{"id":20935,"date":"2021-09-04T15:20:07","date_gmt":"2021-09-04T13:20:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20935"},"modified":"2021-06-08T13:48:55","modified_gmt":"2021-06-08T11:48:55","slug":"xxiii-domenica-del-tempo-ordinario-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxiii-domenica-del-tempo-ordinario-3.html","title":{"rendered":"XXIII Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\"><span class=\"remarkable-pre-marked\">Dal vangelo di <em>Marco 7,31-37<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"brano\"><em><span class=\"remarkable-pre-marked\">Di nuovo, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Dec\u00e0poli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli tocc\u00f2 la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: &#8220;<\/span><span class=\"remarkable-pre-marked\">Effat\u00e0<\/span><span class=\"remarkable-pre-marked\">&#8220;, cio\u00e8: &#8220;Apriti!&#8221;. E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comand\u00f2 loro di non dirlo a nessuno. Ma pi\u00f9 egli lo proibiva, pi\u00f9 essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: &#8220;Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!&#8221;.<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><span class=\"remarkable-pre-marked\">Il brano evangelico ci riporta la guarigione di un sordomuto, o meglio di un uomo affetto da grave balbuzie (la guarigione infatti consister\u00e0 nel parlare correttamente). Ges\u00f9 opera questa guarigione nella regione della Decapoli, una terra pagana oltre i confini di Israele. Marco sembra voler sottolineare che il Vangelo non \u00e8 riservato solo agli appartenenti al popolo di Israele, ma che tutti hanno diritto ad incontrare la misericordia di Dio che libera e salva. Anche quel sordomuto che viene presentato a Ges\u00f9 perch\u00e9 lo guarisca. Ges\u00f9 lo porta in disparte, lontano dalla folla, quasi a sottolineare la necessit\u00e0 di un rapporto personale, diretto, intimo, tra lui e il malato. I miracoli, infatti, avvengono nell&#8217;ambito di un&#8217;amicizia profonda e fiduciosa in Dio.<\/span><br \/>\n<span class=\"remarkable-pre-marked\">Ges\u00f9, amico degli uomini, soprattutto dei deboli, guarda con affetto e misericordia quell&#8217;uomo. Forse pensava anche a questo episodio l&#8217;apostolo Giacomo quando nella sua lettera esorta i cristiani ad avere un&#8217;attenzione prioritaria ai poveri e ai deboli. \u00c8 vero che Dio non fa preferenze di persone. Ma \u00e8 altrettanto vero che il suo cuore \u00e8 come sbilanciato verso i poveri e i deboli. Questi ultimi sono i primi nel Vangelo. Cos\u00ec deve essere per ogni credente e per ogni comunit\u00e0 cristiana. Ges\u00f9 ha accolto quel sordomuto. E sta con lui, in disparte. Seguendo un&#8217;antica consuetudine dei guaritori, Ges\u00f9 &#8220;gli pone le dita nelle orecchie e con la saliva gli tocca la lingua&#8221;. Quindi, nota l&#8217;evangelista, Ges\u00f9 alza gli occhi al cielo ed emette un profondo sospiro. \u00c8 la preghiera di Ges\u00f9 che unisce la fiducia nel Padre e la compassione per quell&#8217;uomo malato. Aveva fatto la stessa cosa anche prima della moltiplicazione dei pani, quando si commosse sulla folla stanca e sfinita e poi &#8220;alz\u00f2 gli occhi al cielo&#8221; (Mc 6,41).<\/span><br \/>\n<span class=\"remarkable-pre-marked\">Ges\u00f9 sente un sussulto nel petto, una forza che viene da dentro, e dice al sordomuto: &#8220;Effat\u00e0!&#8221;, ossia &#8220;Apriti!&#8221;. \u00c8 una sola parola, ma sgorga da un cuore pieno dell&#8217;amore di Dio. &#8220;Subito \u0096 nota l&#8217;evangelista \u0096 si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente&#8221;. Tornano in mente le parole del centurione: &#8220;Signore, di&#8217; soltanto una parola e il mio servo sar\u00e0 guarito&#8221; (Mt 8,8). E riecheggia la forte esortazione di Isaia al popolo d&#8217;Israele schiavo in Babilonia: &#8220;Dite agli smarriti di cuore: Coraggio! Non temete! Ecco il vostro Dio, \u0085 viene a salvarvi. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi&#8221;. Quel giorno, in quell&#8217;angolo sperduto dell&#8217;attuale Libano del sud, &#8220;Dio era venuto a salvare&#8221; quell&#8217;uomo dalla sua malattia. La forza di Dio per\u00f2 non si manifestava con clamore e strepito. Ci fu solo &#8220;una&#8221; parola. S\u00ec, perch\u00e9 delle parole evangeliche ne basta una sola per cambiare l&#8217;uomo, per trasformare la vita; quel che conta \u00e8 che sgorghi da un cuore appassionato come quello di Ges\u00f9 e che sia accolta da un cuore bisognoso come quello del sordomuto. Ges\u00f9, potremmo dire, non si rivolge all&#8217;orecchio e alla bocca ma all&#8217;uomo intero, all&#8217;intera persona. \u00c8 al sordomuto, non al suo orecchio, che dice: &#8220;Apriti!&#8221;. Ed \u00e8 l&#8217;uomo intero che guarisce &#8220;aprendosi&#8221; a Dio e al mondo.<\/span><br \/>\n<span class=\"remarkable-pre-marked\">\u00c8 noto lo stretto legame che c&#8217;\u00e8 tra la sordit\u00e0 e il mutismo. La guarigione richiede che ambedue gli organi vangano sanati, non \u00e8 sufficiente che uno solo sia guarito. Potremmo dire che questo \u00e8 vero anche nel campo della fede cristiana. C&#8217;\u00e8 bisogno anzitutto che l&#8217;orecchio (l&#8217;uomo) si &#8220;apra&#8221; all&#8217;ascolto della Parola di Dio. Poi la lingua si scioglie per parlare. Quell&#8217;uomo, dopo aver ascoltato, pot\u00e9 parlare correttamente. \u00c8 stretto il legame tra ascolto della parola e capacit\u00e0 di comunicare. Chi non ascolta resta muto, anche nella fede. Spesso, commentando le Scritture, si parla della decisivit\u00e0 dell&#8217;ascolto della Parola di Dio per il credente. Questo miracolo ci fa riflettere altres\u00ec sul legame che si instaura tra le nostre parole e la Parola di Dio. Spesso noi non poniamo sufficiente attenzione al peso che hanno le nostre parole, al valore che ha il nostro stesso linguaggio. Eppure attraverso di esso esprimiamo noi stessi molto pi\u00f9 di quanto crediamo. E non di rado sprechiamo le nostre parole o, peggio, le usiamo male. L&#8217;apostolo Giacomo al capitolo terzo della sua Lettera ci ricorda: con la lingua noi &#8220;benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio. Dalla stessa bocca escono benedizione e maledizione. Non dev&#8217;essere cos\u00ec, fratelli miei!&#8221; (3,9-10).<\/span><br \/>\n<span class=\"remarkable-pre-marked\">Questo miracolo ci fa comprendere il bisogno che abbiamo di ascoltare per poter parlare, anzi per poter parlare correttamente. S\u00ec, questo \u00e8 il miracolo del parlare bene, ossia della guarigione da un parlare diviso e cattivo, quale Giacomo stigmatizza. E chi di noi non deve chiedere al Signore di liberarlo da un parlare troppo scorretto, talora persino violento e cattivo, bugiardo e malevolo? Spesso, troppo spesso, dimentichiamo la forza costruttrice o distruttrice della nostra lingua. \u00c8 necessario perci\u00f2 anzitutto ascoltare la &#8220;Parola&#8221; di Dio perch\u00e9 essa purifichi e fecondi le nostre &#8220;parole&#8221;, il nostro linguaggio, il nostro stesso modo di esprimerci. Per i cristiani si tratta di una responsabilit\u00e0 gravissima, perch\u00e9 l&#8217;unico modo che abbiamo di compiere la comunicazione del Vangelo \u00e8 attraverso il bagaglio delle nostre &#8220;parole&#8221;. Sono povere, ma incredibilmente efficaci; possono trasportare le montagne, se riflettono la Parola. Ges\u00f9 dice: &#8220;di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato&#8221; (Mt 12,36-37).<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Marco 7,31-37 Di nuovo, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Dec\u00e0poli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. 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