{"id":21814,"date":"2016-06-05T21:53:09","date_gmt":"2016-06-05T19:53:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=21814"},"modified":"2016-06-05T21:53:09","modified_gmt":"2016-06-05T19:53:09","slug":"francesco-un-grande-ecologista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/francesco-un-grande-ecologista.html","title":{"rendered":"Francesco, un grande ecologista"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>Giuseppe Vatinno<\/strong><\/p>\n<p>In questi posti si respira un\u2019aria particolare; le cose sanno di antico ma un antico che dura visto che la Chiesa ha pi\u00f9 di duemila anni.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo studio di Monsignor Paglia \u00e8 pieno di libri che trattano di filosofia, teologia e spiritualit\u00e0 ma anche un computer, \u201csegno dei tempi\u201d e testimonio di questo connubio e compenetrazione tra mondi diversi ma integrati.<\/em><\/p>\n<p><strong>Noi ci siamo conosciuti per il comune interesse ambientale. Quando hai cominciato ad interessarti all\u2019ecologia?<\/strong><\/p>\n<p>Ho cominciato ad interessarmi in maniera pi\u00f9 approfondita alle tematiche ecologiche quando sono diventato Vescovo di Terni, nel 2000, una zona che aveva (ed ha) rilevanti problematiche relative all\u2019inquinamento per via delle acciaierie e del polo chimico. Ebbi modo di conoscere gente e membri delle\u00a0 organizzazioni ambientali impegnate per le bonifiche di quei posti insalubri. E ricordo che riuscimmo in collaborazione con molte forze della societ\u00e0 locale a condurre in porto non poche operazioni di bonifica. Il \u201cgoverno\u201d del problema fu decisivo per giungere a risultati positivi.<\/p>\n<p>Parlare di ambiente \u00e8 fondamentale: vuol dire parlare di qualit\u00e0 dello sviluppo, del lavoro.<\/p>\n<p><strong>Come si svolse nella pratica questa tua azione ambientale?<\/strong><\/p>\n<p>Allora nella Chiesa Cattolica, nonostante alcuni documenti di Paolo VI, Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, non si era sviluppata appieno una cultura teologico \u2013 spirituale sul tema.Invece lo aveva fatto la Chiesa Ortodossa con Demetrio I prima e poi soprattutto con Bartolomeo I (Patriarca ecumenico di Costantinopoli) che \u00e8 stato un pioniere in materia.<\/p>\n<p>Nei primi anni del Duemila, mentre ero Presidente della Commissione per l\u2019 Ecumenismo e il Dialogo della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), si svilupp\u00f2 non poco la prospettiva ecologica e lo facemmo unitamente alle altre tradizioni cristiane presenti in Italia, in particolare con quelle di tradizione evangelica.<\/p>\n<p><strong>Dunque l\u2019ecologia \u00e8 un tema profondamente ecumenico.Quindi possiamo vedere nella tua azione ambientale due fasi: una \u201csociale\u201d e cio\u00e8 l\u2019interesse per i lavoratori e l\u2019altra \u201cteologica\u201d e cio\u00e8 la ricerca di un dialogo anche con la Chiesa Ortodossa?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec. Le due fasi in verit\u00e0 si completano a vicenda. La custodia del creato \u00e8 senza dubbio una dimensione che riguarda la vita sociale e politica, ma per essere completa richiede anche una visione religiosa del mondo che per i cristiani \u00e8 evidente sin dalle prime pagine della Bibbia. Se poi si guarda alla figura di San Francesco, si comprende l\u2019attualit\u00e0 della testimonianza dell\u2019assisiate che da secoli prima aveva compreso l\u2019importanza della cura e dell\u2019attenzione al creato. In questi ultimi decenni \u2013 ed \u00e8 un effettivo progresso nella coscienza cristiana generale &#8211; si \u00e8 sviluppata un\u2019ampia attenzione della Chiesa Cattolica in questo campo, riconoscendo sia l\u2019influsso della Chiesa Ortodossa che della comunit\u00e0 protestanti.<\/p>\n<p><strong>Possiamo dire, scherzosamente, un po\u2019 come la \u201cstrategia del ping \u2013 pong\u201d che utilizz\u00f2 il Presidente americano Nixon per avviare il dialogo tra Usa\u00a0 e Cina?<\/strong><\/p>\n<p>Beh, diciamo che tra la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa, come anche con le comunit\u00e0 protestanti, la questione ecologica ha giocato un bel servizio sul cammino dell\u2019unit\u00e0. Quel cammino intrapreso al Concilio Vaticano II ha avuto nel campo dell\u2019ecologia un\u2019accelerazione preziosa. Ricordo con piacere che allorch\u00e9 proposi ai vescovi italiani di \u201cadottare\u201d come Giornata Internazionale del Creato per il nostro Paese il 1 settembre (che era la data in cui la Chiesa Ortodossa gi\u00e0 festeggiava l\u2019evento), l\u2019accordo fu quasi unanime. E\u2019 stato uno straordinario gesto ecumenico. La prima volta che celebrammo questo evento fu in un bellissimo e suggestivo quadro naturale e cio\u00e8 le Cascate delle Marmore che si trovavano nella mia diocesi di Terni.Per l\u2019occasione ci fu una lettura pubblica del \u201cCantico delle Creature\u201d recitato da Giorgio Albertazzi.<\/p>\n<p><strong>La Chiesa Cattolica, ha seguito un percorso di interesse teologico sul Creato.Ne vuoi parlare a partire da Giovanni XXIII, l\u2019ideatore del Concilio Vaticano II?<\/strong><\/p>\n<p>Papa Giovanni aveva una visione del Creato, cio\u00e8 della natura, che potremmo definire agreste e bucolica, anche per le sue origini contadine. Lui rivedeva il Creato negli atti quotidiani dei contadini, nell\u2019alternarsi dei cicli stagionali e in tutto quello che si pu\u00f2 osservare in un borgo della campagna bergamasca. Questa visione \u201ccontadina\u201d deve per\u00f2 venire inquadrata nel un pi\u00f9 ampio quadro della sua attitudine al dialogo, all\u2019ascolto, alla ricerca della pace e, in definitiva, di un spirito ecumenico che fu poi un tema centrale nel Concilio.<\/p>\n<p>In Giovanni XXIII possiamo quindi individuare due aspetti riguardo il tema del Creato, quello della natura e quello ecumenico della pi\u00f9 larga convivenza tra i popoli.<\/p>\n<p><strong>Il Concilio Vaticano II si apre con Giovanni XXIII e si chiude praticamente ma anche idealmente con il suo successore Paolo VI.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Come affront\u00f2 questo Papa la tematica ecologica?<\/strong><\/p>\n<p>Paolo VI mostra gi\u00e0 di aver posto in essere una analisi teologica del problema.Ad esempio\u00a0nel 1971 nell\u2019 enciclica\u00a0\u201cOctogesima adveniens\u201d\u00a0cos\u00ec ammoniva:<\/p>\n<p><em>&#8220;Attraverso uno sfruttamento sconsiderato della natura, egli [l\u2019uomo] rischia di distruggerla e di essere a sua volta vittima di siffatta degradazione. Non soltanto l\u2019ambiente materiale diventa una minaccia permanente: inquinamenti e rifiuti, nuove malattie, potere distruttivo totale; ma \u00e8 il contesto umano, che l&#8217;uomo non padroneggia pi\u00f9, creandosi cos\u00ec per il domani un ambiente che potr\u00e0 essergli intollerabile: problema sociale di vaste dimensioni che riguarda l\u2019intera famiglia umana&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong>Direi che \u00e8 gi\u00e0 presente tutto il nucleo di quella che sar\u00e0 la problematica sociale che proprio in quegli anni cominciava a svilupparsi.<\/strong><\/p>\n<p>Paolo VI \u00e8 un Papa che nella fatica di quegli anni difficili coglie gli spunti presenti in modo embrionale nella societ\u00e0 per porvi attenzione pastorale ancor prima che teologica.<\/p>\n<p><strong>Per me Giovanni XXIII \u00e8 stato una figura particolare; da piccolissimo, avr\u00f2 avuto un anno, la macchina del Papa a Viale Trastevere a Roma ci pass\u00f2 davanti mentre ero con i miei genitori.Il Papa apr\u00ec la porta e volle accarezzarmi.Vicino a lui c\u2019era un\u2019altra figura che rincontrai molti anni dopo, nel 2006 a Sotto Il Monte, era Monsignor Capovilla, poi divenuto Cardinale, che si ricordava perfettamente della vicenda. Disse che il Papa era triste quella sera perch\u00e9 era scomparso un suo confratello ed aveva visto in quel bambino, che ero io, un segno della Provvidenza e la tristezza gli pass\u00f2.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Poi mi sono laureato in Fisica aderendo anche ad una visione scientifica del mondo ma questo episodio lo ricordo con piacere.\u00a0Ma torniamo alla nostra intervista.\u00a0Cosa pensava \u00a0Giovanni Paolo II dell\u2019 ambiente?<\/strong><\/p>\n<p>Intanto questo aneddoto \u00e8 molto bello\u2026\u00a0Giovanni Paolo II fu un Papa che sent\u00ec molto il problema ambientale.\u00a0Ad esempio, nell\u2019enciclica \u201cCentesimus annus\u201d scriveva:<\/p>\n<p><em>&#8220;Del pari preoccupante \u2026. \u00e8 la questione ecologica. L\u2019uomo, preso dal desiderio di avere e di godere, pi\u00f9 che di essere e di crescere, consuma in maniera eccessiva e disordinata le risorse della terra e la sua stessa vita.\u00a0 Egli \u00a0( l\u2019uomo ) pensa di poter disporre arbitrariamente della terra, assoggettandola senza riserve alla sua volont\u00e0 come se essa non avesse una propria forma e una destinazione anteriore datale da Dio, che l\u2019uomo pu\u00f2, s\u00ec, sviluppare, ma non deve tradire. Invece di svolgere il suo ruolo di collaboratore di Dio nell\u2019opera della creazione, l\u2019uomo si sostituisce a Dio e cos\u00ec finisce col provocare la ribellione della natura, piuttosto tiranneggiata che governata da lui&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Anche nella Enciclica, \u201cSollecitudo rei socialis\u201d, afferma che \u201coccorre tener conto della natura di ciascun essere e la sua mutua connessione in un sistema ordinato, che \u00e8 appunto il cosmo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Poi venne Papa Benedetto XVI che fu poi ancora pi\u00f9 esplicito. Anzi, Ratzinger fu definito \u201cil primo papa verde\u201d avendo fatto sue precedenti istanze ecologiche e sviluppandone di sue nuove.<\/strong><\/p>\n<p>Papa Benedetto, come da sua natura intellettuale e riflessiva, approfondisce di pi\u00f9 gli aspetti direi filosofici\u00a0 e teologici della questione.<\/p>\n<p>Nella enciclica \u201cCaritas in Veritate\u201d infatti leggiamo:<\/p>\n<p><em>Il tema dello sviluppo \u00e8 oggi fortemente collegato anche ai doveri che nascono dal\u00a0rapporto dell&#8217;uomo con l&#8217;ambiente naturale. Questo \u00e8 stato donato da Dio a tutti, e il suo uso rappresenta per noi una responsabilit\u00e0 verso i poveri, le generazioni future e l&#8217;umanit\u00e0 intera\u2026\u2026.. Nella natura il credente riconosce il meraviglioso risultato dell&#8217;intervento creativo di Dio, che l&#8217;uomo pu\u00f2 responsabilmente utilizzare per soddisfare i suoi legittimi bisogni \u2014 materiali e immateriali \u2014 nel rispetto degli intrinseci equilibri del creato stesso.<\/em><\/p>\n<p>Poi, nel suo Messaggio per la XL Giornata Mondiale della pace (1 gennaio 2007), fa riferimento ad un trinomio inscindibile tra \u201cecologia della natura\u201d, \u201cecologia umana\u201d ed \u201cecologia sociale\u201d mentre \u00a0nel Messaggio per la XLIII Giornata Mondiale della pace (1 gennaio 2010) tratta temi di ancor maggiore attualit\u00e0:<\/p>\n<p>\u201cCome rimanere indifferenti di fronte alla problematiche\u00a0 che derivano da fenomeni quali i cambiamenti climatici, la desertificazione, il degrado e la perdita di produttivit\u00e0 di vaste aree agricole, l\u2019inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere, la perdita della biodiversit\u00e0, l\u2019aumento di eventi naturali estremi, il disboscamento delle aree equatoriali e tropicali?&#8230;\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ed infine veniamo all\u2019attuale Papa Francesco. Quando scelse il suo nome tutti pensarono che il tema dominante del suo pontificato sarebbe stato quello della povert\u00e0 ma anche della natura, secondo proprio l\u2019insegnamento del Santo di Assisi\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Ed infatti queste due tematiche sono, possiamo dire, la strada maestra che sta seguendo Papa Francesco. L\u2019interesse primario per gli ultimi, gli umili, i poveri appunto e la natura intesa come \u201cla casa comune\u201d che i popoli della terra debbono abitare assieme.\u00a0Dall\u2019inizio del suo Pontificato, Papa Francesco, ha dato il contributo della Chiesa universale a queste tematiche sentite a livello mondiale.Nel suo magistero \u00e8 evidente la continuit\u00e0 con quanto affermato dai Pontefici precedenti, \u201cEcologia umana ed ecologia ambientale camminano insieme\u201d, in una visione antropologica ma non antropocentrica.Il suo discorso ecologico \u00e8 incentrato sul concetto di \u201carmonia\u201d. Il suo magistero petrino \u00e8 incentrato sulla \u201ccustodia\u201d della terra\u201d che si rif\u00e0 sia alla Genesi che a san Francesco.<\/p>\n<p>Giungendo alla Enciclica \u201cLaudato s\u00ec\u201d si \u00e8 fatto poi tutto un grande lavoro di preparazione, di incontri scientifici sui cambiamenti climatici giungendo anche a proporre rimedi concreti.Il papa ritiene che il problema ambientale sia globale e determinante per il futuro stesso del pianeta e non solo per qualche occasionale battaglia.<\/p>\n<p>Riportiamo l\u2019inizio dell\u2019Enciclica:<\/p>\n<p><em>Laudato si\u2019, mi\u2019 Signore\u00bb, cantava san Francesco d\u2019Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune \u00e8 anche come una sorella, con la quale condividiamo l\u2019esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: \u00abLaudato si\u2019, mi\u2019 Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba\u00bb.<a name=\"_ftnref1\"><\/a><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#_ftn1\">[1]<\/a><\/em><\/p>\n<p><em><a name=\"2.\"><\/a>2.\u00a0Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell\u2019uso irresponsabile e dell\u2019abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c\u2019\u00e8 nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell\u2019acqua, nell\u2019aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri pi\u00f9 abbandonati e maltrattati, c\u2019\u00e8 la nostra oppressa e devastata terra, che \u00abgeme e soffre le doglie del parto\u00bb (Rm\u00a08,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr\u00a0Gen\u00a02,7). Il nostro stesso corpo \u00e8 costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria \u00e8 quella che ci d\u00e0 il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.<\/em><\/p>\n<p><strong>Scrivendo una enciclica dedicata al tema dell\u2019ambiente appunto la \u201cLaudato s\u00ec\u201d che poi sono i primi versi del cantico delle Creature di San Francesco d\u2019Assisi, il Papa ha voluto dare un segnale forte e determinato, direi etico contro lo sfruttamento non solo dell\u2019Uomo sull\u2019Uomo ma anche dell\u2019Uomo sulla natura.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tuttavia una recente affermazione del Pontefice che ha detto che per\u00f2 non si devono, ad esempio, anteporre gli animali all\u2019 Uomo ha provocato molte reazioni negative. Possiamo spiegare?<\/strong><\/p>\n<p>Certo.\u00a0Il Papa intendeva rifarsi proprio all\u2019insegnamento biblico fondamentale: Dio d\u00e0 all\u2019Uomo, direi alla Famiglia il compito di custodire e preservare il Creato. L\u2019Uomo non pu\u00f2 distruggere questo bene prezioso solo per il culto del proprio ego, per sfruttare la terra a suo piacimento, magari per questioni puramente finanziarie; l\u2019uomo \u00e8 \u201ccustode\u201d non \u201cpadrone\u201d del creato e tanto meno \u201csfruttatore\u201d.<\/p>\n<p>Ma l\u2019intera creazione rappresenta un universo armoniosamente ordinato, quindi plurale ma armonicamente gerarchico. La responsabilit\u00e0 pi\u00f9 alta all\u2019interno della creazione spetta all\u2019uomo a motivo della coscienza e della libert\u00e0 che gli sono proprie. Se tutte le creature in certo modo crescono. L\u2019uomo ha la responsabilit\u00e0 \u2013 unica &#8211; \u00a0perch\u00e9 questa crescita sia per il bene di tutti. Ma l\u2019uomo deve stare attento a rispettare il bene comune. Ogni volta che sfrutta la natura solo per se stesso e per soli interessi di parte, la violenta e quindi la deturpa. E la natura si ribella, a scapito dell\u2019uomo stesso. Insomma, \u00e8 indispensabile avere una visione olistica ma senza distorsioni dittatoriali.<\/p>\n<p><strong>Ma l\u2019 \u201colismo\u201d \u00e8 un termine che pu\u00f2 richiamare anche il new age. \u201cTutto \u00e8 Dio\u201d, il sasso, la pianta, il cielo, l\u2019Uomo.Non c\u2019\u00e8 un \u201cpericolo\u201d dottrinario in questo?<\/strong><\/p>\n<p>No perch\u00e9\u00a0 dobbiamo intendere l\u2019 olismo come un meccanismo che integra. Come ho detto prima, l\u2019universo \u00e8 un\u2019armonia ordinata, ha cio\u00e8 un ordine, una gerarchia precisa, un sistema di funzionamento, altrimenti si cade, come tu dici, in una visione new age che poco ha a che fare con la visione teologica della Chiesa Cattolica.<\/p>\n<p><strong>Possiamo approfondire questo concetto?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec.La teologia, la spiritualit\u00e0 e la pratica pastorale debbono riaffermare una visione olistica del Creato. La Famiglia \u00e8 l\u2019unit\u00e0 base alla cui cura Dio ha affidato la custodia del Creato. Purtroppo questo si dice ancora poco e ancor meno si educa a questa responsabilit\u00e0. Non c\u2019\u00e8 separazione tra Dio, Uomo e Creato ma c\u2019\u00e8, come detto, distinzione e integrazione gerarchica. Secondo le scritture bibliche &#8211; dalla citata Genesi che parla dell\u2019 Eden affidato alla famiglia umana, sino all\u2019ultimo libro, l\u2019 Apocalisse, che parla di \u201ccieli nuovi e Terra nuova\u201d \u2013 creazione e redenzione riguardano non solo l\u2019uomo ma l\u2019intera creazione.<\/p>\n<p>In tal senso la visione di Papa Francesco, a proposito degli animali, \u00e8 coerente con l\u2019inclusione degli animali nella bellezza e nella bont\u00e0 della creazione, ma all\u2019interno della sua armonia gerarchica.\u00a0 Sono perci\u00f2 totalmente contro chi fa violenza agli animali, ma, non posso accettare\u00a0 &#8211; per fare un esempio &#8211; che si taccia sull\u2019abbandono degli anziani e ci si indigni per l\u2019abbandono degli animali. Il custode del Creato \u00e8 l\u2019 Uomo e, in questa sua veste, va rispettato, educato (fin da bambino), onorato e, se c\u2019\u00e8 bisogno, anche rimproverato qualora venga meno a questa responsabilit\u00e0. Insomma, deve esserci \u00a0una \u201crobusta fraternit\u00e0\u201d tra le persone umane assieme ad una \u201cfraternit\u00e0\u201d tra le creature, come suggerisce san Francesco.Il credente \u00e8 tale quando pu\u00f2 dire \u201cfratello e sorella\u201d alle altre creature; se per\u00f2 manca la prima fraternit\u00e0, quella \u201cpi\u00f9 robusta\u201d, \u00a0\u00e8 difficile che ci sia solo la seconda.<\/p>\n<p><strong>Quindi possiamo parlare di una sorta di \u201colismo ben temperato\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>La visione \u201colistica\u201d o \u201cvitalistica\u201d ha i tratti di una patologia del s\u00e9. L\u2019amico Giuseppe De Rita parla di una nuova religione dell\u2019individuo, l\u2019 \u201cegolatria\u201d. E\u2019 come se tutto il cosmo, tutto il Creato, tutto l\u2019universo fosse a servizio dell\u2019 Io. Questo non va bene.<\/p>\n<p><strong>Dunque una integrazione con rispetto di una gerarchia coscienziale?<\/strong><\/p>\n<p>Occorre una \u201cecologia umana\u201d; e cio\u00e8 occorre che non ci sia squilibrio tra la cura del Creato e la manipolazione che l\u2019 Uomo fa della natura, proprio a livello biologico, cio\u00e8 fondamentale.<\/p>\n<p><strong>Possiamo parlare un \u201colismo limitato\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec. Nel senso che ho spiegato prima. Un olismo come integrazione funzionale con rispetto della gerarchia spirituale. Voglio fare un esempio particolare.Nella Bibbia si parla della confusione delle lingue nell\u2019episodio della Torre di Babele.<\/p>\n<p>Occorre capire che la \u201cconfusione delle lingue\u201d voluta da Dio \u00e8 un valore non un disvalore. Dio vuole la pluralit\u00e0 nella diversit\u00e0; pi\u00f9 lingue sono un fatto positivo e non negativo. La diversit\u00e0 \u00e8 il metro della storia. In questo senso possiamo dire di non essere monarchici ma poliarchici.<\/p>\n<p><strong>Monsignor Paglia ti ringrazio per questa intervista e ti invito anche ad un dialogo futuro su tematiche specifiche.<\/p>\n<p><\/strong>E\u2019 un invito che accetto volentieri.<\/p>\n<p>(da <strong><a href=\"http:\/\/www.affaritaliani.it\/cronache\/monsignor-paglia-intervista-425685.html?refresh_ce\"><em>Affaritaliani.it<\/em><\/a><\/strong>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe Vatinno In questi posti si respira un\u2019aria particolare; le cose sanno di antico ma un antico che dura visto che la Chiesa ha pi\u00f9 di duemila anni. 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