{"id":21691,"date":"2016-04-28T18:56:35","date_gmt":"2016-04-28T16:56:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=21691"},"modified":"2016-05-06T02:03:50","modified_gmt":"2016-05-06T00:03:50","slug":"lesortazione-apostolica-amoris-laetitia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/lesortazione-apostolica-amoris-laetitia.html","title":{"rendered":"L&#8217;esortazione apostolica &#8220;Amoris Laetitia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Il valore \u201csinodale\u201d della Esortazione Apostolica <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019<em>Esortazione Apostolica Postsinodale, Amoris Laetitia<\/em>, Papa Francesco raccoglie il frutto di un lungo itinerario ecclesiale e lo propone autorevolmente all\u2019intera Chiesa Cattolica. Per due anni il Papa ha voluto che la Chiesa, nella sue diverse articolazioni e in uno stile sinodale, concentrasse le sue preoccupazioni sulla famiglia. Ha chiesto anzitutto ai cardinali, nel Concistoro del Febbraio 2014, di dibattere sul tema; poi sono seguite le due assemblee sinodali (del 2014 e del 2015) e lui stesso ha svolto nel corso del 2015 pi\u00f9 di trenta catechesi sulla famiglia. Una novit\u00e0 \u00e8 stata anche la doppia consultazione delle Chiese locali i cui risultati la Segreteria del Sinodo ha raccolto e vagliato. Non credo ci sia altro documento papale che abbia avuto tale gestazione.<\/p>\n<p>Il Papa nel presentarne il frutto sottolinea il metodo sinodale: le due assemblee sinodali hanno portato \u201cuna grande bellezza e offerto molta luce\u201d. E continua: \u201cl\u2019insieme degli interventi dei Padri, che ho ascoltato con grande attenzione, mi \u00e8 parso un prezioso poliedro, costituito da molte legittime preoccupazioni e da domande oneste e sincere. Perci\u00f2 ho ritenuto opportuno redigere una Esortazione Apostolica postsinodale che raccolga contributi dei due recenti Sinodi sulla famiglia, unendo altre considerazioni che possano orientare la riflessione, il dialogo e la prassi pastorale, e al tempo stesso arrechino coraggio, stimolo e aiuto alle famiglie nel loro impegno e nelle loro difficolt\u00e0\u201d(4). A me pare importante sottolineare la novit\u00e0 del metodo che qualifica anche il contenuto.<\/p>\n<p>Nel testo appare evidente il nuovo rapporto da instaurare con le famiglie di oggi. La Chiesa \u00e8 chiamata a sentire le loro &#8220;gioie e fatiche, tensioni e riposo, sofferenze e liberazioni, soddisfazioni e ricerche, fastidi e piaceri&#8221;(cfr.n.96). In queste parole risuona l\u2019eco del notissimo <em>incipit<\/em> della <em>Gaudium et Spes<\/em>? Potremmo tradurre: \u201cLe gioie e le speranze, le tristezze e le angosce delle famiglie di oggi, delle famiglie ferite soprattutto e di quelle che comunque soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi \u00e8 di pi\u00f9 genuinamente famigliare nel mondo che non trovi eco nei loro cuori\u201d(cfr.1). C\u2019\u00e8 un filo rosso che lega l\u2019Esortazione Apostolica direttamente al Concilio: dalla allocuzione iniziale <em>Gaudet Mater Ecclesia<\/em>, alla <em>Gaudium et Spes<\/em>, all\u2019<em>Evangelii Gaudium<\/em>. Il \u201cgaudium\u201d (la gioia) si lega al filo rosso della \u201csimpatia immensa\u201d che Paolo VI individuava come la sensibilit\u00e0 che aveva segnato i lavori del Concilio Vaticano II. Tocchiamo qui una dimensione che non \u00e8 tanto una questione di strategia pastorale da rinnovare, ma molto pi\u00f9: un modo nuovo di essere Chiesa nel mondo. Per questo si potrebbe dire che <em>Amoris laetitia<\/em> e <em>Evangelii gaudium<\/em> si compenetrano e si completano a vicenda.<\/p>\n<p><strong><em>Una grande simpatia per le famiglie traversa tutto il testo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il testo \u00e8 segnato in ogni sua pagina da uno sguardo di grande simpatia per le famiglie, sapendo l\u2019altezza della missione loro affidata che il Papa ribadisce: \u201cin nessun modo la Chiesa deve rinunciare a porre l\u2019ideale pieno del matrimonio, il progetto di Dio in tutta la sua grandezza\u201d(307). La Chiesa pertanto non deve essere reticente nell&#8217;annunciare tale ideale, secondo la forte parola del Signore a riguardo della bellezza e della seriet\u00e0 del legame matrimoniale, come forma piena di attuazione della fede. Insomma, \u00e8 un bene indispensabile per la vita ecclesiale, \u00e8 un bene prezioso per l&#8217;evangelizzazione della vita.<\/p>\n<p>Proprio tale altezza di ideale spinge il Papa a chiedere un rinnovato impegno per avvicinarsi alle famiglie nella concretezza della loro vita. La Chiesa \u00e8 una madre e non osserva le famiglie dal di fuori, con la freddezza notarile di chi deve elencarne i mutamenti e trovare motivi per condannare. Ovviamente, non \u00e8 neppure cieca e tanto meno rassegnata. L\u2019Esortazione fa emergere con chiarezza le malattie che affiggono le famiglie di oggi. Ma \u2013 a differenza dei profeti di sventura o dei figli della rassegnazione &#8211; sa che \u201cquesta malattia non \u00e8 per la morte\u201d(Gv 11,4), come Ges\u00f9 disse per l\u2019amico Lazzaro. La Chiesa \u00e8 amica della famiglia, di tutte le famiglie. E le aiuta tutte perch\u00e9 possano camminare verso l\u2019incontro con Ges\u00f9.<\/p>\n<p>L\u2019Esortazione, impregnata di questa amicizia appassionata, si presenta come una lunga meditazione sugli aspetti della vita famigliare, quelli pi\u00f9 arricchenti come quelli pi\u00f9 critici. Ma all\u2019interno di una visione strategica: la famiglia non riguarda semplicemente la storia degli individui e dei loro desideri di amore (che pure ci sono), ma la storia stessa del mondo. Si potrebbe dire che la famiglia \u00e8 la madre di tutti i rapporti. Cos\u00ec appare gi\u00e0 nei primi due capitoli della Genesi che l\u2019Esortazione richiama: gi\u00e0 qui la storia umana e la famiglia sono strettamente congiunte. Famiglia e societ\u00e0 sono inseparabili. Quando le cose non vanno in famiglia, non vanno neppure nella societ\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>Verso una Chiesa \u201cfamigliare\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>All\u2019interno di questo orizzonte strategico il Papa chiede un cambio di passo e di stile che tocca la forma stessa della Chiesa. E\u2019 a dire che la Chiesa non potr\u00e0 svolgere il compito assegnatole da Dio nei confronti della famiglia, se non coinvolger\u00e0 le famiglie in questo compito, secondo lo stile di Dio, e quindi senza assumere essa stessa i tratti di una comunione famigliare. Questa pi\u00f9 essenziale ecclesiologia della famiglia, per dir cos\u00ec, \u00e8 l\u2019afflato di cui il testo respira, l\u2019orizzonte verso il quale vuole condurre il sentire cristiano per questa nuova epoca. Tale trasformazione, se accolta con fede, \u00e8 destinata a trasformare decisamente lo sguardo con il quale deve essere percepita la Chiesa dei credenti in questo passaggio d\u2019epoca.<\/p>\n<p>La chiave di questa trasformazione non si trova, come \u00e8 sembrato nell\u2019equivoca disputa che ha polarizzato gli inizi del cammino sinodale, nel presunto conflitto (o alternativa) fra rigore della dottrina e condiscendenza pastorale. La Chiesa, dietro l&#8217;impulso magisteriale del Papa, si vede confermata nella sua costitutiva disposizione a portarsi oltre ogni artificiosa separazione e contrapposizione della verit\u00e0 e della prassi, della dottrina e della pastorale, per riscoprire fino in fondo la responsabilit\u00e0 morale e dunque pratica dei suoi processi di interpretazione della dottrina. Insomma c\u2019\u00e8 una dimensione pastorale della dottrina e assieme una pastorale che \u00e8 anch\u2019essa dottrinale che deve essere vissuta come un orizzonte rinnovato dell\u2019essere stesso della Chiesa. Questa responsabilit\u00e0 &#8211; che le viene dall&#8217;imitazione del Signore, il quale in molti modi e con grande chiarezza ne ha dato l&#8217;esempio &#8211; impone alla Chiesa (alla comunit\u00e0 cristiana) di praticare un discernimento delle regole che si fa carico della vita delle persone, affinch\u00e9 non vada persa in nessun caso la loro percezione di essere amate da Dio.<\/p>\n<p>L\u2019immagine evangelica che userei per delineare la \u201cforma ecclesiae\u201d da vivere oggi \u00e8 quella della parabola della pecora smarrita (cfr Lc 15,4-7): non \u00e8 solo il pastore che deve uscire, tutte le novantanove sono chiamate ad uscire con il pastore per cercare, accompagnare, discernere e integrare chiunque ha bisogno di aiuto. Ma tutti dobbiamo vivere \u201cin uscita\u201d. Le novantanove, se restano sole, in certo modo si privano della essenziale dimensione missionaria del pastore: il recinto rischia di ridursi a burocrazia autoreferenziale. L\u2019Esortazione chiede una nuova \u201cforma ecclesiae\u201d, che sia tutta missionaria, tutta \u201cin uscita\u201d, in \u201ceffettiva\u201d uscita. Ecco perch\u00e9 non basta \u2013 per restare nell\u2019ambito della famiglia &#8211; semplicemente riorganizzare la \u201cpastorale famigliare\u201d. C\u2019\u00e8 bisogno di molto di pi\u00f9: rendere \u201cfamigliare tutta la pastorale\u201d o, ancor pi\u00f9 chiaramente, rendere \u201cfamigliare tutta la Chiesa\u201d.<\/p>\n<p>Il Papa sa bene che non \u00e8 facile o scontato accogliere questo orizzonte. Ma non vuole essere equivocato, anche perch\u00e9 non mancano, anche fra i credenti, coloro che vorrebbero una Chiesa che si presenti essenzialmente come un tribunale della vita e della storia degli uomini. Insomma, una Chiesa pubblico ministero dell\u2019accusa, oppure notaio che registra gli adempimenti e le inadempienze di legge senza riguardo per le dolorose circostanze della vita e l\u2019interiore riscatto delle coscienze. Ci si dimentica in tal modo che la Chiesa \u00e8 stata impegnata dal Signore ad essere coraggiosa e forte proprio nella protezione dei deboli, nel riscatto dei debiti, nella cura delle ferite dei padri e delle madri, dei figli e dei fratelli; a cominciare da quelli che si riconoscono prigionieri delle loro colpe e disperati per aver fallito la loro vita. E vuole accompagnare tutti sino alla piena integrazione al Corpo di Cristo che \u00e8 la Chiesa.<\/p>\n<p>I segni forti di questo raddrizzamento di rotta sono almeno due. Il primo: \u00e8 ovvio che il matrimonio \u00e8 indissolubile, ma il legame della Chiesa con i figli e le figlie di Dio lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 perch\u00e9 \u00e8 come quello che Cristo ha stabilito con la Chiesa, piena di peccatori che sono stati amati quando ancora lo erano. E non sono abbandonati, neppure quando ci ricascano. Questo, come dice l\u2019apostolo Paolo, \u00e8 proprio un mistero grande, che va decisamente oltre ogni romantica metafora d un amore che rimane in vita soltanto nell\u2019idillio di \u201cdue cuori e una capanna\u201d. Il secondo segno \u00e8 la conseguente piena consegna al Vescovo di questa responsabilit\u00e0 ecclesiale, sapendo che il principio irrinunciabile \u00e8 la <em>salus animarum<\/em> (un\u2019affermazione solenne che chiude il Codice di Diritto Canonico, ma che spesso viene dimenticata). Il Vescovo \u00e8 giudice in quanto pastore. E il pastore riconosce le sue pecore anche quando hanno smarrito la strada. Il suo scopo ultimo \u00e8 sempre quello di riportarle a casa, dove pu\u00f2 curarle e guarirle, mentre non lo pu\u00f2 fare se le lascia dove sono abbandonandole al suo destino perch\u00e9 \u201cse lo sono cercato\u201d.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 evidente, si tratta di un nuovo stile ecclesiale da intraprendere. E questo richiede anche la consapevolezza della diversit\u00e0 delle situazioni. Il Papa non propone n\u00e9 una nuova astratta dottrina n\u00e9 nuove regole giuridiche. Nel testo il Papa ricorda che gi\u00e0 durante il Sinodo vi \u00e8 stata una pluralit\u00e0 degli interventi dei vescovi che hanno composto un \u00abprezioso poliedro\u00bb (n.4). Tale orizzonte sollecita la teologia ad intraprendere una rinnovata riflessione in materia e spinge le singole Chiese a prendersi la responsabilit\u00e0 di far fronte alle innumerevoli sfide che le famiglie sono chiamate ad affrontare nei diversi contesti sociali e culturali. Nelle diverse regioni \u2013 scrive il Papa \u2013 \u201csi possono cercare soluzioni pi\u00f9 inculturate, attente alle tradizioni e alle sfide locali. Infatti, \u201cle culture sono molto diverse tra loro e ogni principio generale [&#8230;] ha bisogno di essere inculturato, se vuole essere osservato e applicato\u201d (n.3). Il Papa avverte altres\u00ec che \u00abnon tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero\u00bb.<\/p>\n<p><strong><em>La famiglia nella Parola di Dio, nella societ\u00e0 contemporanea e la sua vocazione oggi<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Esortazione Apostolica \u2013 dopo tali spunti introduttivi \u2013 avvia la riflessione con un trittico (sono i primi tre capitoli). Nel primo si parla delle famiglie che popolano la Bibbia. E si sottolineano le loro storie reali fatte \u201cdi amore e di crisi\u201d(n.8). Nel secondo si descrivono le sfide che le famiglie sono chiamate ad affrontare in questo momento storico: dal fenomeno migratorio alla negazione ideologica della differenza di sesso (\u201cideologia del gender\u201d); dalla cultura del provvisorio alla mentalit\u00e0 antinatalista e all\u2019impatto delle biotecnologie nel campo della procreazione; dalla mancanza di casa e di lavoro alla pornografia e all\u2019abuso dei minori; dall\u2019attenzione alle persone con disabilit\u00e0, al rispetto degli anziani; dalla decostruzione giuridica della famiglia, alla violenza nei confronti delle donne. Il testo presenta l\u2019individualismo esasperato come il virus che avvelena in radice i legami famigliari e che porta le famiglie a vivere in una situazione paradossale: da una parte, \u201csi teme la solitudine e si desidera uno spazio di protezione e di fedelt\u00e0, ma nello stesso tempo cresce il timore di essere catturati da una relazione che possa rimandare il soddisfacimento delle aspirazioni personali\u201d (n. 34). E\u2019 il paradosso che c\u2019\u00e8 tra il radicale bisogno di famiglia che tutti sentono nella profondit\u00e0 del loro essere e contemporaneamente la crescente fragilit\u00e0 dei legami famigliari che con incredibile facilit\u00e0 si annullano e si spezzano, si ricompongono e si moltiplicano.<\/p>\n<p>Nel terzo capitolo il Papa presenta la vocazione della famiglia come delineata da Ges\u00f9 e recepita dalla Chiesa. Si prendono in esame i temi della indissolubilit\u00e0, della sacramentalit\u00e0 del matrimonio, della trasmissione della vita e della educazione dei figli. Tra l\u2019altro il Papa \u2013 con una consapevole autocritica \u2013 chiede alle Chiese se talora non abbiamo sbagliato presentando \u201cun ideale teologico del matrimonio troppo astratto, quasi artificiosamente costruito, lontano dalla situazione concreta e dalle effettive possibilit\u00e0 delle famiglie cos\u00ec come sono\u201d(n.6). E manifesta poi tutti i suoi dubbi nell\u2019efficacia di una pastorale che insiste \u201csolamente su questioni dottrinali, bioetiche e morali, senza motivare l\u2019apertura alla grazia\u201d (n.37). Ovviamente &#8211; ma questa \u00e8 una mia riflessione &#8211; resta aperta una questione cruciale: perch\u00e9, oggi, i giovani preferiscono la convivenza al matrimonio? Di fronte a tale disaffezione, non dovremmo chiederci se\u00a0 il \u201cVangelo della famiglia\u201d, come lo presentiamo, \u00e8 poco attrattivo? Non dovremmo ripensare il linguaggio e il contenuto di tale annuncio per rendere \u201cattrattivo\u201d il Vangelo della famiglia?<\/p>\n<p><strong><em>L\u2019amore fecondo e le generazioni nel matrimonio e nella famiglia<\/em><\/strong><\/p>\n<p>I capitoli IV e V formano la parte centrale della Esortazione Apostolica. In essi si declinano le due dimensioni che sostanziano il matrimonio e la famiglia: ossia il legame d\u2019amore tra un uomo e una donna e la fecondit\u00e0 generatrice che ne consegue. E qui appare una novit\u00e0 singolare. Il Papa non si ferma, come accade nella pi\u00f9 diffusa catechesi, a commentare la pur fondamentale lezione del Cantico dei Cantici, che rimane certamente un gioiello della rivelazione biblica dell&#8217;amore dell&#8217;uomo e della donna. Commenta piuttosto e in maniera del tutto originale, e parola per parola, la fine fenomenologia dell\u2019amore ispirato da Dio nello splendido inno paolino 1Corinzi 13. Il Papa parla dell\u2019amore in chiave tutt\u2019altro che mistica e romantica. E\u2019 singolare che la parola pi\u00f9 citata nel testo \u00e8 proprio \u201camore\u201d(365 volte), seguita da \u201cfamiglia\u201d(279), \u201cmatrimonio\u201d (185) e \u201cchiesa\u201d(149), una sequenza che non \u00e8 solo terminologica. Appare evidente che l\u2019amore di cui si parla nel testo \u00e8 pieno di concretezza e di dialettica, di bellezza e di sacrificio, di vulnerabilit\u00e0 e di tenacia (l\u2019amore tutto sopporta, tutto spera, tutto crede, tutto perdona, non cede mai\u2026). Insomma, l&#8217;amore di Dio \u00e8 cos\u00ec!<\/p>\n<p>Siamo lontani da quell\u2019individualismo che chiude l&#8217;amore nell&#8217;ossessione possessiva &#8220;a due&#8221; che peraltro mette a rischio la &#8220;letizia&#8221; del legame coniugale e famigliare. Il lessico famigliare dell&#8217;amore, nell&#8217;interpretazione del Papa, non \u00e8 povero di passione, \u00e8 ricco di generazione. Per questo include serenamente la libert\u00e0 di pensare e di apprezzare l&#8217;intimit\u00e0 sessuale dei coniugi come un grande dono di Dio per l&#8217;uomo e la donna. Potremmo dire che \u2013 anche in questo &#8211; il testo papale porta a pienezza le suggestioni presenti nella <em>Gaudium et Spes<\/em> che cita esplicitamente: \u201cIl matrimonio \u00e8 in primo luogo una \u00abintima comunit\u00e0 di vita e di amore coniugale\u00bb che costituisce un bene per gli stessi sposi, e la sessualit\u00e0 \u2018\u00e8 ordinata all\u2019amore coniugale dell\u2019uomo e della donna\u2019\u201d(n.80). Il lessico famigliare dell&#8217;amore, come proposto dal Papa, \u00e8 ricco di passione, \u00e8 robusto nella generazione.<\/p>\n<p>Nel capitolo quinto l\u2019attenzione va sull\u2019altra dimensione dell\u2019amore coniugale: la fecondit\u00e0 e la generativit\u00e0. Si parla in maniera spiritualmente e psicologicamente profonda dell\u2019accogliere una nuova vita, dell\u2019attesa nella gravidanza, dell\u2019amore di madre e di padre, della presenza dei nonni. Ma anche della fecondit\u00e0 allargata, dell\u2019adozione, dell\u2019accoglienza e del contributo delle famiglie a promuovere una \u201ccultura dell\u2019incontro\u201d, della vita nella famiglia in senso ampio, con la presenza di zii, cugini, parenti dei parenti, amici. Il Papa sottolinea la inevitabile dimensione sociale del sacramento del matrimonio (n.186), al cui interno si declina sia il ruolo specifico del rapporto tra giovani e anziani, sia la relazione tra fratelli e sorelle come tirocinio di crescita nella relazione con gli altri. In questo modo l\u2019<em>Amoris laetitia<\/em> propone una rilettura del rapporto tra amore e generazione che va aldil\u00e0 di qualsiasi separazione o giustapposizione tra questi due fondamentali e costitutivi motivi significati del matrimonio: la relazione nella coppia \u00e8 intrinsecamente generante e feconda e la generazione di un terzo, il figlio, \u00e8 il frutto trascendente dell\u2019amore dei due.<\/p>\n<p>In tale contesto vorrei sottolineare due punti. Anzitutto il tema del figlio. Il testo con chiarezza riafferma che il figlio non \u00e8 un oggetto del desiderio, ma un progetto di consegna della vita. Di qui segue il tema del rapporto fra le generazioni, che la frammentazione e la liquidit\u00e0 di eros mettono a rischio. Il legame fra le generazioni \u00e8 il luogo dell&#8217;eredit\u00e0 che deve essere fatta fruttare. Questo \u00e8 il grande compito affidato alla famiglia che deve custodire la tradizione della vita senza imprigionarla, provvedere valore aggiunto al futuro senza mortificarlo. Tale dinamismo \u00e8 impossibile se la famiglia perde il suo ruolo sociale di stabilit\u00e0 e di propulsivit\u00e0 degli affetti. Insomma, non ci si sposa semplicemente per se stessi. Il matrimonio \u00e8 pi\u00f9 ricco di bene, se la coppia non si richiude su se stessa: questo ripiegamento non porta pi\u00f9 letizia, porta tristezza. La famiglia \u00e8 il motore della storia, l&#8217;amore che lavora per la vita: non certo il rifugio per coloro che intendono sottrarsi alle sfide della vita e della storia. In questo passaggio e alleanza tra le generazioni si costruisce l\u2019intera ricchezza dei popoli, sapere, cultura, tradizioni, dono, reciprocit\u00e0. La passione educativa iscritta nella generazione, e l&#8217;alleanza fra una generazione e l&#8217;altra sono un termometro infallibile del progresso sociale.<\/p>\n<p>Il tema educativo viene svolto nel capitolo settimo; lo accenno ora per legarlo al tema della generativit\u00e0. Il Papa avverte che nei confronti dei figli \u201cl\u2019ossessione non \u00e8 educativa, e non si pu\u00f2 avere un controllo di tutte le situazioni in cui un figlio potrebbe trovarsi a passare (\u2026). Se un genitore \u00e8 ossessionato di sapere dove si trova suo figlio e controllare tutti i suoi movimenti, cercher\u00e0 solo di dominare il suo spazio. In questo modo non lo educher\u00e0, non lo rafforzer\u00e0, non lo preparer\u00e0 ad affrontare le sfide. Quello che interessa principalmente \u00e8 generare nel figlio, con molto amore, processi di maturazione della sua libert\u00e0, di preparazione, di crescita integrale, di coltivazione dell\u2019autentica autonomia\u201d(n.261). E\u2019 significativa l\u2019attenzione che il testo dedica alla educazione sessuale, un tema relativamente nuovo nella pastorale della Chiesa. L\u2019Esortazione ne sostiene la necessit\u00e0 soprattutto oggi \u201cin un\u2019epoca in cui si tende a banalizzare e impoverire la sessualit\u00e0\u201d. Essa va realizzata \u201cnel quadro di un\u2019educazione all\u2019amore, alla reciproca donazione\u201d(n.280).<\/p>\n<p><strong><em>Alcune prospettive pastorali<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nel capitolo sesto l\u2019Esortazione ribadisce che le famiglie sono soggetto e non solamente oggetto di evangelizzazione. Sono esse, anzitutto, ad essere chiamate a comunicare al mondo il \u201cVangelo della famiglia\u201d come risposta al profondo bisogno di famigliarit\u00e0 iscritto nel cuore nella persona umana e della stessa societ\u00e0. Certo, hanno bisogno di un grande aiuto in questa loro missione. Il Papa parla, anche in questa prospettiva, della responsabilit\u00e0 dei ministri ordinarti. E sottolinea con franchezza che a loro \u201cmanca spesso una formazione adeguata per trattare i complessi problemi attuali delle famiglie\u201d(n.202). E chiede una rinnovata attenzione anche alla formazione dei seminaristi. Se da una parte bisogna migliorare la loro formazione psico-affettiva e coinvolgere di pi\u00f9 la famiglia nella formazione al ministero (cfr. n.203), dall\u2019altra sostiene che \u201cpu\u00f2 essere utile (\u2026) anche l\u2019esperienza della lunga tradizione orientale dei sacerdoti sposati\u201d(n. 202). Qui dovremmo aprire la riflessione sul rapporto tra le famiglie, la maternit\u00e0 ecclesiale della comunit\u00e0 e la paternit\u00e0 spirituale del ministero. Oggi, purtroppo, \u00e8 evidente il divario che separa le famiglie dalla comunit\u00e0 cristiana. Potremmo dire che le famiglie sono poco ecclesiali perch\u00e9 spesso rinchiuse in se stesse, e la comunit\u00e0 cristiane sono poco famigliari perch\u00e9 spesso prese da una burocrazia esasperante.<\/p>\n<p>Un punto particolare merita l\u2019attenzione: l\u2019accompagnamento dei fidanzati sino alla celebrazione del sacramento. Il testo insiste nell\u2019aiutarli a riscoprire la vita della Comunit\u00e0 ecclesiale: \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente che si tratta di vivere la fede in raccordo con la vita della comunit\u00e0. Va allontanato ogni \u201cindividualismo religioso\u201d, come lo stesso Benedetto XVI osservava nella Enciclica <em>Spe salvi<\/em>. E\u2019 indispensabile accompagnare la nuova famiglia mentre compie i primi passi (compreso il tema della paternit\u00e0 responsabile). Qui ci troviamo di fronte ad un vasto campo quasi del tutto ignoto alla vita ordinaria delle parrocchie. E\u2019 utile qui l\u2019esperienza dei movimenti famigliari che hanno gi\u00e0 individuato dei percorsi efficaci di accompagnamento. Ed \u00e8 anche in questo orizzonte che vanno promosse le associazioni famigliari sia per aiutare la vita spirituale delle famiglie sia per una pi\u00f9 efficace presenza nella vita sociale ed anche politica.<\/p>\n<p>Il Papa esorta quindi all\u2019accompagnamento anche delle persone abbandonate, di quelle separate o divorziate. Sottolinea, tra l\u2019altro, l\u2019importanza della recente riforma dei procedimenti per il riconoscimento dei casi di nullit\u00e0 matrimoniale e della responsabilit\u00e0 affidata ai Vescovi. Il testo richiama la sofferenza dei figli nelle situazioni conflittuali e dice chiaramente: \u201cIl divorzio \u00e8 un male, ed \u00e8 molto preoccupante la crescita del numero dei divorzi. Per questo, senza dubbio, il nostro compito pastorale pi\u00f9 importante riguardo alle famiglie \u00e8 rafforzare l\u2019amore e aiutare a sanare le ferite, in modo che possiamo prevenire l\u2019estendersi di questo dramma nella nostra epoca\u201d(n. 246). Si accenna ai matrimoni misti e a quelli con disparit\u00e0 di culto, e alla situazione delle famiglie che hanno al loro interno persone con tendenza omosessuale, ribadendo il rispetto nei loro confronti e il rifiuto di ogni ingiusta discriminazione e di ogni forma di aggressione o violenza.<\/p>\n<p>Pastoralmente preziosa \u00e8 la parte finale del capitolo: \u201cQuando la morte pianta il suo pungiglione\u201d. Si tratta di una dimensione purtroppo spesso disattesa che richiede invece una nuova attenzione pastorale: tutte le famiglie, nessuna esclusa, fa l\u2019esperienza del lutto e chiede accompagnamento. Tale prospettiva \u00e8 ancor pi\u00f9 urgente oggi visto l\u2019attenuarsi del senso della morte nelle societ\u00e0 contemporanee e la mancanza di gesti e di parole che aiutino chi muore e chi resta.<\/p>\n<p><strong><em>La cura delle famiglie ferite: accompagnare, discernere e integrare <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il capitolo ottavo \u2013 tra le parti pi\u00f9 attese della Esortazione papale &#8211; costituisce un invito alla misericordia e al discernimento pastorale davanti a situazioni che non rispondono pienamente a quello che il Signore propone. Il Papa ribadisce che non si deve affatto rinunciare ad illuminare la verit\u00e0 del cammino della fede e le forti esigenze della sequela del Signore, come ho sottolineato all\u2019inizio. Al contrario, esorta ad assumere lo sguardo di Ges\u00f9 e lo stile di Dio che ha chiaramente espresso nelle sue parole, nei suoi gesti, nei suoi incontri. E richiama il fatto che ci sono anche \u201caltre forme di unione che contraddicono radicalmente questo ideale, mentre alcune lo realizzano almeno in modo parziale e analogo\u201d e in queste ultime il Papa colloca i credenti conviventi o quelli uniti solo con matrimonio civile. In ogni caso, la Chiesa \u201cnon manca di valorizzare gli \u2018elementi costruttivi in quelle situazioni che non corrispondono ancora o non pi\u00f9\u2019 al suo insegnamento sul matrimonio\u201d(n.292). C\u2019\u00e8 qui l\u2019ansia evangelica di non spegnere il lucignolo fumigante (cfr. Mt.12,20). Ogni \u201cseme di famiglia\u201d \u2013 si potrebbe dire \u2013 ovunque ci sia, va accompagnato e fatto crescere.<\/p>\n<p>Il Papa delinea un nuovo asse della vita pastorale della Chiesa che viene iscritto nell\u2019orizzonte della Misericordia. Anche qui, una piccola notazione terminologica. Nel <em>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/em> la parola \u201cmisericordia\u201d si trova 12 volte, su un testo di circa 800 pagine, mentre nell\u2019<em>Amoris laetitia <\/em>41 volte in testo quattro volte pi\u00f9 breve. C\u2019\u00e8 bisogno di una Chiesa che si dedichi ad accompagnare e ad integrare tutti. Nessuno deve essere escluso. Per questo c\u2019\u00e8 bisogno di uno sguardo che sia di compassione, non di condanna. Il discernimento deve andare in questa direzione e quindi teso a cogliere nelle diverse situazioni \u201cfamigliari\u201d i \u201csegni di amore che in qualche modo riflettono l\u2019amore di Dio\u201d(294). Vanno evitati pertanto quei \u201cgiudizi che non tengono conto della complessit\u00e0 delle diverse situazioni, ed \u00e8 necessario essere attenti al modo in cui le persone vivono e soffrono a motivo della loro condizione\u201d(n.296). E comunque ogni persona deve trovare posto nella Chiesa: \u201cnessuno pu\u00f2 essere condannato per sempre\u201d(297). Peraltro, avverte il Papa, le situazioni sono molto diverse tra loro e \u201cnon devono essere catalogate o rinchiuse in affermazioni troppo rigide senza lasciare spazio a un adeguato discernimento personale e pastorale\u201d(n.298). In tale prospettiva \u201c\u00e8 comprensibile \u2013 continua il Papa &#8211; che non ci si dovesse aspettare dal Sinodo o da questa Esortazione una nuova normativa generale di tipo canonico, applicabile a tutti i casi\u201d(n.300). E continua affermando che \u201c\u00e8 possibile soltanto un nuovo incoraggiamento ad un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari, che dovrebbe riconoscere che, poich\u00e9 il \u2018grado di responsabilit\u00e0 non \u00e8 uguale in tutti i casi\u2019, le conseguenze o gli effetti di una norma non necessariamente devono essere sempre gli stessi\u201d(n.300).<\/p>\n<p>L\u2019indicazione che il testo consegna ai Vescovi \u00e8 semplice e diretta. Tre verbi che costituiscono tra loro legati un unico itinerario: accompagnare, discernere, integrare. E\u2019 evidente che tale itinerario \u00e8 possibile ad una condizione, ossia che sia chiara la presenza della comunit\u00e0 cristiana. Si potrebbe dire che \u00e8 la comunit\u00e0 con il suo pastore ad essere chiamata ad accompagnare, a discernere e ad integrare chi deve incamminarsi, appunto, verso la crescita nell\u2019amore di Cristo. Sappiamo bene infatti che Dio non salva individualmente, ma radunandoci in un popolo. Lo ribadisce con chiarezza il Concilio Vaticano II. E tutti sappiamo che la fede condivisa e l\u2019amore fraterno fanno miracoli anche nelle situazioni pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p>L&#8217;accesso alla grazia di Dio, che genera la conversione del peccatore, \u00e8 una cosa seria. La dottrina cattolica del giudizio morale, forse un po&#8217; trascurata, viene rimessa in onore dalla Esortazione Apostolica. La qualit\u00e0 morale dei processi di conversione, infatti, non coincide automaticamente con la definizione legale degli stati di vita. Per questo il testo scrive che \u201cnon \u00e8 pi\u00f9 possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta \u2018irregolare\u2019 vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante\u201d(301). Il compito dei sacerdoti, in particolare, ma non solo, \u00e8 indirizzato perci\u00f2 ad accompagnare in questo percorso ecclesiale di conversione e di integrazione di cui il vescovo \u00e8 il primo responsabile: niente \u201cfai-da-te\u201d, n\u00e9 per loro, n\u00e9 per i fedeli. Non vi \u00e8 un calcolo legale da applicare, n\u00e9 un processo da decidere ad arbitrio; e neppure di eccezioni da fare o di privilegi da concedere (300). E\u2019 un processo di discernimento che si iscrive in un cammino di coscienza, legato al \u201cforo interno\u201d (direzione spirituale e sacramento della Riconciliazione). Il cammino richiesto, perci\u00f2, \u00e8 un intreccio tra la dottrina della Chiesa, il discernimento delle coscienze, l\u2019onorare il principio morale, e custodire la comunione.<\/p>\n<p>In questa linea di discernimento e integrazione il Papa \u2013 accogliendo ci\u00f2 che i vescovi hanno chiesto &#8211; esorta a \u201cdiscernere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito liturgico, pastorale, educativo e istituzionale possano essere superate\u201d(n.299). Si tratta delle sette forme di esclusione: incarico di padrino; lettore; ministro straordinario dell\u2019eucaristia; insegnante di religione; catechista per la prima comunione e per la cresima; membro del consiglio pastorale diocesano e parrocchiale; testimone di nozze (sconsigliato, ma non impedito). L\u2019intento \u00e8 esplicito: \u201cEssi (i divorziati risposati) non solo non devono sentirsi scomunicati, ma possono vivere e maturare come membra vive della Chiesa, sentendola come una madre che li accoglie sempre, si prende cura di loro con affetto e li incoraggia nel cammino della vita e del Vangelo. Questa integrazione \u00e8 necessaria pure per la cura e l\u2019educazione cristiana dei loro figli, che debbono essere considerati i pi\u00f9 importanti\u201d(n.299). Su questo punto le singole Chiese locali sono chiamate a riflettere e a decidere.<\/p>\n<p>Il Papa, inoltre, fa propri sei criteri per il discernimento approvati dal Sinodo: 1) \u201cfare un esame di coscienza, tramite momenti di riflessione e di pentimento\u201d; 2) \u201cchiedersi come si sono comportati verso i loro figli quando l\u2019unione coniugale \u00e8 entrata in crisi\u201d; 3) chiedersi \u201cse ci sono stati tentativi di riconciliazione\u201d; 4) chiedersi \u201ccome \u00e8 la situazione del partner abbandonato\u201d; 5) chiedersi \u201cquali conseguenze ha la nuova relazione sul resto della famiglia e la comunit\u00e0 dei fedeli\u201d; 6) chiedersi \u201cquale esempio essa offre ai giovani che si devono preparare al matrimonio\u201d. Il Papa continua: \u201cSi tratta di un itinerario di accompagnamento e di discernimento che \u00aborienta questi fedeli alla presa di coscienza della loro situazione davanti a Dio. Il colloquio col sacerdote, in foro interno, concorre alla formazione di un giudizio corretto su ci\u00f2 che ostacola la possibilit\u00e0 di una pi\u00f9 piena partecipazione alla vita della Chiesa e sui passi che possono favorirla e farla crescere. Dato che nella stessa legge non c\u2019\u00e8 gradualit\u00e0 (cfr <em>Familiaris consortio<\/em>, 34), questo discernimento non potr\u00e0 mai prescindere dalle esigenze di verit\u00e0 e di carit\u00e0 del Vangelo proposte dalla Chiesa\u201d(300). Pertanto, \u201cquando si trova una persona responsabile e discreta, che non pretende di mettere i propri desideri al di sopra del bene comune della Chiesa, con un Pastore che sa riconoscere la seriet\u00e0 della questione che sta trattando, si evita il rischio che un determinato discernimento porti a pensare che la Chiesa sostenga una doppia morale\u201d(300).<\/p>\n<p>Il Papa chiede che si rifletta \u201csu condizionamenti e circostanze attenuanti\u201d per quanto riguarda la imputabilit\u00e0 e la responsabilit\u00e0 delle azioni e, appoggiandosi a san Tommaso d\u2019Aquino, si sofferma sul rapporto fra \u201cle norme e il discernimento\u201d affermando che \u201c\u00e8 vero che le norme generali presentano un bene che non si deve mai disattendere n\u00e9 trascurare, ma nella loro formulazione non possono abbracciare assolutamente tutte le situazioni particolari. Nello stesso tempo occorre dire che, proprio per questa ragione, ci\u00f2 che fa parte di un discernimento pratico davanti a una situazione particolare non pu\u00f2 essere elevato al livello di una norma\u201d(n.304). Sotto il profilo normativo della teologia-morale, questo ottavo capitolo \u00e8 senza dubbio il pi\u00f9 impegnativo. Il Papa, riprendendo la dottrina morale tradizionale si riallaccia al tema classico delle circostanze attenuanti (n.301-303. 308) e propone una interessante riflessione sul rapporto tra norma e giudizio nella situazione (discernimento), nella quale, senza eludere o sminuire la norma, nemmeno si cade in una riduttiva interpretazione della coscienza morale, che la considererebbe una semplice \u201capplicazione\u201d deduttiva di una fredda normativa.<\/p>\n<p>Da quanto osservato circa l\u2019integrazione possibile, derivano tre considerazioni conclusive. Se, da una parte, \u00e8 vero che si deve evitare la confusione e lo scandalo nei fedeli \u201cnormali\u201d, dall\u2019altra, occorre pure evitare la confusione e lo scandalo nei fedeli divorziati risposati, che, mentre non sono scomunicati, al tempo stesso, risultano di fatto ridotti a spettatori della vita ecclesiale anzich\u00e9 responsabili di ministerialit\u00e0 differenti che sono richieste ad ogni battezzato per l\u2019edificazione della Chiesa. Un\u2019altra considerazione riguarda la testimonianza che eventuali figli nati dalla seconda unione hanno diritto di ricevere dai genitori, pena il rischio di pagare il prezzo della emarginazione di cui non sono responsabili ma solo vittime. Di qui la via del discernimento, ossia la <em>via discretionis<\/em> che permette ai pastori di valutare caso per caso, specialmente riguardo alla progressiva inclusione delle persone che, trovandosi in una situazione ormai irreversibile, sono particolarmente bisognose di accoglienza, di accompagnamento e di misericordia.<\/p>\n<p><strong><em>\u201cLa logica della misericordia pastorale\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ultima sezione del capitolo ottavo, Papa Francesco ribadisce che \u00abComprendere le situazioni eccezionali non implica mai nascondere la luce dell\u2019ideale pi\u00f9 pieno n\u00e9 proporre meno di quanto Ges\u00f9 offre all\u2019essere umano. Oggi, <em>pi\u00f9 importante di una pastorale dei fallimenti \u00e8 lo sforzo pastorale per consolidare i matrimoni<\/em> e cos\u00ec prevenire le rotture\u00bb (n.307). In ogni caso il senso complessivo del capitolo e dello spirito che Papa Francesco intende imprimere alla pastorale della Chiesa \u00e8 ben riassunto nelle parole finali: \u201cInvito i fedeli che stanno vivendo situazioni complesse ad accostarsi con fiducia a un colloquio con i loro pastori o con laici che vivono dediti al Signore. Non sempre troveranno in essi una conferma delle proprie idee e dei propri desideri, ma sicuramente riceveranno una luce che permetter\u00e0 loro di comprendere meglio quello che sta succedendo e potranno scoprire un cammino di maturazione personale. E invito i pastori ad ascoltare con affetto e serenit\u00e0, con il desiderio sincero di entrare nel cuore del dramma delle persone e di comprendere il loro punto di vista, per aiutarle a vivere meglio e a riconoscere il loro posto nella Chiesa\u201d (n.312). In sintesi, sono elementi fondamentali del discernimento sia la fiducia da parte dei fedeli che vivono le situazioni complesse sia l\u2019ascolto profondo da parte dei pastori. Sulla \u201clogica della misericordia pastorale\u201d Papa Francesco afferma con forza: \u201cA volte ci costa molto dare spazio nella pastorale all\u2019amore incondizionato di Dio. Poniamo tante condizioni alla misericordia che la svuotiamo di senso concreto e di significato reale, e questo \u00e8 il modo peggiore di annacquare il Vangelo\u201d(n. 311).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong><em>Spiritualit\u00e0 coniugale e familiare<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il nono capitolo \u00e8 dedicato alla spiritualit\u00e0 coniugale e familiare, \u201cfatta di migliaia di gesti reali e concreti\u201d (n.315). Con chiarezza si dice che \u201ccoloro che hanno desideri spirituali profondi non devono sentire che la famiglia li allontana dalla crescita nella vita dello Spirito, ma che \u00e8 un percorso che il Signore utilizza per portarli ai vertici dell\u2019unione mistica\u201d(n.316). Tutto, \u201ci momenti di gioia, il riposo o la festa, e anche la sessualit\u00e0, si sperimentano come una partecipazione alla vita piena della sua Risurrezione\u201d(n.317). Si parla quindi della preghiera alla luce della Pasqua, della spiritualit\u00e0 dell\u2019amore esclusivo e libero nella sfida e nell\u2019anelito di invecchiare e consumarsi insieme, riflettendo la fedelt\u00e0 di Dio (cfr. n.319). E infine la spiritualit\u00e0 \u201cdella cura, della consolazione e dello stimolo\u201d. Nel paragrafo conclusivo il Papa afferma: \u201cNessuna famiglia \u00e8 una realt\u00e0 perfetta e confezionata una volta per sempre, ma richiede un graduale sviluppo della propria capacit\u00e0 di amare (\u2026). Tutti siamo chiamati a tenere viva la tensione verso qualcosa che va oltre noi stessi e i nostri limiti, e ogni famiglia deve vivere in questo stimolo costante. Camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare ! (\u2026). Non perdiamo la speranza a causa dei nostri limiti, ma neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci \u00e8 stata promessa\u201d(n.325).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/AMORIS_LAETITIA_Presentazione_Mons_Paglia_ITA.pdf\">AMORIS_LAETITIA &#8211; scarica la presentazione in pdf<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il valore \u201csinodale\u201d della Esortazione Apostolica Con l\u2019Esortazione Apostolica Postsinodale, Amoris Laetitia, Papa Francesco raccoglie il frutto di un lungo itinerario ecclesiale e lo propone autorevolmente all\u2019intera Chiesa Cattolica. 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