{"id":21904,"date":"2025-07-04T05:06:29","date_gmt":"2025-07-04T03:06:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=21904"},"modified":"2025-05-27T14:23:30","modified_gmt":"2025-05-27T12:23:30","slug":"xiv-domenica-del-tempo-ordinario-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xiv-domenica-del-tempo-ordinario-2.html","title":{"rendered":"XIV Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Luca<\/strong>\u00a0(10,1-12.17-20)<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Dopo questi fatti il Signore design\u00f2 altri settantadue e li invi\u00f2 a due a due davanti a s\u00e9 in ogni citt\u00e0 e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: &#8220;La messe \u00e8 abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perch\u00e9 mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, n\u00e9 sacca,n\u00e9 sandali e nonfermatevi a salutare nessuno lungo la strada. <\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>In qualunque casa entriate, prima dite: &#8220;Pace a questa casa!&#8221;. Se vi sar\u00e0 un figlio della pace, la vostra pace scender\u00e0 su di lui, altrimenti ritorner\u00e0 su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perch\u00e9 chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all&#8217;altra. Quando entrerete in una citt\u00e0 e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sar\u00e0 offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: &#8220;\u00c8 vicino a voi il regno di Dio&#8221;. Ma quando entrerete in una citt\u00e0 e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: &#8220;Anche la polvere della vostra citt\u00e0, che si \u00e8 attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate per\u00f2 che il regno di Dio \u00e8 vicino&#8221;. Io vi dico che, in quel giorno, S\u00f2doma sar\u00e0 trattata meno duramente di quella citt\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>I settantadue tornarono Dalpieni di gioia, dicendo: &#8220;Signore, anche i dem\u00f2ni si sottomettono a noi nel tuo nome&#8221;. Egli disse loro: &#8220;Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potr\u00e0 danneggiarvi. Non rallegratevi per\u00f2 perch\u00e9 i dem\u00f2ni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perch\u00e9 i vostri nomi sono scritti nei cieli&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"sezione\">Domenica scorsa, il Vangelo di Luca ci ha come inseriti nel viaggio di Ges\u00f9 verso Gerusalemme. Ognuno di noi, mentre segue i suoi ritmi di vita, magari gi\u00e0 segnati dalle vacanze, \u00e8 preso dal Signore e coinvolto nel suo viaggio. Non siamo noi i maestri o coloro che scelgono la meta, eppure \u00e8 un viaggio estremamente coinvolgente. In questa domenica l&#8217;evangelista ci associa ai settantadue discepoli inviati da Ges\u00f9: &#8220;Il Signore design\u00f2 altri settantadue discepoli e li invi\u00f2 a due a due avanti a s\u00e9 in ogni citt\u00e0 e luogo dove stava per recarsi&#8221; (v. l). Una prima riflessione riguarda il numero settantadue. Non \u00e8 una semplice notazione quantitativa. Settantadue erano le nazioni della terra, secondo l&#8217;antica tradizione ebraica. \u00c8 come dire che, fin dall&#8217; inizio, l&#8217;orizzonte evangelico si apre a tutti i popoli, a tutte le nazioni, a tutte le culture. Ges\u00f9, sin dai primi passi del suo viaggio, ha di fronte tutti i popoli, e a loro invia i discepoli. Nessuno deve restare fuori dell&#8217;annuncio del Vangelo. La Pentecoste, quando tutte le nazioni che sono sotto il cielo &#8220;udirono annunziare nelle loro lingue le grandi opere di Dio&#8221; (At 2,11), inizia gi\u00e0 qui, proprio mentre Ges\u00f9 muove i suoi primi passi. Con lo sguardo rivolto ai confini della terra, Ges\u00f9 dice ai discepoli: &#8220;La messe \u00e8 molta&#8221;. Nessuno \u00e8 escluso dal suo sguardo e dalla sua preoccupazione. Di fronte a questa moltitudine immensa, con un accento di tristezza, aggiunge: &#8220;ma gli operai sono pochi&#8221; (v. 2).<br \/>\nS\u00ec, c&#8217;\u00e8 una sproporzione tra l&#8217;enorme attesa e il piccolo numero di discepoli. Ma non si tratta di una semplice sproporzione numerica. Il problema sta pi\u00f9 a fondo: nella qualit\u00e0 dell&#8217;annuncio. Sta qui, io credo, la sfida che dobbiamo raccogliere. Per far fermentare la pasta, senza dubbio \u00e8 importante la quantit\u00e0 di lievito, ma \u00e8 decisivo che sia davvero lievito. Ebbene, il problema sta tutto qui, sulla qualit\u00e0 del lievito. In altra parte del Vangelo si legge: &#8220;Se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potr\u00e0 render salato?&#8221; (Mt 5,13). Settantadue discepoli erano per altrettanti popoli. Noi forse siamo pochi e certamente dobbiamo crescere anche nel numero. Ma il problema cruciale non \u00e8 nel numero bens\u00ec nella qualit\u00e0. Insomma, non \u00e8 che siamo pochi; forse siamo poco lievito, poco sale, poca luce. Ecco perch\u00e9 attorno a noi si vive spesso come se Dio non ci fosse. La messe resta molta, ma gli operai lavorano poco, sono tutti presi ognuno dai propri problemi, dalle proprie preoccupazioni. Sono per lo pi\u00f9 tesi a salvare se stessi, ad arare il proprio piccolo campicello, a ritagliarsi la propria piccola tranquillit\u00e0. E chi non ha bisogno di tranquillit\u00e0?<br \/>\nIl Vangelo ci suggerisce come essere bravi operai. Perch\u00e9 Ges\u00f9, di fronte a una messe cos\u00ec grande, manda i discepoli due a due? Non era pi\u00f9 logico mandarli uno a uno e raddoppiare cos\u00ec i luoghi di annuncio? Bella la spiegazione che Gregorio Magno d\u00e0 di questo passo evangelico. Il grande vescovo scrive che Ges\u00f9 mand\u00f2 i discepoli due a due perch\u00e9 la prima predica fosse anzitutto l&#8217;amore vicendevole, e comunque le loro parole fossero testimoniate con la loro vita. Questo vuol dire essere lievito, sale e luce. &#8220;Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri&#8221; (Gv 13,35). La comunione tra i fratelli \u00e8 la prima grande predicazione. Ma dov&#8217;\u00e8 la nostra comunione? Dove la preoccupazione perch\u00e9 noi cresciamo come una famiglia? Non siamo, invece, distanti gli uni dagli altri, ognuno per proprio conto? Ma &#8220;due a due&#8221; vuol dire aprirsi a tutti. S\u00ec, l&#8217;evangelizzazione inizia dall&#8217;amore vicendevole e conduce ad allargare l&#8217;amore.<br \/>\nLa Gerusalemme verso cui andiamo con il Signore, infatti, non \u00e8 forse la citt\u00e0 ove tutti gli uomini, tutte le nazioni, tutti i popoli si ritroveranno raccolti come in una sola famiglia? Per questo oggi ci scandalizza pi\u00f9 che mai la &#8220;corsa&#8221; al frazionismo, allo smembramento, alla contrapposizione, alla lotta fratricida, alle guerre tra gruppi etnici che si ammantano talora anche della dimensione religiosa. La Chiesa, ogni comunit\u00e0 cristiana, sente ancora pi\u00f9 vere le indicazioni di Ges\u00f9: &#8220;Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi&#8221; (v. 3). Non \u00e8 un compito agevole per un &#8220;agnello&#8221; far cambiare vita al &#8220;lupo&#8221;; non \u00e8 facile sconfiggere l&#8217;individualismo e l&#8217;interesse per se stessi; non \u00e8 naturale distruggere gli idoli dell&#8217;arroganza, della competizione, della forza, per affermare la signoria di Dio. E tutto \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile se questi &#8220;agnelli&#8221; debbono presentarsi senza &#8220;borsa, n\u00e9 bisaccia, n\u00e9 sandali&#8221;. L&#8217;unica loro forza \u00e8 nella pace donata dal Signore e nell&#8217;amore vicendevole che la manifesta. \u00c8 questa l&#8217;unica forza che i discepoli hanno. Qualcuno l&#8217;ha chiamata la &#8220;forza debole&#8221; della fede; \u00e8 debole perch\u00e9 non ha n\u00e9 armi, n\u00e9 arroganza; eppure \u00e8 a tal punto forte da spostare i cuori degli uomini.<br \/>\nLe frasi finali del brano evangelico ce lo confermano: &#8220;I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: &#8220;Signore anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome&#8221;&#8221; (v. 17). E Ges\u00f9: &#8220;Lo vedevo satana cadere dal cielo come la folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potr\u00e0 danneggiare&#8221; (vv. 18-19). C&#8217;\u00e8 dunque un potere dato ai discepoli: quello di voler bene a Dio e agli uomini a ogni costo e sopra ogni cosa. Questa \u00e8 l&#8217;unica grande e fortissima ricchezza del cristiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Luca\u00a0(10,1-12.17-20) Dopo questi fatti il Signore design\u00f2 altri settantadue e li invi\u00f2 a due a due davanti a s\u00e9 in ogni citt\u00e0 e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: &#8220;La messe \u00e8 abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perch\u00e9 mandi operai nella sua messe! 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