{"id":21840,"date":"2016-06-15T03:05:10","date_gmt":"2016-06-15T01:05:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=21840"},"modified":"2016-06-15T03:28:41","modified_gmt":"2016-06-15T01:28:41","slug":"dodicesima-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/dodicesima-domenica-del-tempo-ordinario.html","title":{"rendered":"Dodicesima Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Luca<\/strong> (9,18-24)<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Un giorno Ges\u00f9 si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: &#8220;Le folle, chi dicono che io sia?&#8221;. Essi risposero: &#8220;Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri uno degli antichi profeti che \u00e8 risorto&#8221;. Allora domand\u00f2 loro: &#8220;Ma voi, chi dite che io sia?&#8221;. Pietro rispose: &#8220;Il Cristo di Dio&#8221;. Egli ordin\u00f2 loro severamente di non riferirlo ad alcuno.<\/em><br \/>\n<em>&#8220;Il Figlio dell&#8217;uomo &#8211; disse &#8211; deve soffrire molto, essererifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno&#8221;.<\/em><br \/>\n<em>Poi, a tutti, diceva: &#8220;Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perder\u00e0, ma chi perder\u00e0 la propria vita per causa mia, la salver\u00e0.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\">&#8220;Chi sono io secondo la gente?&#8221;. \u00c8 la domanda che Ges\u00f9 rivolge ai suoi discepoli a Cesarea di Filippo (Lc 9,18-24). L&#8217;evangelista non riporta il luogo ma precisa la situazione in cui Ges\u00f9 si rivolge con queste parole ai discepoli, ossia &#8220;mentre egli si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui&#8221; (v. 18). Non si tratta di una sorta di sondaggio elettorale da parte di Ges\u00f9; anche se gli evangeli, in varie circostanze, fanno emergere la diversit\u00e0 delle opinioni e degli atteggiamenti della gente verso questo singolare profeta di Nazareth. Luca pone in bocca ai discepoli alcune delle opinioni pi\u00f9 comuni: &#8220;Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che \u00e8 risorto&#8221; (v. 19). A ognuna di queste attribuzioni corrispondeva un grado pi\u00f9 o meno elevato di popolarit\u00e0 o comunque di adesione.<br \/>\nTuttavia, a Ges\u00f9 non sembra interessare pi\u00f9 di tanto il parere della gente; quel che davvero gli sta a cuore \u00e8 cosa pensino di lui i discepoli. E il motivo si comprende dal seguito del racconto evangelico. Ges\u00f9 sta per intraprendere un cammino davvero difficile verso Gerusalemme. Egli ha ormai chiaro lo scontro che avverr\u00e0 tra la sua predicazione e le autorit\u00e0 religiose (gli anziani e i principi dei sacerdoti) e spirituali (gli scribi) che dominano Israele. E certamente gli tornano in mente i numerosi brani dell&#8217;Antico Testamento ove si parla del servo sofferente o del giusto &#8220;trafitto&#8221;, come abbiamo ascoltato dalla lettura del profeta Zaccaria. Ma se per lui \u00e8 chiaro quel che gli accadr\u00e0, non lo \u00e8 affatto per i discepoli. Per questo, Ges\u00f9, senza commentare le opinioni della gente, chiede immediatamente ai discepoli: &#8220;Ma voi chi dite che io sia?&#8221; (v. 20). \u00c8 la domanda centrale del brano evangelico. Essa chiede certamente chiarezza di idee, ma soprattutto adesione del cuore. E Pietro, a nome di tutti, risponde: &#8220;Il Cristo di Dio&#8221;. \u00c8 una risposta che se non \u00e8 del tutto chiara nella mente di Pietro, certamente \u00e8 piena e limpida sul piano della sua adesione affettiva ed esistenziale. \u00c8 ormai chiaro che Ges\u00f9 per i discepoli non \u00e8 solo un maestro di dottrine, \u00e8 l&#8217;amico, \u00e8 il confidente, \u00e8 la loro vita, \u00e8 il loro salvatore.<br \/>\nLa conversazione che si instaura tra Ges\u00f9 e i discepoli, perci\u00f2, non assomiglia a quelle che si possono fare all&#8217;interno di una qualsiasi organizzazione, \u00e8 piuttosto un dialogo familiare, confidente. Ges\u00f9 apre il suo cuore e confida ai suoi pi\u00f9 intimi quello che gli accadr\u00e0 a Gerusalemme. Del resto \u00e8 venuto sulla terra per compiere non la sua ma la volont\u00e0 del Padre, qualunque cosa essa comporti. L&#8217;annuncio &#8220;confidenziale&#8221; della sua passione, morte e risurrezione, certamente sciocca il piccolo e sparuto gruppo di discepoli. Ma Ges\u00f9 sa bene che questa \u00e8 l&#8217;essenza del suo Vangelo e per nessuna ragione al mondo pu\u00f2 rinunciarvi. Anzi, chiunque vuole seguirlo deve accoglierla. Continua, perci\u00f2, a parlare proponendo alcune indicazioni sulla sequela. La prima e fondamentale condizione, comunque, \u00e8 un&#8217;adesione piena e totale a lui. Ges\u00f9 vuole che i discepoli siano tali non solo esteriormente ma con il cuore; non a met\u00e0, ma interamente. E proprio all&#8217;inizio del suo viaggio verso Gerusalemme &#8211; siamo ancora in Galilea &#8211; dice a coloro che lo ascoltano: &#8220;Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua&#8221;. Pi\u00f9 avanti, ancora pi\u00f9&#8217; duramente, dir\u00e0: &#8220;Se qualcuno viene dietro a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la sua stessa vita, non pu\u00f2 essere mio discepolo&#8221; (Lc 14,26).<br \/>\nIl legame richiesto \u00e8 forte, pi\u00f9 forte del vincolo naturale che ognuno di noi ha con i propri genitori, i figli, il marito o la moglie; e pi\u00f9 forte del legame che ognuno ha con se stesso, i propri affari e i propri interessi. L&#8217;urtante espressione &#8220;odiare&#8221;, certo va compresa; ma resta comunque urtante. E non pu\u00f2 essere altrimenti. Non va, perci\u00f2, sminuita nella sua forza. Ges\u00f9 chiede perentoriamente di essere amato sopra ogni cosa; esige di venir prima di ogni affetto e di ogni affare. O, se si vuole, pretende di essere il primo affetto e il primo affare. Tutto ci\u00f2 comporta tagli e divisioni da operare su ciascuno di noi, iniziando appunto dal cuore. Qui \u00e8 il luogo ove si sceglie a chi affidare la propria vita: se a se stessi, alla propria carriera, a tanti altri idoli, oppure al Signore. \u00c8 ovvio che ogni taglio, ogni divisione, richiede sforzo e sacrificio; talvolta, una vera e propria lotta. Essa va combattuta da ogni discepolo. Le parole del Signore non riguardano una particolare categoria di persone (preti, religiosi, suore) ma tutti i cristiani, tutti coloro che scelgono di seguire Ges\u00f9. La sequela, come dicevo, \u00e8 un fatto anzitutto affettivo: Ges\u00f9 lo si segue con il cuore, ossia volendogli bene, pensandolo, parlando con lui, avendolo davanti agli occhi, cercando di mettere in pratica quello che dice.<br \/>\nIn tal senso la sequela \u00e8 il cuore del messaggio morale del Vangelo. L&#8217;esperienza di Ges\u00f9 e il suo stile di vita costituiscono l&#8217;inderogabile norma di vita di ogni cristiano. Seguire Ges\u00f9 significa essere disponibili a percorrere il suo cammino, a prendere su di s\u00e9 il rifiuto del mondo, l&#8217;incomprensione e anche la diffamazione. Ma il termine sar\u00e0 la risurrezione, la pienezza della vita. Ges\u00f9 lega il discepolo al suo destino personale. Sembra direi: &#8220;Il cammino che sto per intraprendere \u00e8 anche il vostro cammino&#8221;. E chiude con una frase davvero strana per noi, ma \u00e8 la sintesi della sua vita: &#8220;Chi vorr\u00e0 salvare la propria vita, la perder\u00e0, ma chi perder\u00e0 la propria vita per me, la salver\u00e0&#8221; (v. 24). Chi &#8220;perde&#8221; la vita, ossia chi la spende al seguito di Ges\u00f9, l&#8217;ha davvero salvata. Non l&#8217;ha persa dietro cose vane e illusorie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Luca (9,18-24) Un giorno Ges\u00f9 si trovava in un luogo solitario a pregare. 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