{"id":20937,"date":"2021-09-11T12:33:00","date_gmt":"2021-09-11T10:33:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20937"},"modified":"2021-06-08T13:49:09","modified_gmt":"2021-06-08T11:49:09","slug":"xxiv-domenica-del-tempo-ordinario-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxiv-domenica-del-tempo-ordinario-4.html","title":{"rendered":"XXIV Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\"><em>Dal vangelo di Marco 8,27-35<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Poi Ges\u00f9 part\u00ec con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesar\u00e8a di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: &#8220;La gente, chi dice che io sia?&#8221;. Ed essi gli risposero: &#8220;Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti&#8221;. Ed egli domandava loro: &#8220;Ma voi, chi dite che io sia?&#8221;. Pietro gli rispose: &#8220;Tu sei il Cristo&#8221;. E ordin\u00f2 loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.<\/em><br \/>\n<em>E cominci\u00f2 a insegnare loro che il Figlio dell&#8217;uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimprover\u00f2 Pietro e disse: &#8220;Va&#8217; dietro a me, Satana! Perch\u00e9 tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><br \/>\n<em>Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: &#8220;Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perch\u00e9 chi vuole salvare la propria vita, la perder\u00e0; ma chi perder\u00e0 la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salver\u00e0.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">&#8220;Chi \u00e8 mai questo Ges\u00f9 di Nazareth?&#8221;. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che si tratti di una questione fondamentale; lo era ai tempi di Ges\u00f9 e non cessa di esserla anche ai tempi nostri. Anche se questo non significa, purtroppo, che stia davvero in cima ai nostri pensieri. Certamente per\u00f2 occupa uno dei posti centrali nella riflessione di chi con seriet\u00e0 affronta la vita. Nel Vangelo di Marco questa domanda tiene persino il centro &#8220;fisico&#8221; della narrazione. Siamo arrivati all&#8217;ottavo dei sedici capitoli di cui si compone il Vangelo di Marco. Ed \u00e8 uno spartiacque decisivo. La scena si svolge nell&#8217;alta Galilea, mentre Ges\u00f9 percorre i villaggi attorno a Cesarea di Filippo, una cittadina situata assai lontano da Gerusalemme, all&#8217;interno di una regione quasi totalmente pagana. L&#8217;evangelista vuole suggerire che di qui inizia decisamente il cammino di Ges\u00f9 verso la citt\u00e0 santa. Da questo momento Ges\u00f9 parla &#8220;apertamente&#8221; con i discepoli, senza che nulla pi\u00f9 lo trattenga (v.32). Strada facendo, li interroga circa l&#8217;opinione che la gente si \u00e8 fatta sul suo conto. Come si pu\u00f2 vedere, \u00e8 Ges\u00f9 stesso che pone, nel mezzo della narrazione, la &#8220;questione centrale&#8221; di tutto il Vangelo: il problema della sua identit\u00e0. Sembra ormai esclusa l&#8217;ipotesi che egli sia un demonio travestito o, come avevano detto gli stessi parenti, un pazzo. Si \u00e8 invece consolidata la convinzione che sia un inviato di Dio.<br \/>\nSostanzialmente, si potrebbe dire, la valutazione su di lui \u00e8 positiva e, in parte, coglie nel segno. Alcuni arrivano a identificarlo con il profeta Elia redivivo di cui si attende il ritorno in preparazione della venuta del Messia; altri, pi\u00f9 genericamente, pensano a un profeta fra i tanti o, forse, al pi\u00f9 grande profeta degli ultimi tempi; alcuni, come Erode, pensano al Battista redivivo. Tutti concordano nell&#8217;ammettere che in Ges\u00f9 c&#8217;\u00e8 il dito di Dio, ma il giudizio non \u00e8 chiaro nonostante tutta l&#8217;ammirazione che hanno per lui come grande benefattore e taumaturgo. Per questo Ges\u00f9 lascia da parte le opinioni della gente e rivolge egli stesso intenzionalmente la domanda ai discepoli: &#8220;Ma voi, chi dite che io sia?&#8221;. Pietro gli risponde apertamente e inequivocabilmente: &#8220;Tu sei il Cristo!&#8221; (&#8220;Cristo&#8221; \u00e8 la traduzione greca dell&#8217;ebraico &#8220;Messia&#8221;, che letteralmente significa &#8220;il consacrato&#8221;). Questa sembra la risposta che Ges\u00f9 finalmente si aspetta. I discepoli, fino ad ora ottusi (4,17-21), hanno raggiunto la fede.<br \/>\nEppure la definizione di Pietro, in certo modo, \u00e8 incompleta; ha bisogno di essere esplicitata, perch\u00e9 contiene in s\u00e9 una profonda ambiguit\u00e0. Tant&#8217;\u00e8 vero che Ges\u00f9 \u00e8 costretto a &#8220;sconfessare&#8221; subito dopo il discepolo. Sono due scene incredibilmente vicine e opposte: da una parte la &#8220;confessione&#8221; di Pietro e, immediatamente, la &#8220;sconfessione&#8221; che Ges\u00f9 fa del discepolo. Ges\u00f9, di fronte alle parole che lo riconoscono come Messia, comincia a parlare della sua passione (ne parler\u00e0 altre due volte da questo momento). Dice che il Figlio dell&#8217;uomo dovr\u00e0 soffrire molto, essere riprovato dagli anziani del popolo, dai sommi sacerdoti e dagli scribi; poi venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro, sentendo queste parole, prende Ges\u00f9 in disparte e si mette a rimproverarlo. Aveva riconosciuto l&#8217;incomparabile grandezza di Ges\u00f9 tanto da usare per lui il pi\u00f9 grande titolo che aveva a disposizione, ma non poteva accettare la &#8220;fine&#8221; che Ges\u00f9 aveva loro prospettato. Ed \u00e8 qui che si scontrano due concezioni del Messia: quella di Pietro, legata alla forza, al potere che sovrasta, all&#8217;instaurazione di un regno politico; l&#8217;altra, quella di Ges\u00f9, segnata dall&#8217;abbassamento sino alla morte che terminer\u00e0, tuttavia, nella resurrezione.<br \/>\nQuel discepolo che a nome degli altri ha riconosciuto Ges\u00f9 come Messia diventa ora un avversario; Ges\u00f9 non pu\u00f2 fare altro che stigmatizzarlo di fronte e tutti. Con una crudezza impressionante gli dice: &#8220;Va&#8217; dietro a me, Satana!&#8221;. Sono parole analoghe a quelle che si trovano nel Vangelo di Matteo alla fine delle tentazioni nel deserto (qualche studioso suppone che Matteo le abbia prese da questo testo di Marco). In entrambi i casi, Ges\u00f9 viene spinto a dare una connotazione politica alla sua messianicit\u00e0, perch\u00e9 raggiunga un potere e una signoria di carattere terreno. \u00c8 certamente difficile assuefarsi all&#8217;idea di un Messia che sceglie la via della croce e dell&#8217;abbassamento; eppure proprio questa \u00e8 la via di Dio. Ges\u00f9, chiamata la folla che lo seguiva, dice che se qualcuno vuole diventare suo discepolo deve rinnegare se stesso, prendere la propria croce e seguirlo. E aggiunge: chi perde in questo modo la vita, in realt\u00e0 la salva. Tutto questo apparir\u00e0 chiaro nel giorno della resurrezione di Ges\u00f9. Ma gi\u00e0 da ora, anche per noi, la via del servizio al Vangelo e al Signore \u00e8 il modo di vivere con pienezza secondo Dio. E non sar\u00e0 mai lecito a nessuno stravolgere il percorso seguito da Ges\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Marco 8,27-35 Poi Ges\u00f9 part\u00ec con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesar\u00e8a di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: &#8220;La gente, chi dice che io sia?&#8221;. Ed essi gli risposero: &#8220;Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti&#8221;. 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