{"id":20841,"date":"2021-07-31T04:42:18","date_gmt":"2021-07-31T02:42:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20841"},"modified":"2021-06-08T13:47:34","modified_gmt":"2021-06-08T11:47:34","slug":"xviii-domenica-del-tempo-ordinario-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xviii-domenica-del-tempo-ordinario-3.html","title":{"rendered":"XVIII Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di Giovanni 6,24-35<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Quando dunque la folla vide che Ges\u00f9 non era pi\u00f9 l\u00e0 e nemmeno i suoi discepoli, sal\u00ec sulle barche e si diresse alla volta di Caf\u00e0rnao alla ricerca di Ges\u00f9. Lo trovarono di l\u00e0 dal mare e gli dissero: &#8220;Rabb\u00ec, quando sei venuto qua?&#8221;.<\/em><br \/>\n<em>Ges\u00f9 rispose loro: &#8220;In verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: voi mi cercate non perch\u00e9 avete visto dei segni, ma perch\u00e9 avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell&#8217;uomo vi dar\u00e0. Perch\u00e9 su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Gli dissero allora: &#8220;Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?&#8221;. Ges\u00f9 rispose loro: &#8220;Questa \u00e8 l&#8217;opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato&#8221;.<\/em><br \/>\n<em>Allora gli dissero: &#8220;Quale segno tu compi perch\u00e9 vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo&#8221;. Rispose loro Ges\u00f9: &#8220;In verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: non \u00e8 Mos\u00e8 che vi ha dato il pane dal cielo, ma \u00e8 il Padre mio che vi d\u00e0 il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio \u00e8 colui che discende dal cielo e d\u00e0 la vita al mondo&#8221;. Allora gli dissero: &#8220;Signore, dacci sempre questo pane&#8221;. Ges\u00f9 rispose loro: &#8220;Io sono il pane della vita; chi viene a me non avr\u00e0 fame e chi crede in me non avr\u00e0 sete, mai!<\/em><\/p>\n<p class=\"omelia\">La Liturgia di questa domenica continua la lettura del capitolo sesto del Vangelo di Giovanni. Siamo nella sinagoga di Cafarnao ove Ges\u00f9 sta tenendo il suo noto discorso dopo la moltiplicazione dei pani. La gente aveva cercato di farlo re, ma Ges\u00f9 era fuggito, prima sul monte e poi a Cafarnao. Non vedendolo pi\u00f9 in mezzo a loro, si misero a cercarlo: salirono sulle barche e si diressero all&#8217;altra sponda. Erano stati sfamati e non volevano perdere il contatto con quel profeta. Ed in effetti lo ritrovano &#8220;al di l\u00e0 del mare&#8221;. Appena lo videro, un po&#8217; risentiti, gli dissero: &#8220;Rabb\u00ec, quando sei venuto qua?&#8221;. Ges\u00f9 sapeva bene che lo cercavano per interesse, ma non si scandalizz\u00f2; era venuto per salvarli, non per cercare il loro consenso, tanto meno la loro adulazione. Egli non seguiva le folle, non correva dietro i loro desideri, le loro mode, le loro richieste. Restava per tutti il Maestro che guida, ammaestra e, se necessario, rimprovera. Per questo non smise di parlare, di esortare e correggere.<br \/>\nCon chiarezza perci\u00f2 si rivolse alla folla e rispose alla loro domanda: &#8220;Mi cercate non perch\u00e9 avete visto dei segni, ma perch\u00e9 avete mangiato di quei pani e vi siete saziati&#8221;. In effetti, erano andati alla ricerca di Ges\u00f9 perch\u00e9 si erano saziati del pane da lui miracolosamente moltiplicato. Il problema di quella folla era appunto la saziet\u00e0; avevano trovato chi poteva saziarli. Non dovevano perderlo, a costo di traversare il mare. Corsero verso di lui ma solo perch\u00e9 poteva sfamarli. Gli interessava il suo potere, non il suo cuore. Mancava insomma l&#8217;affetto, l&#8217;amore per quel Maestro. Ebbene, questa cecit\u00e0 affettiva andava rimossa, guarita. Ed era quanto Ges\u00f9 si apprestava a fare. Disse loro: &#8220;Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna&#8221;.<br \/>\nEra un&#8217;esortazione a superare l&#8217;angusto e pressante orizzonte della saziet\u00e0. Ges\u00f9 voleva che andassero oltre la soddisfazione immediata dei propri bisogni. C&#8217;\u00e8 un ordine di vita pi\u00f9 alto, una dimensione dell&#8217;esistenza che va oltre le preoccupazioni del mangiare, del vestire, del fare carriera, dell&#8217;essere tranquilli. Tutte queste cose, certo necessarie, non ci sfamano, anzi lasciano dentro di noi una inquietudine, una spinta a cercare nuovi bisogni e nuove soddisfazioni, in una corsa senza fine. C&#8217;\u00e8 un cibo che non perisce, dice Ges\u00f9. Per esso \u00e8 necessario darsi da fare in ogni modo. &#8220;Se avete preso le barche e siete venuti al di qua del mare per trovare il pane del corpo, quanto pi\u00f9 dovete adoperarvi per trovare il cibo che non perisce?&#8221;, sembra dire Ges\u00f9 ai suoi ascoltatori. Essi non capiscono bene queste parole e pensano che chieda loro l&#8217;osservanza di altri precetti per poter ottenere la continuazione di quel miracolo: &#8220;Cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?&#8221;.<br \/>\nIn verit\u00e0 Ges\u00f9 esige da loro una sola opera: credere in lui. In altra parte del Vangelo afferma: &#8220;Questa \u00e8 l&#8217;opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato&#8221;. Non si tratta n\u00e9 di un precetto n\u00e9 di un&#8217;ulteriore prescrizione ma solo di lasciarsi coinvolgere personalmente e affettivamente da Ges\u00f9 e dal suo Vangelo. Tutto ci\u00f2 non \u00e8 spontaneo e naturale. Per certi versi la fede \u00e8 un vero e proprio &#8220;lavoro&#8221;. Essa \u00e8 senza dubbio un dono di Dio, ma nello stesso tempo \u00e8 affidata alle nostre mani, e come ogni lavoro richiede decisione, continuit\u00e0, applicazione, fatica, scelte e totale abbandono. La gente sembra intuire qualcosa e chiede: &#8220;Quale segno tu compi perch\u00e9 vediamo e ti crediamo?&#8221;. Non gli era bastato il miracolo del giorno prima. Ed era ovvio; quello bastava per soddisfare i bisogni del corpo, ma quando si tratta del coinvolgimento della vita si chiedono ben altre garanzie. Ma queste, possibili sul piano dei contratti commerciali, non lo sono su quello dell&#8217;amore.<br \/>\nL&#8217;amore, e con esso la fede, \u00e8 sempre anche un rischio, sebbene i &#8220;segni&#8221; compiuti da Ges\u00f9 siano numerosi e incredibili. La gente era ed \u00e8 talmente presa dalla propria saziet\u00e0 materiale o comunque a tal punto egocentrica da non riuscire a vedere oltre se stessa, e quindi non lascia le sponde della propria tranquilla sicurezza per affidarsi all&#8217;amore del Signore che sempre porta in mare aperto. Il Signore comunque non manca di donare il pane per irrobustirci nel cammino della fede e dell&#8217;amore. Ges\u00f9 lo spiega agli ascoltatori dicendo loro che il vero pane \u00e8 quello che viene dal cielo, anzi \u00e8 &#8220;colui che discende dal cielo e d\u00e0 la vita al mondo&#8221;. La folla, che ha capito solo a met\u00e0, ribatte: &#8220;Dacci sempre di questo pane!&#8221;. \u00c8 una richiesta spontanea e, a prima vista, anche bella; vorrei fosse la domanda di ognuno. Ma essa deve partire dal cuore, pi\u00f9 che dallo stomaco.<br \/>\nE Ges\u00f9, come avviene nei momenti decisivi, risponde con chiarezza: &#8220;Io sono il pane della vita. Chi viene a me non avr\u00e0 pi\u00f9 fame&#8221;. Si capisce ora il senso pieno della manna nel deserto e il senso stesso di quel pane moltiplicato per i cinquemila. C&#8217;\u00e8 un pane \u0096 ed \u00e8 Ges\u00f9 stesso \u0096 messo a disposizione di tutti; viene da Dio, ma non \u00e8 lontano da noi, tutti lo possiamo gratuitamente ricevere. Per noi, uomini e donne del ricco mondo dell&#8217;Occidente, non c&#8217;\u00e8 spazio per &#8220;mormorare&#8221; contro Mos\u00e8, come fecero gli ebrei nel deserto, e neppure siamo nella condizione di quei cinquemila rimasti senza pane perch\u00e9 presi dall&#8217;ascolto di Ges\u00f9. Forse dobbiamo s\u00ec &#8220;mormorare&#8221;, ma contro noi stessi, contro i nostri ritardi e le nostre lentezze perch\u00e9, pur avendo lo stomaco pieno e il &#8220;pane della vita&#8221; a portata di mano, non sappiamo accoglierlo e gustarlo. Avviciniamoci al &#8220;pane della vita&#8221; e, come dice l&#8217;apostolo Paolo, &#8220;ci rinnoveremo nello spirito della nostra mente e rivestiremo l&#8217;uomo nuovo&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Giovanni 6,24-35 Quando dunque la folla vide che Ges\u00f9 non era pi\u00f9 l\u00e0 e nemmeno i suoi discepoli, sal\u00ec sulle barche e si diresse alla volta di Caf\u00e0rnao alla ricerca di Ges\u00f9. 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