{"id":20912,"date":"2021-08-28T23:52:55","date_gmt":"2021-08-28T21:52:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20912"},"modified":"2021-06-08T13:48:39","modified_gmt":"2021-06-08T11:48:39","slug":"xxii-domenica-del-tempo-ordinario-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxii-domenica-del-tempo-ordinario-3.html","title":{"rendered":"XXII Domenica del Tempo ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di <strong>Marco<\/strong> 7,1-8.14-15.21-23<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cio\u00e8 non lavate &#8211; i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti -, quei farisei e scribi lo interrogarono: &#8220;Perch\u00e9 i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?&#8221;. <\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><br \/>\n<em>Ed egli rispose loro: &#8220;Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto:<\/em><\/p>\n<p><em>Questo popolo mi onora con le labbra,<\/em><br \/>\n<em> ma il suo cuore \u00e8 lontano da me.<\/em><br \/>\n<em> Invano mi rendono culto,<\/em><br \/>\n<em> insegnando dottrine che sono precetti di uomini.<\/em><\/p>\n<p><em>Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini&#8221;. Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: &#8220;Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c&#8217;\u00e8 nulla fuori dell&#8217;uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall&#8217;uomo a renderlo impuro&#8221;. Dal di dentro infatti, cio\u00e8 dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurit\u00e0, furti, omicidi, adult\u00e8ri, avidit\u00e0, malvagit\u00e0, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall&#8217;interno e rendono impuro l&#8217;uomo&#8221;.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">&#8220;Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre \u00e8 questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo&#8221;. Queste parole tratte dalla Lettera dell&#8217;apostolo Giacomo, di cui oggi inizia la lettura continua, ci vengono incontro proprio mentre sta terminando per molti il periodo delle vacanze e si riprendono le attivit\u00e0 ordinarie. Le parole dell&#8217;apostolo si inseriscono nella dimensione normale della vita: non sono esortazioni per la festa o per momenti straordinari; esse riguardano i giorni feriali di ogni settimana. Ecco perch\u00e9 sono un dono per questo tempo. Potremmo dire che sono le parole buone che il Signore ci rivolge all&#8217;inizio di questo nuovo tempo perch\u00e9 possiamo conservarci puri da questo mondo e comprendere qual \u00e8 il culto davvero gradito a Dio. Esse, in certo modo, ci introducono al Vangelo che in questa domenica viene annunciato.<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 ancora in Galilea, in un&#8217;area lontana dalla capitale e dal centro della religione. Qui aveva iniziato la sua missione pubblica, annunciando ai poveri e ai deboli l&#8217;approssimarsi del regno di Dio. Alcuni scribi e farisei arrivarono da Gerusalemme per discutere con lui e accusarlo. Ges\u00f9 era ancora all&#8217;inizio della sua predicazione ma quanto accadeva attorno a lui preoccupava i responsabili religiosi di Gerusalemme. Molti tra i farisei erano osservanti non solo della Legge (la Torah) ma anche delle aggiunte che i saggi d&#8217;Israele, nel corso dei secoli, avevano codificato: queste ultime sono quelle che l&#8217;evangelista chiama &#8220;la tradizione degli uomini&#8221;. Con tali prescrizioni rituali si voleva circondare di rispetto, fatto di indicazioni concrete e minuziose, il mistero di Dio. E va detto che non si deve affatto disprezzare tale attitudine. Se pensiamo alle nostre liturgie eucaristiche domenicali \u00e8 da rimproverare, ad esempio, la superficialit\u00e0 con cui si trattano le cose di Dio. Papa Francesco, pi\u00f9 volte, richiama il decoro delle celebrazioni. La mancanza di rispetto per il rito manifesta una mancanza del senso di Dio accompagnato da un forte senso del proprio protagonismo. \u00c8 ovvio che, se le prescrizioni rituali non vivono all&#8217;interno di un rapporto reale e autentico con il mistero che si celebra diventano, appunto, gesti vuoti di senso e privi di cuore, esteriori e freddi.<br \/>\nI farisei, vedendo i discepoli di Ges\u00f9 che non osservano le pratiche di purificazione prima di mangiare, si sentono in diritto di chiedere al maestro: &#8220;Perch\u00e9 i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?&#8221;. Ovviamente, il rimprovero \u00e8 diretto non alla trasgressione di una norma igienica ma ad una prescrizione rituale (le abluzioni originariamente erano richieste solo ai sacerdoti, ma i farisei \u0096 volendo un popolo perfetto \u0096 le estesero a tutti). Ges\u00f9, riprendendo le parole di Isaia (29,13), stigmatizza la grettezza di un atteggiamento puramente esteriore: &#8220;Questo popolo \u0096 risponde \u0096 mi onora con le labbra, ma il loro cuore \u00e8 lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini&#8221;. \u00c8 il lamento di Dio per un culto puramente esteriore. Non sa che farsene di un tale culto. E Ges\u00f9 continua: &#8220;Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini&#8221;. Non condanna le pratiche rituali e neppure vuole attenuare l&#8217;osservanza della legge. Ges\u00f9 conosce bene quanto Mos\u00e8 ordin\u00f2 al popolo d&#8217;Israele: &#8220;Ora dunque, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinch\u00e9 le mettiate in pratica, perch\u00e9 viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi. Non aggiungerete nulla a ci\u00f2 che io vi comando e non ne toglierete nulla&#8221; (Dt 4,1-2).<br \/>\nGes\u00f9 non esorta a disobbedire alla legge. Quel che condanna \u00e8 la lontananza del cuore degli uomini da Dio. \u00c8 il rapporto personale tra l&#8217;uomo e Dio che Ges\u00f9 pone in questione. Del resto, tutto ci\u00f2 era chiaro gi\u00e0 nel Vecchio Testamento. Mos\u00e8 ne era consapevole tanto da chiedersi in modo retorico: &#8220;Quale grande nazione ha gli d\u00e8i cos\u00ec vicini a s\u00e9, come il Signore, nostro Dio, \u00e8 vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come \u00e8 tutta questa legislazione che io oggi vi do?&#8221;. Se Dio \u00e8 cos\u00ec vicino, \u00e8 davvero inammissibile che gli uomini si rivolgano a lui solo con gesti esteriori senza che il cuore abbia un minimo di vibrazione d&#8217;affetto. In questo caso a nulla valgono riti e parole.<br \/>\nGes\u00f9, collegandosi alla critica sulle mancate abluzioni, chiarisce cosa \u00e8 davvero impuro, ossia non adatto a Dio. C&#8217;\u00e8 una prima affermazione molto chiara: nessuna delle cose create \u00e8 inadatta a Dio; quindi, nulla \u00e8 impuro. L&#8217;impurit\u00e0, infatti, non \u00e8 nelle cose ma nel cuore dell&#8217;uomo: &#8220;dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurit\u00e0, furti, omicidi, adult\u00e8ri, avidit\u00e0, malvagit\u00e0, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza&#8221;, afferma il profeta di Nazareth. Con tali affermazioni Ges\u00f9 chiarisce che il male non nasce per caso, come se fosse il frutto di un cieco destino. Il male ha il suo terreno di cultura: il cuore. Ed ha anche i suoi agricoltori: gli uomini. Ognuno \u00e8 coltivatore, spesso solerte, nel terreno del proprio cuore di piccole o grandi quantit\u00e0 di erbe amare che avvelenano la vita, nostra e degli altri.<br \/>\nNoi, uomini e donne, siamo responsabili dell&#8217;amarezza di questo mondo; chi pi\u00f9, chi meno; nessuno pu\u00f2 dirsene fuori. \u00c8 perci\u00f2 dal cuore che bisogna partire per estirpare il male. Troppo spesso si trascura il cuore pensando che quel che conta \u00e8 cambiare le strutture o le leggi. \u00c8 ovvio che questo va fatto. Ma il luogo della lotta contro il male \u00e8 nel cuore. \u00c8 qui che si combattono le battaglie per cambiare davvero il mondo, per essere tutti migliori. Ed \u00e8 quindi sempre nel cuore che vanno piantate le erbe buone della solidariet\u00e0, dell&#8217;amicizia, della pazienza, dell&#8217;umilt\u00e0, della piet\u00e0, della misericordia, del perdono. La via per questa piantagione buona \u00e8 segnata dal Vangelo: ricordiamo la nota parabola del seminatore che, di buon mattino, usc\u00ec per seminare. Ancora nei nostri giorni, fedelmente e generosamente, quel seminatore esce e getta con abbondanza il suo seme nel cuore degli uomini. A noi il compito di accogliere quella parola e farla crescere perch\u00e9 non solo non sia soffocata dalle nostre pesantezze, ma possa portare frutti. E l&#8217;apostolo Giacomo, quasi a commento delle parole di Ges\u00f9, afferma: &#8220;accogliete con docilit\u00e0 la Parola che \u00e8 stata piantata in voi e pu\u00f2 portarvi alla salvezza. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi&#8221;.<\/p>\n<p class=\"brano\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Marco 7,1-8.14-15.21-23 Si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. 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