8 anche una pagina in cui viene citato il brano di un mio libro nel quale paragono la morte di Voltaire a quella di Pascal e dopo averne dettagliato le differenze spiego perch\u00e9 tra quelle due morti io, nonostante il mio pensiero illuminista, preferisca la morte di Pascal a quella di Voltaire.<\/p>\n<p>A quel punto Paglia compie una svolta fondamentale che in realt\u00e0 \u00e8 il centro di tutta l&#8217;opera: il rapporto di vita e morte nella predicazione di Ges\u00f9 nella sua settimana di passione e poi nella crocifissione e nella resurrezione che ne segue; il suo rapporto con gli apostoli e la funzione di Paolo nella fondazione dottrinaria del cristianesimo. Sono a mio avviso le pagine pi\u00f9 belle e drammatiche perch\u00e9 fortemente drammatico \u00e8 il tema. A me piace soprattutto il racconto di quanto avviene nel Giardino di Getsemani, quando Ges\u00f9 accompagnato da alcuni degli apostoli, a un certo punto si apparta e prega in ginocchio e tra le lacrime Dio Padre. &#8220;Se vuoi, Padre mio, allontana da me l&#8217;amaro calice che dovr\u00f2 tra poco bere, ma se non vuoi lo berr\u00f2 fino in fondo&#8221;. Tre volte pone la domanda, che resta tuttavia priva di risposta.<\/p>\n<p>Il tema tuttavia si ripropone quando Ges\u00f9, ormai sulla croce, interroga a sua volta il Padre: &#8220;Perch\u00e9, Padre, mi hai abbandonato? &#8220;. Non c&#8217;\u00e8 nulla di nuovo in questo racconto di Paglia, ma il tocco con cui lo ripropone sottolinea con molta efficacia letteraria un punto di fondo del cristianesimo: Ges\u00f9 \u00e8 figlio di Dio ed \u00e8 Dio anche lui, un&#8217;articolazione del Dio trinitario, ma \u00e8 anche figlio dell&#8217;uomo come raccontano i Vangeli, sente tutte le umane passioni e le varie tentazioni che vince con la sua natura umana e non con quella divina. Sotto la croce &#8211; ricorda l&#8217;autore &#8211; gli apostoli non ci sono, salvo il giovane Giovanni e le donne che seguono Maria. E poi la resurrezione, con un Ges\u00f9 trasformato in Cristo che risale al cielo lasciando sulla terra come eredit\u00e0 ai suoi apostoli l&#8217;amore verso Dio e verso gli altri, i poveri, i deboli, gli esclusi.<\/p>\n<p>Il libro per\u00f2 non finisce qui. Esamina congiuntamente i due temi dell&#8217;amore e della morte, che ovviamente riguarda tutti i viventi di varie o di nessuna religione. E quindi i sentimenti di amicizia, di odio, di accoglienza, di guerra. Quali che siano le persone viventi e quali che siano i sentimenti che tutti animano, la morte verr\u00e0 per tutti e tutti lo sanno. Lo sanno, ma mi sembra che quando quell&#8217;evento capita agli altri, non siano particolarmente scossi, spesso anzi se ne tengono lontani e si autodifendono con l&#8217;indifferenza. Questo \u00e8 il finale del libro che qui voglio citare. &#8220;Il rarefarsi della compagnia ai morenti \u00e8 uno dei motivi del decadimento della dimensione umana del vivere. Tornare a riflettere su questa dimensione<\/p>\n<div id=\"adv-Bottom\"><\/div>\n<p>dell&#8217;esistenza significa iniziare a ritessere quel nuovo umanesimo di cui tutti abbiamo bisogno per vivere meglio e per morire degnamente &#8220;.<\/p>\n<p>IL LIBRO. Sorella morte.<em> La dignit\u00e0 del vivere e del morire<\/em> di Vincenzo Paglia (Piemme, pagg. 275, euro 17,50)<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"body-text\"><\/div>\n<div class=\"body-text\"><em>(da <strong><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/cultura\/2016\/09\/03\/news\/il_nuovo_umanesimo_di_fronte_alla_fine-147090179\/\">Repubblica<\/a><\/strong>)<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eugenio Scalfari IL LIBRO che sto per recensire, edito da Piemme, \u00e8 di 275 pagine intitolate &#8220;Sorella Morte&#8221; con il sottotitolo &#8220;La dignit\u00e0 del vivere e del morire&#8221;. 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