{"id":22068,"date":"2019-08-30T15:00:14","date_gmt":"2019-08-30T13:00:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=22068"},"modified":"2019-08-31T13:33:28","modified_gmt":"2019-08-31T11:33:28","slug":"xxi-domenica-del-tempo-ordinario-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxi-domenica-del-tempo-ordinario-5.html","title":{"rendered":"XXI Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Luca<\/strong> (13,22-30)<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Passava insegnando per citt\u00e0 e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: &#8220;Signore, sono pochi quelli che si salvano?&#8221;. Disse loro: &#8220;Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perch\u00e9 molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzer\u00e0 e chiuder\u00e0 la porta, voi,rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: &#8220;Signore, aprici!&#8221;. Ma egli vi risponder\u00e0: &#8220;Non so di dove siete&#8221;. Allora comincerete a dire: &#8220;Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze&#8221;. Ma egli vi dichiarer\u00e0: &#8220;Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!&#8221;. L\u00e0 ci sar\u00e0 pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\">La Liturgia di questa domenica si apre con la visione della salvezza come viene intesa da Dio: &#8220;Io &#8211; dice il Signore &#8211; verr\u00f2 a radunare tutti i popoli e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria&#8221; (Is 66,18). Dio, potremmo dire, non nasconde il suo progetto di salvezza, ossia fare una sola famiglia di tutti i popoli della terra; anzi, lo mostra sin dai tempi della prima alleanza con Israele. Isaia, infatti, sebbene parlasse solo al popolo d&#8217;Israele, prefigurava il giorno in cui tutti i popoli della terra si sarebbero raccolti sul monte santo per lodare l&#8217;unico Signore. In verit\u00e0, gi\u00e0 nella prima pagina della Scrittura appare con evidenza questo respiro universale di salvezza: in Adamo ed Eva sono raccolti tutti gli uomini e tutte le donne, di ogni terra e di ogni tempo. E No\u00e8, salvato dal diluvio, riceve da Dio un patto di alleanza a nome dell&#8217;intera umanit\u00e0. Il Signore da sempre \u00e8 amico dei popoli e sin dalle origini vuole la salvezza di ogni uomo e di ogni donna. La salvezza \u00e8 un dono del cielo per tutti; e a tutti il Signore vuole darla. Nessuno, tuttavia, pu\u00f2 reclamarla per diritto, o appropriarsene per nascita o per mera appartenenza esteriore. La salvezza non \u00e8 propriet\u00e0 di una etnia, di un gruppo, di una comunit\u00e0, di un popolo, di una nazione, di una civilt\u00e0.<br \/>\nIl Vangelo di Luca, annunciato in questa domenica, fa domandare a Ges\u00f9: &#8220;Signore, sono pochi quelli che si salvano?&#8221; (13,23). L&#8217;opinione corrente, in verit\u00e0, si basava sulla convinzione che bastasse appartenere al popolo eletto per partecipare al regno futuro. Questa domanda, invece, sembra suggerire che non basta appartenere al popolo eletto per ottenere la salvezza. Ges\u00f9 \u00e8 d&#8217;accordo, ma va oltre. Non risponde direttamente all&#8217;interlocutore e si rivolge a tutti dicendo: &#8220;Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perch\u00e9 molti cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno&#8221; (v. 24). Ges\u00f9 sottolinea che la porta \u00e8 stretta, ma \u00e8 ancora aperta; tuttavia il tempo si \u00e8 fatto breve e sta per essere chiusa. Bisogna perci\u00f2 entrare, perch\u00e9 il padrone di casa &#8220;si alzer\u00e0 e chiuder\u00e0 la porta&#8221;. E se si resta fuori, magari perch\u00e9 si indugia troppo nelle proprie cose, non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente mettersi a bussare ripetutamente, vantando appartenenze, consuetudini, e persino benemerenze. Il padrone non aprir\u00e0.<br \/>\nEcco perci\u00f2 la questione centrale posta da Ges\u00f9 attraverso l&#8217;immagine della porta: \u00e8 urgente aderire al Vangelo. Quindi la salvezza non consiste nell&#8217;essere membro di un popolo e neppure nella semplice appartenenza a una comunit\u00e0. Non \u00e8 questione di partecipare a dei riti (fosse anche quello domenicale!), ma aderire al Signore con tutto il cuore e con tutta la vita. Anche nelle comunit\u00e0 cristiane pu\u00f2 annidarsi la stessa consuetudine rimproverata al fariseismo: vivere con la superbia e la sicurezza di non dover correggere nulla dei propri comportamenti; vivere osservando pratiche esteriori, ma avendo il cuore indurito, lontano da Dio e dagli uomini. Mentre l&#8217;indifferenza sembra prendere il sopravvento e l&#8217;abitudine a rinchiudersi in se stessi pare rafforzarsi, \u00e8 davvero urgente che ognuno ritrovi la sua profondit\u00e0 spirituale nell&#8217; ascolto fedele del Vangelo, nel servizio ai pi\u00f9 poveri e nella vita fraterna tra tutti. Non di rado, invece, i singoli credenti, come anche le stesse comunit\u00e0 cristiane, si lasciano sorprendere dalla mentalit\u00e0 gretta ed egoista di questo mondo e si rinchiudono nel proprio particolare e nei propri problemi.<br \/>\nLo sappiamo per esperienza: la porta dell&#8217;egoismo \u00e8 larga, sempre spalancata e attraversata da moltissimi. Ha ragione perci\u00f2 la Lettera agli Ebrei a ricordarci la correzione. S\u00ec, la correzione del nostro cuore, dei nostri comportamenti. E la porta \u00e8 il Vangelo. \u00c8 vero che \u00e8 stretta, ma non in se stessa. \u00c8 stretta rispetto ai numerosi e lunghi rami spuntati dal nostro egoismo. Per entrare attraverso questa porta \u00e8 necessario tagliare i rami dell&#8217;orgoglio, dell&#8217;odio, dell&#8217;avarizia, della maldicenza, dell&#8217;indifferenza, dell&#8217;invidia, e tanti altri ancora. Questi rami si sono sviluppati e infoltiti a tal punto da renderci quasi impossibile l&#8217;ingresso per quella porta. Chi accoglie il Vangelo con il cuore, viene come potato. Ed \u00e8 vero, come scrive la Lettera agli Ebrei, che &#8220;sul momento non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo per\u00f2 arreca un frutto di pace e di giustizia&#8221; (v. 11). E il frutto \u00e8 entrare nella grande sala preparata dal Signore, dove &#8220;verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel Regno di Dio&#8221; (Lc 13,29). Noi gi\u00e0 da ora, in questa santa Liturgia, possiamo gustare questa festa e gioirne con uomini e donne che prima ci erano estranei e ora sono divenuti fratelli e sorelle partecipi dell&#8217;unica famiglia di Dio. Perci\u00f2 Ges\u00f9 pu\u00f2 ripetere a noi quello che gi\u00e0 disse a coloro che lo ascoltavano: &#8220;Beati gli occhi che vedono ci\u00f2 che voi vedete. Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ci\u00f2 che voi vedete, ma non lo videro, e udire ci\u00f2 che voi udite, ma non l&#8217;udirono&#8221; (Lc 10,23-24).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Luca (13,22-30) Passava insegnando per citt\u00e0 e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: &#8220;Signore, sono pochi quelli che si salvano?&#8221;. Disse loro: &#8220;Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perch\u00e9 molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. 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