{"id":21393,"date":"2016-02-10T13:06:57","date_gmt":"2016-02-10T12:06:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=21393"},"modified":"2016-02-10T13:09:23","modified_gmt":"2016-02-10T12:09:23","slug":"ero-forestiero-e-mi-avete-ospitato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ero-forestiero-e-mi-avete-ospitato.html","title":{"rendered":"&#8220;Ero forestiero e mi avete ospitato&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Nel giorno del giudizio finale, penso alla gioia e alla sorpresa di quegli egiziani che circa duemila anni fa ospitarono il piccolo Ges\u00f9 profugo in Egitto, sentirsi dire: \u201cero forestiero e mi avete ospitato\u201d. Ovviamente c\u2019\u00e8 poi anche l\u2019amarezza di quegli abitanti Betlemme che chiusero la porta in faccia a Maria e Giuseppe che venivano da Nazareth. Ges\u00f9 fin da bambino ha sentito il dramma che sentono ancora oggi milioni di profughi e rifugiati. Ai nostri giorni i profughi sono pi\u00f9 di trenta milioni. E il novanta per cento si trova nei paesi del Terzo Mondo. Come dire: alla tragedia della povert\u00e0 si aggiunge quella del distacco dalla terra, dalla casa, dagli affetti. Spesso ci si dimenticano i motivi che spingono alla fuga dalla propria terra; nessuno lo fa se non ci sono gravissime ragioni, appunto pi\u00f9 gravi dell\u2019avere una casa, di abitare nella propria terra, di stare con la propria famiglia. Dietro il volto dei profughi ci sono situazioni di violenza, di ingiustizia, di persecuzione, di guerra oppure, come \u00e8 accaduto per milioni di persone anche in Italia, l\u2019impellente esigenza di uscire da una condizione misera per trovare una vita migliore. Pensiamo alla situazione della Siria. Sono stato tre mesi fa a Damasco: la guerra sta distruggendo tutto. E\u2019 ovvio che chi pu\u00f2 fugge. Senza la pace \u00e8 chiaro che i profughi continueranno ad uscire dal loro paese. E come possiamo noi chiudere le porte? E che dire dei tanti bambini che continuano a morire nel Mediterraneo? In questo anno della Misericordia non c\u2019\u00e8 dubbio che questa \u00e8 tra pi\u00f9 urgenti da praticare. Papa Francesco continua a esortare tutti ad aprire le porte per accogliere. E\u2019 ovvio che non si vogliono eludere i problemi che questa situazione comporta. Ma pensiamo all\u2019Italia della fine Ottocento e prima met\u00e0 del Novecento: sono partiti dal nostro Paese per andare altrove circa 25 milioni di italiani. E tutti questi nostri connazionali hanno vissuto la durezza dell\u2019abbandono della terra e una inaccoglienza nei paesi di arrivo altrettanto crudele come quella che noi riserviamo ai profughi oggi. Certo, c\u2019\u00e8 poi il grande lavoro per l\u2019integrazione. Ma non dimentichiamo che l\u2019intera storia dell\u2019Italia e dell\u2019Europa \u00e8 una storia di integrazioni di popoli. E per di pi\u00f9 l\u2019accoglienza \u00e8 un valore che sta alla radice sia della fede cristiana, come anche di quella ebraica, ed assieme arricchisce notevolmente la nostra coscienza. Un cuore grande, non chiuso, \u00e8 pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 felice. C\u2019\u00e8 bisogno di far maturare in noi e attorno a noi una nuova cultura dell\u2019accoglienza, quella che affonda le radici nell\u2019amore evangelico e che ci fa vedere nell\u2019altro non un nemico da respingere ma un fratello da amare.<\/p>\n<p>(<em>da <strong><a href=\"http:\/\/www.lasaluteconlanima.it\">BenEssere<\/a><\/strong>)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel giorno del giudizio finale, penso alla gioia e alla sorpresa di quegli egiziani che circa duemila anni fa ospitarono il piccolo Ges\u00f9 profugo in Egitto, sentirsi dire: \u201cero forestiero e mi avete ospitato\u201d. 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