{"id":21285,"date":"2021-12-26T12:44:47","date_gmt":"2021-12-26T11:44:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=21285"},"modified":"2021-11-23T13:21:04","modified_gmt":"2021-11-23T12:21:04","slug":"domenica-della-santa-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/domenica-della-santa-famiglia.html","title":{"rendered":"Domenica della Santa Famiglia"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\"><em>Dal vangelo di <strong>Luca<\/strong> 2,41-52<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Ges\u00f9 rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l&#8217;udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: &#8220;Figlio, perch\u00e9 ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo&#8221;. Ed egli rispose loro: &#8220;Perch\u00e9 mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?&#8221;. Ma essi non compresero ci\u00f2 che aveva detto loro.<\/em><br \/>\n<em>Scese dunque con loro e venne a N\u00e0zaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Ges\u00f9 cresceva in sapienza, et\u00e0 e grazia davanti a Dio e agli uomini.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">Sono passati pochi giorni dal Natale e la Liturgia ci porta subito a Nazareth per farci incontrare quella singolare famiglia. Con questa festa liturgica la Chiesa vuole sottolineare che anche Ges\u00f9 ha avuto bisogno di una famiglia, dell&#8217;affetto di un padre e di una madre. Anche se i Vangeli danno poco spazio alla vita familiare di Ges\u00f9 e riportano solo alcuni episodi della sua infanzia, la famiglia ha segnato la vita di Ges\u00f9 per trent&#8217;anni. \u00c8 piena di senso la frase finale del brano evangelico di questa domenica: &#8220;part\u00ec dunque con loro e torn\u00f2 a Nazareth e stava loro sottomesso. E la madre custodiva nel suo cuore tutte queste cose. E Ges\u00f9 cresceva in sapienza, in et\u00e0 e in grazia davanti a Dio e davanti agli uomini&#8221; (Lc 2,51-52).<br \/>\nSono poche parole ma valgono i trent&#8217;anni della &#8220;vita nascosta&#8221; a Nazareth. A noi, malati di efficientismo, sorge immediata la domanda: perch\u00e9 Ges\u00f9 ha vissuto tanto tempo cos\u00ec nascostamente? Non avrebbe potuto impiegare quegli anni, o almeno una parte di essi, in modo pi\u00f9 fruttuoso, annunciando il Vangelo, guarendo i malati, aiutando insomma quanto pi\u00f9 era possibile chiunque avesse bisogno? A parte la considerazione che non sappiamo cosa egli abbia fatto, tuttavia, se ponessimo maggiore attenzione al Vangelo, forse ci sentiremmo rispondere: &#8220;non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini&#8221; (Mc 8,33). Certo \u00e8 che quei trent&#8217;anni fanno comprendere ancor meglio le parole di Paolo: &#8220;Egli si \u00e8 fatto simile agli uomini&#8221;. S\u00ec, Ges\u00f9 \u00e8 vissuto in famiglia, come tutti, quasi a voler dire che la salvezza non \u00e8 estranea alla vita ordinaria degli uomini. E forse anche per questo la Chiesa ha ritenuti &#8220;apocrifi&#8221; tutti quei racconti creati dalla tenera curiosit\u00e0 dei primi cristiani che volevano rendere straordinaria e miracolosa l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza di Ges\u00f9. Dal Vangelo sappiamo che la vita a Nazareth \u00e8 segnata dalla normalit\u00e0: non ci sono miracoli o guarigioni, non sono riportate predicazioni, non si vedono folle che accorrono; tutto accade &#8220;normalmente&#8221;, secondo le consuetudini di una pia famiglia israelita. Ebbene la festa odierna ci suggerisce che anche questi anni sono stati santi. La famiglia di Ges\u00f9 era una famiglia ordinaria, composta da persone che vivevano del lavoro delle proprie mani; quindi n\u00e9 miseri n\u00e9 benestanti, forse un po&#8217; precari. Senza dubbio per\u00f2 erano esemplari: si volevano davvero bene, anche se probabilmente non mancarono incomprensioni, rimproveri ed anche correzioni, come si arguisce ad esempio dall&#8217;episodio dello smarrimento nel Tempio. Quel giorno Maria e Giuseppe non capirono quello che Ges\u00f9 stava facendo. Giunsero persino a rimproverarlo.<br \/>\nCertamente Giuseppe e Maria osservavano le tradizioni religiose d&#8217;Israele, e sentivano l&#8217;obbligo dell&#8217;educazione di Ges\u00f9. Il Deuteronomio prescriveva: &#8220;Questi precetti che ti do staranno nel tuo cuore: li insegnerai ai tuoi figli, li mediterai in casa e lungo il viaggio, andando a dormire e alzandoti&#8221; (Dt 6,6). Sarebbe bello ripercorrere le tradizioni religiose di una pia famiglia ebraica del tempo per poter comprendere ancor pi\u00f9 la vita di Ges\u00f9 e della famiglia di Nazareth. Ci commuoveremmo nel conoscere anche noi le preghiere che i tre dicevano al mattino e alla sera; saremmo edificati nell&#8217;apprendere come Ges\u00f9 adolescente affrontava i primi appuntamenti religiosi e civili, e come da giovane operaio lavorava con Giuseppe; conosceremmo il suo impegno nell&#8217;ascolto delle Scritture, nella preghiera dei salmi e in tante altre consuetudini. E quanto le mamme potrebbero apprendere dalle premure di Maria per quel figlio! Quanto i pap\u00e0 potrebbero ricavare dall&#8217;esempio di Giuseppe, uomo giusto, che dedic\u00f2 la sua vita a sostenere e a difendere non se stesso ma il bambino e la madre!<br \/>\nTuttavia c&#8217;\u00e8 una profondit\u00e0, in quella famiglia, che rest\u00f2 nascosta agli occhi dei contemporanei, ma che a noi viene svelata dal Vangelo, ed \u00e8 la &#8220;centralit\u00e0&#8221; di Ges\u00f9 in quel nucleo familiare. Questo \u00e8 il &#8220;tesoro&#8221; della &#8220;vita nascosta&#8221;: Maria e Giuseppe avevano accolto quel Figlio, lo custodivano e lo vedevano crescere in mezzo a loro, anzi dentro il loro cuore, e aumentava parimenti il loro affetto e la loro comprensione. Ecco perch\u00e9 la famiglia di Nazareth \u00e8 santa: perch\u00e9 era centrata su Ges\u00f9. Quell&#8217;angoscia che sentirono quando non riuscivano pi\u00f9 a trovare Ges\u00f9 dodicenne, dovrebbe essere la nostra angoscia quando siamo lontani da lui. Riusciamo a stare pi\u00f9 di tre giorni, talora, senza neppure ricordarci del Signore, senza leggere il Vangelo, senza sentire il bisogno della sua amicizia. Maria e Giuseppe si mossero e lo trovarono, non tra i parenti o i conoscenti &#8211; \u00e8 difficile trovarlo l\u00ec &#8211; ma nel Tempio, tra i dottori.<br \/>\nAnche noi troviamo Ges\u00f9 in questa celebrazione. Egli parla anche a noi pi\u00f9 grandi e smaliziati, pieni della nostra saggezza e induriti nelle nostre certezze. E ci offre la lezione pi\u00f9 importante, quella di essere tutti figli di Dio. Ce lo dice fin da quando \u00e8 bambino, fin dalle prime pagine del Vangelo; e ce lo ripete alla fine, dall&#8217;alto della croce quando si affida totalmente al Padre come un figlio. L&#8217;evangelista nota, infine, che Ges\u00f9 a Nazareth &#8220;cresceva in sapienza, in et\u00e0 e in grazia, davanti a Dio e davanti agli uomini&#8221;. Anche noi dobbiamo crescere nella conoscenza e nell&#8217;amore di Ges\u00f9. Nazareth, villaggio periferico della Galilea e luogo della vita ordinaria della Santa Famiglia, rappresenta perci\u00f2 l&#8217;intera vita del discepolo che, appunto, accoglie, custodisce e fa crescere il Signore nel proprio cuore e nella propria vita. Non \u00e8 allora solo un caso che &#8220;Nazareth&#8221; significhi &#8220;Colei che custodisce&#8221;. Nazareth \u00e8 Maria, che &#8220;custodiva nel suo cuore tutte queste cose&#8221;. Nazareth \u00e8 la patria e la vocazione di ogni discepolo. Anche se il mondo continuer\u00e0 a dire: &#8220;Da Nazareth pu\u00f2 mai venire qualcosa di buono?&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Luca 2,41-52 I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Ges\u00f9 rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 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