{"id":22066,"date":"2019-08-31T08:56:08","date_gmt":"2019-08-31T06:56:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=22066"},"modified":"2019-08-31T13:52:07","modified_gmt":"2019-08-31T11:52:07","slug":"xxii-domenica-del-tempo-ordinario-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxii-domenica-del-tempo-ordinario-4.html","title":{"rendered":"XXII Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\"><em>Dal vangelo di <strong>Luca<\/strong> (14,1.7-14)<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Un sabato si rec\u00f2 a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: &#8220;Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perch\u00e9 non ci sia un altro invitato pi\u00f9 degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: &#8220;Cedigli il posto!&#8221;. Allora dovrai con vergogna occupare l&#8217;ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va&#8217; a metterti all&#8217;ultimo posto, perch\u00e9 quando viene colui che ti ha invitato ti dica: &#8220;Amico, vieni pi\u00f9 avanti!&#8221;. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perch\u00e9 chiunque si esalta sar\u00e0 umiliato, e chi si umilia sar\u00e0 esaltato&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><br \/>\n<em>Disse poi a colui che l&#8217;aveva invitato: &#8220;Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici n\u00e9 i tuoi fratelli n\u00e9 i tuoi parenti n\u00e9 i ricchi vicini, perch\u00e9 a loro volta non ti invitino anch&#8217;essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perch\u00e9 non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">&#8220;Una mente saggia medita le parabole&#8221;, nota il Siracide (3,28). \u00c8 quanto facciamo anche oggi, dopo aver ascoltato appunto le due parabole pronunciate da Ges\u00f9. \u00c8 sempre saggio meditare le parabole, soprattutto mentre in molti si riprende il cammino ordinario dopo le vacanze: &#8220;Lampada per i miei passi \u00e8 la tua parola, luce sul mio cammino&#8221;. canta il Salmo (Sal 118\/119,105). Il Vangelo presenta Ges\u00f9 che, invitato a pranzo in casa di un capo dei farisei, osserva gli ospiti correre a scegliere i primi posti. \u00c8 una scena che ci \u00e8 forse familiare anche se, magari per timore o per educazione, non ci ha visti protagonisti sciocchi. Eppure, non siamo lontani dalle abitudini stigmatizzate dal Vangelo. Ges\u00f9, che legge nel profondo dei cuori, vede anche noi correre per prendere i primi posti, come quegli invitati di cui parla il Vangelo. Non \u00e8 questione di cercare la poltrona pi\u00f9 bella o la prima fila. Si pu\u00f2 scegliere il primo posto anche mettendosi nell&#8217;ultima fila o nell&#8217;ultima sedia. La scelta del primo posto, infatti, riguarda il cuore, non le sedie. Scegliere i primi posti \u00e8 porre se stessi davanti a tutto; \u00e8 voler piegare tutto ai propri comodi; \u00e8 pretendere di essere serviti piuttosto che servire; essere onorati piuttosto che essere disponibili; essere amati prima di amare, oppure mettersi alla fine per non amare, per non servire. Scegliere il primo posto, insomma, vuol dire anteporre se stessi a ogni cosa. Si comprende bene che non \u00e8 questione di sedie, bens\u00ec dello stile della vita.<br \/>\nGes\u00f9 stigmatizza questo comportamento. Esso non giova, anzi \u00e8 dannoso perch\u00e9 ci rende concorrenti e nemici l&#8217;uno dell&#8217;altro, condannandoci cos\u00ec a una vita fatta di spiate, di spinte, di invidie, di soprusi. Non \u00e8 questione di galateo o di buone maniere. Ges\u00f9 va ben oltre; intende cogliere la concezione che ognuno ha di se stesso. E la lezione \u00e8 chiara: chi crede di essere giusto e pensa di poter stare a testa alta tanto da meritare il primo posto avanti ad altri, costui sentir\u00e0 dirsi: &#8220;Cedigli il posto!&#8221; (v. 9), e dovr\u00e0 arretrare pieno di vergogna. E bene allora vergognarsi della propria superbia e dell&#8217;indulgenza che ciascuno ha verso se stesso, gi\u00e0 prima di prendere posto. \u00c8 bene vergognarsi davanti a Dio del proprio peccato, senza che questo comporti depressione, poich\u00e9 &#8220;solo Dio \u00e8 buono&#8221;. La santa Liturgia ci suggerisce questo atteggiamento quando all&#8217;inizio ci fa invocare per tre volte: &#8220;Signore, piet\u00e0&#8221;. E il Signore viene accanto a ciascuno e ci esorta: &#8220;Amico, passa pi\u00f9 avanti!&#8221;; &#8220;amico, vieni, ascolta la mia parola, gusta il mio pane e bevi il mio calice&#8221;. S\u00ec! Chi si umilia e chiede perdono, chi china il capo davanti al Signore, costui sar\u00e0 esaltato. Il Signore non sopporta i superbi e non tollera gli egoisti. Egli \u00e8 il &#8220;Padre degli umili&#8221;. &#8220;Figlio &#8211; esorta il libro del Siracide &#8211; nella tua attivit\u00e0 sii modesto, sarai amato dall&#8217;uomo gradito a Dio. Quanto pi\u00f9 sei grande, tanto pi\u00f9 umiliati; cos\u00ec troverai grazia davanti al Signore; perch\u00e9 dagli umili Egli \u00e8 glorificato&#8221; (Sir 3,17-20). E la prima Lettera di Pietro esorta i cristiani a &#8220;rivestirsi tutti di umilt\u00e0 gli uni verso gli altri, perch\u00e9 Dio resiste ai superbi, ma d\u00e0 grazia agli umili&#8221; (5,5). L&#8217;umilt\u00e0 non ha nulla a che vedere con l&#8217;umilismo. L&#8217;umilt\u00e0 \u00e8 riconoscere che solo Dio \u00e8 grande, solo Dio \u00e8 buono, solo Dio \u00e8 misericordioso. Nessuno di noi \u00e8 buono per carattere o per natura. Al contrario, siamo impastati di egoismo. La bont\u00e0 \u00e8 frutto di conversione, dell&#8217;ascolto della Parola di Dio, della pratica della carit\u00e0.<br \/>\nL&#8217;umile capisce, sa amare, sa essere fratello e sorella, sa pregare, sa essere umano, sa smuovere le, montagne pi\u00f9 alte e sa colmare gli abissi pi\u00f9 profondi. L&#8217;umile realizza l&#8217;altra parabola evangelica: &#8220;Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, n\u00e9 i tuoi fratelli&#8230; perch\u00e9 anch&#8217;essi non ti invitino&#8230; e tu ne abbia il contraccambio. Al contrario&#8230; invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perch\u00e9 non hanno da ricambiarti&#8221; (vv. 12.13). In un mondo in cui tutto \u00e8 commercializzato, in cui il do ut des \u00e8 la legge ferrea che regola ogni comportamento, le parole di Ges\u00f9 sono davvero una bella notizia, l&#8217;annuncio della gratuit\u00e0, del gesto fatto per amore e con disinteresse. Di qui nasce una nuova, pi\u00f9 ampia solidariet\u00e0. Noi, umili discepoli, cosa faremo quest&#8217;anno? Quale impegno cercheremo di portare avanti? Il compito affidato a noi \u00e8 quello di apparecchiare e servire il banchetto dell&#8217;amore, di voler bene a tutti e particolarmente ai pi\u00f9 poveri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Luca (14,1.7-14) Un sabato si rec\u00f2 a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. 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