{"id":21143,"date":"2015-11-30T17:02:00","date_gmt":"2015-11-30T16:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=21143"},"modified":"2015-12-01T13:13:38","modified_gmt":"2015-12-01T12:13:38","slug":"la-vocazione-e-la-missione-della-famiglia-nella-chiesa-e-nel-mondo-contemporaneo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-vocazione-e-la-missione-della-famiglia-nella-chiesa-e-nel-mondo-contemporaneo-2.html","title":{"rendered":"La Vocazione e la missione della Famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo"},"content":{"rendered":"<p><em>Una Chiesa missionaria <\/em><\/p>\n<p>Grazie per l\u2019invito a partecipare a questo Congresso Internazionale. Ho accettato volentieri anche perch\u00e9 il tema della \u201cVita\u201d \u00e8 uno degli snodi cruciali per il presente e per il futuro della Chiesa e della stessa Societ\u00e0. E sono lieto di poter salutare tutti voi e ringraziarvi per l\u2019impegno con cui sostenete e difendete la vita nei vostri Paesi.<\/p>\n<p>Abbiamo appena terminato il Sinodo dei Vescovi e nel documento finale si offrono non poche indicazioni sul tema della Famiglia e della Vita. Attendiamo l\u2019Esortazione Apostolica post-Sinodale per poter accogliere le prospettive che Papa Francesco ci offrir\u00e0. C\u2019\u00e8 gi\u00e0 per\u00f2 l\u2019orizzonte nel quale iscrivere le nostre riflessioni e la nostra azione pastorale: \u00e8 il nuovo slancio missionario che Papa Francesco ha proposto a tutta la Chiesa particolarmente con l\u2019Enciclica <em>Evangelii Gaudium<\/em>. Il Papa invita le Chiese \u2013 e tutti i credenti \u2013 ad una vera \u201cconversione pastorale\u201d, ossia a intraprendere con nuovo slancio e nuova passione la comunicazione del Vangelo della Famiglia e della Vita.<\/p>\n<p>E\u2019 necessario mettersi \u201cin uscita\u201d \u2013 scrive il Papa \u2013 per raggiungere coloro che sono nelle periferie urbane ed esistenziali e comunicare loro il Vangelo in maniera non solo comprensibile ma soprattutto attrattiva. E\u2019 evidente perci\u00f2 che non basta pi\u00f9 continuare come sempre abbiamo fatto, non basta qualche semplice aggiornamento. E\u2019 necessario fare nostro lo stile stesso di Ges\u00f9 cos\u00ec come appare nei Vangeli. Ges\u00f9 \u00e8 l\u2019esempio da avere davanti ai nostri occhi. E seguirlo con gioia. E\u2019 il cuore del messaggio della Enciclica <em>Evangelii Gaudium<\/em>.<\/p>\n<p>Queste mie riflessioni vogliono essere un contributo che mi auguro possa aiutarvi a comunicare il Vangelo della Famiglia e della Vita alle donne a gli uomini dell\u2019Asia di oggi. E, venendo da Roma, vi porto le parole che Sant\u2019Ignazio di Antiochia disse ai romani quando giunse nella citt\u00e0 per ricevere il martirio: \u201cIn tempi difficili, il cristianesimo non \u00e8 opera di convincimento, ma di grandezza\u201d. Cari amici, non si tratta di ripetere, ma di comunicare per attrarre e coinvolgere.<\/p>\n<p>Ai testi magisteriali che gi\u00e0 conoscete, penso in particolare alla <em>Evangelium Vitae<\/em>, di cui celebriamo il ventesimo l\u2019anniversario, vorrei aggiungere due ultimi legati al nostro tema: il testo finale del Sinodo dei Vescovi e le catechesi del mercoled\u00ec di questo anno di Papa Francesco. Ne faccio solo un cenno. Il documento finale del Sinodo \u2013 approvato dai Vescovi, come sapete, a maggioranza qualificata &#8211; si sviluppa in tre parti. Nella prima viene fatta una lettura sapienziale della situazione storica nella quale si trovano le famiglie di oggi nei diversi continenti. E\u2019 una utile lettura perch\u00e9 la comprensione della situazione storica \u00e8 indispensabile per comunicare in maniera efficace il Vangelo. La seconda parte \u00e8 un invito a guardare Ges\u00f9 e ad accogliere i suoi sentimenti, per capire pi\u00f9 in profondit\u00e0 la vocazione della famiglia cristiana e la forza del sacramento nuziale. Nella terza parte, infine, si tracciano alcune linee della missione che la famiglia cristiana \u00e8 chiamata a compiere nella societ\u00e0 di oggi. E\u2019 forse la parte pi\u00f9 innovativa perch\u00e9 spinge le famiglie ad essere soggetti responsabili della evangelizzazione e testimoni diretti e credibili della bellezza del Vangelo della Famiglia e della Vita.<\/p>\n<p>Sono importanti anche le Catechesi del mercoled\u00ec di Papa Francesco. In esse, il Papa riversa un ricco tesoro di sapienza spirituale e pastorale: descrive la vita quotidiana delle famiglie, delinea le responsabilit\u00e0 dei singoli membri e nello stesso tempo offre la visione di una nuova alleanza tra famiglia e comunit\u00e0 cristiana in vista della evangelizzazione. Si tratta di due testi preziosissimi. Essi aiutano a far sorgere una nuova primavera delle famiglie cristiane: chi pi\u00f9 delle famiglie cristiane pu\u00f2 comunicare la bellezza del Vangelo della Famiglia e della Vita? E\u2019 nelle loro mani l\u2019effettiva realizzazione del Sinodo.<\/p>\n<p><em>Una situazione paradossale<\/em><\/p>\n<p>Una prima considerazione che desidero fare riguarda la situazione nella quale si trova la famiglia, oggi, nel mondo. La definirei una situazione paradossale. Da un lato infatti si attribuisce un grande valore ai legami familiari, sino a farne la chiave della felicit\u00e0. I dati statistici mostrano che la famiglia \u00e8 sentita dalla maggioranza delle popolazioni di tutti i paesi come il luogo della sicurezza, del rifugio, del sostegno per la propria vita. La stabilit\u00e0 coniugale resta pertanto un valore importante e un\u2019aspirazione profonda, anche se la convinzione di stare insieme \u201cper sempre\u201d ha sempre meno dignit\u00e0 culturale, anzi si ritiene sia impossibile.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato la famiglia \u00e8 divenuta il crocevia di numerose fragilit\u00e0: i legami vanno a pezzi, le rotture coniugali sono sempre pi\u00f9 frequenti e, con esse, l\u2019assenza a casa di uno dei due genitori. Le famiglie si disperdono, si dividono, si ricompongono. E c\u2019\u00e8 chi sostiene che \u201cla deflagrazione delle famiglie \u00e8 il problema numero uno della societ\u00e0 odierna\u201d. Un fenomeno sempre pi\u00f9 rilevante \u00e8 la moltiplicazione delle forme di famiglia. E\u2019 divenuto normale pensare che gli individui possano \u201cfare famiglia\u201d nelle maniere pi\u00f9 diverse: qualsiasi forma di \u201cvivere insieme\u201d pu\u00f2 essere detta famiglia, l\u2019importante \u2013 si sottolinea &#8211; \u00e8 che ci sia l\u2019amore. In tale orizzonte, la famiglia non \u00e8 negata, essa viene posta accanto a nuove forme di vita e di esperienza relazionale che sono <em>apparentemente <\/em>compatibili con essa, anche se in verit\u00e0 la <em>scardinano<\/em>. E i dati gi\u00e0 dimostrano l\u2019affermarsi di una sorta di circuito disincentivante verso il \u201cfare famiglia\u201d. In diverse aree del mondo cresce il numero delle persone che scelgono di stare da sole. La deriva verso cui ci si dirige \u00e8 chiara: una societ\u00e0 de-familiarizzata o, se si vuole, a basso tasso di familiarit\u00e0.<\/p>\n<p><em>\u201cIndividualizzazione\u201d della societ\u00e0 e cultura di morte<\/em><\/p>\n<p>L\u2019indebolimento della famiglia trova una delle sue cause in una cultura che spinge sempre pi\u00f9 verso un individualismo esasperato. L\u2019affermarsi delle libert\u00e0 individuali \u2013 un valore comunque di cui essere orgogliosi \u2013 se non trova alcun limite diviene patologico nel senso che impedisce la costruzione di relazioni durature e stabili. Ne consegue che la stessa societ\u00e0 si individualizza. E\u2019 quanto rileva il noto sociologo Sigmund Bauman. Per parte sua, il filosofo francese, Gilles Lipovetsky, parla di una \u201cseconda rivoluzione individualista\u201d, ove l\u2019iperconsumismo della societ\u00e0 spinge al culto dell\u2019edonismo, alla privatizzazione della vita e ad una pericolosa autoreferenzialit\u00e0. Ed ecco la desertificazione dei rapporti tra le persone, che purtroppo constatiamo ovunque. Ognuno indirizza la propria esistenza all\u2019affermazione di s\u00e9, al culto di s\u00e9, alla realizzazione di s\u00e9. Tale attitudine \u00e8 assieme prassi comune e valore da perseguire. Di conseguenza, la societ\u00e0 diviene un ammasso di individui ove l\u2019<em>io<\/em> prevale sul <em>noi<\/em>, la <em>solitudine<\/em> prevale sulla <em>comunione<\/em>, e i diritti dell\u2019<em>individuo<\/em> su quelli della <em>famiglia<\/em>. \u00a0L\u2019individuo, nuovo padrone di tutto, lo \u00e8 anche della famiglia. E, per la prima nella storia, si scardina il nesso che lega \u201cmatrimonio-famiglia-vita\u201d, da sempre e giustamente ritenuto il motore della societ\u00e0 umana. Oggi viene destrutturato e ciascuno \u2013 in un delirio individuale di onnipotenza \u2013 lo ricompone a suo piacimento.<\/p>\n<p>In questo orizzonte individualista appare per di pi\u00f9 una contraddizione di fondo. Mentre si esalta l\u2019individuo, nello stesso tempo si diffonde una cultura di morte. Mi fermo a riportare un passo dell\u2019enciclica <em>Evangelium Vitae<\/em> che lo aveva colto gi\u00e0 venti anni or sono: \u201cDa un lato, le varie dichiarazioni dei diritti dell&#8217;uomo e le molteplici iniziative che ad esse si ispirano dicono l&#8217;affermarsi a livello mondiale di una sensibilit\u00e0 morale pi\u00f9 attenta a riconoscere il valore e la dignit\u00e0 di ogni essere umano in quanto tale, senza alcuna distinzione di razza, nazionalit\u00e0, religione, opinione politica, ceto sociale. Dall&#8217;altro lato, a queste nobili proclamazioni si contrappone purtroppo, nei fatti, una loro tragica negazione. E\u2019 ancora pi\u00f9 sconcertante, anzi pi\u00f9 scandalosa, proprio perch\u00e9 si realizza in una societ\u00e0 che fa dell&#8217;affermazione e della tutela dei diritti umani il suo obiettivo principale e insieme il suo vanto\u201d(18).<\/p>\n<p>E ancora: \u201cCome mettere d&#8217;accordo queste ripetute affermazioni di principio con il continuo moltiplicarsi e la diffusa legittimazione degli attentati alla vita umana? Come conciliare queste dichiarazioni col rifiuto del pi\u00f9 debole, del pi\u00f9 bisognoso, dell&#8217;anziano, dell&#8217;appena concepito? Questi attentati vanno in direzione esattamente contraria al rispetto della vita e rappresentano una<em> minaccia frontale a tutta la cultura dei diritti dell&#8217;uomo. <\/em>\u00c8 una minaccia capace, al limite, di mettere a repentaglio lo stesso significato della convivenza democratica: <em>da societ\u00e0 di \u00abcon- viventi\u00bb, le nostre citt\u00e0 rischiano di diventare societ\u00e0 di esclusi, <\/em>di emarginati, di rimossi e soppressi. Se poi lo sguardo si allarga ad un orizzonte planetario, come non pensare che la stessa affermazione dei diritti delle persone e dei popoli, quale avviene in alti consessi internazionali, si riduce a sterile esercizio retorico, se non si smaschera l&#8217;egoismo dei Paesi ricchi che chiudono l&#8217;accesso allo sviluppo dei Paesi poveri o lo condizionano ad assurdi divieti di procreazione, contrapponendo lo sviluppo all&#8217;uomo? Non occorre forse mettere in discussione gli stessi modelli economici, adottati sovente dagli Stati anche per spinte e condizionamenti di carattere internazionale, che generano ed alimentano situazioni di ingiustizia e violenza nelle quali la vita umana di intere popolazioni viene avvilita e conculcata?\u201d(18).<\/p>\n<p>Non vado oltre su queste riflessioni che voi conoscete molto bene. Ma \u00e8 evidente che ci troviamo di fronte a due culture che si confrontano,: la cultura della vita con la cultura della morte. E la famiglia \u00e8 nel cuore di questo confronto. Per questo non si deve separare la \u201cfamiglia\u201d dalla \u201cvita\u201d. E\u2019 il senso delle parole di Papa Francesco quando, durante il Sinodo, ha comunicato la sua intenzione di creare un nuovo Dicastero che unisca assieme \u201claici\u201d, \u201cfamiglia\u201d e \u201cvita\u201d. Non vado oltre su questo. E preferisco tornare al tema della famiglia.<\/p>\n<p><em>La famiglia di nuovo al centro<\/em><\/p>\n<p>Mi pare importante rilevare, di fronte al clima culturale cui ho accennato, l\u2019urgenza di ridare dignit\u00e0 culturale e centralit\u00e0 sociale alla famiglia. Essa, infatti, si presenta come l\u2019unica via per delineare un futuro saldo alle nostre societ\u00e0. Il delicatissimo passaggio storico nel quale ci troviamo delinea una sorta di spartiacque antropologico. In maniera sintetica lo raffigurerei con la contrapposizione tra l\u2019affermazione biblica \u201cNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo\u201d \u2013 da cui \u00e8 originata la famiglia \u2013, e il suo esatto opposto, ossia \u00a0\u201cE\u2019 bene che l\u2019individuo sia solo\u201d e sciolto da ogni vincolo. Tale individualismo ha bisogno che la famiglia sia indebolita.<\/p>\n<p>Dobbiamo per\u00f2 rilevare che, nonostante gli attacchi, la famiglia resta salda, tanto \u00e8 radicata nel profondo del cuore dell\u2019uomo. E\u2019 la risorsa delle societ\u00e0: nessun\u2019altra forma associativa ha le sue potenzialit\u00e0 umane e sociali. La famiglia ha avuto molte trasformazioni nel corso dei secoli, ma ha sempre rappresentato quanto di pi\u00f9 umanizzante vi sia nelle societ\u00e0 umane. Credo perci\u00f2 che questo tempo di crisi \u2013 se siamo saggi e determinati &#8211; pu\u00f2 trasformarsi in una opportunit\u00e0 di crescita per la famiglia e la vita. Certo, dobbiamo favorire modelli rinnovati di famiglia: ossia famiglie pi\u00f9 consapevoli di s\u00e9, pi\u00f9 rispettose del legame con l&#8217;ambiente circostante, pi\u00f9 attente alla qualit\u00e0 dei rapporti interni, pi\u00f9 interessate e capaci di vivere con altre famiglie. Insomma, viviamo in un tempo in cui c\u2019\u00e8 bisogno di \u201cpi\u00f9 famiglia\u201d.<\/p>\n<p><em>La vocazione e la missione della famiglia <\/em><\/p>\n<p>Il Sinodo si \u00e8 posto su questa linea, ossia sul bisogno di \u201cpi\u00f9 famiglia\u201d sia nella Chiesa che nella societ\u00e0. Papa Francesco \u2013 e il Sinodo \u2013 chiedono di tornare a riflettere sul \u201cmistero dell\u2019inizio\u201d. Ges\u00f9 stesso rinvi\u00f2 a quel che era nel principio, quando gli posero la domanda sulla legittimit\u00e0 del ripudio: \u201call\u2019inizio non fu cos\u00ec\u201d(Mt 19,8). Gi\u00e0 nelle prime pagine della Bibbia infatti viene tracciata la vocazione e la missione della famiglia. Non posso approfondire ora il testo biblico e mi fermo solo a rilevare che all\u2019inizio della storia umana Dio affida ad Adamo ed Eva (in questa prima comunit\u00e0 sono presenti sia la \u201cfamiglia umana\u201d che le singole famiglie) il compito di custodire il creato e la responsabilit\u00e0 della generazione: \u201cSiate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela\u201d(Gn 1, 28). E\u2019 la sintesi della vocazione e della missione che Dio affida alla famiglia umana, di ieri e di oggi. Non siamo stati creati per rinchiuderci in se stessa, ma per rendere abitabile da tutti quella \u201ccasa comune\u201d che Dio ha donato.<\/p>\n<p>E\u2019 in questa prospettiva che si comprende l\u2019esortazione di Papa Francesco ai giovani che si avviano al matrimonio a sognare in grande, a pensare la famiglia come il luogo per rendere il mondo pi\u00f9 giusto e pi\u00f9 bello. Siamo ben lontani da quel sogno romantico di \u201cdue cuori e una capanna\u201d. In effetti, la famiglia resta la via privilegiata per la piena <em>umanizzazione<\/em> di coloro che nascono alla vita, la via che pu\u00f2 evitare le derive disumane di una societ\u00e0 ipertecnica e iperindividualista. La famiglia \u2013 potremmo dire anche grazie ai suoi difetti e limiti &#8211; rimane il luogo della vita, il luogo del mistero dell\u2019essere, il luogo della prova e della storia. La sua unicit\u00e0 rende la famiglia un insostituibile \u00abpatrimonio dell\u2019umanit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>E il miracolo della vita Dio lo affida all\u2019amore fecondo tra l\u2019uomo e la donna: il matrimonio \u00e8 una chiamata (una vocazione) alla generativit\u00e0. E\u2019 sulla differenza sessuale che si costruisce la \u201cpotenza\u201d generativa. L\u2019unione tra due uguali non sa generare (al massimo soddisfa un bisogno), mentre solo unendo la radicale differenza \u00e8 possibile all\u2019essere umano adempiere al proprio mandato (alla propria vocazione) di generare e di accogliere la vita. Per questo \u00e8 nella famiglia che viene scritta la prima pagina della sacralit\u00e0 della vita che nasce, \u00e8 dall\u2019amore tra l\u2019uomo e la donna che nasce l\u2019accoglienza e la cura delle nuove generazioni, che si genera il dono responsabile della vita. La natura generativa dell\u2019amore di coppia la rende poi capace di accoglienza di ogni vita, capace di accogliere anche chi viene rifiutato. Cos\u00ec l\u2019adozione, l\u2019affido, la cura delle persone fragili in famiglia sono frutto e compito dell\u2019amore tra l\u2019uomo e la donna. Andrebbe maggiormente tematizzato il tema relativo alla dimensione della paternit\u00e0 e maternit\u00e0 responsabile, come lo stesso testo sinodale sottolinea richiamando i testi del magistero. So che in questi giorni continuerete a riflettere con attenzione su questo tema.<\/p>\n<p><em>La difesa e la cura della vita in tutte le et\u00e0 <\/em><\/p>\n<p>Per parte mia \u2013 tra le innumerevoli osservazioni che si dovrebbero fare &#8211; vorrei sottolineare un aspetto che a me pare decisivo. L\u2019orizzonte nel quale iscrivere l\u2019intera questione della \u201cvita\u201d \u00e8 la famiglia perch\u00e9 ne \u00e8 il grembo ove sgorga, cresce, e giunge al suo compimento. C\u2019\u00e8 un aspetto \u201cfamiliare\u201d che deve tessere l\u2019intero discorso sulla vita dal suo concepimento sino alla fine naturale.<\/p>\n<p>La vita umana va perci\u00f2 scandita sin dal senso materno come sua prima tappa. Il grembo della mamma \u00e8 e resta la prima scuola di relazione tra due persone, una scuola fatta di ascolto e di contatto solo corporeo eppure intenso, un contatto che si nutre dei battiti del cuore materno. E qui credo sia importante sottolineare in maniera forte il ruolo della madre. E\u2019 molto significativo il Messaggio di Papa Francesco per la quarantanovesima Giornata Mondiale della Comunicazioni Sociali sulla famiglia come luogo primario ove si apprende la comunicazione. E \u201cgrembo\u201d della madre come prima \u201cscuola\u201d di comunicazione, fatta di ascolto e di contatto corporeo. Vorrei proporvi alcune parole che mons. Romero pronunci\u00f2 nell\u2019omelia ai funerali di un suo prete ucciso dagli squadroni della morte: \u201cNon tutti, dice il Concilio Vaticano II, avranno l\u2019onore di dare fisicamente il loro sangue, di essere uccisi per la fede; per\u00f2 Dio chiede a tutti coloro che credono in lui uno spirito del martirio, cio\u00e8 tutti dobbiamo essere disposti a morire per la nostra fede, anche se il Signore non ci concede questo onore\u2026 Perch\u00e9 dare la vita non significa solo essere uccisi; dare la vita, avere spirito di martirio \u00e8 dare nel dovere, nel silenzio, nella preghiera, nel compimento onesto del dovere; \u00e8 dare la vita a poco a poco, nel silenzio della vita quotidiana, come la d\u00e0 la madre che senza timore, con la semplicit\u00e0 del martirio materno, d\u00e0 alla luce, allatta, fa crescere e accudisce con affetto suo figlio.\u201d E\u2019 uno splendido esempio di come annunciare la bellezza della maternit\u00e0.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi la seconda tappa, quella della fanciullezza, che chiede di essere sviluppata nella famiglia. E\u2019 in questi anni che si apprendono, come in una sintesi, tutte le dimensioni della vita. Di qui il \u201cprimato\u201d che i bambini devono avere nella attenzione della famiglia, della Chiesa e della societ\u00e0. Ges\u00f9 ce lo insegna a chiare lettere, anzi a chiari esempi, partendo da, lui stesso che per abitare tra noi si \u00e8 fatto bambino. Quando questo non accade \u2013 o perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 la famiglia o manca uno dei genitori \u2013 appaiono le gravissime ferite inflitte su questi bambini innocenti. Papa Francesco insiste in maniera particolare perch\u00e9 si ponga attenzione a questa et\u00e0 della vita che troppo spesso viene scartata, abbandonata, dimenticata.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi l\u2019et\u00e0 dell\u2019adolescenza. Ancora una volta l\u2019esempio di Ges\u00f9 \u00e8 illuminante. Il suo legame obbediente ai genitori \u00e8 evidente, ma nello stesso appare con chiara la capacit\u00e0 degli adolescenti di rispondere alla chiamata di Dio. In questa et\u00e0 essi iniziano ad assaporare i passi della libert\u00e0. Ma non possono compierli senza avere attorno a loro l\u2019ambiente famigliare che li sostiene. Eppure, proprio questa et\u00e0 \u00e8 colpita spesso in maniera gravissima. La loro vita viene non di rado violentata da stili di vita degli adulti che sono devastanti. E si danneggia talora per sempre la loro intera esistenza. Non possiamo non chiederci come aiutarli a crescere e come impedire che si vedano rubare l\u2019anima da una societ\u00e0 che non riesce a offrire valori per cui vale la pena vivere. Il fenomeno dei \u201cbambini di strada\u201d presente nelle grandi citt\u00e0 di oggi \u00e8 un segno della cattiveria di una societ\u00e0 che non sa crescere i suoi figli.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi la grande fascia dei giovani. E\u2019 una generazione che in questo tempo di transizione \u00e8 messa a dura prova. Il disagio di un enorme numero di giovani, soprattutto nelle sterminate periferie urbane, sta provocando guasti terribili. Purtroppo le generazioni degli adulti rischiano di offrire ai giovani una societ\u00e0 nella quale \u00e8 davvero difficile vivere di ideali. E si dimentica che \u00e8 a questa generazione che viene \u2013 come scrive la Bibbia &#8211; di lasciare il padre e la madre per formare una sola carne e portare avanti il cammino della storia. Oggi, questa et\u00e0 della vita, sta vivendo una condizione problematica. E l\u2019et\u00e0 adulta, su cui grava il compito arduo e assieme affascinante di \u201cgestire\u201d la societ\u00e0 nel suo insieme, rischia di non avere pi\u00f9 ideali alti che appassionino la nuova generazione che sale. E\u2019 il rischio che i \u201cpadri\u201d non sappiano pi\u00f9 trasmettere ai giovani il sogno di un mondo migliore.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8, infine, l\u2019ultima et\u00e0 della vita, quella degli anziani. Grazie a Dio la vita si \u00e8 allungata e gli anziani sono cresciuti anche di numero. Ma, purtroppo, non \u00e8 cresciuta l\u2019attenzione verso di loro. Talora anche le comunit\u00e0 cristiane sono povere di idee e di affetto nei confronti degli anziani. E\u2019 una nuova frontiera che richiede uno scatto di creativit\u00e0 e di generosit\u00e0. Troppo spesso sono ritenuti un peso di cui sbarazzarsi il prima possibile. L\u2019affermarsi dell\u2019eutanasia sta a dire la crudelt\u00e0 di una cultura che allunga gli anni, ma li rende poi terribili, sino a spingere ad odiare l\u2019esistenza stessa. La difesa e il sostegno della vita negli ultimi anni \u00e8 uno dei temi su cui siamo chiamati a porre maggiore attenzione.<\/p>\n<p>In questo orizzonte vorrei porre tre questioni: la donna, la pena di morte e la difesa del creato. Sappiamo quanto la vita sia legata alla donna. Eppure \u00e8 proprio su di essa che tanto spesso si abbatte la violenza. Il Sinodo dei Vescovi rileva che ancora oggi \u201cessere donna suscita discriminazione: il dono stesso della maternit\u00e0 \u00e8 penalizzato anzich\u00e9 valorizzato\u2026 Non bisogna nemmeno dimenticare i fenomeni crescenti di violenza di cui le donne sono vittime all\u2019interno delle famiglie. Lo sfruttamento delle donne e la violenza esercitata sul loro corpo sono spesso unite all\u2019aborto e alla sterilizzazione forzata. A ci\u00f2 si aggiungano le conseguenze negative di pratiche connesse alla procreazione, quali l\u2019utero in affitto o il mercato dei gameti e degli embrioni. L\u2019emancipazione femminile richiede un ripensamento dei compiti dei coniugi nella loro reciprocit\u00e0 e nella comune responsabilit\u00e0 verso la vita familiare. Il desiderio del figlio ad ogni costo non ha portato a relazioni familiari pi\u00f9 felici e solide, ma in molti casi ha aggravato di fatto la diseguaglianza fra donne e uomini\u201d.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi il tema della pena di morte. In questi ultimi decenni si \u00e8 sviluppata sempre pi\u00f9 la convinzione non solo della sua inutilit\u00e0, ma anche della sua radicale ingiustizia, senza considerare i tragici errori in cui talora cade la giustizia umana. La Chiesa, ammaestrata dalle Sante Scritture, deve continuare a testimoniare che nessuno ha il potere sulla vita di un altro. Ed \u00e8 quanto mai opportuno sostenere attivamente la difesa e la cura della vita umana anche in questa condizione.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima osservazione riguarda la questione ecologica. Non mi dilungo su questo tema. E\u2019 indispensabile riflettere sulla Enciclica<em> Laudato s\u00ec<\/em>. Non ci troviamo di fronte ad un Papa \u201cverde\u201d. Papa Francesco ha uno sguardo ben pi\u00f9 ampio e si iscrive nella missione originaria della Genesi, quella della difesa del creato come missione affidata alla Famiglia umana e alle singole famiglie. C\u2019\u00e8 bisogno di una vera \u201cconversione ecologica\u201d, sostiene Papa Francesco. C\u2019\u00e8 bisogno di una vera e propria rivoluzione culturale e spirituale perch\u00e9 la \u201ccasa comune\u201d \u00e8 affidata alle nostre mani non venga irreparabilmente distrutta. E tale rivoluzione coinvolge certo la politica, l\u2019economia, la cultura e assieme anche i comportamenti delle singole famiglie. Non mi dilungo ma sottolineo che la nostra prospettiva sulla vita trova oggi un alleato preziosissimo in coloro che si impegnano per la cura dell\u2019ambiente. E\u2019 il legame strettissimo tra ecologia ambientale e ecologia umana.<\/p>\n<p><em>Conclusione: famiglia e comunit\u00e0 cristiana per un nuovo slancio missionario<\/em><\/p>\n<p>Avviandomi alla conclusione vorrei ricordare l\u2019urgenza di un nuovo rapporto tra le comunit\u00e0 cristiane e le famiglie. Sappiamo bene, soprattutto dopo questo Sinodo, che non si tratta semplicemente di aggiornare la pastorale famigliare e quella della vita, quanto piuttosto di rendere pi\u00f9 famigliare l\u2019intera azione pastorale della Chiesa. In tal senso, \u00e8 urgente investire molto pi\u00f9 di quanto facciamo sulla testimonianza del Vangelo della Famiglia e della Vita da parte delle stesse famiglie cristiane. Il solo contrasto non basta. Il Vangelo della Famiglia e della Vita va proposto con sapienza e con gioia. Questo richiede il superamento della distanza che spesso vediamo tra le singole famiglie e la comunit\u00e0 cristiana. Oggi, troppo spesso, le famiglie sono poco ecclesiali e chiuse in se stesse, mentre le comunit\u00e0 cristiane sono poco famigliari e troppo burocratizzate.<\/p>\n<p>Papa Francesco esorta a trovare un rapporto pi\u00f9 stretto: \u201cOggi l\u2019alleanza tra famiglia e parrocchia \u00e8 cruciale. Contro i \u201ccentri di potere\u201d ideologici, finanziari e politici, riponiamo le nostre speranze in questi centri dell\u2019amore, evangelizzatori, ricchi di calore umano, basati sulla solidariet\u00e0 e la partecipazione\u201d. Oggi afferma di nuovo: \u201cRafforzare il legame tra famiglia e comunit\u00e0 cristiana \u00e8 oggi indispensabile e urgente\u201d. A alle famiglie dice: \u201cLe famiglie a volte si tirano indietro, dicendo di non essere all\u2019altezza\u2026 Ma nessuno \u00e8 degno, nessuno \u00e8 all\u2019altezza, nessuno ha le forze! Senza la grazia di Dio, non potremmo fare nulla. E il Signore non arriva mai in una nuova famiglia senza fare qualche miracolo. Ricordiamoci di quello che fece alle nozze di Cana! S\u00ec, il Signore, se ci mettiamo nelle sue mani, ci fa compiere miracoli\u201d.<\/p>\n<p>Le famiglie possono ridare un\u2019anima famigliare alle parrocchie. E alle comunit\u00e0 cristiane chiede di fare la propria parte come, ad esempio, di \u201csuperare atteggiamenti troppo direttivi e troppo funzionali, favorendo il dialogo interpersonale e la conoscenza e la stima reciproca. Le famiglie prendano l\u2019iniziativa e sentano la responsabilit\u00e0 di portare i loro doni preziosi per la comunit\u00e0. Tutti dobbiamo essere consapevoli che la fede cristiana si gioca sul campo aperto della vita condivisa con tutti, la famiglia e la parrocchia debbono compiere il miracolo di una vita pi\u00f9 comunitaria per l\u2019intera societ\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Queste affermazioni finali di Papa Francesco aprono ad una nuova e pi\u00f9 larga visione. Famiglie e comunit\u00e0 cristiane, in un mondo che globalizza individualismi e conflitti, sono chiamate a far risuonare la profezia del Vangelo della Famiglia. La famiglia deve allontanare la tentazione del familismo che la relega nel circolo ristretto dei propri affetti. Se si apre al pi\u00f9 vasto orizzonte della societ\u00e0, essa si conquista il diritto di stare al timone della storia, della cultura, della politica e dell\u2019economia dei popoli: sarebbe un\u2019autentica rivoluzione per la comunit\u00e0 umana. L\u2019amore che fonda la famiglia infatti \u00e8 una energia che porta ad andare oltre ogni confine, da quelli familiari a quelli sociali. Si potrebbe dire che l\u2019amore \u00a0che la famiglia cristiana riceve in dono da Dio la porta ad uscire da s\u00e9 e a riscoprire la vocazione dell\u2019inizio, ossia custodire il creato e formare le generazioni nella fede, nella speranza e nell\u2019amore. Il sacramento del matrimonio incorpora questa vocazione e questa missione delle origini nel legame indissolubile di Cristo e della Chiesa.<\/p>\n<p>In questa vigorosa rilettura della missione famigliare e della testimonianza ecclesiale, Papa Francesco suggerisce una Chiesa che, attraverso la fitta rete delle comunit\u00e0 famigliari, divenga fermento di fraternit\u00e0 fra tutti i popoli della terra. E\u2019 decisiva la scelta di pensare il futuro della societ\u00e0, della Chiesa e della famiglia alla luce di quell\u2019alleanza che il Signore ha stabilito tra l\u2019uomo e la donna per la \u201cguida\u201d del mondo. E\u2019 questo il mistero grande \u00abin riferimento a Cristo e alla Chiesa\u00bb (cfr. Ef 5,32). Alle nostre famiglie \u00e8 chiesto di essere testimoni di quell\u2019amore che riesce a scaldare i cuori e a trasformare il mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una Chiesa missionaria Grazie per l\u2019invito a partecipare a questo Congresso Internazionale. Ho accettato volentieri anche perch\u00e9 il tema della \u201cVita\u201d \u00e8 uno degli snodi cruciali per il presente e per il futuro della Chiesa e della stessa Societ\u00e0. 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