{"id":21482,"date":"2025-03-29T19:47:30","date_gmt":"2025-03-29T18:47:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=21482"},"modified":"2025-03-05T12:46:42","modified_gmt":"2025-03-05T11:46:42","slug":"quarta-domenica-di-quaresima-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/quarta-domenica-di-quaresima-3.html","title":{"rendered":"Quarta Domenica di Quaresima"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\"><strong>Luca<\/strong> (15,1-3.11-32)<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: &#8220;Costui accoglie i peccatori e mangia con loro&#8221;. Ed egli disse loro questa parabola:<\/em><br \/>\n<em> Disse ancora: &#8220;Un uomo aveva due figli. Il pi\u00f9 giovane dei due disse al padre: &#8220;Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta&#8221;. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio pi\u00f9 giovane, raccolte tutte le sue cose, part\u00ec per un paese lontano e l\u00e0 sperper\u00f2 il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominci\u00f2 a trovarsi nel bisogno. Allora and\u00f2 a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mand\u00f2 nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Allora ritorn\u00f2 in s\u00e9 e disse: &#8220;Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzer\u00f2, andr\u00f2 da mio padre e gli dir\u00f2: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono pi\u00f9 degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati&#8221;. Si alz\u00f2 e torn\u00f2 da suo padre.<\/em><br \/>\n<em> Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gett\u00f2 al collo e lo baci\u00f2. Il figlio gli disse: &#8220;Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono pi\u00f9 degno di essere chiamato tuo figlio&#8221;. Ma il padre disse ai servi: &#8220;Presto, portate qui il vestito pi\u00f9 bello e fateglielo indossare, mettetegli l&#8217;anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perch\u00e9 questo mio figlio era morto ed \u00e8 tornato in vita, era perduto ed \u00e8 stato ritrovato&#8221;. E cominciarono a far festa.<\/em><br \/>\n<em> Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, ud\u00ec la musica e le danze; chiam\u00f2 uno dei servi e gli domand\u00f2 che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: &#8220;Tuo fratello \u00e8 qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perch\u00e9 lo ha riavuto sano e salvo&#8221;. Egli si indign\u00f2, e non voleva entrare. Suo padre allora usc\u00ec a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: &#8220;Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che \u00e8 tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso&#8221;. Gli rispose il padre: &#8220;Figlio, tu sei sempre con me e tutto ci\u00f2 che \u00e8 mio \u00e8 tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perch\u00e9 questo tuo fratello era morto ed \u00e8 tornato in vita, era perduto ed \u00e8 stato ritrovato&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Questa domenica \u00e8 chiamata <em>laetare<\/em> (domenica della letizia) dalla prima parola della Liturgia. La Chiesa invita a interrompere la severit\u00e0 del tempo quaresimale. Il colore viola, segno proprio di un tempo di penitenza, cede il passo al rosa, per la letizia che viene donata oggi al nostro cuore, quasi a far pregustare la gioia della Pasqua. La serenit\u00e0 che troviamo in questa Liturgia non nasce da noi, \u00e8 un dono dall&#8217;alto; non promana dalla nostra onest\u00e0 o da altre nostre qualit\u00e0, essa trova ragione nel fatto che qualcuno ci accoglie cos\u00ec come siamo, senza neppure un previo esame.<br \/>\nIl Vangelo inizia notando che &#8220;si avvicinavano a Ges\u00f9 tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: &#8220;Costui riceve i peccatori e mangia con loro&#8221;&#8221;. L&#8217;evangelista sembra sottolineare con soddisfazione questo strano pubblico che si accalca attorno a Ges\u00f9. Per i farisei, invece, \u00e8 segno di scandalo, perch\u00e9 la comunanza della mensa con i peccatori significava coinvolgimento nelle loro impurit\u00e0. La loro accusa contro Ges\u00f9, pertanto, non era di poco conto. Ma questa scena, ch&#8217;\u00e8 di scandalo per i benpensanti, per noi \u00e8 Vangelo, &#8220;buona notizia&#8221;. \u00c8 davvero una notizia lieta che Ges\u00f9 frequenti i peccatori. Del resto, la liturgia domenicale non \u00e8 il convito di Ges\u00f9 con noi, peccatori? Non conversa egli con noi? Non ci dona da mangiare il suo pane e da bere il suo calice? S\u00ec, nella liturgia della domenica ogni volta si realizzano questi tre versetti del Vangelo di Luca. Sia ringraziato il Signore per questo dono grande e certamente non meritato! Solo chi si sente &#8220;a posto&#8221; non capisce questa pagina evangelica e non riesce neppure a gustare la gioia che da essa promana. Solo chi non ha bisogno di essere accolto, perdonato e abbracciato ragiona allo stesso modo dei farisei e degli scribi. E a prima vista la loro grave accusa \u00e8 pi\u00f9 che ragionevole.<br \/>\nCome si difende Ges\u00f9? Non parlando di s\u00e9, ma del Padre. E narra la nota parabola detta del &#8220;figlio prodigo&#8221; (sarebbe meglio chiamarla del &#8220;padre misericordioso&#8221;). Forse \u00e8 tra le pagine evangeliche pi\u00f9 sconvolgenti. Si apre con la richiesta del figlio pi\u00f9 giovane di avere la sua parte di eredit\u00e0. Ottenutala, se ne va via di casa. La sua vita, inizialmente brillante e piena di soddisfazioni, \u00e8 poi colpita dalla violenza della carestia e dall&#8217; abbandono degli amici. Resta solo ed \u00e8 costretto a fare il guardiano di maiali; l&#8217;unico modo per sopravvivere! Persino i maiali stanno meglio di lui: &#8220;Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava&#8221; (v. 16), nota tristemente l&#8217;evangelista.<br \/>\nLa vita di questo figlio \u00e8 spezzata, come spezzati sono i suoi sentimenti. Quanto gli \u00e8 amaro ricordare i giorni in cui stava a casa di suo padre! Ma \u00e8 proprio l&#8217;amarezza della vita in cui \u00e8 caduto a farlo rientrare in se stesso: &#8220;Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi lever\u00f2 e andr\u00f2 da mio padre e gli dir\u00f2: &#8220;Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; trattami come uno dei tuoi garzoni&#8221;&#8221;. Si alza dalla sua triste condizione e si incammina verso casa. Il padre sta in attesa. L&#8217;evangelista sembra suggerire di vederlo. Possiamo immaginarcelo sul terrazzo di casa che guarda lontano, verso l&#8217;orizzonte, nella speranza di vedere il figlio tornare: quando il figlio &#8220;\u00e8 ancora lontano&#8221;, il padre lo vede e &#8220;commosso gli corre incontro, gli si getta al collo e lo bacia&#8221;. Non sa ancora perch\u00e9 il figlio stia tornando, n\u00e9 conosce cosa gli dir\u00e0, ma non importa. Quel che conta \u00e8 che sta tornando. Non gli permette di dire nulla e gli getta le braccia al collo. Il cuore del figlio si scioglie e cos\u00ec pure la sua lingua. Pronuncia poche parole. Sembra che il padre neppure stia a sentirle e, dopo averlo rivestito con abiti nuovi, con i calzari ai piedi e con l&#8217;anello al dito, ordina di fare immediatamente una grande festa. Tutto in brevissimo tempo.<br \/>\nSta tornando dai campi il figlio maggiore, tutto casa e lavoro potremmo dire. Ma appena apprende il motivo della festa, va su tutte le furie e non vuole entrare. Ancora una volta \u00e8 il padre che esce. Va incontro al figlio e lo prega di comprendere la bellezza di quanto \u00e8 accaduto e lo invita a entrare e a far festa anche lui. Quel figlio non solo non entra, addirittura ha parole dure verso il padre: &#8220;lo ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute \u00e8 tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso&#8221;. Il padre risponde con dolcezza: &#8220;Tu sei sempre con me&#8221;, e con fermezza aggiunge: &#8220;Bisogna far festa&#8221;. Ha compreso che anche quel figlio \u00e8 lontano, pur stando dentro casa. Pur essendo il figlio maggiore, non capisce il suo amore e il bisogno di affetto e di perdono che ha il fratello minore. Il padre \u00e8 fermo con lui: non accetta che resti chiuso nella tristezza del suo egoismo; una fermezza che esprime un amore altrettanto grande, come quello che aveva mostrato per il figlio pi\u00f9 giovane. In una societ\u00e0 avara nell&#8217;accogliere i deboli, poco pronta a perdonare, questa parabola \u00e8 davvero una buona notizia, un Vangelo. Gli uomini hanno bisogno di un padre come questo, di una casa come questa, ove non solo si \u00e8 accolti, ma anche abbracciati con gioia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luca (15,1-3.11-32) Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: &#8220;Costui accoglie i peccatori e mangia con loro&#8221;. Ed egli disse loro questa parabola: Disse ancora: &#8220;Un uomo aveva due figli. 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