{"id":20827,"date":"2020-07-30T18:07:19","date_gmt":"2020-07-30T16:07:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20827"},"modified":"2020-07-31T23:36:22","modified_gmt":"2020-07-31T21:36:22","slug":"xvii-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xvii-domenica-del-tempo-ordinario.html","title":{"rendered":"XVII Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di Giovanni 6,1-15<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Dopo questi fatti, Ges\u00f9 pass\u00f2 all&#8217;altra riva del mare di Galilea, cio\u00e8 di Tiber\u00ecade, e lo seguiva una grande folla, perch\u00e9 vedeva i segni che compiva sugli infermi. Ges\u00f9 sal\u00ec sul monte e l\u00e0 si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. <\/em><br \/>\n<em>Allora Ges\u00f9, alz\u00e0ti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: &#8220;Dove potremo comprare il pane perch\u00e9 costoro abbiano da mangiare?&#8221;. Diceva cos\u00ec per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\"><em> Gli rispose Filippo: &#8220;Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perch\u00e9 ognuno possa riceverne un pezzo&#8221;. Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: &#8220;C&#8217;\u00e8 qui un ragazzo che ha cinque pani d&#8217;orzo e due pesci; ma che cos&#8217;\u00e8 questo per tanta gente?&#8221;. Rispose Ges\u00f9: &#8220;Fateli sedere&#8221;. C&#8217;era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Ges\u00f9 prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: &#8220;Raccogliete i pezzi avanzati, perch\u00e9 nulla vada perduto&#8221;. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d&#8217;orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.<\/em><br \/>\n<em>Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: &#8220;Questi \u00e8 davvero il profeta, colui che viene nel mondo!&#8221;. Ma Ges\u00f9, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritir\u00f2 di nuovo sul monte, lui da solo.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">Per cinque domeniche consecutive (dalla diciassettesima alla ventunesima), la liturgia domenicale interrompe la lettura continuata del Vangelo di Marco e fa spazio all&#8217;intero capitolo sesto del Vangelo di Giovanni. La Liturgia ci invita ad approfondire il tema del &#8220;pane&#8221; a cui \u00e8 giunta la narrazione di Marco. La narrazione si apre con l&#8217;episodio della moltiplicazione dei pani, una delle pagine evangeliche pi\u00f9 illuminanti sul mistero di Ges\u00f9 come nutrimento della nostra vita. \u00c8 la sesta volta che tale episodio viene riportato nei Vangeli (le altre cinque sono ricordate nei Sinottici). L&#8217;insistenza indica il peso che questo evento ebbe nel pensiero delle prime comunit\u00e0 cristiane; certamente era tra i &#8220;segni&#8221; che pi\u00f9 chiaramente faceva capire quale fosse il senso della missione di Ges\u00f9 tra gli uomini.<br \/>\nL&#8217;evangelista apre accennando alla consueta scena delle folle che si accalcano attorno a Ges\u00f9. Egli sta sul monte, circondato dai discepoli e, seduto, com&#8217;\u00e8 consuetudine di ogni maestro, ammaestra coloro che gli sono attorno. Scrive Giovanni: &#8220;Alzati gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui&#8221;. \u00c8 proprio del Signore non restare in basso e neppure rimanere nell&#8217;alto dei cieli distante dagli uomini. Ges\u00f9 non si ferma nella contemplazione di s\u00e9 o delle proprie opere. Venuto sulla terra e fattosi simile in tutto agli uomini, Egli sale per\u00f2 un po&#8217; pi\u00f9 in alto, sul monte, ove si avvicina a Dio e nello stesso tempo vede meglio gli uomini e le donne che accorrono a lui. Solo avendo Dio nel cuore (\u00e8 questo il senso del salire sul monte) e accogliendo la sua compassione, \u00e8 possibile guardare la gente con occhi nuovi, intuirne le domande e scorgerne i bisogni.<br \/>\nLa gente stava volentieri con Ges\u00f9. Talora era cos\u00ec presa dall&#8217;ascolto delle sue parole (quale differenza da noi tanto spesso sbrigativi nelle cose di Dio!) che dimenticava persino di mangiare. \u00c8 infatti lui, non i discepoli, ad accorgersi del bisogno di pane che la gente aveva. Ges\u00f9 chiama Filippo (era di Betsaida e quindi pratico della zona) e gli chiede: &#8220;Dove potremo comprare il pane perch\u00e9 costoro abbiano da mangiare?&#8221;. Filippo, dopo un rapido calcolo, risponde che \u00e8 impossibile trovare una somma adeguata di denaro per acquistare pane sufficiente per tutta quella gente. In effetti, la richiesta di Ges\u00f9 era del tutto irrealistica. Andrea, presente allo scambio di battute, prende qualche informazione e si fa poi avanti dicendo che ha trovato solamente un ragazzo che ha cinque pani d&#8217;orzo e due pesci. Ma, con triste realismo, aggiunge: &#8220;Cos&#8217;\u00e8 questo per tanta gente?&#8221;. Il discorso, per lui come per tutti i discepoli, sembra chiuso. La correttezza, il realismo, la praticit\u00e0, la concretezza dei discepoli sembrano vincere. L&#8217;unica cosa da fare, come si nota in un&#8217;altra narrazione parallela, \u00e8 mandare presto tutti a casa, dove ognuno avrebbe potuto mangiare. E nessuno doveva avere sensi di colpa. Non diciamo noi ancora oggi: Ad impossibilia nemo tenetur? Ma sta anche scritto: &#8220;Ci\u00f2 che \u00e8 impossibile agli uomini, \u00e8 possibile a Dio&#8221; (Lc 18,27). La nostra rassegnazione \u00e8 sconfitta dalla potenza di Dio. E le Scritture sono piene di miracoli.<br \/>\nLa scena tratta dal ciclo di Eliseo (il profeta successore di Elia nel secolo IX a.C.) ci mostra il miracolo di una moltiplicazione dei pani ottenuta per misericordia dal Signore. Anche qui si parla di pochi pani d&#8217;orzo, insufficienti per sfamare cento persone. Di fronte all&#8217;incertezza dell&#8217;uomo che ne aveva solo venti, il profeta insiste: &#8220;Dalli da mangiare alla gente. Poich\u00e9 cos\u00ec dice il Signore: ne mangeranno e ne avanzer\u00e0 anche&#8221;. E cos\u00ec avvenne. La memoria di queste Scritture avrebbe certamente aiutato la poca fede dei discepoli ad intercedere perch\u00e9 Ges\u00f9 intervenisse. Ben diverso fu l&#8217;atteggiamento di Maria a Cana di Galilea quando intercedette presso Ges\u00f9 perch\u00e9 quei due giovani sposi non vedessero rovinata la loro festa. Ma i discepoli, come capita anche a noi, si erano affidati pi\u00f9 al loro realismo e alla loro naturale sapienza che all&#8217;ingenuit\u00e0 e alla forza della Parola di Dio.<br \/>\nGes\u00f9, che confida totalmente nel Padre, sa bene che &#8220;tutto \u00e8 possibile a Dio&#8221;; per di pi\u00f9 non \u00e8 abituato a mandare indietro nessuno, anche quando non osa chiedere. Egli legge nel cuore e previene le nostre domande dandoci quello di cui abbiamo bisogno. Del resto \u00e8 cos\u00ec (o dovrebbe esser cos\u00ec) di ogni buon padre e di ogni buona madre di famiglia. E Dio \u00e8 sempre buono, sia con i figli docili che con quelli recalcitranti. Non resiste al bisogno dei suoi figli. Ebbene, senza che i discepoli comprendano, anzi contro ogni ragionevolezza, Ges\u00f9 ordina che facciano sedere la gente sull&#8217;erba. &#8220;Il Signore \u00e8 il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare&#8221;, canta il Salmo 23, quasi prevedendo questa splendida scena. Quando tutti sono seduti, egli prende il pane e, dopo aver ringraziato il Padre che sta nei cieli, lo distribuisce a tutti. A differenza dei Vangeli sinottici, ove sono incaricati i discepoli, qui \u00e8 Ges\u00f9 stesso che li distribuisce. L&#8217;evangelista vuole in questo modo sottolineare il rapporto diretto, personale, che c&#8217;\u00e8 tra il pastore e le sue pecore. Anche qui il salmo responsoriale viene in aiuto alla nostra preghiera: &#8220;Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa e tu dai loro il cibo a tempo opportuno. Tu apri la tua mano e sazi il desiderio di ogni vivente&#8221; (Sal 144,15-16).<br \/>\nTuttavia Ges\u00f9 non agisce dal nulla. Ha bisogno di quei cinque pani d&#8217;orzo (il pane di orzo era il pane dei poveri, non il migliore, ossia non quello pi\u00f9 saporito e pi\u00f9 ricco). Ed \u00e8 con questi pani poveri che sfama cinquemila persone (tante erano sedute sull&#8217;erba). Basta il poco che abbiamo (quel poco d&#8217;amore e di compassione, quel poco di beni materiali, quel poco di disponibilit\u00e0, quel poco di tempo) per sconfiggere la fame; sia quella del cuore che quella del corpo. Il problema \u00e8 mettere quel &#8220;poco&#8221; che abbiamo nelle mani del Signore e non rigirarcelo tra le nostre mani avare per trattenerlo.<br \/>\nL&#8217;evangelista nota che, dopo aver mangiato, tutta la folla rest\u00f2 ammirata per quello che Ges\u00f9 aveva fatto, al punto che volevano proclamarlo re. Ma egli fugg\u00ec di nuovo sul monte: non voleva svilire l&#8217;urgenza del bisogno del pane che non passa, ossia del bisogno di un rapporto affettuoso e duraturo con il Signore. E noi con Ges\u00f9, sul monte, continuiamo a pregare: &#8220;Dacci oggi il nostro pane quotidiano!&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Giovanni 6,1-15 Dopo questi fatti, Ges\u00f9 pass\u00f2 all&#8217;altra riva del mare di Galilea, cio\u00e8 di Tiber\u00ecade, e lo seguiva una grande folla, perch\u00e9 vedeva i segni che compiva sugli infermi. Ges\u00f9 sal\u00ec sul monte e l\u00e0 si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-20827","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-testo"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5mkxU-5pV","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20827","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20827"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20827\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24364,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20827\/revisions\/24364"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20827"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20827"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20827"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}