{"id":20824,"date":"2023-07-22T19:20:27","date_gmt":"2023-07-22T17:20:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=20824"},"modified":"2023-06-14T14:47:49","modified_gmt":"2023-06-14T12:47:49","slug":"xvi-domenica-del-tempo-ordinario-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xvi-domenica-del-tempo-ordinario-3.html","title":{"rendered":"XVI Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p class=\"versetti\">Dal vangelo di Marco 6,30-34<\/p>\n<p class=\"brano\"><em>Gli apostoli si riunirono attorno a Ges\u00f9 e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: &#8220;Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po&#8217;&#8221;. Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti per\u00f2 li videro partire e capirono, e da tutte le citt\u00e0 accorsero l\u00e0 a piedi e li precedettero. <\/em><br \/>\n<em>Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perch\u00e9 eranocome pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.<\/em><\/p>\n<p class=\"brano\">Il Vangelo che abbiamo ascoltato domenica scorsa ci ha mostrato Ges\u00f9 che invia i dodici apostoli, due a due, nei villaggi della Galilea per annunciare l&#8217;avvento del Regno di Dio, per guarire i malati e aiutare i deboli e i poveri.<\/p>\n<p class=\"brano\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"brano\">L&#8217;evangelista parla esplicitamente di un &#8220;potere&#8221; conferito agli inviati perch\u00e9 possano operare tali cose.<\/p>\n<p class=\"brano\">Ovviamente non si tratta di un potere politico o economico; ma \u00e8 un potere reale, una forza che opera guarigioni nel corpo e nel cuore. Il brano evangelico di questa sedicesima domenica ci narra il ritorno dalla missione delle sei coppie di apostoli. L&#8217;evangelista fa arguire la soddisfazione dei discepoli e di Ges\u00f9 il quale, pur conoscendo la scarsa preparazione di quel gruppetto di discepoli, aveva egualmente affidato loro questo compito; era sufficiente che obbedissero alla lettera alle sue parole per avere effetto: predicare che era giunto un tempo nuovo e ripetere i gesti di misericordia che lui stesso faceva. In effetti, l&#8217;obbedienza aveva dato i suoi frutti. E possiamo immaginare lo sguardo affettuoso di Ges\u00f9 mentre essi raccontavano quello che avevano operato. Erano felici quei dodici; e anche un poco stanchi, come accade ad ogni vero &#8220;missionario&#8221; che dimentica se stesso per servire il Vangelo.<br \/>\nAl termine dei racconti Ges\u00f9 dice loro: &#8220;Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po&#8217;!&#8221;. \u00c8 una esortazione che suona vicina in questo tempo nel quale in molti ci si prepara al riposo o, forse ancor pi\u00f9, alla necessit\u00e0 di un silenzio per nutrire la propria vita interiore. Queste parole di Ges\u00f9 si possono applicare certamente alla salutare pratica di momenti di ritiro spirituale, ma \u00e8 opportuno pensarle legate anche al &#8220;riposo&#8221; che la Messa della domenica deve rappresentare per tutti i cristiani. Non so se viviamo con questa sensibilit\u00e0 la santa liturgia della domenica. Ma se dovessimo per\u00f2 trovare un testo evangelico per esprimere la spiritualit\u00e0 della domenica, direi che queste parole di Ges\u00f9 sono adattissime. Nella Messa domenicale davvero siamo condotti &#8220;in disparte&#8221;, ossia in un luogo diverso dalle nostre ordinarie occupazioni, fossero anche quelle delle vacanze, per poter dialogare con il Signore, ascoltare una parola vera sulla nostra vita, nutrirci di un&#8217;amicizia che resta comunque salda, ricevere una forza capace di sostenerci, una medicina che guarisce. Non si tratta di evadere dalla vita o di dimenticare i propri guai. L&#8217;incontro con il Signore nella santa liturgia domenicale non ci separa dal tempo ordinario della vita, semmai fa come da cerniera tra la settimana che \u00e8 passata e quella che sta per iniziare; \u00e8 come una luce che illumina il tempo di ieri, per comprenderlo, e quello di domani, per tracciarne il percorso.<br \/>\n\u00c8 quello che accade nel racconto evangelico, quando Ges\u00f9 e i discepoli salgono sulla barca per passare all&#8217;altra riva. Il momento della traversata sulla barca, tra una riva e l&#8217;altra, si pu\u00f2 paragonare alla Messa della domenica, la quale appunto ci lega alle due sponde del mare, sempre affollate di gente bisognosa. Le folle, quelle di allora e quelle di oggi, sono senza dubbio l&#8217;oggetto primario della missione del Signore e dei suoi discepoli. \u00c8 su di loro che si dirige la compassione di Ges\u00f9. Per questo il Vangelo pu\u00f2 notare: &#8220;Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare&#8221;. Lo stare &#8220;in disparte&#8221; \u0096 la Messa domenicale, appunto \u0096 non significava perci\u00f2 una fuga, semmai un momento per irrobustire e affinare la compassione. Si tratta di ascoltare anzitutto il Signore, di far scendere nel proprio cuore le parole della Scrittura; esse sono come un respiro pi\u00f9 grande dentro il quale far riposare la mente; o, se si vuole, rappresentano una boccata d&#8217;aria pura, di cui tutti abbiamo bisogno per pensare meglio, per sentire in modo pi\u00f9 generoso, per recuperare le forze. L&#8217;inizio della settimana successiva deve trovarci rinfrancati nello spirito e pi\u00f9 vicini al sentire del Signore.<br \/>\nGiunti infatti all&#8217;altra sponda del mare di nuovo c&#8217;\u00e8 la folla ad attenderli. Forse la gente ha visto il percorso della barca e intuito il luogo dell&#8217;approdo. Sono quindi corsi avanti e sono arrivati prima. Appena Ges\u00f9 scende dalla barca si trova di nuovo circondato dalla folla. Scrive Marco: &#8220;Ges\u00f9 vide molta folla e si commosse per loro, perch\u00e9 erano come pecore sbandate senza pastore&#8221;. Giovanni Battista era stato ucciso da non molto tempo; e non c&#8217;era pi\u00f9 nessun profeta. La Parola di Dio era rara. \u00c8 vero, il Tempio era pieno di gente e le sinagoghe affollate; tanto da far dire a molti che la religione aveva vinto. Eppure la gente, i poveri e i deboli soprattutto, non sapevano su chi confidare, su chi riporre la loro speranza, a quale porta bussare. Nelle ultime parole evangeliche riecheggia tutta la tradizione vetero-testamentaria sull&#8217;abbandono della gente da parte dei responsabili del popolo di Israele. Il profeta Geremia lo grida a chiare lettere: &#8220;Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo&#8221;. Sar\u00e0 il Signore stesso a prendersi cura del suo popolo: &#8220;Raduner\u00f2 io stesso il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho scacciate e le far\u00f2 tornare ai loro pascoli&#8221;. Il segreto di tutto ci\u00f2 \u00e8 nascosto nella compassione del Signore per il suo popolo. Questa compassione che port\u00f2 Ges\u00f9 a inviare i Dodici ad annunciare il Vangelo e a servire i poveri, continua a spingerlo, appena sceso dalla barca, a riprendere immediatamente il suo &#8220;lavoro&#8221;. \u00c8 quello che continua a chiedere ai discepoli di ogni tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal vangelo di Marco 6,30-34 Gli apostoli si riunirono attorno a Ges\u00f9 e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: &#8220;Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po&#8217;&#8221;. 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