{"id":21090,"date":"2021-11-13T23:14:13","date_gmt":"2021-11-13T22:14:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=21090"},"modified":"2021-06-08T13:51:36","modified_gmt":"2021-06-08T11:51:36","slug":"xxxiii-domenica-del-tempo-ordinario-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxxiii-domenica-del-tempo-ordinario-3.html","title":{"rendered":"XXXIII Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Marco<\/strong> 13,24-32<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>In quei giorni, dopo quella tribolazione,<\/em><br \/>\n<em> il sole si oscurer\u00e0,<br \/>\nla luna non dar\u00e0 pi\u00f9 la sua luce,<\/em><br \/>\n<em> le stelle cadranno dal cielo<\/em><br \/>\n<em> e le potenze che sono nei cielisaranno sconvolte.<\/em><br \/>\n<em>Allora vedranno il Figlio dell&#8217;uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli mander\u00e0 gli angeli e raduner\u00e0 i suoi eletti dai quattro venti, dall&#8217;estremit\u00e0 della terra fino all&#8217;estremit\u00e0 del cielo. <\/em><em>Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l&#8217;estate \u00e8 vicina. Cos\u00ec anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli \u00e8 vicino, \u00e8 alle porte. <\/em><br \/>\n<em> In verit\u00e0 io vi dico: non passer\u00e0 questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. <\/em><br \/>\n<em> Quanto per\u00f2 a quel giorno o a quell&#8217;ora, nessuno lo sa, n\u00e9 gli angeli nel cielo n\u00e9 il Figlio, eccetto il Padre.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\">Ci stiamo ormai avviando verso la conclusione dell&#8217;anno liturgico. Il brano evangelico fa parte del &#8220;discorso escatologico&#8221; (ossia sulle &#8220;realt\u00e0 ultime&#8221;), che in Marco comprende tutto il capitolo tredicesimo. Ges\u00f9 \u00e8 appena uscito dal tempio, dove ha fatto l&#8217;elogio di una povera vedova che ha gettato nel tesoro tutto quanto ha per vivere. Con i discepoli si dirige verso il monte degli ulivi da dove si pu\u00f2 ammirare lo splendore del tempio. I discepoli, guardando questa incredibile costruzione, ne restano colpiti e uno di loro dice a Ges\u00f9: &#8220;Maestro, guarda che pietre e che costruzione!&#8221;. Ed in effetti si trattava di un complesso architettonico che suscitava la meraviglia di chiunque lo vedesse. Nello stesso Talmud si legge: &#8220;Chi non ha visto ultimato il santuario in tutta la sua magnificenza, non sa cosa sia la sontuosit\u00e0 di un edificio&#8221; (Sukka 51b). Ges\u00f9, quasi interrompendo le affermazioni di sorpresa del discepolo, dice a tutti che di quella costruzione non rimarr\u00e0 pietra su pietra. I discepoli restano ovviamente stupiti e increduli di fronte a tali parole; i tre pi\u00f9 intimi, cui si aggiunge Andrea, subito chiedono quando tale disastro accadr\u00e0. E Ges\u00f9 risponde con un lungo discorso di cui abbiamo ascoltato il punto culminante. Dopo aver parlato della &#8220;grande tribolazione&#8221; di Gerusalemme, Ges\u00f9 annuncia che seguiranno sconvolgimenti cosmici: &#8220;Il sole si oscurer\u00e0 e la luna non dar\u00e0 pi\u00f9 la sua luce; le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte&#8221;. E aggiunge: &#8220;Allora vedranno il Figlio dell&#8217;uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria&#8221;.<br \/>\nIl testo evangelico suggerisce che il &#8220;figlio dell&#8217;uomo&#8221; non viene nella stanchezza delle nostre abitudini e neppure si inserisce nel naturale sviluppo delle cose. Quando egli verr\u00e0 porter\u00e0 un cambiamento radicale sia nella vita degli uomini che nella stessa creazione. Per esprimere questa trasformazione profonda \u0096 una sorta di violenta interruzione della storia \u0096 Ges\u00f9 riprende il linguaggio tipico della tradizione apocalittica, allora molto diffusa, e parla di crollo cosmico, di scardinamento del sistema planetario. Gi\u00e0 il profeta Daniele aveva preannunciato: &#8220;Sar\u00e0 un tempo di angoscia, come non c&#8217;era stata mai dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sar\u00e0 salvato il tuo popolo, chiunque si trover\u00e0 scritto nel libro&#8221;. I testi della Scrittura non avallano, per\u00f2, una sorta di &#8220;teoria della catastrofe&#8221;, secondo la quale deve esserci prima l&#8217;inabissarsi del mondo in un completo fallimento per poter quindi attendere finalmente Dio che volger\u00e0 al bene ogni cosa. No, Dio non arriva alla fine, quando tutto \u00e8 perduto. Egli non rinnega la sua creazione. Nel libro dell&#8217;Apocalisse leggiamo: &#8220;Tu hai creato tutte le cose, e per la tua volont\u00e0 esistevano e furono create&#8221; (4,11).<br \/>\nLa Scrittura, in tutte le sue pagine, esorta piuttosto ad operare (e ad invocare) per instaurare una creazione nuova secondo l&#8217;immagine della citt\u00e0 futura descrittaci nelle pagine finali dell&#8217;Apocalisse: &#8220;E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c&#8217;era pi\u00f9. E vidi anche la citt\u00e0 santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo&#8221; (21,1-2). Lo sconvolgimento del<br \/>\ncreato, che c&#8217;\u00e8 e ci sar\u00e0, \u00e8 finalizzato alla instaurazione di questa &#8220;Gerusalemme&#8221; ove tutti i popoli della terra sarebbero stati radunati. Se del tempio che vedevano gli apostoli non sarebbe rimasta pietra su pietra \u00e8 perch\u00e9 nella futura Gerusalemme non ci sar\u00e0 tempio, appunto come sta scritto: &#8220;In essa non vidi alcun tempio: il Signore Dio, l&#8217;Onnipotente, e l&#8217;Agnello sono il suo tempio&#8221; (Ap 21,22).<br \/>\nGes\u00f9 parla di &#8220;ultimi giorni&#8221;, ma dice anche che tali rivolgimenti avverranno in &#8220;questa generazione&#8221;, ossia nel tempo che coinvolgeva i suoi ascoltatori. Del resto era la sua stessa presenza a realizzare lo sconvolgimento del corso normale della vita del mondo; basti pensare ai cambiamenti che seguivano dopo la sua predicazione e a cosa accadr\u00e0 con la resurrezione. L&#8217;irruzione del &#8220;figlio dell&#8217;uomo&#8221; era ormai avvenuta e sarebbe continuata per tutte le generazioni che si sarebbero succedute lungo la storia. Il &#8220;giorno del Signore&#8221;, prefigurato da Daniele e dagli altri profeti, irrompe in ogni generazione, anzi in ogni giorno della storia. \u00c8 suggestiva l&#8217;espressione usata da Ges\u00f9 sulla prossimit\u00e0 degli &#8220;ultimi giorni&#8221;. Egli dice: &#8220;Sappiate che ci\u00f2 \u00e8 alle porte&#8221;. Questa immagine \u00e8 usata anche altre volte dalle Scritture per esortare i credenti ad essere pronti per accogliere il Signore che passa. &#8220;Ecco, il giudice \u00e8 alle porte&#8221;, scrive Giacomo nella sua Lettera (5,9). E l&#8217;Apocalisse: &#8220;Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verr\u00f2 da lui, cener\u00f2 con lui ed egli con me&#8221; (3,20). Alle porte di ogni giornata della nostra vita c&#8217;\u00e8 il Signore che bussa, c&#8217;\u00e8 il &#8220;giorno ultimo&#8221; che attende di essere accolto, c&#8217;\u00e8 il giudizio di Dio che intende trasformare il tempo che gi\u00e0 ora viviamo.<br \/>\nLa &#8220;fine del mondo&#8221; deve avvenire ogni giorno; ogni giorno dobbiamo far finire un piccolo o un grande pezzo del mondo cattivo e malvagio che non Dio ma gli uomini continuano a costruire. Del resto i giorni che passano finiscono inesorabilmente, anche se l&#8217;eredit\u00e0 di bene o di male continua. La Scrittura ci invita ad avere davanti agli occhi questo futuro verso cui siamo diretti: la fine del mondo non \u00e8 la catastrofe, ma l&#8217;instaurazione della citt\u00e0 santa che scende dal cielo. Si tratta di una citt\u00e0, ossia di una realt\u00e0 concreta, non astratta, che raccoglie tutti i popoli attorno al loro Signore. Questo \u00e8 il fine (e, in certo modo, anche la fine) della storia. Ma questa citt\u00e0 santa deve essere seminata gi\u00e0 da ora nei nostri giorni, perch\u00e9 possa crescere e trasformare la vita degli uomini a sua immagine. Non si tratta di un innesto automatico e facile; ma \u00e8 la fatica quotidiana che ogni credente deve compiere, sapendo che &#8220;cielo e terra passeranno, ma le mie parole non passeranno&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Marco 13,24-32 In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurer\u00e0, la luna non dar\u00e0 pi\u00f9 la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cielisaranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell&#8217;uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. 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