{"id":21925,"date":"2025-07-11T03:25:14","date_gmt":"2025-07-11T01:25:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=21925"},"modified":"2025-07-21T12:55:57","modified_gmt":"2025-07-21T10:55:57","slug":"xv-domenica-del-tempo-ordinario-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xv-domenica-del-tempo-ordinario-4.html","title":{"rendered":"XV Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Luca<\/strong>\u00a0(10,25-37)<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Ed ecco, un dottore della Legge si alz\u00f2 per metterlo alla prova e chiese: &#8220;Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?&#8221;. Ges\u00f9 gli disse: &#8220;Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?&#8221;. Costui rispose: &#8220;Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso&#8221;. Gli disse: &#8220;Hai risposto bene; fa&#8217; questo e vivrai&#8221;.\u00a0<\/em><em>Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Ges\u00f9: &#8220;E chi \u00e8 mio prossimo?&#8221;. Ges\u00f9 riprese: &#8220;Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, pass\u00f2 oltre. <\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e pass\u00f2 oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasci\u00f2 le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caric\u00f2 sulla sua cavalcatura, lo port\u00f2 in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tir\u00f2 fuori due denari e li diede all&#8217;albergatore, dicendo: &#8220;Abbi cura di lui; ci\u00f2 che spenderai in pi\u00f9, te lo pagher\u00f2 al mio ritorno&#8221;. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che \u00e8 caduto nelle mani dei briganti?&#8221;. Quello rispose: &#8220;Chi ha avuto compassione di lui&#8221;. Ges\u00f9 gli disse: &#8220;Va&#8217; e anche tu fa&#8217; cos\u00ec&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">Questa domenica \u00e8 segnata in maniera particolare dalla dimensione della misericordia. Il Vangelo del Buon Samaritano la lega strettamente al Giubileo che stiamo celebrando. Un dottore della legge interroga Ges\u00f9 sulla salvezza. \u00c8 una domanda che dovrebbe risuonare molto pi\u00f9 spesso anche da parte nostra. Troppo spesso diamo per scontato quel che scontato non \u00e8, appunto, la nostra salvezza. Gli chiede: &#8220;Maestro, che debbo fare per ereditare la vita eterna?&#8221; (v. 25). Sono parole che anche altri avevano detto a Ges\u00f9; ricordiamo il giovane ricco. Alla risposta di Ges\u00f9 sul primato del comandamento dell&#8217;amore, il dottore della legge tenta di giustificarsi: &#8220;Chi \u00e8 il mio prossimo?&#8221; (v. 29). Ges\u00f9 gli risponde con una parabola, quella del buon samaritano, perch\u00e9 capisca fino in fondo senza possibilit\u00e0 di equivoci. E inizia parlando di una strada &#8211; quella che scende da Gerusalemme verso Gerico &#8211; che tutti conoscevano e narra un fatto che probabilmente capitava di frequente: un uomo, avventuratosi da solo in quel percorso pericoloso, viene rapinato, malmenato e lasciato mezzo morto lungo la strada. Quest&#8217;uomo \u00e8 solo; ma in lui vediamo tanti altri, uomini e donne, piccoli e grandi, giovani e anziani, lasciati mezzi morti lungo le strade di questo mondo; accanto a lui ci sono i milioni di profughi che fuggono dalle loro terre; i condannati a morte isolati da tutti; ci sono talora popoli interi schiacciati dalla guerra e lasciati soli ai margini della storia; e tutti coloro che muoiono di fame e di torture, di violenza e di abbandono. Quella strada \u00e8 davvero larga. E ugualmente alto \u00e8 il numero dei sacerdoti e dei leviti che continuano a camminare e ad andare oltre, dalla parte opposta a quella dei poveri. Il Vangelo nota che quei due passavano per quella &#8220;medesima strada&#8221;; quasi a dire che quell&#8217;uomo mezzo morto non era sconosciuto e lontano tanto da non accorgersene. I poveri sono ormai conosciuti, la televisione e i giornali ne parlano, non sono pi\u00f9 lontani. Eppure, come annebbiati da una triste abitudine, normalmente si passa dall&#8217;altra parte, diretti verso altri interessi.<br \/>\nIl sacerdote e il levita non amavano che se stessi e i loro impegni rituali. \u00c8 facile pensare che dovessero andare al Tempio e quindi non potevano &#8220;sporcarsi le mani&#8221; con quel ferito. Sapevano che c&#8217;erano i poveri e forse avevano anche aiutato qualcuno di quelli che sostavano nelle vicinanze del Tempio. Ma lungo quella strada non potevano fermarsi; e poi, chi era quello straniero? Magari non parlava la loro lingua, era un estraneo. Quante motivazioni salgono nel cuore e nella mente mentre si passa accanto a costoro! E non ci si ferma, perch\u00e9 vince sempre la preoccupazione per s\u00e9 e per la propria sicurezza. Del resto chi \u00e8 preso da s\u00e9, non sente che se stesso; e vive senza compassione per gli altri. Tutti sappiamo per esperienza quanto siamo pronti a commuoverci per noi, e quant&#8217;\u00e8 difficile commuoversi per gli altri! Il sacerdote e il levita non si commossero, e quell&#8217;uomo mezzo morto rest\u00f2 solo. Per fortuna pass\u00f2 il samaritano il quale, appena vide l&#8217;uomo mezzo morto, ne ebbe compassione, scese da cavallo, gli si avvicin\u00f2, gli diede le prime cure e poi lo port\u00f2 in una locanda. Tante generazioni cristiane hanno visto in quel samaritano, che si \u00e8 rivoltato contro l&#8217;indifferenza del mondo, Ges\u00f9 stesso; egli, sta scritto, prese a guarire quanti avevano bisogno di cure, ebbe compassione delle folle stanche, sfinite, abbandonate come pecore senza pastore. Ges\u00f9 \u00e8 il compassionevole; infatti, &#8220;pur essendo di natura divina non consider\u00f2 un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, spogli\u00f2 se stesso, assumendo la condizione di schiavo&#8221; (Fil 2,6).<br \/>\nE ai discepoli di ogni tempo, noi compresi, lascia in eredit\u00e0 la sua compassione perch\u00e9 continuiamo come lui a fermarci ai bordi delle strade della vita e a raccogliere coloro che hanno bisogno di salvezza. \u00c8 lui infatti che in questi anni della nostra storia ci ha indicato i poveri mezzi morti lungo il nostro cammino e ci ha insegnato a fermarci, \u00e8 lui che ci ha aperto gli occhi perch\u00e9 non fossimo ripiegati su noi stessi, \u00e8 lui che tante volte ha portato sino alla nostra porta i poveri perch\u00e9 li accogliessimo. S\u00ec, quella locanda di cui parla il Vangelo e a cui il Signore porta quell&#8217;uomo mezzo morto siamo anche noi, \u00e8 la comunit\u00e0 dei discepoli. Il Signore Ges\u00f9, come il buon samaritano, affida a noi, albergatori di questa locanda, quell&#8217;uomo mezzo morto, esausto, ferito. E continua a ripeterci, ogni giorno: &#8220;Abbi cura di lui!&#8221;. E non solo. Ci d\u00e0 anche due denari. S\u00ec, bastano davvero due denari della compassione di Ges\u00f9 per aiutare, confortare e guarire i deboli. E poi aggiunge ancora: &#8220;Ci\u00f2 che spenderai di pi\u00f9, te lo rifonder\u00f2 al mio ritorno&#8221; (v. 35).<br \/>\nSe c&#8217;\u00e8 bisogno di pi\u00f9 compassione, Ges\u00f9 stesso continuer\u00e0 a darcela; quel che conta \u00e8 essere sempre pronti alla porta, attenti al samaritano che bussa. Questo \u00e8 il senso della nostra vita nel mondo, essere come quella locanda evangelica, scuola di compassione e di amore, capace di accogliere e custodire i poveri e i deboli. Il Signore, affidandoceli, ci strappa dal destino triste di quel sacerdote e di quel levita, uomini freddi e infelici. e ci rende partecipi del suo amore e della festa che si vive in quella locanda. S\u00ec, la festa degli umili e dei deboli che sono raccolti dal Signore. In questa domenica, il buon samaritano torna in mezzo a noi ancora una volta; torna come maestro di carit\u00e0, perch\u00e9 ognuno di noi impari a seguire le sue orme, apra le mani per ricevere i due denari, e apra il cuore per vivere la sua compassione. E sentiremo ancora forte l&#8217;invito evangelico: &#8220;Vai e anche tu fa&#8217; lo stesso!&#8221; (v. 37).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Luca\u00a0(10,25-37) Ed ecco, un dottore della Legge si alz\u00f2 per metterlo alla prova e chiese: &#8220;Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?&#8221;. Ges\u00f9 gli disse: &#8220;Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?&#8221;. 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