{"id":21804,"date":"2016-06-04T19:33:09","date_gmt":"2016-06-04T17:33:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=21804"},"modified":"2016-06-04T19:35:22","modified_gmt":"2016-06-04T17:35:22","slug":"decima-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/decima-domenica-del-tempo-ordinario.html","title":{"rendered":"Decima Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\"><em>Dal vangelo di <strong>Luca<\/strong> (7,11-17)<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>In seguito Ges\u00f9 si rec\u00f2 in una citt\u00e0 chiamata Nain,e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della citt\u00e0, ecco, veniva portato alla tombaun morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della citt\u00e0 era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: &#8220;Non piangere!&#8221;. Si avvicin\u00f2 e tocc\u00f2 la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: &#8220;Ragazzo, dico a te, \u00e0lzati!&#8221;. Il morto si mise seduto e cominci\u00f2 a parlare. Ed egli lo restitu\u00ec a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: &#8220;Un grande profeta \u00e8 sorto tra noi&#8221;, e: &#8220;Dio ha visitato il suo popolo&#8221;. Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\">Il Vangelo ci presenta Ges\u00f9 che cammina per le strade e le piazze della sua terra, seguito dai discepoli e da molta folla. \u00c8 una scena notata spesso dagli evangelisti. Questi viaggi di Ges\u00f9 non sono spostamenti compiuti per propria soddisfazione, oppure per scoprire cose nuove o comunque per soddisfare propri interessi. Gli evangelisti notano, fin dall&#8217;inizio della vita pubblica di Ges\u00f9, che il motivo di questo suo camminare per le strade degli uomini nasce dalla &#8220;compassione&#8221; per le folle &#8220;stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore&#8221; (Mt 9,36). Per questo, nota Matteo, Egli: &#8220;Percorreva tutte le citt\u00e0 e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il Vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e infermit\u00e0&#8221; (Mt 9,35).<br \/>\nIl brano del Vangelo di Luca ci narra di Ges\u00f9 che si avvicina alla cittadina di Nain. Giunto alle sue porte incrocia un altro corteo: \u00e8 una folla di gente che accompagna al cimitero una povera vedova che ha perduto l&#8217;unico suo figlio. Ges\u00f9 non passa oltre, non prosegue per la &#8220;sua&#8221; strada come magari facciamo noi, oppure, come accade talora, ci fermiamo in attesa che il corteo passi e poi continuiamo per la nostra meta. Ges\u00f9, guarda quel corteo e vede quella vedova che piange disperatamente per la perdita dell&#8217;unico figlio. E si ferma. \u00c8 preso da una forte &#8220;compassione&#8221;. Il termine &#8220;compassione&#8221; oggi lo abbiamo come depotenziato; \u00e8 divenuto un sentimento legato al disprezzo, o comunque considerato negativamente. Eppure la compassione \u00e8 il cuore dell&#8217;intera vicenda biblica. Tutto nella Scrittura, dalla prima all&#8217;ultima pagina, parla della compassione di Dio che ha lasciato il cielo per venire sulla terra incontro agli uomini e salvarli dal potere del male e della morte. Il termine &#8220;compassione&#8221; nella Scrittura \u00e8 inteso in maniera forte: \u00e8 un amore che fa uscire da se stessi per accorgersi degli altri, che porta ad amare gli altri prima di se stessi, che spinge a dare la propria vita per gli altri. Questa \u00e8 la compassione che muove il Signore e che nell&#8217;inviare il Figlio raggiunge il suo culmine.<br \/>\nLa vicenda della guarigione del figlio della vedova di Zarepta &#8211; narrata dal primo libro dei Re &#8211; \u00e8 un segno di quel che sarebbe accaduto nella pienezza dei tempi quando la &#8220;compassione&#8221; si sarebbe fatta persona in Ges\u00f9 di Nazareth. S\u00ec, Ges\u00f9 \u00e8 il compassionevole, colui che d\u00e0 la sua stessa vita per gli altri. Fin dal libro dell&#8217;Esodo vediamo Dio che ha compassione per il suo popolo schiavo in Egitto e decide di &#8220;scendere&#8221; per liberarlo. Chiama, infatti, Mos\u00e8 e lo invia dal faraone perch\u00e9 liberi il popolo di Israele. E cos\u00ec continua a fare lungo la storia di Israele inviando di tempo in tempo i profeti. La vicenda di Elia si inscrive in questa storia della compassione di Dio per gli uomini. Con Ges\u00f9, che \u00e8 il compassionevole, la commozione di Dio raggiunge il suo culmine. \u00c8 una compassione forte e potente. Non si tratta di un sentimento svilito. \u00c8 facile oggi ascoltare come un&#8217;accusa l&#8217;essere &#8220;buonista&#8221;.<br \/>\nLa compassione \u00e8 un sentimento forte, robusto, che cambia la vicenda umana, che muove la storia verso il bene, che forza il male e lo sconfigge. \u00c8 quel che accadde in quel giorno alle porte della citt\u00e0 di Nain. Ges\u00f9 fece fermare il corteo funebre e si rivolse direttamente a quel giovane steso sul suo lettuccio di morte: &#8220;Giovinetto, dico a te, alzati!&#8221; Quel giovane, all&#8217;udire la voce di Ges\u00f9, si lev\u00f2, si mise a sedere sul lettuccio dove era disteso e inizi\u00f2 a parlare. La parola di Ges\u00f9 ricrea la vita, fa rialzare dalla disperazione e da una vita come di morte. Perch\u00e9? Perch\u00e9 quelle parole grondano misericordia, coinvolgimento, compagnia, amore viscerale. \u00c8 impossibile resistervi. Quel giovane le ascolt\u00f2 e, seppure era morto, si rialz\u00f2. Anche il centurione di Cafarnao disse a Ges\u00f9: &#8220;d\u00ec soltanto una parola e il mio servo sar\u00e0 guarito&#8221; (Mt 8,8). E cos\u00ec avvenne. La parola di Ges\u00f9 \u00e8 forte perch\u00e9 piena di amore e di compassione. L&#8217;evangelista non riporta cosa disse questo giovane a Ges\u00f9, alla madre, alla folla, e tutto sommato non ci interessa pi\u00f9 di tanto. Quel che conta sono le parole di Ges\u00f9. Sono queste parole che i cristiani debbono continuare a ripetere con lo stesso amore con cui le ha pronunciate Ges\u00f9. Vengono in mente i tanti giovani di oggi abbandonati a se stessi e schiavi dei tanti miti di questo mondo. La loro vita \u00e8 in balia di miti che li stringono sempre pi\u00f9 violentemente nelle loro spire voraci stritolandoli sino alla morte. E quel che impensierisce ancor pi\u00f9 \u00e8 la solitudine nella quale sono lasciati. Chi dice loro le parole del Vangelo? Chi si ferma e li ama con l&#8217;amore di Ges\u00f9? Chi spende la propria vita per stare accanto a loro con amore compassionevole?<br \/>\nPurtroppo la cultura dominante &#8211; quella di cui tutti siamo figli &#8211; ci spinge a pensare ciascuno ai propri affari. E spesso, anche all&#8217;interno delle famiglie, ciascuno \u00e8 attento solo a se stesso. C&#8217;\u00e8 bisogno di riscoprire la compassione di Ges\u00f9 che spinge a coinvolgerci con la vita di tutti e particolarmente dei pi\u00f9 deboli, dei giovani, dei nostri ragazzi. Hanno bisogno di persone che si commuovano su di loro subito e non solo quando \u00e8 ormai troppo tardi. Capita anche oggi che in tanti ci raccogliamo attorno alle bare di giovani stroncati violentemente dalla morte. Dobbiamo chiederci se non sia troppo tardi. \u00c8 urgente parlare ai giovani come faceva Ges\u00f9, con l&#8217;autorevolezza dell&#8217;amore, con l&#8217;autorevolezza di chi spende la vita per loro. Queste parole toccano il cuore e fanno rialzare da una vita che altrimenti \u00e8 come se fosse gi\u00e0 morta. Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci spinge a metterci ancora una volta alla sequela di Ges\u00f9 per accogliere in noi il suo amore e poter operare quel che lui stesso ha operato. Lui stesso disse un giorno ai suoi discepoli: &#8220;In verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: chi crede in me, anch&#8217;egli compir\u00e0 le opere che io compio e ne compir\u00e0 di pi\u00f9 grandi&#8221; (Gv 14,12).<\/p>\n<p class=\"brano\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Luca (7,11-17) In seguito Ges\u00f9 si rec\u00f2 in una citt\u00e0 chiamata Nain,e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. 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