{"id":21380,"date":"2021-01-30T00:06:28","date_gmt":"2021-01-29T23:06:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=21380"},"modified":"2021-11-23T13:24:29","modified_gmt":"2021-11-23T12:24:29","slug":"quarta-domenica-del-tempo-ordinario-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/quarta-domenica-del-tempo-ordinario-3.html","title":{"rendered":"Quarta Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\"><em>Dal vangelo di<strong> Luca<\/strong> (4,21-30)<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Allora cominci\u00f2 a dire loro: &#8220;Oggi si \u00e8 compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato&#8221;. <\/em><br \/>\n<em>Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: &#8220;Non \u00e8 costui il figlio di Giuseppe?&#8221;. Ma egli rispose loro: &#8220;Certamente voi mi citerete questo proverbio: &#8220;Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Caf\u00e0rnao, fallo anche qui, nella tua patria!&#8221;&#8221;. Poi aggiunse: &#8220;In verit\u00e0 io vi dico: nessun profeta \u00e8 bene accetto nella sua patria. Anzi, in verit\u00e0 io vi dico: c&#8217;erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C&#8217;erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naam\u00e0n, il Siro&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><br \/>\n<em>All&#8217;udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della citt\u00e0 e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro citt\u00e0, per gettarlo gi\u00f9. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">Ges\u00f9, lo abbiamo ascoltato la settimana scorsa, torna tra i suoi, a Nazareth, dove pronuncia il suo primo discorso pubblico. Vuole rendere nuova la vita di sempre, quella consumata dal tempo, dai giudizi, dalle abitudini. Dopo avere ascoltato la profezia di Isaia che parlava di colui che veniva per portare ai poveri il lieto annuncio, la liberazione ai prigionieri ed ai ciechi la vista, aveva detto: &#8220;Oggi si \u00e8 adempiuta questa Scrittura che voi avete udito con i vostri orecchi&#8221;. Il sogno di Dio inizia oggi, non in un incerto domani: la parola diviene realt\u00e0, non \u00e8 uno dei tanti discorsi che siamo abituati a ripetere ed ascoltare, una delle tante parole che finiscono per diventare uguali perch\u00e9 nessuna diventa vera. Ges\u00f9 \u00e8 parola e vita. Anche noi dobbiamo unire le parole alle scelte concrete, all&#8217;oggi, perch\u00e9 il Vangelo \u00e8 una buona notizia per i poveri, per tutti.<br \/>\nMa qual \u00e8 la reazione a questa affermazione cos\u00ec rivoluzionaria di Ges\u00f9? Gioia? Entusiasmo? No. Gli abitanti di Nazareth, i suoi conoscenti, si domandano: &#8220;Non \u00e8 il figlio di Giuseppe?&#8221;. Cio\u00e8: &#8220;\u00c8 uno che conosciamo bene! Come pu\u00f2 realizzare un sogno cos\u00ec?&#8221;. La nostra tentazione \u00e8 quella di ridurre il Vangelo alla vita di sempre. Crediamo di sapere gi\u00e0; ci fidiamo della nostra esperienza, tanto che pensiamo non serva pi\u00f9 nemmeno ascoltare. Aspettavano il salvatore, ma non potevano accettare che si presentasse con le sembianze di un uomo qualunque, per di pi\u00f9 gi\u00e0 noto! Ges\u00f9 \u00e8 il figlio di Giuseppe, ma \u00e8 anche un altro. La gente di Nazareth non vuole allargare il cuore ai suoi sentimenti universali. E quanto facilmente il cuore si restringe e diviene piccolo e misero! Sono diffidenti, pronti a pensare male. \u00c8 il problema di Nazareth: resta vecchia perch\u00e9 non prende sul serio l&#8217;oggi del Vangelo; crede alle cose, ma non allo spirito che la pu\u00f2 cambiare nel profondo. Non c&#8217;\u00e8 speranza a Nazareth! Il profeta parla, ma nessuno lo prende sul serio.<br \/>\nI suoi concittadini, in fondo, hanno ragione. Eppure \u00e8 proprio questa ragione che spegne la profezia. Non a caso Ges\u00f9 richiama la vicenda del profeta Elia, il quale, durante una dura carestia nel paese, fu mandato solo ad una povera vedova vicino Sidone. Questa povera donna, dopo l&#8217;iniziale paura, accolse il profeta e gli offr\u00ec tutto quello che aveva. Ges\u00f9 ricorda anche l&#8217;episodio del profeta Eliseo mandato a guarire dalla lebbra solo uno straniero, Naaman il Siro. Costui non era particolarmente credente; anzi, era uno straniero e per di pi\u00f9 con un tratto di superbia. Sia lui che la vedova accolsero i profeti e furono aiutati. In loro prevalse il bisogno di aiuto e di guarigione e si affidarono alle parole del profeta; esattamente il contrario di quanto fecero gli abitanti di Nazareth. A Nazareth Ges\u00f9 non trova donne bisognose come quella vedova e uomini desiderosi di guarigione come quel pagano. \u00c8 accolto con sufficienza, certo con curiosit\u00e0, vista la fama che si \u00e8 sparsa su di lui, ma non v&#8217;\u00e8 un atteggiamento di ascolto bisognoso, non vi \u00e8 attesa interiore per cambiare il proprio cuore e la propria vita. Essi cercano sensazioni, mentre Ges\u00f9 chiede conversione; si aspettano prodigi e spettacolo, e Ges\u00f9 li invita alla fatica quotidiana del cambiamento. I nazareni non accettano.<br \/>\nLa loro incredulit\u00e0, e forse anche la nostra, non \u00e8 sul piano teorico. \u00c8 una incredulit\u00e0 molto concreta: \u00e8 il rifiuto che Ges\u00f9 entri nelle scelte della vita quotidiana; il rifiuto che la sua voce, in tutto simile alle nostre voci, sia per\u00f2 al di sopra delle nostre. \u00c8 questa incredulit\u00e0 che impedisce al Signore di operare miracoli. Nel brano parallelo del Vangelo di Marco si nota, con amarezza, che Ges\u00f9 non pot\u00e9 operare nessun miracolo a Nazareth a motivo della loro incredulit\u00e0 (Mc 6,8-9). L&#8217;incredulit\u00e0 lega l&#8217;amore di Dio, riduce all&#8217;impotenza le sue parole rendendole totalmente inefficaci. In certo modo le uccide. Ecco perch\u00e9 l&#8217;incredulit\u00e0 diviene assassina. Come i nazareni spinsero Ges\u00f9 fuori della loro citt\u00e0 e tentarono di ucciderlo, perch\u00e9 non tornasse pi\u00f9 in mezzo a loro rivendicando un&#8217;autorit\u00e0 sulla loro vita, cos\u00ec accade ogni volta che noi non accogliamo il Vangelo con il cuore sincero e disponibile. Lo mettiamo fuori della nostra vita, fuori della vita degli uomini. E continuiamo quella &#8220;via crucis&#8221; che a Nazareth ebbe la sua prima tappa e a Gerusalemme il suo culmine.<br \/>\nForse gi\u00e0 da questo giorno a Nazareth Ges\u00f9 sente vere per lui le parole che dir\u00e0 ai suoi discepoli: &#8220;Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia&#8221;. \u00c8 la vocazione del profeta. L&#8217;inizio del libro di Geremia ci ricorda la sua incredibile chiamata intessuta di sofferenze, di isolamento, di contestazioni. Ma il Signore lo conforta: &#8220;Ti muoveranno guerra, ma non ti vinceranno, perch\u00e9 io sono con te per salvarti&#8221; (Ger 1,19). L&#8217;apostolo ci indica la via umana migliore di tutte, quella a cui tutti dobbiamo aspirare, tutti: la via della carit\u00e0! Chi \u00e8 pi\u00f9 grande? Colui che ama, che rende grandi gli altri perch\u00e9 li ama. Tutti siamo chiamati a vivere la carit\u00e0. Allo scettico sembra ingenuit\u00e0; al realista un sogno impossibile; al calcolatore una perdita; al giusto un eccesso. Solo la carit\u00e0, l&#8217;amore, cambia il cuore degli uomini e realizza oggi il mistero della volont\u00e0 di Dio che ci vuole nella gioia e vuole portare la nostra vita alla pienezza. E la carit\u00e0 non avr\u00e0 fine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Luca (4,21-30) Allora cominci\u00f2 a dire loro: &#8220;Oggi si \u00e8 compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato&#8221;. 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