{"id":21234,"date":"2021-12-11T18:54:19","date_gmt":"2021-12-11T17:54:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=21234"},"modified":"2021-11-23T13:20:16","modified_gmt":"2021-11-23T12:20:16","slug":"terza-domenica-di-avvento-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/terza-domenica-di-avvento-2.html","title":{"rendered":"Terza Domenica di Avvento"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\"><em>Dal vangelo di <strong>Luca<\/strong>\u00a0(3,10-18)<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Le folle lo interrogavano: &#8220;Che cosa dobbiamo fare?&#8221;. Rispondeva loro: &#8220;Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto&#8221;. Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: &#8220;Maestro, che cosa dobbiamo fare?&#8221;. Ed egli disse loro: &#8220;Non esigete nulla di pi\u00f9 di quanto vi \u00e8 stato fissato&#8221;. Lo interrogavano anche alcuni soldati: &#8220;E noi, che cosa dobbiamo fare?&#8221;. Rispose loro: &#8220;Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Poich\u00e9 il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: &#8220;Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che \u00e8 pi\u00f9 forte di me, a cui non sono degno di slegare i laccidei sandali. Egli vi battezzer\u00e0 in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la palaper pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucer\u00e0 la paglia con un fuoco inestinguibile&#8221;.<\/em><br \/>\n<em>Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">&#8220;Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi!&#8221;. Queste parole che l&#8217;apostolo Paolo rivolse ai Filippesi, sono rivolte anche a noi come a dirci che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 motivo di essere nella tristezza, perch\u00e9 il Signore \u00e8 ormai vicino. La stessa Liturgia si colora di gioia come per commentare visivamente le parole di Paolo: &#8220;Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessit\u00e0 esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio custodir\u00e0 i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Ges\u00f9&#8221;. S\u00ec, questa Liturgia \u00e8 la nostra preghiera e il nostro ringraziamento al Signore perch\u00e9 ci dona la pace che custodisce i nostri cuori e i nostri pensieri. Dio non \u00e8 indifferente ai nostri pensieri e alle nostre preoccupazioni; anzi, ci segue, ci ascolta; ma ci ricorda che c&#8217;\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 grande delle nostre preoccupazioni e delle nostre angosce: la Parola di Dio, fonte della nostra forza e della nostra gioia.<br \/>\nQuesta terza domenica di Avvento ci porta sulle rive del Giordano accanto al Battista che predicava la &#8220;buona novella&#8221;. Il Vangelo ci prende come per mano e ci accompagna sulla via per raggiungere la gioia. La gioia, infatti, non nasce da noi e dalle nostre opere ma fuori da noi, nasce dall&#8217;ascolto della buona novella annunciata dal profeta. La sua predicazione, infatti, non \u00e8 astratta e lontana, ma fa nascere il desiderio e la domanda su come raggiungere la gioia, su come vivere la salvezza. Le folle che ascoltavano il Battista chiesero: &#8220;Che cosa dobbiamo fare?&#8221;. \u00c8 la stessa domanda che fece la folla di Pentecoste dopo aver ascoltato la predicazione di Pietro. Non fu cos\u00ec per il giovane ricco; e se ne and\u00f2 triste. Anche quel fariseo, che stava in piedi nel Tempio, se ne and\u00f2 senza la felicit\u00e0 del perdono. Chi non riconosce il proprio limite, chi \u00e8 sazio di se stesso, chi non rinuncia alle proprie abitudini, chi non taglia con il proprio orgoglio, chi pensa di aver fatto il possibile, chi non ascolta, non chiede di andare oltre e chiude cos\u00ec la porta al Signore che viene. Costui non ha bisogno n\u00e9 di Ges\u00f9 n\u00e9 della sua parola. Le folle, invece, che si recavano da Giovanni chiedevano: &#8220;Che cosa dobbiamo fare?&#8221;. Questa domanda \u00e8 di ogni discepolo; ed \u00e8 particolarmente la domanda di questo tempo di attesa, di questo tempo di Avvento. Essa, infatti, risveglia il cuore dalla pigrizia e rimette in movimento l&#8217;ascolto. Senza questa domanda la predicazione resta di fatto inascoltata e in certo modo viene come bloccata. \u00c8 il dramma di un mondo, di un uomo, che non chiede pi\u00f9 cosa cambiare, restando cos\u00ec prigioniero dei propri ragionamenti e dei propri sentimenti. Ma questa chiusura diviene incredulit\u00e0, come scrive l&#8217;evangelista Giovanni: &#8220;Venne tra i suoi, ma i suoi non l&#8217;hanno accolto&#8221;. Non \u00e8 accolto perch\u00e9 non trova posto, come quella notte a Betlemme.<br \/>\nL&#8217;Avvento ci riporta attorno al Battista, assieme a quella folla che, come scrive Luca, &#8220;era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro&#8221;. In questo tempo anche noi dobbiamo interrogarci, &#8220;domandarci in cuor nostro&#8221; cosa cambiare nella nostra vita, cosa fare per essere discepoli fedeli del Signore, come camminare per obbedire alla sua parola. La risposta c&#8217;\u00e8, Giovanni continua a predicare e a indicarci la strada. Le sue parole ci giungono chiare, e riguardano ciascuno di noi, qualunque sia la nostra et\u00e0 o la nostra condizione, i nostri meriti o i nostri peccati. Nessuno \u00e8 escluso dalle parole di Giovanni e nessuno \u00e8 dispensato dal chiedere cosa fare. La risposta del Battista \u00e8 fatta di parole semplici e concrete, perch\u00e9 nessuno le disperda nei meandri dei propri pensieri.<br \/>\nAi pubblicani rispondeva: &#8220;Non esigete nulla di pi\u00f9 di quanto vi \u00e8 stato fissato&#8221;, ossia non seguite la voracit\u00e0 degli istinti, e non lasciatevi soggiogare dalla ricerca dei vostri bisogni, veri o falsi che siano. \u00c8 facile, infatti, che la quotidianit\u00e0 della vita renda tutti noi dimentichi delle parole evangeliche portandoci cos\u00ec a vivere in modo vorace e insaziabile. Giovanni chiede di diventare seri, onesti e leali. Ed esorta i soldati a rinunciare alla violenza, a non fare del male agli altri. E con semplicit\u00e0 aggiunge: &#8220;Non maltrattate e contentatevi&#8221;. \u00c8 un richiamo a un comportamento dolce e umano nei confronti degli altri, chiunque sia e qualunque sia il proprio ruolo. Un richiamo opportuno in una societ\u00e0, come la nostra, dove \u00e8 facile trattar male, soprattutto chi non si conosce e chi non si teme. E poi chiede di contentarsi. \u00c8 un richiamo al limite, alla saggezza di non correre dietro le proprie soddisfazioni consumandole una dopo l&#8217;altra, facendolo anche a costo di calpestare gli altri.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 poi la gente che ascolta Giovanni. \u00c8 gente che non sta male, che ha due tuniche e ha da mangiare. \u00c8 la gente del nostro mondo e delle nostre citt\u00e0. La risposta di Giovanni \u00e8 da meditare: &#8220;Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare faccia altrettanto&#8221;. \u00c8 anche questa una risposta semplice, chiara. \u00c8 necessario interrogarci su come dar da mangiare a chi non ne ha, e come vestire chi non ha di che vestirsi. La mensa quotidiana, durante l&#8217;anno, e i pranzi che le nostre comunit\u00e0 organizzeranno nel giorno di Natale sono una risposta concreta a questa richiesta evangelica. Ma nello stesso tempo sono anche un interrogativo a questo nostro mondo tanto spesso avaro e cattivo. Come restare tranquilli quando tanti nel mondo non vestono e non mangiano? Questa \u00e8 certamente una grande questione del nostro tempo. Un tempo nel quale continuano a morire di fame milioni di persone, tra la grande e crudele indifferenza della maggioranza. Tale indifferenza chiede a noi di allargare ancor pi\u00f9 il cuore alla carit\u00e0, di fare ancor pi\u00f9 spazio ai poveri e ai deboli. Se nel mondo si continuano a lasciar fuori i deboli e i poveri, a noi \u00e8 chiesta una maggiore generosit\u00e0, \u00e8 chiesto di allargare il cuore sino agli estremi confini perch\u00e9 &#8220;nessuno dei piccoli vada perduto&#8221;.<br \/>\nLa predicazione di Giovanni invita a guardare oltre se stessi, come lui stesso faceva. La sua umilt\u00e0 e la poca considerazione che aveva di s\u00e9 lo rendevano pronto nell&#8217;attesa e profondo nello sguardo. Per questo a tutti diceva: &#8220;Viene uno che \u00e8 pi\u00f9 forte di me, al quale non sono degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezza in Spirito Santo e fuoco&#8221;. In questo annuncio si nasconde il motivo della nostra gioia, una gioia forte, come canta il profeta Sofonia: &#8220;Esulta e rallegrati con tutto il cuore&#8230; perch\u00e9 il Signore tuo Dio in mezzo a te, \u00e8 un salvatore potente&#8221;. Egli infatti viene ad abitare in mezzo a noi e a guidare i nostri passi perch\u00e9 anche noi, come il Battista, continuiamo ad annunziare a tutti la &#8220;buona novella&#8221; del suo regno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Luca\u00a0(3,10-18) Le folle lo interrogavano: &#8220;Che cosa dobbiamo fare?&#8221;. Rispondeva loro: &#8220;Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto&#8221;. Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: &#8220;Maestro, che cosa dobbiamo fare?&#8221;. 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