{"id":22098,"date":"2025-09-06T00:12:48","date_gmt":"2025-09-05T22:12:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=22098"},"modified":"2025-07-21T13:01:32","modified_gmt":"2025-07-21T11:01:32","slug":"xxiii-domenica-del-tempo-ordinario-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxiii-domenica-del-tempo-ordinario-4.html","title":{"rendered":"XXIII Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Luca<\/strong> (14,25-33)<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Una folla numerosa andava con lui. Egli si volt\u00f2 e disse loro: &#8220;Se uno viene a me e non mi ama pi\u00f9 di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non pu\u00f2 essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non pu\u00f2 essere mio discepolo.\u00a0<\/em><em>Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non \u00e8 in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: &#8220;Costui ha iniziato a costruire, ma non \u00e8 stato capace di finire il lavoro&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em> Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se pu\u00f2 affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l&#8217;altro \u00e8 ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Cos\u00ec chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non pu\u00f2 essere mio discepolo.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">Tutti i pellegrini in Terra Santa sanno bene che leggere il Vangelo in quei luoghi facilita la comprensione di molte sue pagine a motivo dei contorni pi\u00f9 precisi che esse assumono. Il Vangelo di questa domenica rientra tra queste. L&#8217;evangelista Luca ci presenta il viaggio di Ges\u00f9 verso Gerusalemme, e possiamo immaginare le strade polverose e assolate, talora in mezzo a un deserto sassoso come quello di Giuda, che salgono verso il monte Sion, agognata meta per ogni pio ebreo. Ges\u00f9 era appena uscito dalla casa di uno dei capi dei farisei, ove aveva partecipato a un banchetto, durante il quale non erano mancate parole decise e taglienti. Riprendeva il cammino seguito da molta folla. Accorgendosi che tanti lo seguivano, Ges\u00f9 &#8220;si volt\u00f2&#8221; per guardarli. Non \u00e8 una semplice notazione di cronaca. In quel &#8220;voltarsi&#8221; c&#8217;\u00e8 tutta la passione di Ges\u00f9 per la gente. Quante volte ha ripetuto a coloro che lo seguivano che non era venuto per se stesso, ma per loro! Da allora Ges\u00f9 non cessa di &#8220;voltarsi&#8221; verso le folle stanche e sfinite di questo mondo. Le folle di ieri e quelle di oggi. E tra esse, anche noi.<br \/>\nOgni volta, infatti, che ci viene annunciato il Vangelo, particolarmente nella Liturgia eucaristica domenicale, si attua nuovamente questo &#8220;voltarsi&#8221; di Ges\u00f9. La sua parola \u00e8 detta per noi; \u00e8 proclamata per raggiungere e commuovere il nostro cuore. Il &#8220;voltarsi&#8221; di Ges\u00f9 \u00e8 un voltarsi serio, come serio \u00e8 il suo amore. Egli si \u00e8 assunto a tal punto la nostra causa da dare la sua stessa vita per noi. Ma pretende da noi altrettanta seriet\u00e0 nel seguirlo: &#8220;Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e persino la propria vita, non pu\u00f2 essere mio discepolo&#8221; (v. 26). Sono le condizioni per seguire Ges\u00f9. In nessun altro punto del Vangelo si parla con tanta seriet\u00e0 della sequela. A differenza del brano analogo di Matteo (10,37), Luca enumera dettagliatamente i vari rapporti di parentela, sembra non volerne escludere nessuno; e tutti sottostanno all&#8217;urtante verbo &#8220;odiare&#8221;. Per essere miei discepoli, dice Ges\u00f9, non basta venire dietro a me fisicamente e affrontare anche qualche sacrificio; \u00e8 necessario troncare con un taglio netto tutti i legami col passato, sino ad &#8220;odiare&#8221; padre, madre, moglie, figli, fratelli, sorelle e persino se stessi! Non c&#8217;\u00e8 dubbio che si tratta di parole a prima vista durissime, tanto da sembrare impossibile che siano uscite dalla bocca di Ges\u00f9. Eppure sono l\u00ec, chiare e inequivocabili.<br \/>\n\u00c8 certamente vero che si tratta di espressioni da collocare nel contesto linguistico semitico che manca del comparativo relativo, per cui l&#8217;essenza della frase &#8220;amare meno&#8221; diventa, quasi automaticamente, &#8220;odiare&#8221;. Questa \u00e8 l&#8217;interpretazione comune di questo brano. Tuttavia, l&#8217;espressione &#8220;odiare&#8221; non va neutralizzata con troppa facilit\u00e0. La pretesa di Ges\u00f9 \u00e8 e resta estremamente dura in se stessa. Una interpretazione semplicemente etica della parola (rifiuto del comandamento dell&#8217;amore, oppure critica nei confronti del quarto comandamento del decalogo) non coglie l&#8217;essenza della richiesta evangelica. Ges\u00f9 e il Regno di Dio esigono l&#8217;annullamento di tutti gli ordinamenti di vita valevoli fino a quel momento, per crearne di nuovi. \u00c8 a partire dalla scelta radicale per Ges\u00f9 che debbono rinascere i rapporti, anche quelli familiari. Chi volesse amare Ges\u00f9 alla pari di altri affetti, non amer\u00e0 in modo serio nessuno dei due. La radicalit\u00e0 della scelta per il Signore \u00e8 quindi la sostanza di questo brano evangelico. Il versetto seguente lo chiarisce: &#8220;Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non pu\u00f2 essere mio discepolo&#8221; (v. 27). Ges\u00f9 pronuncia questa frase mentre cammina verso Gerusalemme, ove lo attende, appunto, la croce.<br \/>\nEbbene, &#8220;andare dietro a Ges\u00f9&#8221; vuol dire partecipare al suo destino, essere una cosa sola con lui. Non \u00e8 cosa facile e a poco prezzo. Nell&#8217;intraprendere questa strada \u00e8 necessario riflettere con cura e valutare le proprie scelte. Ges\u00f9 chiarisce questo concetto con due esempi tratti dalla vita quotidiana. L&#8217;uomo che vuole costruire un fabbricato calcola con cura se le sue disponibilit\u00e0 finanziarie sono sufficienti per realizzare l&#8217;impresa; cos\u00ec pure un re, prima di fare una guerra, valuta se con le sue forze potr\u00e0 sconfiggere il nemico, altrimenti negozia le condizioni di pace prima che sia troppo tardi. Non si tratta qui di calcoli da fare quasi ci fosse un&#8217;alternativa nel seguire il Signore. Tutt&#8217;altro. Ges\u00f9 chiude affermando: &#8220;Cos\u00ec chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non pu\u00f2 essere mio discepolo&#8221; (v. 33). Sembra che l&#8217;unico calcolo da fare sia, appunto, rinunciare a tutto per scegliere Ges\u00f9 ed essere suoi discepoli. E questo non \u00e8 un fatto banale; \u00e8 la cosa pi\u00f9 tremendamente seria della nostra vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Luca (14,25-33) Una folla numerosa andava con lui. Egli si volt\u00f2 e disse loro: &#8220;Se uno viene a me e non mi ama pi\u00f9 di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non pu\u00f2 essere mio discepolo. 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