{"id":21441,"date":"2025-03-15T04:30:22","date_gmt":"2025-03-15T03:30:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=21441"},"modified":"2025-03-05T12:45:57","modified_gmt":"2025-03-05T11:45:57","slug":"seconda-domenica-di-quaresima-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/seconda-domenica-di-quaresima-3.html","title":{"rendered":"Seconda Domenica di Quaresima"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo d<strong>i Luca<\/strong>\u00a0(9,28-36)<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Circa otto giorni dopo questi discorsi, Ges\u00f9 prese con s\u00e9 Pietro, Giovanni e Giacomo e sal\u00ec sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambi\u00f2 d&#8217;aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mos\u00e8 ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. <\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Ges\u00f9: &#8220;Maestro, \u00e8 bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mos\u00e8 e una per Elia&#8221;. Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava cos\u00ec, venne una nube e li copr\u00ec con la sua ombra. All&#8217;entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube usc\u00ec una voce, che diceva: &#8220;Questi \u00e8 il Figlio mio, l&#8217;eletto; ascoltatelo!&#8221;. Appena la voce cess\u00f2, rest\u00f2 Ges\u00f9 solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ci\u00f2 che avevano visto.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">La Quaresima non \u00e8 un tempo qualsiasi. \u00c8 un periodo durante il quale, pur continuando la nostra vita ordinaria, siamo chiamati a riconsiderare il nostro rapporto con Dio. Per questo ci \u00e8 chiesto di digiunare dalle solite cose, di nutrirci di pi\u00f9 del Vangelo, di rafforzare la nostra preghiera, di intensificare la nostra carit\u00e0 verso i deboli e di convertire il cuore al Signore. Questi giorni che ci separano dalla Pasqua possono essere giorni di un vero e proprio cammino interiore. Potremmo paragonarli al cammino che Ges\u00f9 compie dalla Galilea sino a Gerusalemme. Stare con lui, accompagnarlo nelle prossime domeniche, lasciandosi guidare dalle sue parole e dal suo esempio, \u00e8 il modo migliore per far crescere in noi gli stessi sentimenti di Ges\u00f9.<br \/>\nIl Vangelo che abbiamo ascoltato, continuando l&#8217;itinerario verso la Pasqua, ci presenta Ges\u00f9 che sale sul monte assieme ai tre discepoli a lui pi\u00f9 legati: Pietro, Giacomo e Giovanni. Anche noi oggi siamo stati condotti in un luogo alto, pi\u00f9 alto di quello ove ci tengono legati le nostre abitudini egoistiche e meschine. La Liturgia della domenica non \u00e8 un precetto e neppure l&#8217;adempimento di un rito: \u00e8 l&#8217;essere strappati dal proprio egocentrismo ed essere portati pi\u00f9 in alto. Il Vangelo scrive: &#8220;Li prese con s\u00e9&#8221;. \u00c8 a dire che li strapp\u00f2 da se stessi per associarli alla sua vita, alla sua vocazione, alla sua missione, al suo cammino. Ges\u00f9 non ama camminare da solo, non concepisce se stesso come un eroe solitario, condannato a essere superiore a tutti. Egli si lega a quel gruppetto di uomini, impasta la sua vita con la loro, pur sapendo che sono deboli, fragili, limitati e limitanti, ma forse proprio per questo li prende e non li lascia indietro, anche se non sempre capiscono. Ges\u00f9 \u00e8 il vero pastore: non si stanca di stare con i suoi; li porta sempre con s\u00e9.<br \/>\nQuel giorno li condusse in alto, sul monte, per pregare. Non ci \u00e8 dato conoscere la profondit\u00e0 e la forza dei sentimenti di Ges\u00f9 in questi momenti. Ma la descrizione della trasfigurazione ci fa &#8220;vedere&#8221;, o almeno intuire, cosa Ges\u00f9 provasse. Scrive l&#8217;evangelista che &#8220;mentre pregava, il suo volto cambi\u00f2 d&#8217;aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante&#8221; (Lc 9,29). Era tale il mutamento del volto che ebbe riflesso anche nelle vesti. Gli evangeli ci parlano una sola volta della trasfigurazione; ma non \u00e8 azzardato pensare che Ges\u00f9, ogni volta che si poneva in preghiera, si trasfigurasse, cambiasse d&#8217;aspetto. Quel giorno la preghiera divenne anche colloquio con Mos\u00e8 ed Elia sulla &#8220;sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme&#8221;. Forse Ges\u00f9, in una veloce sintesi, ha visto tutta la sua vicenda storica intuendone anche la tragica fine. I discepoli stavano l\u00ec accanto, oppressi dal sonno. Fecero di tutto per non lasciarsi dominare dal sonno: restarono svegli e videro la gloria di Dio, compresero chi era Ges\u00f9 e quale rapporto aveva con il Padre. Davvero valeva la pena continuare a fissare quel volto cos\u00ec diverso dalle facce degli uomini. Dalla bocca di Pietro usc\u00ec un&#8217;espressione di gratitudine e di stupore: &#8220;Maestro, \u00e8 bello per noi stare qui. Facciamo tre tende: una per te, una per Mos\u00e8, una per Elia&#8221;. Forse sragionava, ma era colpito da quella visione.<br \/>\nUna nube avvolse i tre discepoli ed ebbero paura. Subito si ud\u00ec una voce dal cielo: &#8220;Questi \u00e8 il Figlio mio, l&#8217;eletto; ascoltatelo&#8221;. Nella nube e nei momenti di paura si fa chiara una voce: il Vangelo che indica colui sul quale riporre la nostra speranza. Subito i tre, aprendo gli occhi, non videro altri che Ges\u00f9 solo. S\u00ec, solo Ges\u00f9 \u00e8 maestro della vita; solo lui pu\u00f2 salvarci. Fu, senza dubbio, un&#8217;esperienza incredibile per quei tre poveri discepoli; ma pu\u00f2 essere anche la nostra esperienza se ci lasciamo condurre da Ges\u00f9 che ci stacca dal nostro egoismo per attrarci alla sua stessa vita. Parteciperemo a realt\u00e0 e a sentimenti pi\u00f9 grandi, e gusteremo un modo diverso di vivere. La nostra vita e il nostro cuore si trasfigureranno, diventeremo pi\u00f9 simili a Ges\u00f9. L&#8217;apostolo Paolo, con le lacrime agli occhi, lo ricorda ai Filippesi: il Signore Ges\u00f9 &#8220;trasfigurer\u00e0 il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso&#8221; (Fil 3,20). La trasfigurazione \u00e8 la rottura del limite; \u00e8 contemplare quanto \u00e8 buono il Signore, quanto sono ampi i suoi orizzonti, quanto sono profonde le esigenze del Vangelo. Questa santa Liturgia ci ha fatto vedere e ascoltare Ges\u00f9. Restiamogli uniti, scendiamo dal monte ed entriamo con lui nella settimana che viene. Non saremo soli a camminare, Ges\u00f9 sar\u00e0 con noi, luce, forza, consolazione, sostegno, per continuare il nostro cammino verso la Pasqua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Luca\u00a0(9,28-36) Circa otto giorni dopo questi discorsi, Ges\u00f9 prese con s\u00e9 Pietro, Giovanni e Giacomo e sal\u00ec sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambi\u00f2 d&#8217;aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 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